Archive for the ‘“L’amore normale” di Alessandra Sarchi’ Category

Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

25 maggio 2014

di Simone Salomoni

[E il gioco è finito. gm].

Il gioco è finito: niente più copie in omaggio.

Il gioco è finito.

Comincia con il risveglio di una coppia che fa l’amore, L’amore normale di Alessandra Sarchi, e il rapporto con il corpo, proprio e del partner, l’amore fisico che si consuma e ci consuma, qui usato come allegoria del ruolo che il mondo impone a ogni essere umano e che spesso finisce per consumarci a sua volta, è uno dei temi ricorrenti e fondanti di questo bellissimo libro (così gli amanti delle recensioni negative non perderanno tempo a leggermi) edito da Einaudi nella collana Stile Libero.

Il nocciolo drammatico attorno al quale si dipana la vicenda è noto, molta letteratura gli è stata scritta attorno, e fa parte delle varie esperienze che possono accomunare gli esseri umani: il tradimento nel matrimonio. Infatti, nel romanzo della Sarchi, entrambi i componenti di una coppia di quasi cinquantenni, sposati e genitori di due figlie, cominciano una relazione extraconiugale: la donna con un proprio ex ricomparso dal passato, l’uomo con una ragazza di vent’anni più giovane.

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

23 maggio 2014

di Paolo Bonari

[C’è ancora pochissimo tempo – fino alla mezzanotte di oggi 23 maggio – per partecipare al gioco che ho proposto qui. gm].

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

Ricevi in regalo una copia di questo romanzo

Come funzionano i meccanismi di diffusione della fama e di creazione del successo? Arbitrariamente? No. Sa dominarli, ne è beneficiario, dacché il mondo è questo, chi riesce a dare una forma momentanea alle rappresentazioni sociali meno sconvolgenti e che più ci coinvolgono, tanto da metterci di fronte alla nostra identità, a chi siamo, ma anche a chi vorremmo essere: Alessandra Sarchi ha vinto, e del suo L’amore normale si può ribadire la qualifica, propagandata dalla quarta di copertina, di “romanzo dell’amore nell’epoca contemporanea”, senza sorridere.

Che cosa accada alle tante donne che abitano quelle pagine è, innanzitutto, trascurabile, o sarebbe agevolmente riassumibile, perché le scene sulle quali l’avventura si svolge sono interiori, ombre e luci sono quelle psichiche, e poco vento muove quell’aria; più trascurabili ancora, i contributi maschili: che l’autrice esponga una fiera coscienza di genere non è d’impedimento all’andare e ritornare delle alterne voci pensanti che tessono trama e dramma della narrazione, ma fornisce il punto di disequilibrio e lo spioncino dal quale utilmente si potrà saggiare la composizione non simmetrica dei caratteri in gioco: nessun vincitore risulta, ma tante parziali vincitrici: degli scambi quotidiani, delle inevitabili fughe interiori che approfondiscono e complicano le presenti esistenze femminili e che restano, per gli intelletti degli umili maschi, per sempre sconosciute: in interiore mulieri habitat veritas, perché ne sanno una più dell’uomo, queste donne, la cui mente sembra espansa, grazie alla solidarietà di genere, che è acquisitiva e consente loro infallibili processi empatici.

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale” (un dialogo)

21 maggio 2014

di Andrea Cremaschi

[C’è ancora pochissimo tempo – fino al 23 maggio, dopodomani – per partecipare al gioco che ho proposto qui. gm].

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

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Qualche giorno fa è passata a trovarmi un’amica che non vedevo da tempo. Non è un’assidua lettrice, tutt’altro per sua stessa ammissione. Ma ha notato subito la copertina in bianco e nero del libro appoggiato sul tavolino basso del salotto, immagino attratta dalla fotografia di una giovane donna che pur parte dell’abbraccio di un uomo sembra ipnoticamente avulsa dalla coppia, persa nel distaccato sguardo verso qualcun altro. “L’amore normale…”, mi dice con inflessione dubbiosa declamando il titolo, “ma esiste davvero una normalità in Amore? Non esiste forse solo tutto il resto, l’irriproducibile stranezza delle sue singole forme?”

Rispondere a questa domanda è parte delle intenzioni dell’ultimo libro di Alessandra Sarchi, edito da Einaudi nella collana Stile Libero Big: indagare sulle declinazioni della (vita di) coppia e scoprire se nonostante l’unicità che crediamo riservata ai nostri sentimenti non si tratti in realtà di transitare umilmente su percorsi già battuti infinite volte da altri (“assomiglia sempre a qualcosa di già visto, già consumato, a volte persino volgare”).

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

21 maggio 2014

di Cristina Bottegal

[C’è ancora pochissimo tempo – fino al 23 maggio, dopodomani – per partecipare al gioco che ho proposto qui. gm].

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

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Quando ho visto per la prima volta L’amore normale in libreria l’ho afferrato e ho aperto una pagina a caso e poi ancora una seconda e una terza. Non riuscivo a lasciarlo stare. Non ricordo bene il giorno esatto, di sicuro non era uscito da più di una settimana.

Ne avevo letto, forse su vibrisse, forse in un giornale. La quantità di informazioni in cui mi piace immergermi mi lascia spesso stordita e un po’ confusa. Mi rimangono impressioni indistinte in cui spicca talvolta qualcosa di limpido, un luccichìo che non posso fingere di non vedere. E quel poco che stavo leggendo de L’amore normale lì in piedi, in libreria, brillava di una luce a cui non potevo resistere. Volevo leggerlo tutto, subito. Confesso, con una certa vergogna, che ormai compro in libreria solo libri che mi danno forti sensazioni tattili o visive: carte pregiate, rilegature cucite a filo, illustrazioni o fotografie. Per il resto ci sono i libri digitali che posso portare sempre con me.

Davanti al libro di Alessandra Sarchi ho dato un’occhiata furtiva al telefono e ho visto che non era ancora uscito in versione digitale. Non potevo aspettare e l’ho comprato.

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

18 maggio 2014

di Sandro Campani

[C’è tempo fino al 23 maggio per partecipare al gioco che ho proposto qui. gm].

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

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L’amore normale è un libro da leggere e da sottolineare, perché è scritto con cura e dedizione. Alessandra Sarchi è una scrittrice che scava, scava nella vita dei suoi personaggi, e tutto quello che riesce a estrarre e ripulire, anche le minuzie, cerca di illuminarlo con una luce di verità. Scava alla ricerca della profondità, della precisione, nello sforzo di dire esattamente, e nel modo più nitido e completo, proprio la cosa che vuol dire. Questo per me fa la differenza fra un libro che lascia un segno e un libro inutile. Non l’argomento, né la trama, ma questo atteggiamento verso i fatti, le cose e i sentimenti.
L’amore è normale: i suoi accidenti, i sussulti, i sensi, la routine, le rotture e le riappacificazioni, l’opprimersi a vicenda, l’illudersi, l’avanzare pretese sugli altri, tutte le sfumature dell’amore con cui ci si tormenta sono normali, miliardi di persone le hanno vissute prima di me, eppure in quel momento mi sento unico, e vorrei parlarne con tutti. Alessandra Sarchi riesce a raccontare questa normalità in modo che non sia mai banalità, e a dar conto, lavorando sul dettaglio, delle sensazioni dei suoi personaggi, della loro sensibilità – ogni cosa in questo libro è raccontata dall’interno, e questo ha a che fare soltanto in parte con l’uso della prima persona e delle voci multiple – senza mai trastullarsi con gli stereotipi o le metafore vacue. Non scrive per stupire. Ha maturato un grandissimo controllo della sua lingua. Devo essermi segnato forse sei o sette punti (brevi frasi, o espressioni, o soltanto un verbo) in cui ho sentito qualcosa di stonato (per esempio, un tragitto che “si snoda”, una figlia che “emana vibrazioni telluriche”, o uno sguardo che si punta addosso come “una sciabolata”: dopo anni e anni di telecronache di calcio su Mediaset, la “sciabolata” è diventata una di quelle parole inutilizzabili per una metafora, logore e urticanti, ma non è detto che Alessandra Sarchi guardi le telecronache Mediaset, e perciò la colpa è mia, che non sono più vergine rispetto a quella parola).

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

15 maggio 2014

di Claudio Vergati

[C’è tempo fino al 23 maggio per partecipare al gioco che ho proposto qui. gm].

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

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La prima volta che ho sentito parlare de L’amore normale di Alessandra Sarchi è stato grazie a Giulio Mozzi. Sul suo blog Vibrisse ne diceva un gran bene e aveva anche organizzato un simpatico giochino in cui regalava copie del libro.
Ma non mi ha convinto.
Giorni dopo, una mia amica giornalista che vive dall’altra parte del mondo, una tosta che va a fare i reportage col casco e il giubbotto antiproiettile, su Facebook postava un commento in cui diceva che da anni non leggeva un libro così di valore scritto in italiano e se ne augurava la traduzione in inglese e francese.
Tralasciando l’ipotesi di essere vittima di un astuto complotto letterario, avevo due pareri autorevoli e indipendenti.
Allora l’ho comprato.

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Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

7 maggio 2014

di Magda Guia Cervesato

[Ecco la prima recensione – spero non resterà l’unica – inviatami per il gioco che ho proposto qui. Magda ha letto il romanzo in edizione digitale. gm]

Istruzioni per ricevere in regalo una copia del romanzo "L'amore normale" di Alessandra Sarchi

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“Era una domanda vera solo a metà” (p. 136).

Questa la frase simbolo del libro, espressa in forma di pensiero che attraversa la mente di uno dei protagonisti del quadrangolo amoroso messo in scena dall’autrice. Nello specifico Davide, marito di Laura innamoratosi di Mia nelle segrete di una biblioteca pubblica in un tardo pomeriggio di pioggia. Mia: l’unica libera sentimentalmente nonostante fluenti chiome di giovinetta, precoce abbastanza da domandare all’amante adulto una cosa qualsiasi di cui “…l’altra metà era un tentativo di mascheramento, legittimo e brutale…”.

Due ordini di persone necessitano leggere il nuovo romanzo di Alessandra Sarchi: chi di esperienza in faccende amorose ne ha poca per ragioni anagrafiche, e chi di esperienza in faccende amorose ne ha tanta e tutta intrisa di ragioni del cuore invece che di ragione e basta. Sì perché per queste faccende ancor più che per altre “si tratta di guardare a fondo o di restituire facili stereotipi: questo è il punto discriminante di ogni opera letteraria”, sosteneva l’amico Valter Binaghi, uno che a fondo ci ha guardato fino in fondo. E questo romanzo serve meravigliosamente il mandato, guardandosi bene dall’inchiodare la complessità dei sentimenti al trito dualismo “amore romantico” – in cui non si capisce mai “come” vivranno felici e contenti oltre la siepe della luna di miele – versus “amore di lungo corso” – in cui non si capisce mai “come” sopravvissero felici e contenti dentro la siepe del fiele: sì, perché la storia attovaglia alle estremità di un lungo tavolo in legno vivissimo due istanze principi di ogni relazione: menzogna e verità. E l’autrice apparecchia il suo banchetto accogliendo ai lati della tavolata infiniti intrugli dei due ingredienti base, pietanze-girandola inseparabili da una realtà sfumata con un signor rosso d’annata.

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