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Operazione Reloaded: quale libro ripubblichereste?

5 febbraio 2013

di Laura Pezzino

[Questo articolo di Laura Pezzino è apparso nel numero di Vanity Fair attualmente in edicola]

Se nel futuro ci aspettano biblioteche senza libri, ma piene di computer e ebook reader (come avverrà in autunno a San Antonio, in Texas, nella prima biblioteca digitale pubblica), allora bisogna portarsi avanti anche da noi. Ci ha pensato la casa editrice Laurana che ha da poco inaugurato la collana Reloaded, specializzata nel recupero di opere di narrativa italiana degli anni ’90 e 2000 ormai introvabili e nel ripubblicarle esclusivamente in ebook.
A dirigere l’operazione, lo scrittore e conduttore radiofonico Marco Drago (Zolle, La vita moderna è rumenta) che, come primi tre titoli, ha scelto Forme d’onda di Dario Voltolini (uscito nel 1996 per Feltrinelli), Il mostro di Vigevano di Piersandro Pallavicini (peQuod, 1999) e Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili) di Giulio Mozzi (Mondadori, 2009, ma già indisponibile).

Drago, come è nata questa idea?
«Sono stato contattato dalla casa editrice dopo essermi lamentato, su Facebook, del fatto che certi titoli italiani di qualche anno fa non fossero più disponibili né in forma cartacea né, tantomeno, in digitale. Così, dopo averne parlato con loro, è nato questo progetto. Si tratta fondamentalmente di convincere gli autori ad abbandonare i vecchi editori, coi quali a volte hanno ancora dei rapporti, ed entrare a far parte di un progetto davvero innovativo».

Continua a leggere l’articolo nel sito di Vanity fair.

L’ultimo a scendere, ma tra i primi a uscire

27 gennaio 2013

di giuliomozzi

Sono in vendita da ieri i primi titoli della collana Reloaded, diretta per l’editore Laurana da Marco Drago, inventore e animatore della storica rivista letteraria Il Maltese (sulla quale potreste trovare un po’ di informazioni qui e/o qui).
La storia è andata più o meno così: l’editore Laurana (con il quale il soprascritto amichevolmente collabora più o meno dai primi vagiti dell’impresa) aveva concepito il desiderio di fare una collana che “salvasse” alcuni titoli della narrativa italiana, apparsi negli anni Novanta o più recenti, considerati (dalla critica, dai lettori accaniti ecc.) come libri “importanti”, e tuttavia non più disponibili: né nelle edizioni originali, né in edizioni economiche. Poiché – lo sanno tutti – se un libro non viene ristampato è perché vende troppo poco (e lasciamo da parte qui le ragioni per cui certi libri, pur molto belli o comunque interessanti, vendono troppo poco), era evidente che una collana del genere, oggi come oggi, e da un editore minimo come Laurana, può essere fatta solo in digitale.
La voglia c’era. Il guaio è che un editore minimo è minimo, e per ogni progetto ci vuole qualcuno che ci si dedichi se non anima e corpo, almeno quanto basta. E si stava quindi nell’impasse da un po’, quando Facebook ci mise la coda. Gabriele Dadati vide una riflessione pubblicata da Marco Drago, che era praticamente il progetto della collana: con l’elenco dei titoli, pure. In pochi istanti si trovò l’accordo. La mia impressione è che Marco, dopo la fine del Maltese, avesse una gran voglia di tornare a menar le mani: di fare l’editore, in un modo o nell’altro.
I primi titoli della collana Laurana Reloaded sono: Il mostro di Vigevano, di Piersandro Pallavicini, pubblicato in origine nel 1999 da peQuod; Forme d’onda di Dario Voltolini, pubblicato in origine nel 1996 da Feltrinelli (se mi chiedessero di profetizzare quale opera diventerà un classico tra quelle pubblicate negli anni Novanta, io non avrei esitazioni: Forme d’onda), qui in un’edizione arricchita da una lettera privata ora resa pubblica di Matteo Galiazzo (un altro bel tipo di revenant, peraltro).
C’è poi anche, del soprascritto, un’edizione un pochino aumentata (ma di cose tutte uscite in vibrisse negli ultimi due anni), di Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), con l’aggiunta di un’antologia della critica, e con una copertina per la quale ringrazio Carta resistente, gli dèi del copyright che permettono certe cose, e naturalmente Rutu Modan. Se qualcuno poi fosse proprio affezionatissimo all’edizione in carta, mandata al macero sei mesi fa, legga qui.