Archive for the ‘Il ricordo d’infanzia’ Category

Il ricordo d’infanzia: L’Unità

5 agosto 2012

Il quotidiano L’Unità ha parlato del ricordo d’infanzia. Vedi.

Il ricordo d’infanzia: 401, la danza, gli editori – e un appello ai teatranti

2 agosto 2012

di giuliomozzi

Il ricordi d’infanzia raccolti, dall’invito del 12 luglio in qua, hanno in questo momento (ore 09.51 del 2 agosto 2012) superato il numero di 400. Grazie a tutte e tutti.
Nel frattempo sono successe alcune cose interessanti:
– il 28 agosto sarò – su invito di Vittorio Macioce – al Festival delle storie, dove non farò altro che leggere in pubblico una sequenza di ricordi d’infanzia;
– mi ha scritto una persona che fa parte del progetto Codance – Abitare corpi, abitare luoghi dell’Università di Torino; il suo gruppo sta per cominciare a lavorare a una coreografia sul tema del ricordo: e mi ha chiesto di dare una sbirciata a quelli che mi sono stati mandati. Se son rose, fioriranno.
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Il ricordo d’infanzia: 358

30 luglio 2012

di giuliomozzi

In questo preciso momento i ricordi d’infanzia ricevuti sono 358. Grazie a tutti.

L’articolo con la proposta. L’evento in Facebook

Il ricordo d’infanzia: 250

24 luglio 2012

di giuliomozzi

I ricordi d’infanzia finora raccolti sono 250 (più esattamente: sono ricordi d’infanzia di 250 persone, perché alcune hanno voluto mandarne più d’uno).
Poiché, ovviamente, l’arrivo di tutto questo materiale richiede una veloce archiviazione; e poiché sempre più ricordi arrivano via passaparola, da persone che magari non hanno nemmeno visto l’invito originale, ripeto qui alcune indicazioni:

Volete partecipare a questo libro da fare? Se sì, vi chiedo di mandarvi il vostro ricordo d’infanzia. Scrivetelo in un documento e mandatemelo in allegato a un’email (giuliomozzi@gmail.com). Se volete aiutarmi della gestione del tutto, date al documento un nome del tipo: NomeCognome_Ricordodinfanzia.doc (o .rtf, .odt ecc.). Dentro il documento mettete il vostro nome, il vostro indirizzo elettronico, il vostro indirizzo di casa. Se volete restare anonimi, mettete solo il vostro indirizzo elettronico.

E, per maggiore chiarezza, raccomando due cose da non fare:
1. Non chiamate il vostro documento “ricordodinfanzia.doc”, ma nemmeno “quanderopiccolo.rtf” o “lamiabellissimainfanzia.odt”, eccetera. Chiamatelo “NomeCognome_Ricordodinfanzia.doc” (o .rtf, o .odt), eccetera.
2. Non mettete i vostri recapiti nell’email: metteteli dentro il documento.

Vedi l’esempio.

Il ricordo d’infanzia

22 luglio 2012

di Loredana Lipperini

[…] Prove di scrittura collettiva. Lo scrittore Giulio Mozzi annuncia su vibrisse.wordpress.com che ha voglia di fare un libro. C’è già il titolo, Il ricordo d’infanzia: non la sua, però, ma quella di chi decide di partecipare con la propria personale rimembranza. Basta inviargli una mail e seguire qualche piccola regola: non più di dieci righe, tempo presente, brevi indicazioni di luogo e tempo iniziali, scrittura semplice e “il più possibile priva di effetti”. L’idea è quella di rendere leggibili i contributi come se fossero quelli di una sola persona. Ultimo termine per partecipare, fine settembre. Nessun limite, né di lingua né di età. Fin qui, sono già arrivati oltre cento “mi ricordo”.

Questo trafiletto è apparso oggi 22 luglio nel quotidiano La Repubblica. Ringrazio Loredana Lipperini. In questo preciso momento – 22 luglio, ore 15.08 – i ricordi raccolti sono 205.

Passaparola

18 luglio 2012

Il ricordo d’infanzia. In Facebook.

Papalla è una delle tante invenzioni dell’agenzia Testa.

Je me souviens

18 luglio 2012

La moltiplicazione dei ricordi (d’infanzia)

17 luglio 2012

di giuliomozzi

Nel giro di pochi giorni (ho cominciato a parlare della cosa il 12 luglio) sono arrivati 107 ricordi d’infanzia (alle 19.18 di oggi 17 luglio 2012). Non so se sono tanti o pochi, né m’importa. Per partecipare c’è tempo fino alla fine di settembre.
Grazie.

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Il ricordo d’infanzia: un libro da fare

12 luglio 2012

una proposta di Giulio Mozzi

Ho voglia di fare un libro. La voglia di fare questo libro mi è venuta leggendo altri libri.

Il titolo del libro da fare è: Il ricordo d’infanzia.

[Aggiornamenti successivi] [la pagina in Facebook]

Vorrei raccogliere cento, mille, duemila ricordi d’infanzia. Non necessariamente primi ricordi d’infanzia. Ricordi di quando avevamo non più di otto anni. Ricordi, se possibile, autentici: cioè proprio ricordi personali, non ricordi attivati da racconti e rievocazioni di genitori e parenti. Non necessariamente, peraltro, ricordi “veri” nel senso comune della parola: la memoria dell’infanzia è piena di fantasie, sogni, immaginazioni – che non sapevamo allora, né sapremmo adesso, distinguere da ciò che ora, da adulti, consideriamo “vero”.

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