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“I plagi” di Daniele Muriano / quarto estratto

6 luglio 2017

di Daniele Muriano

[Daniele Muriano, nel corso di una Bottega di narrazione, ha scritto un notevole – secondo me – romanzo che, dopo un po’ di esitazioni, ora ha il titolo provvisoriamente definitivo – e comunque assai azzeccato – di I plagi. Ne pubblico alcuni estratti in vibrisse, nella speranza di suscitare l’interesse di qualche editore. Questo è il quarto estratto. Il primo estratto è qui. Il secondo è qui. Il terzo è qui. L’immagine “di copertina” è un’opera di Kazimir Severinovič Malevič].

Sintesi: Alfredo muore mentre il figlio si trova al mare in vacanza. Al suo ritorno Angelo, sconvolto dal senso di colpa, cerca di far luce su quella morte a suo avviso misteriosa. In ogni modo si rifiuta di credere che Alfredo sia morto d’infarto. Nell’irrealtà afosa di una provincia desolata, si costruisce una fortezza d’idee paranoidi e, trovata l’agenda telefonica di Alfredo, decide d’incontrare quelle che verosimilmente furono le amanti di suo padre. Indossa per questo una maschera. Diventa l’investigatore, un personaggio ricavato dalla sua scarsa conoscenza degli stereotipi narrativi da serial televisivo.
Angelo è predisposto a fingersi un altro: è un’abilità che gli ha trasmesso il padre, insieme a una quantità di storie inverosimili che valgono per il figlio la leggenda del genitore mitomane, l’infernale Alfredo.
Convince se stesso e le amanti del padre – tutte prostitute – di essere un investigatore pericoloso e violento, per estorcere loro – in modo più o meno fantasioso, facendo violenza solo su se stesso – le informazioni che gli servono. Alimenta così le proprie teorie del complotto. Le relazioni con le donne del padre acuiscono la sua paranoia facendolo dubitare ad ogni ampiezza di sé.
L’indagine si conclude: Angelo, in uno stato di febbrile allucinazione, vede quella morte direttamente dagli occhi di suo padre. Si vede morire cioè durante la foia di un rapporto orale.
Alfredo ora si sveglia, è risorto.
Ha il corpo di suo figlio Angelo. Ma i ricordi – a quanto dice l’io narrante che dice d’essere Alfredo – sono compromessi. Il narratore è dunque inattendibile.
Questa versione diminuita d’Alfredo dichiara il proprio obiettivo: domandare perdono a tutti quelli cui lui ha procurato dolore in vita. Alfredo è tornato per fare del bene, insomma. Ai vicini di casa. Agli amici. E, soprattutto, alle donne che ha maltrattato inseguendo le sue perverse vocazioni. Alfredo è stato: piccolo truffatore, fotografo artista dalle violente provocazioni e, prima di piombare nella malattia mentale, un personaggio televisivo di nessun rilievo.
E qui abbiamo quest’Alfredo/Angelo – o Angelo/Alfredo – alle prese con la risurrezione, convinto che a morire sia stato suo figlio Angelo. È diretto dall’ex moglie Alice, madre di Angelo.

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“I plagi” di Daniele Muriano / terzo estratto

29 giugno 2017

di Daniele Muriano

[Daniele Muriano, nel corso di una Bottega di narrazione, ha scritto un notevole – secondo me – romanzo che, dopo un po’ di esitazioni, ora ha il titolo provvisoriamente definitivo – e comunque assai azzeccato – di I plagi. Ne pubblico alcuni estratti in vibrisse, nella speranza di suscitare l’interesse di qualche editore. Questo è il terzo estratto. Il primo estratto è qui. Il secondo è qui. L’immagine “di copertina” è un’opera di Kazimir Severinovič Malevič]

Sintesi: Angelo – trentenne alle prese con l’accudimento di un padre “sregolato” – scopre di ritorno dalle vacanze che suo padre è morto d’infarto. Alfredo è stato, a suo modo, un genitore esemplare: fotografo artista, ingegnoso truffatore, grandioso mitomane.
Nell’afa dei primi d’agosto, guidato dal senso di colpa e dalla paranoia, Angelo ricostruisce gli ultimi momenti di vita del proprio modello. A un certo punto delle peripezie, si trova davanti un estratto conto bancario in cui il padre figura quale intestatario di duecentomila euro (ne mancano all’appello, però, centomila).
C’è che Alfredo ha dato negli ultimi anni un’immagine di sé ai limiti della povertà assoluta. E ha vissuto chiuso in casa tra un ricovero psichiatrico e l’altro. La verità su Alfredo sta quindi altrove. E Angelo la cerca basandosi su prove, a suo dire certe, che riconducono le vicende – e forse anche la morte del padre – ai piani invisibili e occulti della massoneria. Angelo indaga sul coinvolgimento della massoneria, allora, e grazie alla sua fantasia paranoica trova perfetti riscontri.
Recuperata l’agenda personale di Alfredo, Angelo si mette in capo di andare a trovare le donne i cui nomi e numeri telefonici si trovano sotto una voce esplicita. Non le conosce, ma è certo che tra le amanti di suo padre c’è anche la colpevole. La complice dei massoni. La donna che – immagina – era presente nell’ultima fatidica notte, e ha in tutta evidenza rubato il denaro che manca. Parte della sua eredità. E comincia la caccia.
È pronto a smascherare finalmente questa “Signora X”. È guidato dalle sue ossessioni (tra cui la pornografia, che a suo dire contiene il mistero dell’impossibilità di un vero contatto fra corpi). Nella canicola d’agosto si porta dietro vagando il giacchino del padre, e l’inconfessabile desiderio di diventare Alfredo, tra le sue donne.
Il linguaggio di Angelo è sintomo di tutto ciò.

E poi lo sbaglio, il terribile sbaglio fu andare a vivere subito nella casa del padre. Alice, la mamma cercò di farmi ragionare, ma per me era avviata una fase nuova. C’era da scoprire l’identità della Signora X, quella che aveva passato l’ultima notte con il padre, quella che aveva svaligiato il padre non davvero nullatenente ma ricco, quella che sapeva di più sulla sua morte ma probabilmente pure della sua vita. Avrei indagato oh sì.
Inaugurai una unità di crisi. La sala, ripulita delle cartacce come di ogni fonte di distrazione, diventò un vero ufficio. C’era il laptop e c’era tutto l’occorrente. Così sulla porta della sala-ufficio misi affisso questo cartello:

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“I plagi”, di Daniele Muriano / secondo estratto

22 giugno 2017

di Daniele Muriano

[Daniele Muriano, nel corso di una Bottega di narrazione, ha scritto un notevole – secondo me – romanzo che, dopo un po’ di esitazioni, ora ha il titolo provvisoriamente definitivo – e comunque assai azzeccato – di I plagi. Ne pubblicherò alcuni estratti in vibrisse, nella speranza di suscitare l’interesse di qualche editore. Questo è il secondo estratto: si tratta dell’inizio della seconda parte. Il primo estratto è qui. L’immagine “di copertina” è un’opera di Kazimir Severinovič Malevič]

Sintesi: Angelo, trentenne oppresso da una certa fatica esistenziale, va al mare per dimenticarsi completamente. Si lascia alle spalle il padre, Alfredo, malato psichiatrico momentaneamente accudito dal badante. A Viareggio, forte della solitudine, vive sei giorni di eccessi. Cercando in ogni modo di dimenticarsi, si unisce a un gruppo di adolescenti (tra cui la bella Manuela) con cui compie una serie di nequizie a suo dire eclatanti. Piccoli furti, spaccio di droghe leggere, rapporti sessuali in serie, molte azioni immaginarie. Riesce in tutto questo a essere altro da sé. Ma la sua vita gli ritorna addosso in un istante, nel viaggio di ritorno. Al sesto giorno di irraggiungibilità telefonica, accende il cellulare. Scopre che il padre è morto in sua assenza. Il treno sta entrando ora nella stazione centrale di Milano. (Tra le persone che assistono al cedimento, due cinesi dall’aspetto perturbante).

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“I plagi”, di Daniele Muriano / primo estratto

15 giugno 2017

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