Archive for the ‘Il male naturale’ Category

“Il male naturale”

16 febbraio 2012
Leggere: tutti, numero 65

Leggere: tutti, numero 65

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“E’ Bello. Ma è anche Bene?”

18 luglio 2011
Particolare di una scultura di Aaron Demetz

Particolare di una scultura di Aaron Demetz

[…] Andrea Cortellessa: Siamo abbastanza d’accordo che Il male naturale sia Bello. Ma è anche Bene?

Giulio Mozzi: Non lo so. Devo prendere atto che c’è chi sostiene che la lettura di questo libro gli abbia fatto bene. Strano che facciano questo effetto storie tanto disturbanti, scritte oltretutto in un modo così ossessivo. […]

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Super nivem, 8 di 8

5 aprile 2011
Lisa Lazzaretti

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 7 di 8

4 aprile 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Vanità delle categorie

3 aprile 2011

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Questa noterella di Andrea Cortellessa è apparsa nel mensile Galatea.

Super nivem, 6 di 8

3 aprile 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 5 di 8

2 aprile 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 4 di 8

1 aprile 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 3 di 8

31 marzo 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 2 di 8

30 marzo 2011
Lisa Lazzaretti, Super nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Super nivem, 1 di 8

29 marzo 2011
Lisa Lazzaretti, Super Nivem

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Otto immagini di Lisa Lazzaretti per raccontare Super nivem, racconto incluso nella raccolta Il male naturale di Giulio Mozzi.

Intervista bolzanina

26 marzo 2011

di Andrea Montali

[Questo articolo è apparso nel quotidiano Alto Adige venerdì 25 marzo 2011. Invito a leggere anche le note in calce].

Il male naturale è una raccolta di racconti di Giulio Mozzi, pubblicata per la prima volta da Mondadori nel 1998. Uno dei tredici brani del libro, intitolato Amore, fu al centro di un caso politico e letterario perché fu accusato (da un deputato leghista) di inneggiare alla pedofilia e per questo fu ritirato dal sito della casa editrice. Oggi [cioè il 25 marzo scorso] alle 18, in occasione della riedizione del libro per le edizioni Laurana, l’autore presenterà Il male naturale alla libreria «Mardi Gras» di Bolzano.
Il moderatore dell’incontro sarà il professor Giovanni Accardo della scuola di scrittura creativa «Le Scimmie». L’ingresso è gratuito.

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Spigolature

23 marzo 2011

[…] Giulio Mozzi probabilmente ha paura. Di cosa, non lo voglio sapere. […]

Leggi qui tutta la recensione di Inachis Io a Il male naturale.

[…] Tra l’essere vivente e il proprio corpo non v’è alcuna differenza. […]

Leggi qui tutta la recensione di Lucilla Noviello a Il male naturale.

“Una spazialità e una gravità sconosciute”

19 marzo 2011

[…] Quando in un libro di racconti come “Il male naturale” il lettore viene colpito non tanto dalla fisionomia dei personaggi e dalla dinamica dei comportamenti, ma dallo sguardo assolutamente desueto con cui essi sono fatti emergere da uno sfondo che è e non è quello della vita corrente, ecco che il lettore deve innanzitutto rendere grazie, perché ciò che gli accade è di sperimentare a sua volta una spazialità e una gravità sconosciute, che stanno a quella consueta come la cinetica dell’atmosfera lunare a quella terrestre. […]

Leggi tutta la recensione di Valter Binaghi.

Due letture del “Male naturale”

14 marzo 2011

[…] Certo, Il male naturale non è una lettura facile. A dire il vero, non è neanche semplicemente una lettura. E’ un’esperienza estrema, sconvolgente, che spezza gli argini e ci travolge. […]

Vedi qui.

[…] La distorsione della cultura cattolica in queste pagine è onnipresente e fortissima, ossessivamente concentrata sulla fisicità (malattia, autolesionismo, senso di estraneità verso il proprio corpo) e sugli istinti sessuali, ostinatamente distorti. […]

Vedi qui.

“La forma del male che ci ripugna di più”

11 marzo 2011

di Matteo Giancotti

[Questo articolo è apparso nel Corriere del Veneto, supplemento regionale del Corriere della sera, il 30 gennaio 2011].

“Ancora qui a parlarne”, scrive Giulio Mozzi nella postfazione a Il male naturale, uscito nel 1998 da Mondadori, e ripubblicato ora con un inedito dell’autore e un saggio di Demetrio Paolin dall’editore Laurana. Già, ancora qui a parlare del caso suscitato da uno, il più breve, di quei racconti, Amore, che descrive nei dettagli un rapporto sessuale tra un adulto e un bambino. […] Il racconto non si presta, per il modo in cui la materia è trattata, ad ambiguità: non vi è compiacimento o indugio voyeuristico: c’è la nuda rappresentazione di un fatto deplorevole che tuttavia appartiene all’ordine del reale. È, insomma, una rappresentazione del male, che colpisce di più forse perché la pedofilia, oltre a essere la forma del male che forse ci ripugna di più, è anche la meno rappresentata. Scrive Mozzi al riguardo nella sua postfazione: “Ciò che avevo voluto fare aveva una ragione morale”. Gli abbiamo chiesto quale fosse la ragione morale, e la risposta è stata chiarissima: “Le cose che ci sconvolgono dovremmo cercare di vederle, dovremmo cercare un modo di rappresentarle attraverso la narrazione. Finché non le vediamo ne avremo una ripugnanza generica, ma se le vediamo avremo qualcosa di preciso con cui poter confrontarci”. […]

Leggi tutto l’articolo. Preleva l’articolo in pdf.

“C’è una cattiveria silenziosa”

8 marzo 2011

di Isabella Marchiolo

[Questo articolo è apparso nel Quotidiano della Calabria il 7 marzo 2011. Puoi anche prelevarlo in pdf.].

L’hanno definito libro fantasma perché Il male naturale, raccolta di racconti dello scrittore padovano Giulio Mozzi in questi giorni ripubblicata da Laurana editore, era già stato dato alle stampe nel 1998 per Mondadori. Ma nelle librerie era rimasto poco, ritirato dalla casa editrice [*] dopo la sferzata moralista del parlamentare della Lega Oreste Rossi, che presentò un’interrogazione per chiedere la soppressione del volume. Pietra dello scandalo fu il racconto intitolato Amore, poche paginette che descrivono in modo lucido e quasi chirurgico la relazione fisica tra un uomo e un bambino. Dove i ruoli sembrano ribaltarsi e l’uomo appare schiavo del sentimento verso il bambino, mentre quest’ultimo è un crudele aguzzino che calpesta e umilia l’adorazione dell’adulto.

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“Qualcosa che nessuno aveva ancora raccontato”

8 marzo 2011

di Federico Platania

[…] Ma il cuore di questa raccolta sta secondo me altrove: Un male personale, Splatter (breve) e Super nivem. In questi tre racconti il narratore che percorre le storie fa una cosa rarissima, se non unica (almeno limitandosi alla narrativa italiana contemporanea): sostiene di essere colpevole e desidera essere punito. Questa scelta inusuale apre delle possibilità nuove: in altre parole, questo libro racconta qualcosa che nessuno (almeno limitandosi alla… eccetera) aveva ancora raccontato. So che quest’ultima affermazione non è dimostrabile. La dico in un altro modo: Il male naturale ha raccontato a me qualcosa che nessuno (almeno… eccetera) aveva ancora raccontato. Dal momento che esiste una “pattuglia di giovani scrittori” (sempre qui) che lo considera un modello di riferimento posso pensare che l’eccezionalità costituita da questo libro, pur se non oggettivamente dimostrabile, sia vera. […]

Leggi tutto l’articolo nel blog di Federico Platania.

“Sembra che avesse più di un buon motivo”

6 marzo 2011

di Angelo Orlando Meloni

[…] Rileggere questo libro a polemica sopita ci permette infine di riportare alcune semplici osservazioni: il racconto Amore è davvero disturbante, c’è poco da dire; Giulio Mozzi ha dalla sua una prosa cristallina, vero marchio di fabbrica che non stiamo scoprendo noi, una prosa che senza perdere in chiarezza si avviluppa a cavatappi e a mo’ di preghiera, incastonando parola su parola alla ricerca di una redenzione impossibile dal male naturale oggetto del libro; infine, giudizio personalissimo, la raccolta cresce pagina dopo pagina e ci regala il suo momento migliore nel finale, con Coro, dedicato a Mariele Ventre dello “Zecchino d’Oro”, programma spartiacque tra la dannata generazione Goldrake, genia di senza Dio assatanati di sangue, e i suoi zii e fratelli maggiori. Premesso che qui preferiamo i cartoni giapponesi, che ci hanno fatto divertire mentre i grandi erano impegnati a farsi il segno della croce, propalare pregiudizi e leggende metropolitane, a rileggere Coro sembra che Giulio Mozzi avesse più di un buon motivo per rievocare quell’Italia in cui Mariele Ventre dava ai bambini l’opportunità di “cantare, da soli o in coro, […] studiare, esercitarsi, avere costanza, provare e riprovare”. Una forma di gioiosa disciplina dell’animo che risulta molto più simpatica dell’attuale ossessione per il nichilismo. […]

Leggi tutto l’articolo in Siracusa News.

Un’altra recensione, a firma di Roberto Giungato, è apparsa in Libri Consigliati.

Il luciferino che è in Mozzi

28 febbraio 2011

di Daniele Giglioli

[Questo articolo è apparso il 26 febbraio 2011 in Alias, supplemento del quotidiano il manifesto].

Il tempo non ha tolto forza ai tredici racconti di Giulio Mozzi raccolti in Il male naturale, che Laurana (pp. 216, euro 15.50) riporta in libreria a dodici anni dalla loro prima uscita presso Mondadori. Disancorati dal tempo breve del contesto in cui vennero alla luce (la seconda metà degli anni Novanta, la nefasta e ridicola smania editoriale per i “giovani scrittori”, le polemiche su “cannibali” e “buonisti” [*] che mandavano in visibilio i compilatori di mappe e tabelline), si offrono a lettori più lontani nel tempo ma proprio per questo forse più vicini allo spirito con cui l’autore li ha scritti. Il male naturale è un’opera che aspira alla dimensione del für ewig [“per sempre”], non al brillio posticcio della cronaca letteraria. Letteratura è una parola brutta sotto la penna di Mozzi. Il “per sempre” con cui si confronta non è l’immortalità dello scrittore ma la mortalità senza scampo dell’autore e delle persone che ha amato. Questo libro ha un fine pratico, non estetico: il suo problema sono il male e la morte, la posta in gioco perdono e redenzione. La bellezza che persegue è quella della parola efficace, la stessa che si esercita nella liturgia, nella preghiera, nel giuramento, nella maledizione, nella bestemmia, nella riconciliazione.

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