Archivio dell'autore

Un minuto nella vita di Giulio Mozzi

14 giugno 2015

Milano, 13 giugno 2015, ore 22.42.

Dieci buoni motivi per non scrivere una storia che hai tanta voglia di scrivere

12 giugno 2015
Giovani scrittrici all'opera

Giovani scrittrici all’opera

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Comprereste da quest’uomo un corso di narrazione?

10 giugno 2015
Se sì, cliccate sul suo naso

Se sì, cliccate sul suo naso

La formazione della fumettista, 29 / Antonella Vicari

9 giugno 2015

di Antonella Vicari

[Questa è la ventinovesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Antonella per la disponibilità. gm].

antonella_vicariOtto anni, i titoli di coda di un cartone animato di Hanna & Barbera mi hanno fatto capire cosa avrei fatto da grande: la disegnatrice.

Da sempre il disegno ha fatto parte della mia vita. Non è stata una scelta ma una necessità. Scarabocchiavo, creavo piccole vignette, storie, costringevo la mia sorellina a stare ferma per ore per farle un ritratto, avevo sempre con me un taccuino, un block-notes o qualsiasi altra cosa dove poter disegnare. Ero la prima della classe in disegno.
Ho letto tantissimo sin da piccola cominciando con Topolino e Paperino. Mi affascinavano i fumetti dalla linea chiara franco-belga: Hergè, Juan Gimenez, Vittorio Giardino, Giraud/Moebius. Ma anche autori sudamericani, dalle atmosfere più cupe e noir, José Mûnoz, Barreiro & Risso, Jordi Bernet. Poi c’era Hugo Pratt. Ero attirata da entrambi gli stili, uno più “chiaro e leggero” e l’altro più “scuro e deciso”. Non avevo ancora chiaro quale sarebbe stato il mio stile.

Credo che il fumetto sia una delle tante possibilità che abbiamo di raccontare, e credo che ci siano un’infinità di modi per farlo. Ho sempre trovato straordinario lo spazio bianco tra le vignette che viene riempito dalla nostra fantasia. Tutto accade lì.

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Dieci giorni per un regalo di compleanno

8 giugno 2015

Il 17 giugno compio 55 anni. Chi volesse farmi un regalo può armarsi di pazienza e dedicarsi all’ascolto di Operetta di giugno (testo mio, musica di Massimo Biasioni; 29 minuti titoli compresi). Per informazioni su Operetta di giugno, cliccare qui. Il testo di Operetta di giugno è pubblicato nel libro Favole del morire. Grazie.

Comprereste da quest’uomo un corso di narrazione?

7 giugno 2015
Se sì, cliccate sul suo naso

Se sì, cliccate sul suo naso

Ho letto e ho pianto

6 giugno 2015

di giuliomozzi

romolo_bugaro_effetto_dominoEffetto domino di Romolo Bugaro racconta una storia molto semplice. Un piccolo imprenditore immobiliare tenta l’affare della vita: la costruzione, in zona pedemontana, di una cittadella residenziale di lusso. A un certo punto la banca, per una valutazione puramente formale (e forse per beghe interne), gli blocca il credito. Lui va a rotoli. I suoi fornitori vanno a rotoli. I fornitori dei fornitori vanno a rotoli. Uno di loro si impicca. L’imprenditore si rivolge a un possibile partner: che gli dice di no. Ma un collaboratore dell’imprenditore lavora nell’ombra. Quando l’ultima possibilità è vendere tutto, è proprio il partner già indisponibile, pilotato proprio dal collaboratore ormai ex, a comperare al minor prezzo possibile. Alla fine la cittadella si costruisce, e rende ai compratori un sacco di soldi. La moglie dell’imprenditore – amata di un amore non romantico e solido – è portata via, in fretta, da un cancro: come se il destino volesse fare pulizia di tutto, proprio di tutto, senza lasciare niente. Il nostro uomo si trova spogliato e solo.

Io sono uno che legge col corpo e vi dico: ho letto, senza fermarmi mai; e ho pianto; e ho provato compassione per tutti. Questo romanzo di Bugaro è ancora più asciutto e concentrato dei precedenti. A tratti sfiora la nuda cronaca. Appaiono qua e là delle immagini – dei paesaggi, soprattutto – e la scrittura si eleva a un’intensità emotiva altissima.

Non so che altro dire. Magari qualche frase scontata, tipo: “Questo è un grande romanzo”. Sì, è un grande romanzo.

Romolo Bugaro, Effetto domino, Einaudi 2015, pp. 228, 19,50 euro.

Nessuno ne sentiva la mancanza

6 giugno 2015
Ora anche Mariella Prestante ha un suo blog

Ora anche Mariella Prestante ha un suo blog

A norma di legge

5 giugno 2015

Si avvisa che in questo bollettino vi sono dei biscotti. Alcuni altrui. Attenti alle zuppette.

“La ripetizione è una forma di variazione” (B. Eno).

4 giugno 2015
La variazione è una forma di ripetizione (E. Brian)

La variazione è una forma di ripetizione (E. Brian)

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Un minuto nella vita di Giulio Mozzi

4 giugno 2015

Le conseguenze di Petrarca (una proposta editoriale)

3 giugno 2015
I Devo hanno scritto Satisfaction nel 1977, i Rolling Stones l'hanno imitata nel 1965,

I Devo hanno scritto Satisfaction nel 1977, i Rolling Stones l’hanno imitata nel 1965 (così dicevano i Devo, eh!).

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“Favole del morire”

2 giugno 2015
Una recensione di Giuseppe Caliceti

Una recensione di Giuseppe Caliceti

Due minuti nella vita di Giulio Mozzi

2 giugno 2015

Tratta Padova-Venezia, 25 maggio 2015, ore 10.47.

Un preciso squilibrio. A proposito di uno studio su Giuseppe Pontiggia

29 maggio 2015

di Lorenzo Marchese

smisurato_equilibrioNon era un’impresa da poco proporre uno sguardo sintetico sulla narrativa di Giuseppe Pontiggia, che ha attraversato il secondo Novecento restituendoci una linea di scrittura quanto mai spezzata e affascinante. Autore poco prolifico per via della sua ridiscussione meditata di generi (giallo, romanzo poliziesco, ricostruzione storica, saggio critico) e forme (prosa narrativa, racconto breve, poesia, prosimetro), era e rimane difficile da inquadrare in un suo qualche libro risolutivo, in una circostanza storica che possa rappresentare un suo ipotetico “periodo aureo”.

Uno studioso di Milano, Marco Bellardi, si è cimentato nello sforzo con Uno smisurato equilibrio. La narrativa sperimentale di Giuseppe Pontiggia (Franco Cesati, Milano 2015), un invito alla lettura di Pontiggia che mancava nel nostro panorama: infatti, i commenti all’opera dello scrittore sono sparpagliati in saggi monografici (alcuni, citati da Bellardi, ormai difficili da reperire) e articoli sparsi su riviste accademiche e quotidiani. Uno smisurato equilibrio ripercorre ordinatamente la produzione narrativa di Pontiggia, con un’analisi ravvicinata e un occhio attento all’aspetto stilistico delle opere, senza particolari pretese di esaustività; per quelle, è meglio rivolgere l’attenzione al Meridiano delle Opere a cura di Daniela Marcheschi, che apre all’autore con un utile saggio introduttivo (benché a volte a rischio di pomposità: rischio oltrepassato nella Cronologia) e dà una ricchissima bibliografia critica alla fine del volume. Come riconosciuto nella Nota iniziale, al lavoro di Marcheschi e ai colloqui con la studiosa questo libro deve moltissimo, rappresentando una porta d’ingresso convergente per vedute critiche e più accessibile sotto vari punti di vista – non ultimo quello economico.

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Bottega di narrazione 2015-2016: il bando

29 maggio 2015
Clicca e leggi il bando.

Clicca e leggi il bando.

Dieci risposte autentiche, da parte di autori e autrici, a un rifiuto di pubblicazione

28 maggio 2015
L'autore dell'articolo non si sente la vocazione del San Sebastiano

L’autore dell’articolo non si sente la vocazione del San Sebastiano

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Libri di Bottega (con tutti i nostri auguri)

28 maggio 2015
Scritti nella Bottega di narrazione. Pubblicati in questi giorni. Clicca per leggere le recensioni

Scritti nella Bottega di narrazione. Pubblicati in questi giorni. Clicca per leggere le recensioni

Dieci frasi alle quali non dovete credere se ve le dice l’editore che rifiuta il vostro romanzo

27 maggio 2015
Esempio di comunicazione editoriale

Esempio di comunicazione editoriale

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La formazione del fumettista, 28 / Matteo Bussola

26 maggio 2015

di Matteo Bussola

[Questa è la ventottesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola, e finalmente oggi possiamo leggere la “formazione” dello stesso Matteo: che ringrazio non solo per questo pezzo, non solo per questa rubrica, ma per una quantità di altre cose – soprattutto la gentilezza. gm].

matteo_bussolaQuesta rubrica è nata da uno status di Facebook.
Lo status era un breve scritto in cui parlavo del mio percorso fumettistico. Che poi, a chiamarlo percorso mi viene un po’ da ridere, visto che se mi volto indietro riesco a contare con lo sguardo le briciole di gommapane fino a qui. Giulio lesse lo scritto su Facebook e mi fece una proposta. La proposta è oggi diventata ventisette “formazioni”. Con questa, ventotto.
Ho dunque sempre pensato che se mai avessi pubblicato all’interno di questa rubrica, io il pezzo ce l’avevo già. Invece no, perché avercelo già è barare. E non barare è la prima regola. Che non significa essere onesti, vuol dire solo restare fedele alle regole che ti sei dato. Per esempio è la ragione per la quale, da quando sono un disegnatore professionista, ho smesso di commentare sui forum di fumetti. Per lo stesso motivo, penso che un curatore non dovrebbe in nessun caso scrivere un pezzo che rientri all’interno della rubrica che egli cura.
Siccome ogni regola ha un’eccezione, questo pezzo è la mia. Senza barare.

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