Archivio dell'autore

Dieci verità insospettabili sul conto di Giulio Mozzi

29 aprile 2015
Giulio Mozzi, nel suo abituale abbigliamento notturno

Giulio Mozzi, nel suo abituale abbigliamento notturno

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29 aprile 2015
Un giovane allievo, prima e dopo aver frequentato il laboratorio Raccontare il cambiamento, con Marco Drago

Un giovane allievo, prima e dopo aver frequentato il laboratorio Raccontare il cambiamento, con Marco Drago

La formazione della fumettista, 24 / Roberta Ingranata

28 aprile 2015

di Roberta Ingranata

[Questa è la ventiquattresima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Roberta per la disponibilità. gm].

roberta_ingranata– La formazione di Roberta Ingranata (in arte Robyn, ma solo per mio nonno).
Per oggi, e solo per oggi, questa rubrica cambierà il nome da “La formazione del fumettista” in “L’ansia del fumettista”.
La cosa più tragica, oltre ad avermi scritto Matteo Bussola privatamente, che già di per sé fa salire un senso di angoscia tipica del “cos’ho fatto ‘stavolta?”, è stata la richiesta di una mia foto da mettere in allegato alla biografia.
Panico.
Avrei la capacità di fare due tavole in un giorno, colorarne altre otto, abbozzare un’illustrazione e scrivere tre pagine di word, mantenendo stabili le mie funzioni vitali, ma l’idea di farmi una foto mi terrorizza più di dover scalare una montagna cibandomi di bacche ed erba. C’è chi ama mettere se stesso su internet, e chi no, e io faccio parte della fascia “assolutamente no”. Questo, insieme ad altro, credo mi abbia fatta arrivare in ritardo un po’ su tutto, perché l’idea di mettere sul piatto anche se stessi, oltre al proprio lavoro, è la prova più difficile che si possa chiedere a una persona, fumettista o non fumettista. L’idea di venire fermata in una fiera, l’idea che il proprio lavoro sia riconoscibile, ha da sempre terrorizzato la mia parte camaleontica che ama mischiarsi all’ambiente, notando senza farsi notare. E fare fumetti non ti dà questa possibilità, perché non è solo un lavoro che “fai da casa”: sei tu, la tua pagina bianca, e tutto quello che viene dopo è l’unione delle due cose. Non esiste l’una senza l’altra. “Fai da casa” quello che un giorno sarà di dominio pubblico, e quando lo capisci l’ansia fa partire il gioco del trono nel tuo cervello.

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Raccontare il cambiamento / Un laboratorio con Marco Drago

27 aprile 2015
Leggi il progetto del laboratorio

Leggi il progetto del laboratorio

E’ una novità della Bottega di narrazione.

Radiofavole

25 aprile 2015
Il Mozzi alla Radio della Svizzera Italiana (tempo fa)

Il Mozzi alla Radio della Svizzera Italiana (tempo fa)

Interviste radiofoniche su Favole del morire:
RAi3, Fahrenheit (intervistatore: Tommaso Giartosio),
Radio Onda d’Urto, Flatlandia (intervistatrice: Monica Winters),
FizzShow (intervistatore: Alessandro Fizzotti),
Radio24, La prima volta (intervistatrice: Cristina Carpinelli).

Dieci leggende false o vere che circolano sul mondo dell’editoria indipendente

24 aprile 2015
Un editore indipendente, colto in un momento di relax

Un editore indipendente, colto in un momento di relax

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Che cosa si fa in una Bottega di narrazione?

22 aprile 2015
Vuoi leggere le presentazioni e gli estratti dei romanzi scritti dagli "apprendisti" della Bottega di narrazione? Clicca sulla fotografia

Vuoi leggere le presentazioni e gli estratti dei romanzi scritti dagli “apprendisti” della Bottega di narrazione? Clicca sulla fotografia

La formazione della fumettista, 23 / Silvia Califano

21 aprile 2015

di Silvia Califano

[Questa è la ventitreesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Silvia per la disponibilità. gm].

Fisso Harlan Draka. Ho appena finito di disegnarlo. Se ne sta lì in piedi mentre gli edifici della piazza cinese intorno a lui si dissolvono nella nebbia. Il peggior vampiro della zona è nei paraggi. Forse è troppo spaventato. In fondo ne abbiamo già viste di queste situazioni, non c’è niente di cui aver paura, è il mio mestiere. Cioè, è il suo mestiere. Aggrotto le sopracciglia, raddrizzo la schiena, mi rendo solida. Cancello e ridisegno. Harlan è più sicuro, adesso siamo pronti al peggio. Guardo intorno a lui e penso che se fossi nebbia sarei più subdola. Allungo qualche filo di vapore verso le gambe del dampiro (il figlio di un vampiro e di una donna umana), come lo volessi afferrare, come volessi salirgli fino alla gola e soffocarlo. Questa cosa di essere della nebbia assassina mi sta piacendo.
Poso la penna della Cintiq e guardo di nuovo la scena. C’è da sistemare un po’ la prospettiva. Ai panneggi penserò in fase d’inchiostrazione. Adesso devo scrivere questo pezzo.

Per un momento ho la sensazione che la nebbia sia uscita dalla tavoletta grafica e abbia aggredito la mia, di gola. Ma a darmi i brividi sono due parole. Spuntano dal titolo di questa rubrica e mi guardano minacciose: una è “formazione”, l’altra è “fumettista”.

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Pubblicità / Corso fondamentale di narrazione

20 aprile 2015
Affrettarsi! C'è tempo fino a mercoledì

Affrettarsi! C’è tempo fino a mercoledì

Dieci parole alle quali Giulio Mozzi è allergico

19 aprile 2015

di giuliomozzi

1. Bhè.

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Pubblicità / Corso fondamentale di narrazione

19 aprile 2015
Non spingete! C'è posto per tutti

Non spingete! C’è posto per tutti

Dieci leggende false che circolano sul mondo della grande editoria

16 aprile 2015
Coccodrillo newyorchese, fotografato nel suo ambiente naturale

Coccodrillo newyorchese, fotografato nel suo ambiente naturale

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16 aprile 2015
Un Corso fondamentale di narrazione? Magari...

Un Corso fondamentale di narrazione? Magari…

Davanti e dietro la scrittura. Donne e uomini alle prese con identità di genere, ruoli, gerarchie e riconoscimento pubblico

15 aprile 2015
Leggi il programma del convegno (Bologna, sabato 18 aprile)

Leggi il programma del convegno (Bologna, sabato 18 aprile)

Link. Pdf.

Dieci cose che possono capitare quando si tratta di decidere se pubblicare o no un certo romanzo

15 aprile 2015
La tavola rotonda

La tavola rotonda

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La formazione della fumettista, 22 / Valentina Romeo

14 aprile 2015

di Valentina Romeo

[Questa è la ventiduesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Valentina per la disponibilità. gm].

valentina_romeoHo sempre avuto una forte passione per il racconto attraverso le immagini, sono cresciuta divorando cartoni animati della Disney e giapponesi, e sognavo un giorno di poter disegnare proprio per la Disney, o comunque di diventare una disegnatrice e far vivere i miei personaggi nel modo più realistico ed elegante possibile.
I classici Disney come Cenerentola, La bella e la bestia, La spada nella roccia, mi colpivano particolarmente per l’eleganza dei disegni, per l’espressività dei personaggi, per le atmosfere fiabesche e per quell’umorismo che non appesantisce mai le storie. Ero affascinata dai movimenti realistici ma nello stesso tempo idealizzati, come se ogni movimento fosse tanto naturale quanto una forma d’arte. Che poi, quest’ultima cosa, è quello che mi affascina anche della cultura giapponese. In Memorie di una geisha per esempio, la protagonista parla proprio di questo aspetto, dicendo che i giapponesi riescono a trasformare le abitudini in arte, rendendo più affascinante perfino prendere un tè in compagnia. Il gesto più comune si trasforma in una visione che mi ipnotizza, dove l’amore per il bello cattura immediatamente la mia attenzione.
Per riuscire a realizzare il mio sogno di diventare disegnatrice bisognava studiare molto, e l’avrei fatto se la mia famiglia mi avesse appoggiata, ma non è stato così. Certe realtà, magari lontane da quelle che sono le aspirazioni più comuni possono spaventare i genitori, e infatti i miei non volevano rimanessi delusa nell’intraprendere una strada così difficile. Ma, raggiunta la maggiore età, mi sono spostata a Napoli per studiare prima Architettura e poi, con un atto di coraggio, mi sono iscritta alla Scuola del Fumetto per tentare una prima e forse ultima volta di realizzare il mio sogno di infanzia.
Con tenacia e disciplina mi sono diplomata con il massimo dei voti e ho trovato subito dei piccoli lavori che mi hanno permesso di continuare la strada dei miei sogni fino al punto in cui mi ero prefissata di arrivare: essere assunta dalla Sergio Bonelli Editore, la casa editrice più prolifica e importante di Italia.

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14 aprile 2015
Ma cos'è quello? Un corso di scrittura?

Ma cos’è quello? Un corso di scrittura?

Botta e risposta / La “donna fiera” risponde a Claudio Tolomei

13 aprile 2015

Cuore_di_Pietra__by_Corvola

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Botta e risposta / La “donna sua” risponde a Giosue Carducci

12 aprile 2015
Contrasti in famiglia

Contrasti in famiglia

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Botta e risposta / La sera risponde a Ugo Foscolo

10 aprile 2015
Una sera nel Salento, 2005

Una sera nel Salento, 2005

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