Archivio dell'autore

L’uomo col giornale in mano

25 novembre 2016
Tranquillo Cremona: Ritratto di Giuseppe Bianchi

Tranquillo Cremona: Ritratto di Giuseppe Bianchi

di giuliomozzi

[Scritto a fine 2005 o inizio 2006, su richiesta di Stefano Fugazza e Gabriele Dadati, per la collana Scrivere l’arte della Galleria d’arte moderna Ricci-Oddi di Piacenza. Forse non è vero che questo quadro è il primo in cui compare un giornale quotidiano: comunque dev’essere uno dei primi].

L’uomo col giornale in mano
ha il braccio destro abbandonato lungo il fianco.
L’uomo col giornale in mano
regge il giornale con la mano destra,
alza lo sguardo e volta il viso verso
noi, che lo guardiamo.
L’uomo col giornale in mano
ha interrotta la lettura del giornale
per guardare
noi, che lo guardiamo.

L’uomo col giornale in mano è morto.
Noi, per ora, siamo vivi.

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Cose sentite dire negli ultimi cinque giorni

21 novembre 2016

di giuliomozzi

1. (per la strada). “Certo che è comodo, fare gli scrittori. Scrivi il tuo libro, lo pubblichi, e ogni mese ti arriva il bonifico dei diritti”.

2. (in chat). “I corsi di scrittura creativa non servono a niente. Io ho fatto un corso di rebirthing, e non mi è servito a una cippa. E’ la stessa cosa”.

3. (sul treno). “Una fiera del libro a Milano non serve a niente, ci sono già tutti gli editori, a che gli serve? Le fiere bisogna farle dove i libri non arrivano, tipo Venezia”.

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Un momento un po’ così

21 novembre 2016

Aula e piuma

14 novembre 2016
Domenica 13 novembre 2016, ore 7.35

Domenica 13 novembre 2016, ore 7.35

di giuliomozzi

Ieri mattina alle sette e mezza circa sono entrato in quest’aula. Ho acceso il riscaldamento, ho lasciata aperta la porta per cambiare l’aria. Mi sono seduto, mi sono guardato intorno, e ho fatto un conto: negli ultimi sei anni ho trascorso qui dentro, a far lezione, circa millecinquecento ore: poco più di un migliaio con Gabriele Dadati e con ospiti occasionali, le altre da solo.

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Quel fragoroso silenzio: il testo completo

6 novembre 2016
Clicca su Rossini per prelevare il testo

Clicca su Rossini per prelevare il testo

Quel fragoroso silenzio (buffonata rossiniana a Riva del Garda e a Nonantola)

3 novembre 2016

Giacchino Rossini manifesta tutto il suo entusiasmo

di giuliomozzi

Domani venerdì 4 novembre 2016, alle 21, a Riva del Garda presso l’Auditorium del Conservatorio, andrà in scena una faccenda che s’intitola Quel fragoroso silenzio. Non è una commedia in prosa (e tantomeno in versi), non è un’operetta (e tantomeno un’opera): è – me lo dico tra me e me, sperando che non mi si senta – una specie di buffonata. Gioacchino Rossini, che da lassù (spero non da laggiù) forse ci sentirà schiamazzare, e magari si sporgerà dai balconi celesti a vedere che succede, spero non s’adonterà.

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Cinquanta minuti con Tullio Avoledo

2 novembre 2016
Clicca per guardare l'intervista di Marzia Tomasin a Tullio Avoledo

Clicca per guardare l’intervista di Marzia Tomasin a Tullio Avoledo

Come sconfiggere la sindrome della pagina bianca, in dieci mosse

1 novembre 2016
Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

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Il Corso fondamentale di narrazione a Cagliari

28 ottobre 2016
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Come si fa una descrizione?

25 ottobre 2016

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Dieci piccole verità molto utili a districarsi nei meandri della Repubblica delle Lettere

21 ottobre 2016

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Il vero motivo per cui Giulio Mozzi non scrive più libri

19 ottobre 2016

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La servitù dello scrittore

18 ottobre 2016
In periscritto.it, Marzia Tomasin ha pubblicato una lunga e interessante chiacchierata con Demetrio Paolin. Basta cliccare qui sopra.

In periscritto.it, Marzia Tomasin ha pubblicato una lunga e interessante chiacchierata con Demetrio Paolin. Basta cliccare qui sopra.

“Una crime novel, o forse una favola”. Edoardo Zambelli su “Lo spregio” di Alessandro Zaccuri

13 ottobre 2016

di Edoardo Zambelli

[Questo articolo è apparso nel sito personale di Edoardo Zambelli].

cop_zaccLo spregio, ultimo romanzo di Alessandro Zaccuri, è, secondo me, un libro che può essere letto in modi diversi. Una lettura molto bella (e credo anche più profonda della mia) l’ha data Demetrio Paolin qui. Io, per parte mia, l’ho letto come una crime novel, e credo di poter dire che questa, per quanto magari più superficiale, sia una lettura altrettanto legittima (in fondo, un lettore un libro lo legge un po’ come gli pare) che non manca di rispetto all’autore e non sminuisce la bellezza del libro stesso.
Una crime novel, quindi, con tutti gli ingredienti necessari, ma, anche, con la capacità di giocare col genere senza aderirvi del tutto, di prenderne alcune delle regole e piegarle all’esigenza di dire altro.
Le prime pagine sono tutte per la “formazione criminale” di Angelo, il giovane protagonista del libro, che scopre e pian piano accetta e fa sue le attività più o meno criminali del Moro, suo padre, guidato da un bisogno d’emulazione, di diventare come lui.

Continua a leggere nel sito personale di Edoardo Zambelli.

Un concorso per l’inverno: un terribile Natale

13 ottobre 2016
Un'immagine tipicamente natalizia.

Un’immagine tipicamente natalizia.

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L’arte di fingersi autore di finzioni

12 ottobre 2016
Un'opera di Alex Alemany

Un’opera di Alex Alemany

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Tullio Avoledo su “L’antagonista” di Edoardo Zambelli

11 ottobre 2016

di Tullio Avoledo

[Tullio Avoledo, da poco in libreria con il nuovo romanzo Chiedi alla luce, ha letto L’antagonista di Edoardo Zambelli e ci ha fatto la cortesia di scriverne. Grazie. gm]

cop_antagonistaAvvertenza preliminare: non sono un recensore. Sono un lettore, quindi ciò che sto scrivendo non è una recensione, ma una semplice serie d’impressioni di lettura.
Seconda avvertenza: leggo pochissima narrativa. Divoro saggistica e poesia, ma leggo pochi romanzi, e meno ancora racconti. Così non so fino a che punto sono un giudice attendibile, rispetto a chi, magari per professione, legge tipo venti romanzi al mese.
Nelle due settimane di vacanza dalla scrittura che mi sono concesso per riprendermi da due festival, ho letto tre libri molto belli. Uno solo di questi era un romanzo, ed è L’antagonista di Edoardo Zambelli.

L’autore è giovane, maledetto lui. Anche se non troppo giovane, quindi ritiro il maledetto.
E’ anche maledettamente bravo, e stavolta l’avverbio lo lascio. Mi è capitato solo una volta di leggere un’opera prima altrettanto affascinante, e quel libro era Pugni di Pietro Grossi. Anzi, non era nemmeno ancora un libro, era un dattiloscritto in cerca di editore, fattomi leggere da un’amica. Sono stato contento quando Pietro, non per merito mio, ha trovato un editore.
Sono ancora più contento che l’abbia trovato Edoardo Zambelli, e che L’antagonista sia uscito dal cassetto (o dovunque lo tenesse) per arrivare ai lettori. E’ un libro potente, un libro che emana una strana energia, una specie di luce nera che illumina i nostri giorni purgatoriali.

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Bottega di narrazione: ultime due settimane per candidarsi

7 ottobre 2016

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Il termine ultimo per presentare la propria candidatura alla Bottega di narrazione 2016-2017 scade alla mezzanotte del 23 ottobre 2016. Il bando con tutte le istruzioni è qui. Nell’immagine in alto, la Commissione selezionatrice al lavoro.

Ferrante, Pynchon, Rimbaud e alcune (opinabili) ipotesi

5 ottobre 2016

di Enrico Macioci

Dunque Elena Ferrante sarebbe Anita Raja. Che cambia? Nulla, a mio avviso. Ho letto L’amore molesto, I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e il volume che apre la tetralogia de L’amica geniale; ho trovato i primi due libri piuttosto contorti, il terzo bello e il quarto una perfetta, coinvolgente macchina narrativa. Non ho mai pensato al fatto di non conoscere l’identità dell’autrice dei testi, né mentre li leggevo né dopo; tutt’al più talora mi domandavo se davvero vi si celasse un uomo. La questione è dibattuta e delicata: esiste un modo di scrivere maschile ed uno femminile? Io non posseggo risposte, però a naso mi pareva che quei libri appartenessero alla sensibilità di una donna. E comunque: finché un romanzo mi piace (o non mi piace), chi l’ha concepito può essere uomo o donna, vivo o morto o moribondo; la biografia dell’autore/autrice non aggiunge e non sottrae un’oncia al godimento estetico. Debbo precisare che le biografie degli artisti mi appassionano; amo frugare nei loro segreti, nelle loro pene, nei loro squallori; ma tengo sempre distanti testo e persona. I dati biografici risultano utili ai fini d’un più preciso inquadramento, la sociologia e la psicologia ci soccorrono; ma non possono rappresentare il perno di un’analisi degna. Di William Shakespeare, forse il più grande scrittore di sempre, sappiamo pochissimo; fu davvero l’umile figlio d’un guantaio o non invece, come riteneva Freud, un nobile d’alto lignaggio? Fu magari Cristopher Marlowe sotto mentite spoglie, che tentava di sfuggire agli agguati politici del tempo? Fu addirittura un certo Crollalanza, siciliano migrato in Inghilterra? Non lo sappiamo, non lo sapremo mai e nemmeno c’interessa quando ci immergiamo nell’Amleto, nel Re Lear o ne La tempesta; allora conta solo la voce flautata che, traversando i secoli, ammalia il nostro orecchio.

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Dieci criteri utili a decidere se pubblicare il proprio libro con questo o quell’editore

3 ottobre 2016
Nessuno di questi asini è un asino di Buridano.

Nessuno di questi asini è un asino di Buridano.

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