Archivio dell'autore

“Velocizzare l’efficientamento”, di Kevin Zancanaro

2 maggio 2016

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

poverelliIn questo ennesimo repertorio di parole nuove e deprecabili (e deprecabili non in quanto nuove, ma in quanto orrende e soprattutto – peccato gravissimo per una parola nuova – inutili) si spara (come peraltro di consueto) ad alzo zero, e con una potenza di fuoco eccezionale, sulla Croce Rossa. Perciò non starò a descrivervelo: il repertorio è esattamente ciò che il titolo vi fa immaginare. L’attenzione del vostro bibliofilo, abituato a consultare non solo il testo, ma anche il controfrontespizio, è stata attirata da altro. Il curatore dell’opera è Kevin Zancanaro, figlio del celebre Thomas Zancanaro (fondatore della scuola linguistica padovana); la tavola dei collaboratori, tutti meritoriamente giovani e presumibilmente bravissimi, reca i seguenti nomi: Boby Ballarin, Orson Boscolo, Elvis Caruso, Chantal Dal Col, Aisha D’Alessio, Keith Di Monaco, Nicky Ferrari, Marlin Lo Iacono, Samantha Paccagnella, Emerson Presutti, Lizzie Strazzabosco, Michael Segato, Suellen Soranzo, Ridge Tonon, Luana Torresan, Waldo Zancan.

Lungi da noi deprecare. Constatiamo, constatiamo: e sappiamo che la lingua, ad onta chi tenta di regolarla, fa ciò che vuole.

Dieci indispensabili romanzi vittoriani (più un intruso)

2 maggio 2016

Thodor Roussel, Donna che legge, 1886.

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Dieci esempi per far intuire che con i nomi dei personaggi bisogna stare attenti

29 aprile 2016

di giuliomozzi

1. (Eliminatorie). Per una frazione di secondo Quinto arrivò terzo ai quarti.

2. (Lo stilista industriale va in televisione). “Ed ecco a voi Andrea Del Sarto, il re del prêt-à-porter!”.

3. (Il commerciale prende un appuntamento). “Verrebbe a trovarmi in studio?”. “Ma certo, Cesarini. In che zona rimane?”.

4. (Con un filo d’ansia). “Mi raccomando, Ernesto, è importante”.

5. (Il bambino arrampicatore). “Forza, Mosè, scendi”.

6. (Una lieve irritazione). “Lo Bello, ha capito il concetto?”.

7. (Il calciatore intervistato). “Domani giochiamo in casa della Juve. C’è poco da stare allegri”.

8. (Invidie di paese). “Sai che Ferrari si è comprato la Porsche?”.

9. (Difficilino). “Dov’è Carmela?”. “Nel frutteto”.

10. (Lo scrittore dal meccanico). “Vede? Si è rotto il mozzo, Mozzi”.

Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo (fino al Novecento)

28 aprile 2016
Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

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Dieci libri italiani di poesia veramente indispensabili (fino al Novecento)

26 aprile 2016
Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

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Meno cinque

22 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Tranquilli, per il Corso fondamentale di narrazione 2016 ci sono ancora posti liberi (clicca)

Prima che parta il treno

21 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Il treno del Corso fondamentale di narrazione 2016 sta per partire… (clicca)

“Volevo fare lo scrittore (sul serio) ma i corsi di scrittura creativa mi hanno rovinato per sempre”, di Mario Cippa Lippa

21 aprile 2016

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

cippaLa prima impressione, più che ovvia e naturale, è che alla domanda se in Italia i corsi i seminari le scuole gli stage i workshop i laboratori le botteghe di scrittura creativa abbiano o non abbiano “prodotto” nuovi narratori di un qualche rilievo, la risposta più caritatevole sarebbe: no, ma hanno prodotto un nuovo genere letterario, ovvero il “romanzo di deformazione” del frequentante di un corso un seminario una scuola uno stage un workshop un laboratorio una bottega di scrittura creativa. “Deformazione”, mi raccomando, e non “formazione”, perché con corale (e un po’ assordante) univocità tutti questi romanzi (dei quali quello di cui ci occupiamo, del Cippa Lippa, va considerato meramente come esemplare o sintomatico o punta d’iceberg: non come specialmente meritevole sul piano artistico) raccontano la medesima storia: c’è un gruppo di ardenti aspiranti pieni d’ambizione e di bruciante passione; c’è un Maestro con l’emme maiuscola e dal cognome enfatico tipo Stupazzoni o Pestalozzi o una Maestra con l’emme maiuscola e dal cognome doppio tipo Tocchetti Bocconi o Molarin D’Entière; e vi si producono situazioni di asservimento, di sfruttamento, di vampirizzazione, di cronicizzazione dell’invidia, di umiliazione financo erotico sessuale, di lotta biologica per la sopravvivenza, eccetera eccetera, nelle quali il Maestro o la Maestra risultano sistematicamente essere degli smokeseller più che degli storyteller, e gli allievi sono tutti dei pazzi furiosi invasati – tutti tranne quello, ovviamente, che costituisca proditoria proiezione dell’autore o autrice, suo o sua alter ego o quantomeno portavoce. E quanto sia divertente la lettura di ‘sta roba, ve lo potete immaginare senza che ve lo racconti nel dettaglio il vostro umile bibliofilo.

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Dieci buoni motivi per non avere buoni motivi (per fare qualunque cosa)

20 aprile 2016
Questo sì che è un bel motivo!

Questo sì che è un bel motivo!

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Differenze tra ciò che è importante nella scrittura e ciò che è importante nella lettura di un’opera letteraria (appunto)

19 aprile 2016

fedora

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E poi il sole tramonterà

19 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Clicca per leggere il bando del Corso fondamentale di narrazione 2016

Per iscriversi al Corso fondamentale di narrazione 2016, condotto da Giulio Mozzi presso la Bottega di narrazione, c’è tempo fino a venerdì 22.

Uno tira l’altro

12 aprile 2016
Dove vanno i ciechi? Clicca!

Dove vanno i ciechi? Clicca!

Esitazioni in amore

10 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Clicca per saperne di più.

La voce di Gilda Policastro

8 aprile 2016
Bologna, 5 aprile 2016. Si parla di Cella, romanzo di Gilda Policastro pubblicato da Marsilio

Bologna, 5 aprile 2016

Martedì 5 aprile 2016 Gilda Policastro ha presentato il proprio terzo romanzo Cella, pubblicato da Marsilio, a Bologna presso la bella libreria Modo Infoshop Interno 4. Con lei Vincenzo Bagnoli e il sottoscritto. Pubblico attento, partecipe, e addirittura numeroso (notati tra i presenti: Gianluca Di Dio, Niva Lorenzini, Loredana Magazzeni, Piero Pieri, Simona Vinci). Cliccando sulla fotografia qui sopra potete ascoltare (in .mp3) la conversazione avvenuta, comprensiva di lettura di due capitoli del romanzo e di una poesia da parte di Gilda.

Il problema sta all’origine

7 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Perché il leone è pessimista? Clicca sulla mela per saperlo

Dieci buoni motivi per dedicarvi al culto di voi stessi (istruzioni per scrittori giovani)

7 aprile 2016
Clicca sul pappafico, ne troverai uno

Clicca sul pappafico, ne troverai uno

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Se lui non vuole

6 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

C’è un modo per convincerlo (clicca)

Foto di gruppo

6 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Scelte diverse (clicca)

Dieci eventi determinanti che hanno fatto di me lo scrittore che sono

5 aprile 2016

di giuliomozzi

[“Dieci”, mi raccomando, non “I dieci”]

1. Sono nato in una famiglia dove si studiava, e si studiava volentieri; e dove c’erano risorse per studiare. Dai genitori – entrambi biologi – appresi, tra le altre cose, un modo di ragionare e parlare rigoroso. Una logica.

2. Mia sorella Maria Luisa studiava lettere, e mi passava poi dei libri, o me li raccontava, o accettava di parlarne con me – che avevo due anni di meno, molta costanza di meno, e moltissima pazienza di meno. Capivo poco, intuivo qualcosa: sviluppavo l’immaginazione, più che l’intelligenza.

3. All’oratorio conobbi Stefano Dal Bianco. Oggi stimato poeta, allora amico prezioso e istruttivo. Aveva un anno meno di me, mi ha insegnato molto, mi ha portato molte letture: faceva qualcosa che io non capivo, ma che mi sembrava vero.

4. Al liceo ebbi, tra gli altri, due insegnanti che avevano per la loro disciplina un appassionamento autentico: Diana Burla, italiano; Renato Bortot, filosofia. Non so quanto ho ritenuto del loro insegnamento: credo di aver intuito qualcosa dal loro appassionamento.

5. Negli anni Ottanta, quando lavoravo nell’ufficio stampa della Confartigianato veneta, per un certo tempo ebbi sopra di me come capo ufficio Guido Lorenzon. Mi fece scrivere molto, mi insegnò molto. Da lui imparai non solo un approccio professionale alla scrittura, ma anche un approccio etico.

6. Nel 1988 trovai in una libreria un libretto di poesie di Laura Pugno, e volli conoscerla. Laura ha dieci anni meno di me, allora ne aveva diciotto: mi ha insegnato molto, ma soprattutto ha riconosciuto qualcosa in me che io stesso non vedevo.

7. Nel 1991 lessi, su istigazione di Stefano Dal Bianco, Grande raccordo di Marco Lodoli. Che Marco Lodoli sia o non sia un grande scrittore, non è questo il punto. Il punto è che quel libro era la cosa più potente che potesse capitarmi in quel momento. E i suoi racconti erano un modello.

8. Nel 1995 o 1996, non so più, conobbi Umberto Casadei: si iscrisse a un mio corso, anzi fu la sorella a iscriverlo. Da lui ho imparato che quando si incontra uno scrittore non c’è altro da fare che mettersi al suo servizio. Lezione utile per gli anni successivi.

9. Nel 2002 o 2003, credo, ricevetti dei racconti da Demetrio Paolin. Non mi convinsero ma mi interessarono. Conobbi così Demetrio. E capii, accidenti se lo capii, che differenza c’è tra uno che fa come me e uno che studia e pensa.

10. E poi sarebbe una lista lunga, molto lunga, di incontri e di apprendimenti. Di alcuni ho preso coscienza solo nel tempo, magari dopo molto tempo. Di altri, chi sa, prenderò coscienza in futuro. Grazie.

Vita di coppia

3 aprile 2016
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

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