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16 luglio 2015
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16 luglio 2015
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15 luglio 2015
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Dieci modi sbagliati per proporre la propria opera a un editore, 3

15 luglio 2015

misery

La formazione del fumettista, 34 / Alessandro Baronciani

14 luglio 2015

di Alessandro Baronciani

[Questa è la trentaquattresima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Alessandro per la disponibilità. gm].

alessandro_baroncianiAlle superiori tornavo con la corriera da scuola e mi fermavo – sempre – in edicola. “Edicola” è una parola antica la cui traduzione moderna potrebbe essere più o meno: internet. C’era di tutto in edicola: le notizie aggiornate ogni ventiquattr’ore, le fotografie scattate da ogni parte del mondo, i blog con le opinioni di tantissime persone sui giornali. C’erano gli aggiornamenti al sistema operativo del tuo computer; erano dentro i cd-rom allegati alle riviste. Dentro le riviste c’erano le pagine della posta con le chat e le message board. C’era anche youporn in edicola, e vicino a youporn di solito c’erano sempre i fumetti. E io amavo i fumetti. Zagor e Mister No – non sai quante volte ho provato a disegnare la giungla amazzonica con tutte quelle piante strane ed esotiche – Skorpio e Lanciostory dove ho scoperto il fumetto argentino e Robyn delle stelle di Breccia. Sturmtruppen e Lupo Alberto. Ho iniziato così, leggendo e ricopiando i disegni che vedevo. Volevo diventare un fumettista e il mio primo lavoro è stato l’edicola. Facevo ancora le elementari. La mattina d’estate non andavo al mare e correvo a dare una mano ad Algide, la signora dell’edicola. In cambio lei mi sopportava e mi dava dei fumetti gratis, io leggevo e imparavo a dare il resto e anche a fare di conto. Forse per questo per me i fumetti sono sempre andati di pari passo col fare i soldi. Ero ricco, o almeno mi sembrava così, dato che potevo leggere tutti quelli che volevo. In edicola ero il primo a vedere l’arrivo delle novità. Mi ricordo ancora la pubblicità del primo numero di Dylan Dog sul retro copertina di un Tex. Andai dai miei amici, loro ancora non sapevano nulla!

Per questo ogni giorno di ritorno da scuola passavo sempre in edicola.

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“Un gusto narrativo degno di Don DeLillo”

14 luglio 2015
Per leggere tutto l'articolo di Vincenzo Latronico, clicca sul ritaglio

Per leggere tutto l’articolo di Vincenzo Latronico, clicca sul ritaglio

Per leggere tutti gli articoli sul romanzo La circostanza di Francesco Paolo Maria Di Salvia, clicca qui.

Dieci modi sbagliati per proporre la propria opera a un editore, 2

12 luglio 2015
Secondo metodo sbagliato

Secondo metodo sbagliato

Il progetto cammina

12 luglio 2015

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Al momento abbiamo con certezza (nel senso che i pezzi sono pervenuti) le partecipazioni di (in ordine alfabetico): Sandro Campani, Nicola D’Attilio, Giorgio Falco, Claudia Grendene, Enrico Macioci, Daniele Muriano, Ivano Porpora, Alessandra Sarchi, Veronica Tomassini. Alcuni altri invitati provvederanno, così hanno assicurato, secondo le loro possibilità, entro breve. Appuntamento a sabato 18 luglio 2015.

Decalogo: princìpi per scrivere un decalogo

11 luglio 2015

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Esitare, prima di scrivere

11 luglio 2015
Alla vostra sinistra Giulio Mozzi, a destra Stefano Dongetti

Alla vostra sinistra Giulio Mozzi, a destra Stefano Dongetti

Chi volesse ascoltarsi la mia lezione sull’Esitare a scrivere, tenuta giovedì 9 luglio 2015 a Trieste nell’ambito del Lunatico Festival, clicchi sulla fotografia qui sopra. Dura un’ora, comprese presentazioni e domande del pubblico. Ringrazio Stefano Dongetti per l’invito.

Dieci metodi sbagliati per proporre la propria opera a un editore, 1

10 luglio 2015
Primo metodo sbagliato

Primo metodo sbagliato

Lunatico Festival

7 luglio 2015

Giovedì 9 luglio 2015, alle 21, Giulio Mozzi sarà a Trieste per il Lunatico Festival (presso il Posto delle Fragole, ossia il ristorante del Parco di San Giovanni). Alle 21 è prevista una lezione sull’esitare a scrivere (se ne volete un assaggio, guardate qui); seguirà una lettura, da Favole del morire, del testo teatrale Emilio delle tigri se n’è andato, a cura di Ivan Zerbinati e Gianmaria Martini.

La formazione del fumettista, 33 / Mauro Uzzeo

7 luglio 2015

di Mauro Uzzeo

[Questa è la trentatreesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Mauro per la disponibilità. gm].

mauro_UzzeoSono uno di quelli che credono nel qui e ora, perché il futuro faccio fatica a capirlo persino nei film e indietro, come dicevano quei due, non ci torno mai, neanche per prendere la rincorsa.
Risalire alle origini di un percorso, poi, è nuotare vestiti e controcorrente tra le rapide di un fiume incazzato, per questo posso raccontarmi soltanto mettendo a fuoco pezzi di fotografie.

Come su Tralfamadore, le cose non sono avvenute nel passato e non avverranno domani, il tempo è una linea retta in cui tutto accade nel medesimo momento.
Tutto accade ora.

E ora è il 2001, ho 22 anni e la mia odissea non è ambientata nello spazio ma in un volume di 64 pagine che – scopro adesso – non verrà più pubblicato da quella stessa casa editrice che ho contribuito a fondare un paio d’anni prima e con cui ho firmato un contratto.
Questo è il primo problema.
Il secondo è che devo dire a Marco Marini – che quelle pagine le ha disegnate e colorate TUTTE – che il volume non si fa più.
Uhm.
S.E.S.S.A.N.T.A.Q.U.A.T.T.R.O. pagine, disegnate in sette stili diversi, scritte in sette stili diversi per rendere unico ognuno dei sette protagonisti di quei sette racconti che avevano un solo filo comune: il desiderio di avere qualcuno vicino, almeno per un minuto. E Almeno un minuto insieme sarebbe stato il titolo di quel volume nato l’anno prima e ancora schiavo di quell’adolescenza alla quale speravo d’essere sopravvissuto.
Come glielo dico a Marco?

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“La circostanza” vince il Premio Berto

5 luglio 2015

di giuliomozzi

3172038Il romanzo d’esordio di Francesco Paolo Maria Di Salvia, La Circostanza, pubblicato nel febbraio scorso da Marsilio, ha vinto il Premio Berto. Il Berto è un premio dedicato alle opere prime. La circostanza ha prevalso su una cinquina composta anche da L’Amalassunta, Giunti, di Francesco Brandimarte (vincitore di quel Premio Calvino 2014 – il Calvino è per inediti – nel quale La circostanza fu finalista con menzione speciale), La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Feltrinelli, di Enrico Ianniello, L’invenzione della madre, minimum fax, di Marco Peano, e Marta nella corrente, Neri Pozza, di Elena Rausa. La giuria era composta dal giornalista del Corriere Antonio D’Orrico (presidente), Cristina Benussi professore ordinario presso l’Università di Trieste, Enza Del Tedesco ricercatrice presso la medesima Università, Giuseppe Lupo professore dell’Università Cattolica di Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

In vibrisse, tre domande (serie) e tre risposte (lunghe) su La circostanza:
prima domanda (come hai fatto a farlo?),
seconda domanda (immacolate concezioni e messianismi),
terza domanda (Italo Saraceno, Italo Svevo, e altri narratori inattendibili).

Il bello è che questo romanzo, secondo me meraviglioso e importante, ha ricevuto una sola recensione: da Francesco Durante, nel Corriere del Mezzogiorno: potete leggerla qui.

Se volete un assaggio della scrittura di Francesco Paolo Maria Di Salvia, potete dare un’occhiata al suo racconto Il superutente, pubblicato in vibrisse il 25 maggio del 2010. Un po’ di tempo fa (leggételo dunque come opera giovanile).

“E’ il concetto stesso di lutto a farsi da parte”

4 luglio 2015

protestant_cemetery_rome_6_by_creepy_eyes

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Un progetto?

3 luglio 2015
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Tecniche di seduzione

2 luglio 2015

bergamo

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Teoria e tecnica della comunicazione efficace

2 luglio 2015

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La formazione del fumettista, 32 / Michele Foschini

30 giugno 2015

di Michele Foschini

[Questa è la trentaduesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Michele per la disponibilità. gm].

Michele_FoschiniQuando avevo cinque anni, mia madre ha rischiato di perdere il lavoro perché non conosceva l’inglese. Ha rimediato con corsi serali e mi ha iscritto, per risparmiarmi lo stesso problema un giorno, a lezioni pomeridiane. Si è scoperto presto che avevo una certa predisposizione per le lingue, tanto che a undici anni ho partecipato alla mia prima vacanza studio all’estero. Di giorno imparavo l’inglese, la sera Giorgio Cavazzano e Giovan Battista Carpi ci insegnavano a disegnare personaggi Disney. Una delle due cose l’ho imparata bene, l’altra neanche un po’.

Comunicare in inglese, francese e spagnolo mi ha aiutato per le acquisizioni di diritti di fumetti stranieri, sia quando lo facevo per la mia piccolissima casa editrice, sia quando ho cominciato a farlo per Edizioni BD prima e Renoir poi. Nel frattempo, oltre a moltissimi fumetti, ho tradotto anche una settantina di romanzi, imparando così a gestire lo spazio delle parole, e il bisogno di compromessi dignitosi nella mediazione linguistica. Sceneggiare per Disney e insegnare alla Scuola del fumetto di Milano sono state le esperienze che mi hanno formato all’editing delle storie altrui.

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