Come sono fatti certi libri, 28 / “Spoon River Anthology”, di Edgar Lee Masters

by

di giuliomozzi

Edgar Lee Masters



Certe opere a un certo punto smettono di essere semplicemente delle opere, e diventano il segno di un immaginario. Qui si racconta (parzialissimamente, per brevi cenni) la storia intrecciata di Spoon River Antology, libro di Edgar Lee Masters, e di American Gothic, quadro di Grant Wood; e del tentativo disperato dell’editore Einaudi di andare in un’altra direzione.

Grant Wood, American Gothic



L’originale (Eldon, Iowa, foto di David Howells)



Gli originali



Grant Wood, bozzetto preliminare per American Gothic



Monumentale



Gadget



Dettaglio



In situ


* * *

Universale Einaudi, forse prima edizione



Universale Einaudi



Universale Einaudi



Universale Einaudi



Nuova Universale Einaudi



Einaudi Supercoralli



Einaudi Scuola



Einaudi Struzzi



Einaudi Tascabili


* * *

Newton Compton



Mondadori



Biblioteca universale Rizzoli



Edward Hopper, House by the_Railroad



Biblioteca Universale Rizzoli



Grant Wood, Woman with plant



Biblioteca universale Rizzoli


* * *

Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Variazione



Chet Zar, Postamerican Gothic


* * *

Il popolo eletto



Gordon Parks, American Gothic, 1942



Yuzuha Gra

———— Appendice ————

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4 Risposte to “Come sono fatti certi libri, 28 / “Spoon River Anthology”, di Edgar Lee Masters”

  1. rossana v. Says:

    La mia preferita è “Il popolo eletto”. Trump docet, e tanti altri…

  2. acabarra59 Says:

    “ Sabato 3 dicembre 2004 – Poi c’è Alain Elkann che intervista Fernanda Pivano che racconta di quando Pavese gli fece conoscere l’Antologia di Spoon River. « Com’era? », gli chiede Elkann quando parlano di Hemingway. « Molto alcolizzato », risponde la vecchietta. Che, me ne accorgo quando l’inquadratura si allarga, ha ai piedi un paio di civettuole scarpette rosse. Quando poi parlano dei cantautori, a cominciare da De André, lui gli chiede: « Era un poeta? » « Caspita! », risponde lei – « Ho detto caspita perché c’è la televisione », si compiace di aggiungere. Comunque era molto alcolizzato anche lui, dico io. Che posso dire quello che voglio perché tanto non c’è nessuno. E comunque non bevo quasi niente (ho già bevuto anche troppo). “.

  3. maria Says:

    Post straordinario!( ho dovuto prima approfondire la storia di American Gothic)

  4. ivana Says:

    Bello il post. E poi c’è acabarra59, con i suoi diari sempre fuori dell’ordinario. Magnifico.

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