Qualche pensiero (con molte pretese) sulla Bibbia

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di Marco Candida

[Dopo aver letto qui  la rubrica Come sono fatti certi libri, 16/”La Bibbia”, di Dio (prima parte) mi sono venute in mente un po’ di cose. mc]

Ogni volta che qualcuno dice che la Bibbia racconta cose irrazionali o contradditorie, io mi chiedo: ma a chi lo sta dicendo, quel tipo lì, che la Bibbia racconta cose contraddittorie e irrazionali? Forse sta rivolgendosi a dei ragazzini: già, perché solo un fanciullino potrebbe avere qualche dubbio sull’immacolata concezione, e l’arcangelo Gabriele, e San Giuseppe, e Maria, e l’acqua che si tramuta in vino, e pesci che si moltiplicano, e acque che si dividono, e Adamo, Eva, la mela, il serpente, il Giardino dell’Eden. A chi lo dicono, queste persone, che la Bibbia racconta favole? A chi lo spiegano, mi dico, a chi si rivolgono?

Credo che almeno al giorno d’oggi ci sia un presupposto errato in chi analizza criticamente la Bibbia. Credo che chi analizza criticamente la Bibbia faccia diventare la Bibbia il centro del credo di tutti i credenti. Ma anche qui, occorre rendersi conto che un discorso critico sulla Parola di Dio che ponga la Parola di Dio al centro del credo cristiano, non può rivolgersi a tutti: può rivolgersi solo a quei cristiani che per l’appunto pongono la Parola di Dio al centro del loro stesso credere in Dio. Perciò, da questi vanno certamente esclusi i cristiani di confessione cattolica.

I cattolici delegano ai sacerdoti di spiegar loro la Parola di Dio. Un cattolico sa che le storie della Bibbia assomigliano un po’ alle favole, perché non è mica cretino; oppure può pur sempre stringersi nelle spalle e dirsi: “Bah, può darsi che duemila anni fa o tremila anni fa, ci sia stato qualche caso eccezionale… D’altronde, se ci hanno scritto sopra dei libri, e sacri, per giunta, qualche cosa di singolare dovrà pur essere accaduto. Quantomeno, non è da escludersi”. Ad ogni modo un cattolico delega i sacerdoti di far chiaro su queste vicende.

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C’è questa cosa curiosa di un signore che nasce in una stalla, è un poveraccio, raduna dodici poveracci e si mette a predicare. Non organizza alcun tipo di rivolta contro chicchessia. Però, fa arrabbiare tutti. Lo prendono, lo flagellano, lo mettono in croce e gli piantano una lancia nel costato. Ma come si fa a dare tutta questa importanza alle parole di un uomo così? E ai suoi miracoli. Gesù resuscita Lazzaro: non resuscita qualche sovrano nemico giurato di Erode. Sono miracoli molto all’acqua di rose, quelli di Gesù. Mica chissà che. Quindi abbiamo quello che potremmo definire tranquillamente un antieroe del quale, all’improvviso, un sacco di gente si mette a scrivere. Decine di libri. Ed è ovvio qualcuno esageri – Gesù prende un po’ di fango, soffia e dà vita a un uccellino. Ed è ovvio qualcuno dica un po’ troppo la verità – Gesù prende una sbandata per una donna. Un’altra cosa curiosa è questa: ci sono elementi favolistici nella vicenda del Figlio di Dio, e questi sono fonte di discussione (“Io ci credo”; “Ma va’, sono tutte panzane!”); ma nessuno discute gli insegnamenti di Gesù. Non commettere adulterio, dice Gesù. Senza rendersi conto che proprio lui per primo è il frutto di una specie di adulterio. Ma io mi chiedo: cosa è più vero? Amare il prossimo o tramutare l’acqua in vino?

Comunque, si scrive più di Gesù che di Gilgames. Anche di Odisseo o Achille. Sì, Omero fu probabilmente un insieme di aedi, la cosiddetta questione omerica, ma quello che si fece per Gesù, non lo si è più fatto, mi pare, per nessuno. Matteo, Marco, Giovanni, Giacomo, Caifa, Tommaso, Apelle, Bardesane, Gamaliele, Nicodemo… Una quantità di Vangeli. Sarà per il sapore un po’ da docufiction della vicenda che tutti scrivono di Gesù…  E per ognuno di questi autori, una questione omerica via l’altra. Nessuno sa chi sia chi. Del resto, è la Parola di Dio: perciò, che cosa conta chi sia chi? E per i fatti dell’Antico Testamento, lo stesso. Un sacco di deuterocanonici. I samaritani considerano veri sei libri. I cattolici si attestano sulla quarantina. Comunque, vero o non vero, a parer mio, conta quel che conta. Le cose può raccontarle chi effettivamente sapeva o un impostore, ma tutte queste narrazioni testimoniano che qualcosa c’è stato. Ci deve essere stato.

I cattolici credono in Gesù Cristo. E i Vangeli sono soltanto il riverbero di questa presenza divina – nella preghiera del Credo non c’è scritto che bisogna credere nel Vangelo o nella Bibbia. Il contenuto dei Vangeli può essere vero o non vero, o non del tutto vero e non del tutto non vero, ma l’oggetto dei testi sacri, la res, quella è stata ed è vera: un uomo tutto sommato pacifico, brutalmente ucciso da una massa di stronzi, e che si è preso la sua rivincita, senza peraltro vendicarsi in modo volgare. Questa si chiama classe. Gesù aveva classe.

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Il problema quando si parla della Bibbia è che se ne parla citandola a pezzi: un brano qua, uno là. Così facendo si può raccontare di tutto. Se Dio è un alieno perché nella Bibbia lo chiamano YHWH (e mai Dio) e Dio comanda: “Non ci saranno altri Elohim al di fuori di me”, va bene, ci può anche stare, ma perché allora (anziché scrivere decine di libri che commentano pezzi di Bibbia, righe, righine, a volte una paroluccia soltanto) non ritradurre tutta quanta la Bibbia in chiave fantascientifica? Se la parola “gloria” nasconde la parola “disco volante”, perché non mettere in commercio una Bibbia traducendo (invento un po’): “YHWH passò a bordo del suo disco volante, e Mosè si nascose con vacche e giumente per non venire arso vivo dai propulsori dell’astronave”? Perché non farlo? Che cosa c’è di così scandaloso, nei Vimāna del Mahābhārata e del Ramayana? E soprattutto, cosa c’è di così vero rispetto ad altre narrazioni? D’accordo, i sumeri, o le religioni indiane, ci parlano di Dei che arrivano a bordo degli Ufo, e questo a cos’altro ci fa pensare se non alla fantascienza? Così passiamo da una Bibbia fantasy a una Bibbia sci-fi: un bello scatto in avanti davvero. Ma, dico io, quando diciamo “fantascienza” (esattamente come quando diciamo fantasy) cosa diciamo? Ci riferiamo a ciò che in origine – prima che venisse debitamente nobilitato – era un sottogenere letterario. E che cosa intendiamo con la degradante espressione “sottogenere letterario”? Intendiamo “scarsa qualità letteraria”. E cos’altro è la “scarsa qualità letteraria” se non, anche, una “scarsa capacità immaginativa”? E cosa vuol dire “scarsa capacità immaginativa” se non che le cose che si immaginano sono semplicemente facili da immaginare? Ci sono un mucchio di cose che vengono giù dal cielo: l’acqua piovana, i massi, a volte i ranocchi, la sabbia se sollevata dal vento… E’ così difficile per un sumero di seimila anni fa immaginarsi oggetti volanti che vengano giù dal cielo e trasportino esseri provenienti da dimore celesti?

Tuttavia, una buona ragione per non tradurre la Bibbia come se a scriverla fosse stato un Isacco Asimov, è il motivo per cui probabilmente non è mai stato fatto fino a oggi. Mettere in circolo l’idea che la razza umana sia stata creata a tavolino da un Dio Alieno proveniente dal Pianeta X equivale a dire che l’uomo è solo una stupenda macchina e nulla più. L’uomo è una tecnologia. Non molto diversa da una bambola di pezza o un freddo pezzo di ferraglia. L’uomo è un essere inanimato, e per gli esseri inanimati non esiste nessun al di là. E io non lo so se i fautori delle teorie degli Antichi Astronauti si rendano conto di questo quando ci raccontano quel che ci raccontano.

Ora, forse queste cose vengono dette per erodere il potere ecclesiastico. Invece, io credo che queste cose abbiano il risultato di andare a vantaggio del potere ecclesiastico. Una Chiesa vuota e tenuta in minor considerazione è luogo ideale per la prosperità degli impostori. Preti che non sono preti trovano posto più facilmente in una Chiesa in ambasce. La Chiesa, specie in questo momento storico, nel quale non c’è più lavoro, intere popolazioni fuggono disperate… dovrebbe avere un ruolo fondamentale: ma se lo assumesse, la prosperità degli impostori cesserebbe. C’è tanta eccitazione per opere letterarie e cinematografiche che dipingono come demoni gli ecclesiastici. Ma cos’altro fanno queste opere se non parlarci di uomini che manifestano, talvolta in modo intollerabile, una falsa vocazione a Dio? Parlano semplicemente di persone che fingono di essere ciò che non sono, e vengono scoperte.

13 Risposte to “Qualche pensiero (con molte pretese) sulla Bibbia”

  1. profgemelli Says:

    L’immacolata concezione nella Bibbia non c’è, dato che il dogma risale a metà ottocento, e credo non ci sia neanche l’arcangelo Gabriele (c’è l’angelo Gabriele, ma l’arcangelo, cioè il capo degli angeli se non sbaglio non è lui ma Michele).

    Divertente l’interpretazione della rivincita di classe da parte di Gesù.

    Le interpretazioni fantascientifiche new-age di parti della Bibbia in effetti continuano a produrre buffi libri e articoli ancor oggi, ma per fortuna (o sfortuna) ormai è poca roba e nessuno se la fila più di tanto, non è più come negli anni ’70.

  2. marcocandida Says:

    Profgemelli, l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria di Nazareth la nascita di Gesù Cristo in Luca 1:11-20. Nella Bibbia Gabriele è Arcangelo così come Michele e Raffaele. E’ il primo ad apparire nel Libro di Daniele.

    Può darsi non se le fili più nessuno, le interpretazioni fantascientifiche della Bibbia, ma alcuni libri sull’argomento sono spesso nelle classifiche dei libri più venduti. E poi, mi pare che ci siano trasmissioni sulla Rai come Voyager – ma non le seguo. Io seguo Enigmi Alieni su History Channel e Enigmi Alieni Giorgio Edition. E sulla rete c’è veramente di tutto: uno spasso. 😉

  3. Giulio Mozzi Says:

    Luca parla di “angelo”, non di “arcangelo”, Marco.

  4. marcocandida Says:

    Vuoi dire, Giulio, che l’angelo Gabriele di cui parla Luca non è l’Arcangelo Gabriele?

  5. profgemelli Says:

    E’ sempre lui, solo che nella Bibbia non è chiamato arcangelo… E’ stato “promosso” dopo, dalla Chiesa 😀

  6. Giulio Mozzi Says:

    Diciamo che, prima di diventare il generale Cadorna, Cadorna era stato il colonnello Cadorna (ec.).

  7. marcocandida Says:

    Be’, nel mio pezzo, allora, si parla anche della “mela”, che non compare da nessuna parte, nella Bibbia. Ma mi pare evidente che il testo riporti quel che ” si sa”, “si dice”, “si conosce” e “si dà per scontato” della Bibbia. C’è un quid ironico che non si può far finta di non sentire, nel tono del testo. In più, da cattolico, non posso liquidare quello che dice la Chiesa, come se fossero le farneticazioni di quattro ubriaconi al bar.. Se lo faccio, non sono più cattolico – e di sicuro non sto facendo un vero e proprio esercizio di critica. E mi è venuta in mente un’altra cosa, da dire.

    Ci sono alcune persone (alcuni dotti) che spesso esordiscono dicendo “Scommetto che qui dentro nessuno ha mai letto la Bibbia”. Oppure: “Alzi la mano chi di voii si è letto la Bibbia”, e poi in sala alzano la mano in quattro su trenta e l’oratore, soddisfatto, dice: “Vedete? Vedete?”. Ma se ci si pensa, almeno in Italia, praticamente tutti quanti abbiamo “letto” la Bibbia. Non tutta e non dappertutto, ma i molti di noi che vanno o sono andati per tanti anni a Messa forse non l’hanno letta, ma l’hanno almeno ascoltata – che differenza c’è tra “leggere un racconto” e “ascoltarlo”? Tutti sappiamo (magari con imprecisione) i principali episodi biblici, le parabole, i miracoli. E, anche se non li ricordiamo bene, basta una rifrescata e diciamo subito: “Ah sì! Ora ricordo”.

    E’ curioso. La Chiesa cattolica non riconosce lo studio biblico, ma tutti abbiamo una Bibbia in casa. I sacerdoti sono gli intermediari della Parola di Dio, ma tutti quanti potenzialmente possiamo leggere le Bibbie, non ci è minimamente vietato. Poi, c’è il catechismo. Gli italiani hanno frequentato il catechismo – non tutti, ovvio. Infine, c’è la Messa. La Messa è alla Domenica, ma uno, volendo, ci può andare anche tutti i giorni. Poi se la maggior parte di noi, quando va a Messa pensa ai fatti suoi e non sta attento, quella è un’altra faccenda. Ma il cattolico è messo nelle condizioni di “sapere”. Io credo che non si sappia di sapere, riguardo a queste questioni. E che, almeno al giorno d’oggi, i dotti (che dotti lo sono senz’altro), si appellino a un oscurantismo e a un’ignoranza di fondo che è in realtà minore di quella che viene dichiarata. Ripeto, se qualcuno mi dice che nella Bibbia vengono raccontate solo un mucchio di favole, insomma, non è che non lo so, mi sembra che si scopra un po’ l’acqua calda. La Bibbia è un libro sacro, e dentro c’è tutto ciò che rende “sacro” un libro. Se poi uno non vuole stare ai patti di quel libro, per me va anche bene, saranno fatti suoi, di non credenti è pieno il mondo: ma non venga a dirmi che sono io il credulone, il bifolco. 😉

  8. Giulio Mozzi Says:

    Be’, Marco, quando scrivi che “l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria di Nazareth la nascita di Gesù Cristo in Luca 1:11-20”, sei fuori dal pezzo e dentro i commenti: e non c’è nessun quid ironico. (E’

    Invece mi domando se una frase come

    La Chiesa cattolica non riconosce lo studio biblico

    sia semplicemente priva di senso, o dotata di un quid ironico, o sia così imprecisa da non essere comprensibile.

    La lettura diretta delle Scritture è stata fortemente sconsigliata, se non vietata, ai fedeli, fino a pochissimo tempo fa (diciamo: fino a un secolo fa, o poco più). Le traduzioni in volgare furono vietate per lungo tempo.

    Spesso

    quel che ”si sa”, “si dice”, “si conosce” e “si dà per scontato” della Bibbia

    somiglia assai poco a quel che nella Bibbia effettivamente c’è.

    Poi, certo, la tradizione e il magistero accolgono cose che nella Bibbia non ci sono. Basta guardare una Via Crucis – o, appunto, i dogmi mariani dell’Ottocento.

  9. Pensieri Oziosi Says:

    l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria di Nazareth la nascita di Gesù Cristo in Luca 1:11-20.

    Ma sbaglio o in Luca 1:11-20 l’angelo Gabriele annuncia a Zaccaria il concepimento di Giovanni?

  10. Pensieri Oziosi Says:

    Nella Bibbia Gabriele è Arcangelo così come Michele e Raffaele.

    Che io sappia l’unico a venire identificato come arcangelo nella Bibbia è Michele, nella lettera di Giuda. Gabriele e Raffaele vengono menzionati in pochi posti (Daniele e Luca il primo, Tobi il secondo) e in nessuno di questi si fa riferimento a loro come arcangeli.

  11. marcocandida Says:

    Giulio, non ti ribatterò punto per punto. Solo su quello che mi interessa. “La lettura del testo biblico è stata vietata fino a un secolo fa”, ma oggi non è più così.

    Poi, Giulio, sui discorsi dei dogmi… I dogmi sono deduzioni dai fatti narrati nel testi sacri. Cioè non sono pure invenzioni. Il “peccato orginale”, questa espressione, il concetto, in sé, nel testo biblico non c’è. Ma è una direi ovvia deduzione che deriva dal cosidetto episodio della disobbedienza di Adamo ed Eva a Dio nel Giardino dell’Eden . Mi sembra ovvio che se Adamo ed Eva sono i primi abitanti dell’Universo e se Dio dice ai primi abitanti dell’Universo nonché progenitori di tutti gli uomini “Non mangiate la mela” e loro disubbidiscono, la mangiano e Dio li punisce mandandoli via dal Paradiso, mi sembra ovvio, dicevo, che quello è il primo peccato compiuto da un uomo e da una donna. Primo Peccato, e cioè Peccato Orginale, d’origine, d’inizio, il primo, primo, primo. Se Adamo ed Eva non avessero mangiato il frutto proibito, adesso saremmo ancora tutti nell’Eden.

    Dopodiché, si possono fare moltissime specificazioni, e interpretazioni. Ma guardiamo ai fatti, come in un favoletta d’Esopo, ci può anche stare di dedurre il “peccato orginale”. Da cui poi dipende il dogma mariano dell’Immacolata concezione (che nel mio testo è da intendersi come la Verginità di Maria: perché comunemente si pensa che l’Immacolata Concezione sia la Verginità di Maria, e invece sono dogmi diversi).

    Pensieri Oziosi, sì, mi sono confuso l’annunciazione in Luca è 1,26-38, per chi volesse leggerla.
    Gabriele è noto come arcangelo e come ho cercato di spiegare nel mio testo all’inzio c’è un tono ironico dove si dicono le cose che “si sanno”, senza nessuna pretesa di scientificità. E’ una semplice lista di cose che si sanno, le più note e piccanti, compresa l’immacolata concezione che in molti scambiamo per la verginità di Maria. E’ una confusione piuttosto frequente.

  12. Ma.Ma. Says:

    (E io che all’inizio credevo che il peccato originale fosse la disubbidienza. Poi che fossero i peccati di gola, che il pomo gli andò di traverso ad Adamo; poi che fosse la debolezza dell’uomo nei confronti di una donna, roba sessista; poi che la colpa fosse tutta nel serpente, che mi ha confuso un sacco: alla fine a convincere Adamo fu la donna o il serpente? Che io all’inizio ero convinta che fosse stato solo Adamo a mangiare la mela, mentre mi pare di capire che l’hanno magiata entrambi. Se poi penso al fatto che si trattava dell’albero del bene e del male, allora penso che il peccato originale sia stato quello di venir a conoscenza del bene e del male. E niente, il sesso mi viene in mente solo perché i due erano nudi, altrimenti, manco per sbaglio ci penserei. Sì, a volte fatico.)

  13. Giulio Mozzi Says:

    P.O.: hai ragione, l’annunciazione a Maria è dal versetto 26 in poi (sempre nel primo capitolo).

    Marco, l’affermazione

    I dogmi sono deduzioni dai fatti narrati nel testi sacri

    è falsa. Se ti vai a leggere la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, promulgata da Pio XII, sulla “Glorificazione di Maria con l’assunzione al cielo in anima e corpo”, vedi che le fonti scritturali sono minimissime, vaghissime, e in sostanza frutto di interpretazioni tardive. Certo: Pio XII sostiene che il dogma è “verità fondata sulla s. Scrittura, insita profondamente nell’animo dei fedeli, confermata dal culto ecclesiastico fin dai tempi remotissimi, sommamente consona con altre verità rivelate, splendidamente illustrata e spiegata dallo studio della scienza e sapienza dei teologi”, ma è proprio l’aggiunta di tante altre ragioni a far capire che la ragione primaria, la Scrittura, è di fatto assente.

    Per una spiegazione più semplice della faccenda puoi guardare questo articolo di Roberto Coggi, paragrafo “I fondamenti storici e dogmatici nella storia della Chiesa”, punto (b).

    Il peccato originale non è un dogma. E peraltro per “peccato originale” non s’intende semplicemente il primo pecccato della storia: ma un peccato che si trasmette, automaticamente, di generazione in generazione (e su come diavolo facesse a trasmettersi, i teologi si sono accapigliati per secoli).

    Inviti a “guardare ai fatti”. Ma, santi numi, Marco, tu procedi affermando cose che – è il caso di dirlo – non stanno né in cielo né in terra. E arrivi alla fine a confondere deliberatamente l’Immacolata Concezione con la Verginità di Maria.

    Ora: non ho voglia di discutere con una persona che fa il gioco delle tre carte. Quindi basta.

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