Un mojito all’inferno, di Paolo Galli (scarica il pdf gratuitamente)

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di Marco Candida

Edizioni Swann è lieta di pubblicare questi racconti di Paolo Galli. Racconti brevi, cinici e straordinariamente fedeli alla vita. I personaggi di Galli ordinano solo da bere e da mangiare, fumano sigarette, hashish, guardano la televisione, parlano appassionatamente del Pentium, se la spassano, eppure non li conosci meno bene di Odette Swann o di Jacke Barnes. Galli ci dice delle cose sui suoi personaggi e poi ci racconta un fatto singolare ma non troppo, che ci dice tutto su un mondo e i suoi abitanti. Un buttafuori gigolò ha un amplesso con una tardona sul cofano di un’automobile. Un ragazzo scavalca la recinzione della discoteca senza pagare il biglietto e viene umiliato senza tanti scrupoli… Situazioni, in fondo, che si sanno, narrate con semplicità e distacco; ed è lo stile di Galli a mostrare, consapevolmente o candidamente, che cosa queste situazioni dopotutto sono: vuoto, inferno.

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Paolo Galli nasce a Reggio Emilia, il 24 luglio 1984. Nel 2008 entra a far parte di una band power metal con la quale scrive e registra un album. Nel 2011 si laurea in scienze della formazione e comincia a lavorare come insegnante. Questo è il suo primo libro.

Paolo Galli

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7 Risposte to “Un mojito all’inferno, di Paolo Galli (scarica il pdf gratuitamente)”

  1. marcocandida Says:

    La copertina è di Giada Antoniani, la morosa di Paolo Galli.

  2. Maria Luisa Mozzi Says:

    Boh. I primi tre racconti non mi sembrano belli. Hanno anche qualche sbaglio. Non leggerò oltre.

  3. marcocandida Says:

    Perché non ti sembrano “belli”? Ho appena ricevuto un commento privato di Lorenza Ronzano (che ha pubblicato un romanzo) che dice “Madonna che bravo”. Punti di vista.

  4. Maria Luisa Mozzi Says:

    Marco, forse sono troppo stanca in questo momento e ascolto male gli altri.
    Provo lo stesso a dirti: la paratassi insistita, il ricorrere di situazioni che riportano al vuoto, come dici tu, l’assenza di qualcosa che mi colpisca o che mi dia godimento mi hanno indotta a lasciare la lettura.
    Ho pensato a Fonderia Italghisa di Giuseppe Caliceti, leggendo, ma non ho trovato l’energia passionale, gergale, stilistica e comunicatica di quel romanzo.

  5. marcocandida Says:

    Fonderia Italghisa di Giuseppe Caliceti è un romanzo uscito per Marsilio ventun anni fa. Fu la prima lettura che consigliai a Paolo Galli, assieme ai romanzi di Irvine Welsh (l’autore di Trainspotting). Ma i brevi racconti di Paolo, sono qualcosa di diverso.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Sì, i racconti di Paolo Galli stanno un po’ nell’aria di Fonderia Italghisa, ma quel che lì era nuovo qui – a me – sembra maniera. Gioverebbe senz’altro un po’ più di cura.

  7. marcocandida Says:

    Ricordo quando ordinai la mia copia di Battito animale (il sequel di Fonderia Italghisa) nella cartolibreria della mia città – oggi sostituita, mi pare, con un negozio di scarpe. Andai ogni giorno per sapere se il libro era arrivato. Arrivò dopo quindici giorni, con il bicipite di Raul Montanari in copertina. Era il 2002. E poi, la recensione che ne fece Giulio, che lo lesse partendo da metà. E quella frase così importante per me “questo è un romanzo sui debiti, le questioni economiche”.
    No, i racconti di Paolo Galli non hanno quella verve. Non sono commedia. A me piacciono per la loro apparente povertà. Mi piacciono per quello che non sono: non sono Caliceti, non sono Welsh, Jim Carroll, Testori, Tondelli di Altri libertini. Potrebbero essere un po’ di tutto questo e invece non sono nulla di tutto questo. Forse, il risultato è che non sono proprio nulla e basta. Ma non credo. Non credo che sia così. .

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