Dieci suggerimenti comportamentali per aspiranti scrittori (maschi)

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Questo non è un aspirante scrittore (maschio)

di giuliomozzi

[Vedi anche: Dieci cose che le giovani scrittrici devono sapere (se vogliono fare carriera)]

portaménto s. m. [der. di portare, portarsi]. – 1. a. Modo di atteggiare la persona, il corpo, soprattutto nel muoversi, nel camminare: un p. distinto, elegante, solenne, altero, o stanco, dimesso, curvo; avere un bel p., un p. goffo; è molto disinvolto nel portamento. Con riferimento ad animali: un cavallo di p. imponente; il superbo p. del leone. b. fig. Con senso più generico, il contegno d’una persona, il suo modo di operare, di procedere, di comportarsi: nel condurre le trattative ha avuto un p. poco chiaro; la laude o biasimo degli uomini ha a nascere da’ p. loro, non dallo stato in che si truovano (Guicciardini). [Treccani]

1. Non qualificatevi mai come aspirante scrittore o, peggio, come scrittore emergente. Il vero scrittore non ha aggettivi (se non, ovviamente, grande).

2. Abbiate sempre un libro in tasca, in borsa, tra le mani, sul tavolino del bar. Possibilmente di uno scrittore uzbeko, transnistrio, polinesiano, inuit, marshalliano, al limite ostunese. Naturalmente in lingua originale. Naturalmente ben consunto dalla lettura. “E’ un classico”, sussurrerete ai curiosi.

3. Dimostrate familiarità con i grandi e celebri. Racconterete con nonchalance un fatterello accadutovi mentre facevate una gita in campagna con Alessandro, senza specificare se si tratti di Baricco o di Piperno (era Alessandro Scaramuttoli, piastrellista in Cordovado ed eccellente bevitore: ma questo lo terrete per voi).

4. Osservate i vostri interlocutori tenendo la testa leggermente inclinata (a destra, a sinistra, non è un problema politico). Non guardateli negli occhi: dirigete lo sguardo verso la fronte, lo zigomo destro, l’orecchio sinistro (ancora: non è un problema politico).

5. Portate con voi un taccuino, piccolo (ma non una Moleskine, per carità). Scriveteci di tanto in tanto, magari dopo aver fissato intensamente qualcosa (una qualsiasi cosa) per centotrenta secondi. Usate una matita, piccola (ma non di quelle dell’Ikea, per carità).

6. Evitate le maldicenze: gli altri scrittori (che poi: scrittori!) non vanno criticati, vanno ignorati. De minimis non curat praetor, o Non ti curar di lor ma guarda e passa: a vostra scelta.

7. Siate espertissimi di qualcosa. Della terza guerra d’indipendenza, delle pratiche riproduttive dello spinarello, della spiritualità dei dervisci andini, di soldatini napoleonici di piombo, di gastronomia ascetica, quello che volete: ma garantitevi almeno un argomento di conversazione nel quale sarete imbattibili.

8. Non vantatevi. Lasciatevi lodare, con un sorriso appena accennato.

9. Non dite mai: “Ho scritto”. Dite sempre: “Sto scrivendo”.

10. Mascherate da galanteria il vostro maschilismo.

27 Risposte to “Dieci suggerimenti comportamentali per aspiranti scrittori (maschi)”

  1. amanda melling Says:

    Mi pare adatto anche alle donne.

  2. Giulio Mozzi Says:

    No.

  3. Cristian miotto Says:

    Scaramuttoli però mi pare sia di Portobuffolè

  4. Marco Quarin Says:

    A parte la morfopsicologia dello scrittore, trovo eccellente il riferimento allo Scaramuttoli di Cordovado, eccellente bevitore. Io che sono di quelle parti.

  5. Giulio Mozzi Says:

    Cristian: ti confondi col cugino, quello alto.

  6. Patrizia Says:

    Non sarà una questione politica, ma mi pare che per gli esperti di comunicazione non verbale, inclinare la testa a destra o a sinistra assuma significati differenti, inerenti al lato del cervello che si sta utilizzando in quel momento per pensare…. Lo scrittore (maschio) quale emisfero dovrebbe utilizzare? Meglio saperlo prima di inclinare,..

  7. Elena Ferro Says:

    Scriverai un articolo solo per noi femminucce?

  8. sergiogarufi Says:

    Molto divertente

  9. Many Kazem Goudarzi Says:

    Va bene se sul taccuino scrivo con una penna cancellabile? O non è abbastanza da maschio? È che con le matite mi imbratto.

  10. marisasalabelle Says:

    Tutti dicono “Non ti curar di lor ma guarda e passa”, ma in realtà Virgilio dice a Dante: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” (sindrome della professoressa, ancorché pensionata, anzi, forse a maggior ragione, essendole venuta a mancare la materia prima…)

  11. marco minicangeli Says:

    Perché non un Meleskin?

  12. mariannamaior Says:

    😀 .. troppo divertente… a prenderla sul serio questa lista sembrerebbe che l’apparire determini sostanzialemente l’essere..

  13. Donatella Says:

    Benedetto lo Scaramuttoli. Ho scoperto che Cordovado (di cui inopinatamente ignoravo l’esistenza) è tra i borghi più belli d’Italia.

  14. marcocandida Says:

    “4. Osservate i vostri interlocutori tenendo la testa leggermente inclinata (a destra, a sinistra, non è un problema politico). Non guardateli negli occhi: dirigete lo sguardo verso la fronte, lo zigomo destro, l’orecchio sinistro (ancora: non è un problema politico).”

    Ma sei un grande! Infatti, c’è un film con Robert De Niro e Michelle Pfeiffer e De Niro fa la parte dello scrittore, e inclina la testa. La inclina! Sembra Umberto Eco. La posa dell’intellettuale che non ti guarda, ma ti scruta in profondità, che non pensa, ma riflette… Il film è “Cose nostre – Malavita”.

  15. Giulio Mozzi Says:

    Marisa, lo so che “tutti dicono”: ho usato la formula passata in proverbio.

    A voler essere pignoli: qual è la “lingua originale” di uno scrittore “ostunese” (cioè: di Ostuni)? Esiste una letteratura marshalliana, ossie delle Isola Marshall? La Transnistria esiste davvero? Che cosa potrà mai essere la “gastronomia ascetica”? Ec.

  16. marisasalabelle Says:

    Lo so che lo sai… te l’ho detto, ho la sindrome della prof! Perdonami 🙂

  17. rossana v. Says:

    eh, gli hopeful writer… adesso ci aspettiamo TUTTE la versione ad hoc per donne. E giù pesante! 🙂

  18. enrico ernst Says:

    … vuoi dire Giulio che tu, uno dei migliori autori di short stories italiani, non hai letto “Al In Aelon Majol”, del 2005, antologia dei migliori scrittori (e scrittrici) delle Isole Marshall? (Eh come vado?…)

  19. Giulio Mozzi Says:

    Non l’ho letto, Enrico: l’ho scritto.

  20. enrico ernst Says:

    Diavolo. Ecco perché… certi riferimenti… per esempio ai mezzi pubblici, e certi dialoghi iperreali… no!!!

  21. Teresa Capello Says:

    Gent.mo Sig. Mozzi, questi dieci punti sono molto moltissimo divertenti” Ma solo e sottolineo “ma solo.se” – se Lei pemette…proverei a riscriverli dal punto di vista mio: specifico: donna: per puro divertissement). ….Attendo fiduciosa.

  22. Teresa Capello Says:

    Gent.mo Sig. Giulio Mozzi. Le discussioni che sono state proposte da “Vibrisse” – che ho avuto modo di scoprire seguendo la Pagina facebook di Demetrio Paolin – sono per me (avulsa dal tempo universitario – anni Novanta, sec.XX – da qualsiasi contesto condiviso di riflessione teorica sulla Letteratura e sulle forme artistiche: aspetti a proposito dei quali, invece, nel mio lavoro di insegnante, ho sempre rimuginato e rimuginato) sono per me, dicevo, molto interessanti e credo di far cosa gradita se contribuirò alle discussioni alle quali – superato il “complesso da prof” – mi sto interessando con piacere.

  23. Teresa Capello Says:

    Gent.mo Sig.Mozzi Giulio: ho visto la sua foto in Rete e – devo essere sincera fino in fondo – mi sto innamorando di Lei. Anche perché lei – mi risulta – nella Res Publica delle Belle Lettres – è molto potente. Ciò mi induce a pensare che il mio innamoramento potrebbe essere una forma masochistica di godimento. E quindi la prova del nove (non il punto, il numero). Mi dica: che farebbe lei, al mio posto? Io vorrei di nuovo divertirmi e riscrivere quei 10 punti… Lei però – non si invaghisca di me – la prego. Ho fiducia in Lei.

  24. Teresa Capello Says:

    …nel tempo stesso non trascurava di ripetersi che una calma, calmissima riflessione era più utile di ogni decisione precipitosa,
    F.Kafka, “La metamorfosi”.
    gli uomini tutti per natura sono inclinati più al bene che al male
    Guicciardini, Ricordo 134.
    comportaménto s. m. […]

    1. La Repubblica delle Lettere ha le sue regole. Crediàteci. E siate voi stessi.
    2. Che amiate la lettura. Se – per caso – arrivaste al successo, dopo esservi chiesti “Che sarà mai il successo?” – ricordate quanto essere “maschi” vi abbia aiutato. Avete avuto – e avrete – tempo, molto tempo, da dedicare a questa attività, mentre intorno a voi certamente sarà spesso accaduto che delle donne/femmine ( a partire dalle madri: di solito va così ) si occupassero delle attività necessarie alla sopravvivenza.
    3. Che vi ricordiàte di citare la fonte da cui proviene il vostro pensiero. Letteraria, certo. E, se di donna-scrittrice si tratta, tipo la Morante o la Ginzburg – fate una piroetta con lo sguardo per far – ehm… – capire che se non era per Alberto o per Leone. Se riguardasse la De Beauvoir, meglio tacere la fonte ed ispirarvi sottobanco. Rischiate grossissimo, poi, se citate Tondelli essendo di Rimini o dintorni.
    4. Siate consapevoli del vostro fascino ed usatelo con moderazione, unita ad un buon “portamento” (cfr).
    5. E non rubiate come fanno tutti le matite dell’Ikea, compratevene una, santo iddio. Anche se guadagnate poco. Ricordatevi di tenere i tovagliolini dei bar dove avete buttato giù distrattamente idee fondamentali. Anche se quelle taverne non erano l’Harry’s.
    6. Nella Res Publica c’è una legge: che possiate – varcato il confine – dire la vostra. Ogni rischio è un pericolo. E che evitiate, per l’onor vostro, le maldicenze.
    7. Che diate la sensazione di virilità ( la prova non è richiesta ) ogni qual momento possa offrire l’opportunità. Si intende la virilità di Parola, ovvio. L’Uomo di Parola ha come eroe al faro Ulisse, colui che si salva da Polifemo, che convince Circe a lasciarlo andare e riconquista Penelope, parlando con la Verità.
    8. Che non vi illudiate. La lode è sempre bugia. Le donne lo sanno, chiedete a loro.
    9. Che siate misteriosi su ciò che state facendo. Un altro/Un’altra – tolto l’editor, l’editore – o chi vi è davvero vicino – non può mai sapere veramente che facciate. Specie se donna: distrae.
    10. Mascherate da galanteria il vostro maschilismo.

  25. Giulio Mozzi Says:

    Signora Capello: non sono “molto potente”.

  26. rossana v. Says:

    “Il fascino è l’arte di farsi dire sì senza chiedere nulla” (A. Camus) eh eh eh… 🙂

  27. Teresa Capello Says:

    Giulio Mozzi: Sì, è vero. Ho mentito su tutto, tranne (qui) il (mio) punto 1. Spero che lei lo condivida.

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