“Tette fantastiche, e come trovarle”, di autore incerto

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di Ennio Bissolati

Hop-là, èccomi qua. La lunga latitanza del Mozzi ha costretto anche il soprascritto, che dalle volontà e dagli umori del Mozzi dipende, a stare muto e celato. Ma Zefiro torna, il bel tempo rimena, e i fiori e l’erbe si danno ormai il loro bel daffare; e come la gallina, tornata in sulla via, ripete il suo verso, ecco il vostro Bissolati pronto a invibrissirsi ed eventualmente a bissarsi, per il vostro spasso (si speri) e la vostra estenuazione (si tema). Hop-là, èccomi qua.

Il libro introvabile del giorno (lo vedete qui accanto) è parossisticamente un libro che insegna, o pretende di insegnare, a trovare: non libri, però, bensì morbidi caratteri sessuali secondari femminili della specie umana. Chi ne sia l’autore, non è noto.

Che i romanzi di successo generino sequel, è ormai normale; meno usuali ma non infrequenti sono i prequel; di lunga tradizione gli spin-off (pensate solo alle infinite gemmazioni delle materie di Francia e di Bretagna); senza parlare di trasposizioni e adattamenti per il teatro, il cinema, la canzone, il videogioco, i giochi di carte e chi più ne ha più ne butti; e se il successo è grande, ed è dovuto a motivi triviali, la parodia s’impone (dalle Cinquanta sbrinature del frigo in poi, per dire). Sul magnifico Fantastic Beasts & Where to Find Them (qualcosa tra lo spin-off e la mise en abyme) la stessa autrice J. K. Rowling deve aver lavorato a lungo, tanto che – se la mia bibliofilica memoria non erra per campi – ne sono state fornite almeno tre edizioni successive e incrementanti (l’ultima pochi giorni fa); grande successo chiama inevitabilmente alla parodia; e inevitabilmente a un qualcuno, o a un qualcheduno (o chissà: a una qualcuna, o a una qualcheduna) la tentazione d’inserire una maliziosa “r”, lì nel bel mezzo, è venuta.

Quanto al contenuto: miserevole. La più penosamente squallida, automaticamente prevedibile, inutilmente oscena, farraginosamente pedante, iperbolicamente sozza, rosicantemente maligna, letterariamente insulsa, echipiunehapiunemettamente indegna tra tutte le parodie immaginabili. Tanto da far sperare che l’autore, o autrice (ma propenderemmo per l’autore, chissà perché), tanto immaginosamente inerte da non curarsi nemmeno di integrare l’invenzione linguistica del titolo (di per sé da far sorridere, e quindi decente) con un’invenzione pseudominale, sprofondi precipitevolissimevolmente e vieppiù nell’anonimato nel quale ha voluto lui stesso pigramente crogiolarsi.

Duole solo, duole assai, che tanto pessimo ingegno abbia tentato d’applicarsi a gettar fango (e altro) addosso alla sovramagnificentissima signora J. K. Rowling, dalla meritatissima fortuna. Auspichiamo soltanto che il di lei avvocato (o i di lei avvocanto, ell’essendo – riteniamo – in ampie disponibilità economiche) facciano tesoro del motto impudicamente mantenuto dall’anonimo: Draco dormiens numquam titillandus.

7 Risposte to ““Tette fantastiche, e come trovarle”, di autore incerto”

  1. Fiammetta Palpati Says:

    Salve Ennio. Una rentrée davvero notevole. Ci contavo.

  2. Alexander C. Says:

    Diamo a Mozzi quel che è di Mozzi e a Bissolati quel che è di Ennio. Dal pre-sequel al tett-quel il passo è breve. Chissà cos’altro ci riserva il caos della post-modernità. Porno-parodie delle parodie, parossistiche metamorfosi dei più famosi best-seller o di altri classici del cinema nelle più quallide paludi del tran tran domestico (In nome della coscia, Bel-tettìn, L’insostenibile turgidezza del capezzolo, Tropico del pacco, et cetera et cetera). Già abbondano i social network del cosiddetto “Food porn”, ove ciò che piace e compiace all’occhio, piace e compiace al palato e viceversa (il tutto quasi sempre seguito da una gocciolina di saliva finale). Sarà che tutto è destinato, ormai, ad essere tristemente replicato, indegnamente sessualizzato. E chissà cosa, invece, ci riserva il futuro della incessante tecnica (e dunque affatto “dormiens”, caro Bissolati). Magari tette olografiche palpabili con il solo pensiero (sempre che di reale ci rimanga almeno quello).

  3. Sergio Garufi Says:

    invece un bel libro sullo stesso tema è “seni”, di ramón gomez de la serna, una vertiginosa interrogazione del mondo sub specie mammarum.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Alexander: già Luciano di Samosata…

  5. Alexander C. Says:

    Grazie, Giulio. Straordinario universo la letteratura greca. Dulcis in fundo..
    https://poetarumsilva.com/2013/03/22/archiloco-epodo-di-colonia-fr-196a-17-west2/

  6. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 19 marzo 1997 – « Ci sono in lui, finalmente pacificate, la cicala e la formica di La Fontaine. La cicala canta. La formica raccoglie: raccoglie archivi di appunti, di note, di memorie, di spunti, di idee, di tracce, di progetti. Una idea sul tramonto, una idea sullo sguardo delle donne, una sull’alba, una sui toreri, una sulle medicine contro la gotta, una sui pianoforti abbandonati. Via, via, via: tutto il giorno, tutti i mesi, tutte le stagioni, tutti gli anni. » (Orio Vergani, Il miracolo profano di Ramòn, prefazione a Ramòn Gomez de la Serna, Seni, 1927) “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  7. Giulio Mozzi Says:

    E la copertina del Dono di Humboldt?

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