Come sconfiggere la sindrome della pagina bianca, in dieci mosse

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Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

di giuliomozzi

1. Scrivi su fogli neri.

2. Cerca in libreria il libro intitolato Il blocco dello scrittore; sfoglialo, e decidi di non comperarlo. Se invece decidi di comperarlo, il tuo caso è grave.

3. Fa’ una torta.

4. Affìdati alle Strategie oblique.

5. Se le Strategie oblique ti sembrano troppo snob (e non hai tutti i torti), prova con il Libro delle risposte.

6. Decidi che da oggi in poi, ogni giorno, scriverai tutto ciò che ti passa per la testa tra le 13.07 e le 14.21 (approfittando dunque della pausa pranzo). Poi però non farlo, eh!

7. Iscrìviti a un corso di cartonnage, o almeno guàrdati un po’ di tutorial su Youtube.

8. Esci di casa con una macchina fotografica a pellicola (con le digitali o con i telefoni non funziona) e per due ore fotografa solo cose irrilevanti. Poi torna a casa e getta le pellicole (mi raccomando la differenziata).

9. Datti delle consegne precise, a cominciare da questa: Scrivere una storia d’ispirazione omerica nella quale Ulisse si fa legare all’albero della nave per non cedere alle lusinghe di Facebook e Whatsapp.

10. Prova a pensare che come a volte si ha disponibilità ad innamorarsi, e altre volte non se ne ha per nulla, così a volte si ha disponibilità per la scrittura, e altre volte no: e non c’è niente di male.

13 Risposte to “Come sconfiggere la sindrome della pagina bianca, in dieci mosse”

  1. Ma.Ma. Says:

    🙂 la prima mi ha stesa.
    Ma… ecco: mi sono sempre chiesta una cosa. Se da una parte posso capire che un professionista (dico, uno che ci mangia con i libri o altri generi di testi e deve rispettare delle consegne) possa preoccuparsi se non gli viene niente, agli altri (che io ne sento di amici aspiranti a lamentarsi di questo) che cosa importa se non vengono delle idee? Non ci sono obblighi da rispettare e se non si ha nulla da scrivere o non ci si riesce , boh, basta fare qualcosa di diverso… No? Cioè: non dovrebbe esistere la sindrome della pagina bianca se uno non è un professionista. A meno che non si voglia usare questa cosa in modo simbolico applicandola ad altre arti o meglio ad alcuni mestieri… Bon, basta, che altrimenti a quest’ora mi incarto.

  2. Ezio Says:

    La terza funziona.

  3. sergiogarufi Says:

    il blocco dello scrittore si chiama risma

  4. Many Kazem Goudarzi Says:

    Mie la 3, la 7 e la 10.

  5. simoneangeloferri Says:

    11. Rileggi tutto dalla prima pagina. Come? La prima pagina è bianca? Allora torna al punto 1.

  6. fabiorea Says:

    Attendo tutorial su come sconfiggere la sensazione per cui la storia scritta in maniera schifosa che si sta scrivendo sia veramente scritta in modo schifoso

  7. Giulio Mozzi Says:

    E se fosse proprio scritta in modo schifoso?
    Succede.

  8. mariagiannalia Says:

    La n. 5 è fantastica. Per me è quella che funziona di più.Quelle risposte possono significare qualsiasi cosa. Ed è per questo che funzionano: ognuno le interpreta come vuole. E poi magari finisce che ci crede pure.

  9. Nadia Bertolani Says:

    D’accordo con Ma.Ma.

  10. giovannidirosa Says:

    La terza è splendida. Ed è sempre un ottimo rimedio

  11. Ezio Says:

    Oggi sono arrivato tardi alla pausa pranzo, il cuoco aveva finito il suo turno e mi sono dovuto accontentare. Lui si è seduto con me e mi ha attaccato un bottone. Era amareggiato – dentro di me ho pensato che ci stava: per un cuoco sarà una scelta essere amaro dolce, sapido… mi dicevo. Però l’ho tenuto per me, non mi è sembrato gentile.
    Si lamentava. Diceva che tutti cucinano, che c’è pieno di corsi di cucina dappertutto, di masterchef, di autodidatti. Che cavolo ha da cucinare tutta questa gente, continuava, e lui con la cucina ci mangia invece, altroché
    E io che avevo pensato: nel caso di blocco dello scrittore, avrei potuto fare una buona torta di carote. Me n’ero sempre sentito all’altezza e invece, no non è così!
    Mi ha chiesto cosa faccio io, di lavoro. Il disoccupato, ho mentito. Però mi ha guatato con sospetto, penso che non mi abbia creduto.

  12. Luciana Says:

    Non ci crederai, Giulio, ma il Libro delle risposte l’ho comprato davvero, dopo aver visto il tuo video dove ne parli. L’approccio e’ stato bellissimo: tutta la famiglia lo voleva provare con le domande personali più disparate. Finché mio figlio, quello più intelligente 😀, se ne è uscito dicendo che tutte le risposte sono plausibili con qualsiasi domanda. Ok, e’ vero, fatto sta che io l’ho già usato alcune volte per scrivere e… funziona!

  13. Giulio Mozzi Says:

    E certo: se ogni risposta non fosse plausibile per ogni possibile domanda, il libro non funzionerebbe.

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