Dieci piccole verità molto utili a districarsi nei meandri della Repubblica delle Lettere

by

fortbourtange

di giuliomozzi

1. La Repubblica delle Lettere non ha il Parlamento: ha i festival. Nei festival, come nel Parlamento (attuale), si parla tantissimo e non si decide niente.

2. Le decisioni, nella Repubblica delle Lettere, vengono prese nell’equivalente delle riunioni delle Segreterie di Partito: cioè alle Cene (a Milano gli Aperitivi) delle Combriccole (o Gang).

3. Le Combriccole (o Gang) hanno ancora oggi, e come sempre, basi territoriali, amicali (s’intende: di amicizie radicate nell’adolescenza), ideologiche (e di partito). Da questo punto di vista l’avvento del web non ha cambiato nulla: chi non partecipa alle Cene (o agli Aperitivi) si ritrova senza scampo catapultato in posizione Extracombriccolare (o di Cane Sciolto: sciolto, ma pur sempre cane).

4. Fanno eccezione al punto 3 i casi di Santità Conclamata Maschile. Naturalmente i casi di Santità Conclamata Maschile suscitano avversioni e scetticismi, soprattutto tra i Cani Sciolti: intensi ma non sufficienti ad incrinare la posizione dell’Eletto.

5. La Santità Conclamata Femminile non è possibile; è possibile la Solidarietà Femminile, spesso trasversale – come si dice in politica – rispetto alla composizione delle Combriccole (o Gang). La Solidarietà Femminile fornisce Diritto di Parola, talvolta Soccorso, quasi mai Vero Potere.

6. L’avversario storico delle Combriccole (o Gang) è il Sistema Editoriale. Nell’ultimo decennio dello scorso millennio e nel primo decennio di questo millennio molti esponenti di molte Combriccole (o Gang) hanno ritenuto che il Sistema Editoriale potesse diventare un alleato delle Combriccole (o Gang). Il conteggio delle vittime non è ancora concluso.

7. Mentre le Piccole Case Editrici, e in particolare le Piccole Case Editrici Modaiole, subiscono in una certa misura l’influsso delle Combriccole (o Gang) – più o meno come il locali da ballo della Riviera Romagnola subiscono le scelte delle cosiddette agenzie di pubbliche relazioni – le Grandi Case Editrici se ne infischiano.

8. Le Agenzie Letterarie si muovono nell’Ombra.

9. La tendenza generale va verso l’unificazione: una sola Grande Casa Editrice (di proprietà di uno sterminato Gruppo Mondiale), una sola Grande Agenzia Letteraria (fittamente interconnessa con le Grandi Agenzie Letterarie di altri Paesi), un solo Grande Scrittore (autore di un solo Grande Libro), una sola Grande Combriccola (o Gang).

10. Gli Scrittori in Disuso, come il soprascritto, finora impiegati saltuariamente nelle Case Editrici, saranno espulsi dal Mercato del Lavoro in quanto inutili.

Come sempre, si danno ecccezioni. La fotografia d’apertura viene da qui.

13 Risposte to “Dieci piccole verità molto utili a districarsi nei meandri della Repubblica delle Lettere”

  1. Fiammetta Palpati Says:

    C’è sempre il molto richiesto Scrittore da Compagnia, per le proliferanti periferie della Repubblica.

  2. Silvio Says:

    Naturalmente, mi par di capire, dei personaggi banali come gli scrittori che sanno scrivere e hanno delle belle storie in questo sistema contano quanto la polvere sotto al tappeto…

  3. Andrea Says:

    “4. Fanno eccezione al punto 4 i casi di Santità Conclamata Maschile.”
    Non dovrebbe essere il 2?

  4. Massimiliano Says:

    Molto interessante, condivido in toto.

  5. bianconiglio decimo meridio Says:

    Giulio leggendo i tuoi ultimi post ho come l’impressione che tu stia vivendo un momento non troppo felice della tua vita professionale. Non so se sia da imputare a questioni oggettive o soggettive (sempre ammesso che la premessa sia esatta). Comunque tutto scorre. Che poi la direzione della corrente conduca a un grande Moloch fagocitatore di foreste… non credo ci si possa fare molto, se non diventare adepti della Messianica Comunale Biblioteca. Un abbraccio virtuale.

  6. acabarra59 Says:

    “ 25 marzo 1995 – Ho sempre sofferto di una leggera claustrofobia – ma perché non chiamarla agorafilia? -. Dagli ambienti chiusi o scarsamente areati, dalle paludose combriccole, dai circolari viziosi discorsi ho sempre preferito andarmene, anche senza sbattere porta di sorta. Come al mare, per esempio: quelli che stanno i pomeriggi seduti su un muretto, assiepati su una rotonda, e ciacolano o guardano ciacolare o stanno con gli occhi opportunamente malinconici mentre le ragazze abitualmente ridono. Ore e ore interminabili; e non ho mai saputo come andava a finire. Io toglievo le tende molto prima perché non mi è mai piaciuto perdere tempo. Invece poi ho saputo. “ [*] [**]
    [*] Lsds / 73…
    [**] Lo “ scrittore da compagnia “… Non sarebbe meglio dire “ da grembo “?

  7. Giulio Mozzi Says:

    Silvio: le mie annotazioni non toccano la questione della bellezza delle opere. Si può appartenere a un a Combriccola ed essere ottimi scrittori, eccetera.

    Andrea: ho corretto. Il punto 4 corregge il 3, nel senso che differenzia i Santi Conclamati possono star fuori dalle Combriccole (e: hai ragione, non è chiarissimo).

    Bianconiglio: la parte felice della mia vita professionale (di quella parte della mia vita professionale che si svolge nel Sistema Editoriale) è terminata nel 2006.

  8. Andrea Says:

    “è terminata nel 2006.”

    Con la nascita di vibrisse e la chiusura di giuliomozzi.com? Ricordo bene le date?

  9. Monica Bauletti Says:

    E venne l’Angelo della morte che distrusse la torre e i topi scapparono in tutte le direzioni fondando piccoli nuclei culturali e tutto ricominciò.

  10. Giulio Mozzi Says:

    Andrea, “vibrisse” nasce il 6 agosto del 2000.

  11. Andrea Says:

    Giulio mi riferivo a “questo” vibrisse, che, se non ricordo male, hai aperto poco prima di chiudere giuliomozzi.com. Prima non era via mail?

    Forse ricordo male, ma mi sembra che su giulio.mozzi pubblicassi molti racconti. Qui meno, molto meno. Mi è venuto in mente leggendo questo: ” la parte felice della mia vita professionale (di quella parte della mia vita professionale che si svolge nel Sistema Editoriale) è terminata nel 2006.”

  12. Giulio Mozzi Says:

    “vibrisse” è un blog dall’autunno del 2004. Per “vita professionale nel Sistema Editoriale” intendo il lavoro con le case editrici. Se vuoi trovare una sicronia, tròvala con la cosiddetta “crisi”.

  13. sergiogarufi Says:

    l’importante è avere un buon seguito di pubblico, che ti consente di fregartene delle combriccole, e tu coi tuoi libri sulle diete sei inattaccabile.

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