“Il deuteragonista”, di Leopardo Zimbelli

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

Ingrandisci

Ingrandisci

Il caso vuole che proprio in questi giorni in cui il curatore di vibrisse (sempre sia ringraziato per l’ospitalità) si sbraccia (non me ne voglia: anche un po’ scompostamente) in pro’ del romanzo d’esordio di Edoardo Zambelli, L’antagonista, al vostro bibliofilo sia capitato di mettere le mani su un’opera che con il predetto romanzo sembra avere, al di là di qualche prossimità fonetica, alcune singolari somiglianze: Il deuteragonista, di Leopardo Zimbelli. Non che si voglia accusare questo o quello, lo Zambelli o lo Zimbelli, per carità, di scopiazzatura o furto: nulla impedisce a due distinti ingegni, come già sperimentò (a proprie spese) Pierre Menard, il noto autore del Don Chisciotte, di concepire universi narrativi assai simili se non addirittura – cosa statisticamente improbabile, ma non impossibile – assolutamente identici. Ma veniamo al dunque.

Un uomo in crisi (perché, se non c’è un uomo in crisi, non c’è romanzo: almeno al giorno d’oggi; non sono più i tempi degli eroi tutti d’un pezzo!) legge casualmente in un giornale casualmente rinvenuto la seguente notizia: a Gorgonzola, ridente cittadina del monzese, sta per chiudere l’ultimo caseificio nel quale si produca artigianalmente il celebre formaggio che dalla cittadine prende, antonomasicamente, il nome. Essendo il nostro uomo in crisi un appassionato consumatore di tale formaggio, egli parte dalla Puglia – sua patria – per recarsi nel luogo di produzione e fare scorta – nei limiti della conservabilità del prodotto – per l’appunto di gorgonzola. Purtroppo, giunto sul posto, non può che constatare l’ormai avvenuta chiusura del caseificio. Tuttavia, domandando qua e là, il nostro uomo in crisi (il quale, nel frattempo, non si fa mancare né una bella chiacchierata sui bei tempi antichi con il gestore di un quasi preistorico gestore di un negozio di musica in vinile particolarmente appassionato ai Van Der Graaf Generator; né una storia quasi d’amore, di sicuro robustamente fisica, con l’avvenente conduttrice della pensione presso la quale, data la lunghezza del viaggio, aveva prenotato una stanza) viene a sapere che l’artigiano gorgonzolificatore ha sì chiuso la fabbrichetta in Gorgonzola, ma forse si è trasferito, forse l’ha trasferita, forse si è impiegato in una fabbrica industriale: e pare che da qualche parte, in una ghiacciaia forse sotterranea, comunque ben celata agli occhi (e al fiuto) del popolo, conservi un quantitativo ingente di forme di gorgonzola prodotte a mano con somma cura, la cui vendita sarebbe destinata ai veri appassionati.

Il lettore avrà già capito: il nostro uomo in crisi si mette in viaggio seguendo le tracce (perlopiù, ma non solo, olfattive) lasciate dall’artigiano; scoprirà che dietro la chiusura del caseificio non vi sono banali motivi economici o di mercato, ma un autentico dramma umano; e scoprirà, con proprio immenso stupore, di essere in questo dramma misteriosamente implicato. Egli, dunque, dovrà compiere un’azione – c’è sempre, nei romanzi, un punto in cui bisogna compiere un’azione – non più da uomo in crisi ma da vero uomo. Riuscirà il nostro uomo in crisi a trasformarsi da anti-eroe in eroe? Non riuscirà? Questo il vostro bibliofilo non ve lo racconta, per non togliervi il gusto (posto che riuscitate anche voi a procurarvi una copia dell’opera: cosa di cui egli dubita) di scoprirlo da soli. Un chiarimento solo per il titolo: è nel momento in cui il nostro uomo in crisi si rende conto di non essere lui a cercare l’artigiano, bensì che è l’artigiano a farsi cercare, disseminando appositamente tracce (non solo olfattive, come si è detto) e segnali, come un cacciatore che fuggendo voglia attirare la preda in una trappola; è in quel momento che il nostro uomo in crisi si rende conto di essere, per l’ennesima volta nella vita, non il protagonista, ovvero il dominus, della propria vita stessa, bensì un semplice deuteragonista. Se non, addirittura, una comparsa in una vita altrui.

Quanto alle somiglianze con il ben più reperibile L’antagonista di Edoardo Zambelli, basta controllare qui.

Tag: ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...