Emma al signor Knightley (Lettere delle eroine, 25)

by
Prima edizione, come d'uso anonima, del romanzo Emma  ("dell'autore di Orgoglio e pregiudizio", dice il frontespizio)

Prima edizione, come d’uso anonima, del romanzo Emma
(“dell’autore di Orgoglio e pregiudizio“, dice il frontespizio)

di Monica Bauletti

[Le Regole del gioco].

Mio diletto, adorato Mr Knightley.

In questa sera di fine estate mi prende la malinconia, e l’unico conforto che trovo è nello scrivervi.

Ho molto riflettuto su quanto successo tra noi ieri all’arboreto e sento il dovere di confessarvi che le vostre parole mi hanno fatto compagnia per tutta la notte e gran parte della mattina seguente. Solo ora, dopo tanto pensare, sento fluire liberi i miei sentimenti e posso capire a fondo il mio cuore.

È grande l’affetto che provo per voi. Nessun altro ha l’ascendente che voi esercitate su di me e ogni vostra opinione, ogni vostra critica e ogni vostro rimprovero sono sempre meritati perché solo voi sapete vedere dentro la mia anima con chiarezza. Una chiarezza che io stessa stento ad avere nel giudicare le mie azioni. Siete sempre stato una guida e un faro nel mezzo della mia burrascosa vivacità. Ho sempre ammirato la vostra capacità di giudizio, mai inopportuna e sempre precisa e obiettiva. Per quanto io non abbia finora voluto ammettere so che voi spesso avete influenzato le mie opinioni anche quando mi divertivo a contraddirvi, spesso, con esagerata ostinazione. Avete sempre puntualizzato i miei difetti con paziente onestà, richiamandomi e correggendo certe esagerazioni che rischiavano di portarmi fuori dai comportamenti convenzionali che impongono il mio rango e la mia posizione sociale. La vostra presenza nella mia vita, nella nostra famiglia è di fondamentale importanza. Sento che non potrei fare ameno delle vostre visite quotidiane e delle vostre brillanti conversazioni.

L’amore che avete dichiarato di nutrire nei miei confronti è il dono più grande che potevate farmi. Il vostro sentimento ha colmato il mio cuore e mi ha annebbiato la mente. La gioia che ho provato è stata immensa perché ero convinta di essere sul punto di perdervi, pensavo che voi amaste un’altra e sentivo che sarebbe stato difficile e molto doloroso per me rinunciare a voi. Ero euforica sapendo che non c’era nessun’altra nel vostro cuore. Ora, se vi conosco bene, com’è vostra abitudine, mi dovreste dire che sono un essere egoista, ed è vero. È così. Non posso contraddirvi più, adesso che possiamo parlarci liberamente, senza remore, senza imbarazzi, senza timori. Sono egoista perché vi voglio solo per me sapendo che non posso prendervi.

Ora che l’euforia è evaporata e la mia mente è di nuovo lucida, ora che posso vedere le cose libera dal velo di sentimenti abilmente tessuto attorno a noi dalla vostra dichiarazione d’amore, ora devo darvi la mia risposta.

È molto difficile dirvi quel che devo. Il mio cuore era tanto leggero e gonfio di gioia ieri quanto è pesante e schiacciato ora dal peso del mio rifiuto.

Voi sapete che è sempre stata mia intenzione non sposarmi mai e sapete anche quanto io sia caparbia. Non ho intenzione ritornare sulla mia decisione. Ho sempre concepito la mia vita e il mio futuro qui a Hartfield, a prendermi cura di mio padre. A ricevere gli amici all’ora del tè e allietata dalla compagnia dei miei nipoti durante le vacanze e parte dell’anno quando i loro impegni lo permettessero. Non posso rinunciare a tutto questo. Non riesco a vedermi nel ruolo della moglie dedita al marito. Io sono Emma Woodhouse, la più in gamba della famiglia, la più viziata, l’indomabile e la risoluta, la peste. Io sono quella che vi tiene testa nelle discussioni e vi indispettisce facendovi scappare via iroso. È vero che poi ritrovate sempre la calma e tornate senza serbarmi mai rancore, ciò non toglie che il mio atteggiamento mi rende insopportabile. Come pensate di poter legare la vostra vita a un essere indisponente come me? Finiremmo col renderci la vita impossibile reciprocamente.

No, per il vostro e anche per il mio bene è meglio che restiamo buoni amici. Sarete sempre il benvenuto a Hartfield. Sarà sempre un’immensa gioia ricevere le vostre visite. Discorrere con voi è per me stimolante e motivo di crescita, non permetterò mai che vi allontaniate da me per nessun motivo e ci sarà sempre un posto riservato a voi nel nostro salotto. La vostra amicizia mi è cara oltremodo.

Non vogliatemene, Mr Knightley. Mio caro e tenero amico. Se mai un giorno il mio cuore dovesse sciogliersi nel sentimento dell’amore sarebbe solo per voi, perché nessuno può competere con la vostra nobiltà, con la vostra eleganza e la pacatezza che fa di voi il migliore dei gentiluomini. E al mondo non c’è uomo che possa reggere il confronto.

Mi conoscete meglio di chiunque altro e so che capirete le mie motivazioni e il mio rifiuto. Inutile dirvi che sono e resterò per sempre la vostra affezionata Emma.

Un abbraccio fraterno

Emma W.

Tag: ,

3 Risposte to “Emma al signor Knightley (Lettere delle eroine, 25)”

  1. Ezio Says:

    Elegante, malizioso, latente sadismo? Rendersi la vita impossibile reciprocamente: che voluttà, che vertice estetico. Bravissima.

  2. Monica Bauletti Says:

    Emma, non io.

  3. Ezio Says:

    Ma sì, certo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...