Psychrophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

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16 psychrophilia

di Eusebio Gnirro

Se vivessimo in un mondo meno affetto da dinamiche irrazionali e in cui gli impulsi suicidali pertenessero ai singoli individui lasciandone indenne la collettività, gli effetti dell’uso abnorme e indiscriminato dei caloriferi domestici sulla qualità dell’aria e, più in generale, sul surriscaldamento del pianeta, dovrebbero indurci a promuovere la psychrophilia, che consiste nel provare eccitazione sessuale per il freddo, a pratica encomiabile, meritevole d’essere sovvenzionata dai governi, propagandata nelle chiese, fatta propria dalle associazioni ambientaliste, d’essere insomma sostenuta a spada tratta da tutti coloro che per mandato del popolo, missione divina o scelta personale caldeggino la salvaguardia della vita sulla Terra, fino a quando non sarà possibile colonizzarne un’altra. Apparirà paradossale, se non aberrante, che proprio il freddo, associato nell’immaginario universale alla rigidità, al buio, alla desolazione e alla morte, possa assurgere a fattore propizio per la sopravvivenza della specie, ma tant’è: viviamo tempi enigmatici e perversi, dove qualsiasi residuo dell’antico senso scade in controsensi che lasciano attoniti e, in questo specifico caso, intirizziti.

Esistono versioni casalinghe di questa pratica che sono alla portata di chiunque voglia sperimentarla: è sufficiente acquistare un frigorifero americano a doppia anta, collocarvi all’interno due sgabelli da pub su cui appollaiarsi rimpetto al partner, attendere che la temperatura corporea scenda sotto la soglia dell’ipotermia, quindi consumare un rapporto in piedi, coll’irruenza di due orsi polari eterosessuali che si siano cercati brancolando per sei mesi nel buio della notte artica, usando l’accortezza d’interporre un certo numero di piastre eutettiche tra i corpi in amore onde scongiurare il rischio di moleste cessioni vicendevoli di calore. Per coloro che prediligessero la più canonica delle posizioni, ossia quella del missionario, è preferibile optare per un congelatore a pozzetto dotato di coperchio a ribalta, rammentando che in caso di rapporti prolungati la donna è esposta all’alea di ritrovarsi con la schiena e le natiche incollate saldamente sul fondo del cassone. Analoghe cautele vanno adottate nell’accoppiamento more ferarum, che è bene praticare avendo come punti di contatto le sole rotule e i palmi delle mani: geometrie esageratamente prone, sebbene più lascive e quindi più eccitanti, mettono a repentaglio il lato della faccia in aderenza, incluso il padiglione auricolare e una buona metà del cuoio capelluto.

Chi ritenesse l’opzione frigorifera troppo claustrofobica dispone di valide alternative, a patto di abbandonare la dimensione casalinga e puntare, a seconda dell’emisfero terrestre di riferimento e della stagione rigida corrispondente, alle cime delle Alpi Svizzere, della cordigliera delle Ande, della catena dell’Alaska, degli Urali polari, del Kilimangiaro, delle montagne nepalesi. Si tratta tuttavia di località non raggiungibili alla chetichella, che presuppongono una buona preparazione atletica e l’iscrizione a qualche gruppo di scalatori con cui mettersi in cordata. Si dovranno sacrificare le ferie, investire i risparmi in spese di viaggio e attrezzature, mettere a repentaglio la propria vita, ma ogni sforzo sarà lautamente ripagato se nottetempo, mentre i compagni di spedizione dormiranno, uscirete dal sacco a pelo matrimoniale imbottito di piume d’oca e fibre d’amianto e vi congiungerete carnalmente alla vostra compagna tra le tende del campo base a trenta gradi sottozero. I vostri sospiri non saranno uditi, perché si consolideranno in sculture di ghiaccio che vi occluderanno bocca e narici e dovranno essere prontamente sgretolate a colpi di piccozza per evitare l’asfissia; le vostre natiche saranno ricoperte da una patina glaciale che non cesserà di riformarsi ogni volta che l’avrete frantumata contraendo tutte le coppie di muscoli glutei; le lingue, ove mai azzardassero lambirsi, diventeranno un’unica mucosa fino all’alba, quando il compagno più mattiniero riverserà su di esse un paiolo di the bollente. Ma il piacere più estremo, inutile girarci intorno, ve lo procurerà il congelamento degli umori vaginali e dell’eiaculazione ante portam, che salderà le vostre parti intime a quelle della partner fino al disgelo primaverile.

Superfluo specificare che il sogno nel freezer di tutti gli appassionati sia quello di viaggiare nello spazio siderale, dopo aver abbandonato questo pianeta inospitale per gli effetti di un astro così prossimo da renderne il clima intollerabilmente mite, e copulare senza il menomo indumento indosso dalle parti di Urano, forti della consapevolezza che la temperatura inferiore ai duecento gradi sottozero criogenerà lo sperma nei testicoli rimuovendo qualsiasi vincolo temporale alla durata del rapporto. In attesa che l’ingegneria aerospaziale progredisca fino a questo punto si può fare affidamento sulla compagnia aerea di proprietà di un oligarca russo che, a prezzi non proprio accessibili, permette di raggiungere la mesosfera a bordo di un Buran messo a nuovo e fornicare nella stiva a meno ottanta. I meno abbienti dovranno ripiegare su opzioni alla loro portata: il classico ghiacciolo al limone per lei (che presenta il vantaggio di essere astringente), il pollo in umido nell’azoto liquido per lui.

© Turi Totore

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2 Risposte to “Psychrophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)”

  1. Ma.Ma. Says:

    Oh, un’altra esperienza che non riuscirò a fare. Temo. A me basta appoggiare la punta della lingua su un ghiacciolo per lasciarci uno strato di pelle attaccata.😦 Da sempre. Non so perché: ma quando capita devo sempre trovarmi vicino a qualcuno che sia disposto a leccare tra la mia lingua e il gelato, così da riscaldare il tutto e permettermi di staccarmi senza andare a sangue. Leggermente imbarazzante e poco eccitante, a dire il vero… Vabbè, me ne farò una ragione.

  2. Psychrophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse) | iCalamari Says:

    […] Non troverete raggelante questo crocchiare di palpiti in estinguimento per un’ipotermia cercata. Vi porterà alle lacrime da risa: è in corso una tempesta di freddure su Vibrisse. […]

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