Katerina Ivanovna a Ivan Karamazov (Lettere delle eroine, 5)

by

karamazov

di Davide Di Finizio

[Le regole del gioco].

Caro Ivan,

lo sai quanto ti voglio bene. Eppure, ti confesso che da quando ti sei messo a parlare col Diavolo, un po’ mi spaventi. Certo, lo so che la tua è un’intelligenza superiore, che con la tua profondità intellettuale ti sei dibattuto in questioni veramente ardue, come l’esistenza di Dio o l’immortalità dell’anima; però, vedi, una ragazza alla mia età vorrebbe pure divertirsi, uscire, fare un po’ di vita notturna, e invece tu, sempre dietro ai tuoi interrogativi filosofici, mi costringi a stare chiusa in casa con te, a non vedere gente, a scervellarmi sui tribunali ecclesiastici, sul Cataclisma geologico, sul Grande Inquisitore (a proposito, non te la prendere se te lo dico, ma non ci ho capito niente in quella storia, ma insomma tu da che parte stai? da quella di Gesù o da quella dell’Inquisitore?).

Ora non prendermi per una ragazzina frivola, lo sai che ho un’istruzione, che i miei libri li ho letti e che apprezzo in sommo grado il ben dell’intelletto, ma dopo una tragedia come quella che è capitata alla tua famiglia e in cui, ahimè, sono stata personalmente coinvolta, sarebbe stato anche giusto distrarci, non trovi? E invece no, è dalla fine del processo che mi tormenti con la febbre cerebrale che ti avrebbe colpito. Ma che sarà mai questa febbre cerebrale? Tesoro mio, tu sei sano come un pesce. La verità, secondo me, è che pensi troppo: se invece di startene tutto il giorno in mezzo ai libri, ai giornali, alla filosofia, ti abbandonassi un po’ di più alla vita reale, tutto questo non accadrebbe. E poi, nel tempo che abbiamo passato insieme, mai un complimento, mai una parola dolce. Pensa che persino quel furfante di Rakitin è capace di complimenti: ha avuto la faccia tosta di scrivere, ispirandosi a Puškin, dei versi sul piedino della Chochlakova. Ti giuro che l’ho invidiata, quella donna: quando mai il mio Ivan ha scritto dei versi sui miei piedi! Capisco, forse i miei non saranno proprio piedini piccoli, graziosi, però avresti potuto cantare, non so, le mie mani, per esempio: ecco, che cos’hai da dire sulle mie mani? Modestia a parte, il mio dito mignolo è molto più attraente di tutti i tuoi tribunali ecclesiastici.

Scusa lo sfogo, ma a volte ti avrei voluto più simile a Mitja: attenzione, non sto dicendo che dovevi finire in galera come lui, semplicemente ti avrei voluto un po’ più leggero, più istintivo, più godereccio. Non t’ingelosire, però quando ero fidanzata con tuo fratello mi sentivo più allegra: lui, sì, aveva un sacco di difettucci, mi doveva tremila rubli, ma sapeva essere adorabile, divertente, sorprendente (e se non fosse subentrata quella puttana di Grušenka, forse … ma lasciamo perdere!).

Invece, con te, la mia vita è terribilmente noiosa. È per questo che ti scrivo; perché, quando riceverai questa lettera, non avertene a male, ma sarò già lontana. Dove? non lo so. Forse la domanda più appropriata sarebbe: con chi? Perché io sono sempre stata sincera con te e stavolta ho addirittura il dovere di esserlo, per evitare futuri dissapori. Caro, ho deciso di scappare con Alëša, sì, il tuo fratellino.

So che la notizia ti lascerà veramente sorpreso, ma devi essere comprensivo: voi tre fratelli (quel bruttaccione di Smerdjakov – pace all’anima sua, ammesso che sia immortale! – nemmeno lo considero), voi tre, dico, mi siete sempre piaciuti. All’inizio mi sono messa col più dissennato perché, sai com’è, a molte di noi i tipi come Mitja piacciono da morire; poi, è andata come è andata e allora ho pensato di mettere la testa a posto, sono passata al più assennato, che sei tu; ma del resto, ho sempre avuto un talento a scegliere gli uomini (anzi, i fratelli) sbagliati. E così, alla fine, è toccata ad Alëša, che non è assennato come te (a dirla tutta, è pure un poco ignorantello: non ha nemmeno finito la scuola!) e non è dissennato come Mitja (è pure troppo innocente per i miei gusti, ma almeno sono sicura che non mi tradirà).

Vedi, tu e Dmitrij siete sempre stati estremi, in un modo o nell’altro, invece Alëša è il giusto mezzo, forse proprio l’equilibrio che stavo cercando. Scommetto che non te l’aspettavi dal tuo casto fratellino, eh? solo perché l’hai visto con quella tonaca addosso, ma che vuoi? Lui è pur sempre uno di voi, un Karamazov. E poi, come dice quel proverbio partenopeo? Acqua cheta fa pantano e fete (ah, che bricconi quei napoletani!). Pensa che persino lo starec Zosima gli aveva detto di ammogliarsi; difatti, ci sposeremo presto.
Inutile dire che sei invitato al matrimonio. Passeremo a portarti la partecipazione.

A presto

(non più) tua

Katja

P. S. Però, mi raccomando, quando verremo, non mostrarti furioso con me e con Alëša. E soprattutto, non farti ritrovare a chiacchierare col Diavolo, che poi al tuo fratellino, delicato com’è, gli prende un colpo!

Tag: ,

8 Risposte to “Katerina Ivanovna a Ivan Karamazov (Lettere delle eroine, 5)”

  1. Nadia Bertolani Says:

    Non c’è che dire, Katja sa il fatto suo, ma ho dei brutti presentimenti…

  2. Ezio Says:

    Una lettera che è un sorriso, complimenti. Dovessero scriverla a me, quasi quasi ne avrei più piacere che altrimenti. Evviva gli sposi, ma soprattutto le spose.

  3. violetaubergine Says:

    Una missiva che si legge volentieri: linearità, garbo, ironia…

  4. Davide Di Finizio Says:

    Leggo solo ora questi commenti. Grazie a voi.

  5. liaporridge Says:

    Eheh! Lepido! Delizioso!

  6. Davide Di Finizio Says:

    Grazie per il “lepido”, che approvo proprio nel senso catulliano del termine. Ciò che cercavo di trasmettere (e credo sia arrivato ai lettori) è che dietro il gioco, l’ironia, la leggerezza, c’è una realtà molto drammatica, in piena coerenza col romanzo. E poi ho cercato di cogliere le tante sfumature di Katja che è, a mio parere, uno dei personaggi più affascinanti e imprevedibili della letteratura russa (e forse non solo di quella).

  7. Lea Says:

    Bellissima lettera, intelligente e ironica. Concordo con la leggerezza solo apparente. Mi dispiace solo per il povero Ivan, che ne esce così malconcio. Davvero complimenti!

  8. Davide Di Finizio Says:

    Grazie mille. Certo, Ivan non l’avrà presa proprio bene.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...