Merinthophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

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13 merinthophilia

di Eusebio Gnirro

Escogitata da Ulisse nel suo viaggio di ritorno verso Itaca, la merinthophilia consiste nell’eccitarsi per la circostanza d’essere legati. La versione originale non è alla portata di chiunque perché presuppone di disporre di un’imbarcazione dotata di un cospicuo albero maestro e un impianto stereo capace di diffondere musiche celestiali ai quattro venti, spingersi in mare aperto, assoldare un branco di fotomodelle disposte a nuotare nude a diverse miglia dalla costa; tuttavia, con un po’ di spirito d’adattamento, si può ripiegare su una piccola deriva che permetta di ammanettarsi al boma e arruolare una volenterosa bidella bisognosa d’arrotondare, affinché rimanga a galla grazie a un costume gonfiabile che la trasformi in una creatura mitologica per metà bidella e per metà alalonga. Tra i due estremi c’è un mondo, anzi un oceano, nel quale navigare con spirito da ulisside senza ricalcare pedissequamente il dodicesimo libro che lo vede protagonista. Un vincolo soltanto rimane imprescindibile: la presenza di vincoli saldi e inesorabili sotto forma di lacci e laccioli che serrino i polsi, le caviglie, il corpo tutto.

A questo punto sorge una domanda: donde origina tale desiderio? Nel caso dell’itacense è palmare: dall’impossibilità di farsi palmipede e attingere le sirene ammaliatrici. Nella sua trasposizione moderna la faccenda si complica perché l’oggetto del desiderio non esiste, e non c’è speranza di rintracciarlo, talché l’ardore è spinto al parossismo e il sentire dell’appassionato ritrova nelle corde, negli spaghi, nelle fascette stringicavo e serratubi, insomma in tutto ciò che può fargli sentire la sua presa regalandogli il piacere d’essere ghermito dall’inesistente, la causa e l’effetto che lo tengono in vita in senso stretto.

Per gusto del paradosso, intrinseco a questa parafilia che non prevede partner, essa non si configura come piacere solitario, o meglio, non può esserlo e non lo sarà fintanto che le corde resteranno oggetti inanimati, costringendo il merintofilo a non poter prescindere dalla presenza di un complice che lo avvinca e, prima o poi, lo svincoli. A onor del vero una società canadese ha brevettato il prototipo di un macchinario capace di effettuare legature decorose che consentono di coltivare la passione in perfetta solitudine; purtroppo i primi esperimenti hanno confermato la necessità di una messa a punto del sistema di tensionamento, che ha portato a due casi di stritolamento e uno di strangolazione. Senza contare che i costi dell’apparato rimangono ancora proibitivi. Nello Yucatan ha preso piede una prassi risalente nientemeno ai Maya, rubricata dai sessuologi con il nome di ophidicismo, che consiste nell’utilizzo sessuale di una particolare specie di serpenti addestrati della famiglia dei boidi: il boa constrictor; bisogna tuttavia mettere in conto la possibilità di rimetterci le costole se il rettile si rivela troppo passionale.

Se col tempo dovesse esaurirsi lo slancio e la pratica scadere nella routine, è possibile adottare varianti in grado di restituirvi all’eccitazione della prima volta. Sorvolo sulle più blande, che rimetto alla vostra creatività in materia, per indicarvi quelle estreme a cui potrete traguardare come stimolo per migliorare le vostre prestazioni. Mi riferisco in particolare alla consuetudine diffusa in talune regioni del nostro mezzogiorno di calarsi di propria sponte nella casseratura d’una pila di ponte subito prima dell’inizio del getto, consegnandosi al formidabile abbraccio di svariate tonnellate di calcestruzzo a presa rapida. Nel nord industrializzato l’espediente più diffuso tra i patiti è concedersi un passaggio, raramente due, tra i rulli d’acciaio d’una calandra.

© Turi Totore

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5 Risposte to “Merinthophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)”

  1. Giulio Mozzi Says:

    Faccio notare che, volendo essere un po’ filologici, le fotomodelle del primo capoverso non dovrebbero nuotare bensì svolazzare. Vedi a es. la Treccani.

  2. ElisabettaMi Says:

    Molto diffusa fra i migranti che arrivano via mare…

  3. Nicolo1968 Says:

    questo libro è da avere, da quello che ho appena letto sembra veramente un capolavoro degno dei classici

  4. Laura Says:

    Hai mai letto “XXX: il dizionario del sesso insolito” di Ayzad? Noto delle affinità elettive… Lo trovi su http://goo.gl/3DsR18

  5. Merinthophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse) | iCalamari Says:

    […] Necessità stringenti o vincoli autoimposti, il piacere che consegue per molti è tale da imbarcarsi per destinazioni ignote, a volte in grande sprezzo del pericolo. Eusebio Gnirro, novello Omero, ne tratta su Vibrisse. […]

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