La signorina Felicita all’Avvocato (Lettere delle eroine, 3)

by
Vill'Amarena, teatro degli amori dell'Avvocato e della Signorina Felicita

Vill’Amarena, teatro degli amori dell’Avvocato e della signorina Felicita

di Nadia Bertolani

[Le regole del gioco].

E l’ho giurato, mi ricordo bene,
trenta settembre novecentosette,
avevo ai piedi, sopra le calzette,
scarpe col tacco; dentro al cuor le pene
per non averLa più qui alle mie cene
di cipolle e basilico, perfette

come il profumo delle notti ch’io
sognavo stando desta a ripensare
al mio solaio, alle parole amare
che Lei mi disse quando disse “addio”:
addio al solaio, e a me, e al cuore mio.
Quanto mi piace e spiace ricordare!

Sette anni, ahimè, passarono da allora.
Corrono voci di una guerra atroce,
e la Marchesa se ne va veloce
fuori dal quadro, via, via… ancora, ancora…
Ma non c’è più nessun che non l’ignora.
Avvocato, ricorda la mia voce?

O le Lyda e le Amalia, signorine,
le fanno compagnia lì nel Marocco?
Ma Lei fingeva d’essere uno sciocco,
di amar le mie blandizie femminine,
di non volere più le cittadine,
di non essere esteta ma un po’ allocco.

E gli anni son trascorsi tra i ciliegi,
e molte le camicie che ho tagliato,
molte son le canzoni che ho cantato,
molte lenzuola ricamate a fregi
sul lino più sottile ch’è di Liegi,
ma un uomo solo, un uomo solo ho amato.

E l’ho giurato, mi ricordo ancora,
trenta settembre novecentosette,
quella ghirlanda di viole e di saette
che sul quel muro adesso trascolora
– ma fu chiara e leggibile finora –
le rondini, le stelle, le cosette

che Lei pensava non avrei capito,
io quasi brutta, priva di lusinga,
con la mia faccia buona e casalinga,
io che non so cos’è ’l parlar forbito,
io che cercavo solo un buon marito…
Lei, Avvocato, par che ancora finga

di non volere più quello che vuole:
unire la mia sorte alla sua sorte
allontanare quell’idea di morte
che sa di busso e d’ombra e ragni e viole,
allontanare il mare di parole
che fa sembrare le giornate corte.

Ma io non credo che la Terra è tonda,
non so accordar le sillabe dei versi,
io e lei, o mio Avvocato, siam diversi
come piccoli legni che sull’onda
vanno così che solo uno affonda
e tutti i suoi pensieri sono immersi

nella falsa bontà, nella finzione:
Lei ha detto di amarmi, di aspettare,
Lei ha parlato, io lo so, di altare,
Lei mi ha cantato bene la canzone,
poi se n’è andato solo alla stazione
e mi ha lasciata qui: a ricamare.

Così mi ha presa in moglie il farmacista,
e son nelle faccende affaccendata,
e non m’illudo d’esser stata amata;
di tanto in tanto penso a quella vista
dall’abbaino alla campagna mista
di Torri e Chiese, bella e trasognata…

Scende la sera nel giardino antico…
Lei, Avvocato, non è più mio amico!

[Una bella pagina su Guido Gozzano, dalla quale ho estratta la foto di Vill’Amarena. In Wikisource, il testo completo del poemetto di Gozzano La signorina Felicita, ovvero la felicità].

Telemaco Signorini, Sui colli a Settignano (1885)

Telemaco Signorini, Sui colli a Settignano (1885)

Tag: ,

8 Risposte to “La signorina Felicita all’Avvocato (Lettere delle eroine, 3)”

  1. RobySan Says:

    Brava! Molto.

    P.S.: perché “busso” e non “bosso”? Qualcosa mi sfugge.

  2. RobySan Says:

    mmmhhh, ripensandoci forse è giusto “busso” (da “busson”, in piemontese, italianizzato in “busso” dalla Felicita (che di parlar forbito nulla sa)).

  3. acabarra59 Says:

    “ Domenica 19 maggio 2013 – Poi c’è Chiambretti al Salone del Libro. Con la su’ mamma. Che legge le sue poesie – nel senso di poesie della mamma, della signora Felicita [sic] Chiambretti. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  4. Ma.Ma. Says:

    Ma che bella questa lettera-poesia. Complimenti.😀

  5. Nadia Bertolani Says:

    Ho scritto busso perché così scrive Gozzano, non mi sarei permessa di contestarlo… Comunque ringrazio Giulio Mozzi che ha corretto la metrica zoppicante dell’insipiente Felicita.

  6. RobySan Says:

    È vero, il Gozzano scrive “busso” (e mica vorrai discutere). Bastava rileggersi la Felicita!

  7. Mery Carol Says:

    Mi piace moltissimo. Complimenti!

  8. Nadia Bertolani Says:

    Grazie Mery, ci tengo a ribadire che formalmente la lettera-poesia manca di rigore metrico ma sono contenta che nonostante tutto piaccia a qualcuno e di nuovo ringrazio Giulio Mozzi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...