Eva Kant all’uomo noto come Diabolik (Lettere delle eroine, 2)

by
Eva Kant

Eva Kant

di Maria Cristina Vezzosi

[Le regole del gioco].

Amore mio, mio sostegno, il mio stato d’animo è speculare alla penombra di questo ambiente e non concede spazi di allentamento alla tensione che mi accompagna: sono più di venti anni che ti aspetto al buio, eppure ancora non mi sono abituata alle divagazioni della mente che vacilla tra la cieca fiducia che ho nelle tue capacità e il pensiero angosciante che i tuoi calcoli non siano esatti.

Amore mio, mia energia, ti aspetto e non sai che sono in pena. Non lo sai perché fino ad oggi mai ti ho assillato coi miei dubbi e le mie paure. Il conforto della luce di una torcia non è sufficiente a restituire la stabilità mentale, a fermare l’ansia che mi divora e quando finalmente ti vedo devo farmi forza perché niente dal mio sguardo o da un mio gesto evidenzi il calo di tensione che mi svuota braccia e gambe. Con la poca forza rimasta ti abbraccio e basta. Ti bacio, ti tengo, ti sento. Non sai che per me riabbracciarti è un godimento ben superiore a ognuno degli intensi orgasmi che mi hai fatto provare nella vita. Perché quando facciamo l’amore io sono consapevole che ci sei. Quando ti rivedo dopo aver temuto di perderti non credo a ciò che vedo e soltanto il contatto con tutto il tuo corpo illeso è per me un’evidenza.

Amore mio, mio nutrimento, quando sono sola e il buio del mio rifugio disturba la mia concentrazione e alimenta i miei fantasmi, penso. Ti penso. L’unico modo per non perdere la lucidità è ricordare i momenti concreti, quelli vissuti alla luce del sole e se le circostanze sembrano precipitare mi alieno rivivendo le altre situazioni in cui ho temuto di perderti e per un colpo tardivo di buona sorte ti ho potuto riabbracciare. Pur se il pensiero rinnova la paura, pensarlo è catartico e concede un’impronta al percorso del nostro futuro.

Amore mio, mio mentore, per te sono diventata un automa, una mente meccanica che esegue alla perfezione e senza discutere tutte le tue istruzioni ma il corpo non sempre mi ubbidisce e libera adrenalina a fiotti e questo mi stringe lo stomaco e mi rammollisce le gambe. Forse non ero portata per una vita sopra le righe e una lieve amarezza mi prende pensando alla nostra storia trascorsa nell’incertezza del domani. Cosa rimane di concreto oltre noi due? Un cumulo di freddi beni materiali e il ricordo di eccitanti avventure. Mi chiedo se avrei potuto impormi e non accettare fiduciosamente tutte le tue regole al contrario, condividerne alcune delle mie. Ma sono certa che non sarei riuscita a convincerti a rinunciare a questa vita. Avresti potuto seguirmi nella periferia anonima e ritirarti in una casetta a due piani col giardino, un cane e due gatti, tagliare l’erba ogni due fine settimana e portare i ragazzi a scuola, a calcio, a danza e in chiesa la domenica per la funzione? Avresti dovuto esercitare part time e so già che potresti facilmente ricordarmi l’incompatibilità dei miei desiderata con le esigenze della professione che negli ultimi venti anni ti ho aiutato a svolgere. E ti direi che hai ragione, che abbiamo passato troppe notti fuori casa per essere disponibili quotidianamente a seguire figli e animali. E mi diresti di più, che chi rischia la vita ogni giorno non può, non deve avere legami se non con chi può essergli utile per la sopravvivenza.

Amore mio, mio disturbo, ora ti posso confessare che ciò che a te procura una sensazione insostituibile di potenza a me procura soltanto ansia. Non ce la faccio più a seguirti in questo progetto che vedo soltanto ora nella sua reale follia. Sono una donna disturbata, la paura di perderti non mi eccita più come una volta al tuo ritorno, quando vederti di nuovo valeva più di mille preliminari. Oggi rimane uno stupore esile e incerto come la fiamma di una candela nuova posta in balia dell’incrocio dei venti.

Amore mio, mio unico amore non trovo altre parole per dirti che ti lascio. Lo so che solo un vigliacco abbandona e retrocede ma non ce la faccio più. Ho trovato un uomo tranquillo che cerca di limitare i rischi, non osa nemmeno un incauto gioco in borsa. Non è un uomo qualunque: è intelligente, forte, astuto, audace. Ma non è te. Quando ti confesserò il suo nome tu sbalordirai pur sapendo che con la vita che mi hai fatto fare non ho avuto molte possibilità di socializzare, gli ambienti che abbiamo frequentato erano sempre contenitori per le nostre imprese, nessun contatto sentimentale con chi ci transitava. Per questi venti anni siamo sempre stati soltanto noi due, e da presso, lui. Il mio amore per te mi aveva isolato dal mondo, non te ne faccio una colpa, era una mia scelta consapevole, ma i miei momenti di depressione si facevano sempre più opprimenti e lui era sempre lì mentre tu eri lontano. È successo e basta, non chiedermi di più. Ti dico soltanto che ho scelto Ginko, anche se amerò per sempre te.

Tua per sempre, Eva.

[Per saperne di più su Eva Kant, e magari su Ginko].

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18 Risposte to “Eva Kant all’uomo noto come Diabolik (Lettere delle eroine, 2)”

  1. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 10 maggio 2002 – Critica della facoltà di giudizio: si intitola così nella nuova edizione Einaudi che mi capita, assolutamente per caso, sotto gli occhi, quella che avevamo sempre conosciuto come la Critica del giudizio di Immanuel Kant. È una sfumatura, ma è anche una critica. A chi non ha voluto perdere tempo a considerare la forma originale del titolo, forse perché la Critica della facoltà di giudizio non aveva voglia di leggerla, perché dopotutto non amava la filosofia, e, soprattutto, la sottovalutava. Perché la filosofia è come la satira: si beffa delle nostre certezze, del nostro vano, frettoloso giudicare. Poi la fretta finisce, si capisce di avere sbagliato tutto, si mette giudizio… ma è troppo tardi. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  2. Maria Cristina Says:

    Problema serio quello della facoltà di giudizio… chi non ce l’ha fa finta che non esista.

  3. Andrea Says:

    Più che Eva Kant sembra la donna di Bartolomeo Pestalozzi (da Pinerolo)

  4. Maria Cristina Vezzosi Says:

    Comunque non è plagio: mai stata in Piemonte.

  5. Maria Cristina Vezzosi Says:

    Mai stata a Pinerolo.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Ma Bartolomeo Pestalozzi è operativo a Milano, Brindisi, Forlì, Casalecchio sul Reno, Novi Ligure, Casarsa.

  7. Maria Cristina Says:

    Mi scuso per l’abuso di messaggi frutto dei capricci del PC ( o della mia inettitudine?) e rivendico per la povera Eva un ruolo da protagonista: mi par più appropriato e consono che ella aspiri al ruolo di nuova casalinga di Voghera.
    Ha fatto la comprimaria per un cinquantennio… benché mettersi con Ginko… mah…

  8. la Matta Says:

    Andrea o chi tu sia mi hai fatto scoppiare a ridere come mi succede non sempre enon così di gusto.GRAZIE. Matta

  9. Andrea Says:

    Ciao la Matta, Andrea è il mio nome. Prego :–)

  10. la Matta Says:

    Mentr La Matta non ě il mio cognome.Sorpresa!Ciao.

  11. Alexander C. Says:

    Sette righi al finir di tutto il sofferto discorso: “nessun contatto sentimentale con chi ci transitava”. E sottolineo “ci transitava”. Chi era costui? Caron occhi di bragia??

  12. Maria Cristina Vezzosi Says:

    No: Diabolik occhi di serpente.

  13. Alexander C. Says:

    In bocca al lupo, allora, Eva. Ma ricordati che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa bene cosa perde, senza sapere cosa trova.🙂

  14. Maria Cristina Vezzosi Says:

    Quanto hai ragione. Ma io nella vita resto nel solco, almeno fammi delirare quando scrivo…

  15. Ezio Says:

    Buon vecchio Diabo, che brutto colpo. Non prendertela, ci siamo passati un po’ tutti, conta sugli amici. Che ne dici di vederci domenica? Ho prenotato il campo per un doppio, Vengono Kriminal, Satanik e possiamo chiedere anche al Mozzi. Ci sei?

  16. Fab Sixties Says:

    Ma Altea, la duchessa di Vallenberg (fidanzata storica dell”ispettore della Squadra Omicidi di Clerville), che dice? Sa qualcosa della tresca? Dobbiamo aspettarci da lei una “Lettera all”uomo noto come Ginko”?

  17. Maria Cristina Says:

    Sai com’è, la contessa è abituata ai circoli esclusivi, probabilmente giocherà un doppio misto contro Satanik…

  18. Maria Cristina Says:

    ops… duchessa

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