Dieci cose che ogni scrittore (delle scrittrici non parlo) dovrebbe non fare almeno una volta nella vita

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di giuliomozzi

1. Rispondere: “Grazie” a chi ti dice una frase del tipo: “Il tuo romanzo mi è sembrato molto bello”.

2. Dare, a chi ti dice una frase del tipo: “Il tuo romanzo mi è sembrato molto brutto”, una risposta diversa da: “Proveresti a spiegarmi perché? O, più esattamente: che cosa è che ti è sembrato molto brutto?”.

3. Mettere la copertina del libro nella foto di profilo Facebook. A meno che tu non voglia provare a metterla anche nella carta d’identità.

4. Presentarti come “Tizio Caio, scrittore”.

5. Rispondere durante le presentazioni alle critiche che hai ricevute dai recensori.

6. Sempre durante le presentazioni, citare Charles Bukowski tra i tuoi autori di riferimento.

7. Sempre durante le presentazioni, parlare di “Alessandro” (intendendo Baricco) o di “Don” (intendendo DeLillo). Questo vale anche se tu e Baricco siete compagni di scuola e amici da sempre, e se tu e DeLillo state facendo progetti di matrimonio).

8. Sempre durante le presentazioni, dire a chi ti sta presentando: “Lei non ha capito la mia opera”.

9. Al laureando che sta facendo la tesi su di te e ti chiede se hai un po’ di rassegna stampa, dare solo le recensioni positive.

10. Chiedere al libraio che ospita la presentazione una copia del libro per regalarla al tuo ex professore di Lettere del liceo, che non vedevi da vent’anni e che si trovava a passare lì quasi per caso, più che altro spinto dalla curiosità di vedere come fosse questo scrittore curiosamente omonimo di un suo ex allievo testone di vent’anni prima: e non pagarla.

23 Risposte to “Dieci cose che ogni scrittore (delle scrittrici non parlo) dovrebbe non fare almeno una volta nella vita”

  1. FRANCESCA FARINA Says:

    non ho mai fatto nulla del genere…meno male!

  2. Francesco S. Says:

    La numero sei mi scopre colpevole.
    Serial killer, omicidi premeditati e reiterati!
    È assai grave?

  3. Ivano Porpora Says:

    Non ho capito la prima. Posto che io rispondo: Mmmgghgm.

  4. Marta Vitali Says:

    No no… io non rientro in questa categoria… ah!ah!ah!

  5. massimocassani Says:

    Alla 1. è consentito un: “Son contento”?; alla 2. tipo “Mi dispiace”?.

  6. Alexali Says:

    Direi che la prima non la capisca nessuno. Bisogna stare zitti, o rispondere male?

  7. Patrizia Says:

    Perché non si può rispondere grazie alla prima? Qual è la risposta adeguata a quello che è palesemente un complimento o una forma di gentilezza?

  8. Alexali Says:

    «Chiedere al libraio che ospita la presentazione una copia gratuita (…) e non pagarla».

  9. lucangel11 Says:

    Non ricordo che cosa ti risposi quando definisti il mio “Summa” assolutamente insopportabile:-)

  10. Pensieri Oziosi Says:

    Ma senti, hai un cugino americano che si chiama Zachary Foster?

  11. Giulio Mozzi Says:

    No, P.O. Ma non mi dispiacerebbe averlo.

  12. sergiogarufi Says:

    io ho assistito a molte presentazioni nella mia vita e fortunatamente nessuno ha mai citato Bukowski tra i suoi autori di riferimento

  13. acabarra59 Says:

    “ Sabato 19 giugno 2010 – Poi penso che si potrebbe forse rivalutare Saviano, ma solo a patto di farlo diventare uno scrittore dell’orrore, una cosa di mezzo fra Bukowski e Houellebecq. “ [*]
    [*] Lsds / 73

  14. Gianluca Antoni Says:

    Temo di aver commesso la n.1 e, ancor peggio, la n.3!🙂

  15. steffymars Says:

    Un mio professore, quando lodarono un suo libro, disse: “Forse le è piaciuto perchè non l’ha capito.”. La trovai una replica stupenda.

  16. la Matta Says:

    Impagabile il punto 7.!

  17. Fabio Piero Fracasso Says:

    Che bisognerebbe fare, allora, se qualcuno esclama: “l tuo romanzo mi è sembrato molto bello”. non rispondere? Reagire come il professore citato da steffymars?

  18. Giulio Mozzi Says:

    Rispondere: ne son lieto – mi pare sufficiente

  19. Alexali Says:

    Il “grazie”, credo io, non è per il gradimento, ma per l’averlo voluto esprimere.

    Del resto mi domando chi sia così raziocinante, così “figo”, dal non ringraziare spontaneamente per prima cosa chi, a una presentazione del suo libro, si faccia avanti per fare un complimento che si presume sincero.

  20. Alexander C. Says:

    Tizio, Caio, alias Sempronio….

  21. la Matta Says:

    …Dieci cose che ogni scrittore ( delle scrittrici non parlo). Signor Acabarra, o che lei non trova niente da osservare? A questo punto io chiederei al Giulio : di grazia, fammi due decaloghi distinti e separati. UNO per stigmatizzare LO SCRITTORE ed uno per LA SCRITTRICE. Che sia questione di ormoni o di particolari tendenze?Lei che mi dice, amabile Acabarra? Metta i suoi asterischi sulla faccenda.Grazie .Matta

  22. Giulio Mozzi Says:

    No, Matta. E’ una questione di competenza.

  23. Nicolo1968 Says:

    Se fossi uno scrittore farei solo la prima e la terza

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