Dieci sistemi fallimentari per autoprocurarsi una recensione

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supermercato

di giuliomozzi

1. Avete un conoscente che collabora con la redazione sportiva del giornale locale (compila, lunedì su martedì, le pagine con le cronachette delle partite di calcio delle serie minori). Lo convocherete a casa vostra, gli offrirete un caffè, e gli farete omaggio di una copia del vostro prezioso volume. Non gli chiederete esplicitamente di farlo avere, a scopo di recensione, al caposervizio della cultura o a qualche collaboratore illustre: quando si è autori di un capolavoro, non ci si abbassa a tanto. Gli farete intendere, però, che di quel libro parleranno tutti, ma proprio tutti i giornali; e accennerete al fatto che, per un quotidiano locale, prendere un buco proprio sull’opera di un autore che risiede – dalla nascita, per di più – nell’area di pertinenza, è cosa assai spiacevole. Quando il conoscente tenterà di dirvi qualcosa del tipo “Ma sai, io collaboro solo con la redazione sportiva, non so se…”, lo guarderete negli occhi e gli direte, perentori: “Volere è potere”.

2. Avete un ex compagno di classe del liceo che lavora in televisione (è il regista di molti dei filmati commerciali che inzeppano il palinsesto di Rete Gaia). Gli telefonerete a sorpresa, parlerete un po’ con lui dei bei tempi andati, direte qualche malignità sul conto delle rispettive ex mogli, vi lamenterete delle rispettive situazioni economico- professionali, e gli proporrete una pizza. Subito dopo aver ordinato l’amaro (Braulio per lui, Averna con ghiaccio per voi) tirerete fuori dalla borsa una copia del vostro prezioso volume: e gliene farete omaggio. Non gli chiederete esplicitamente di farlo avere al conduttore di Verità d’oggi, il contenitore culturale di Rete Gaia (in onda ogni martedì dalle 17 alle 17.30, più occasionali repliche nei buchi di palinsesto): quando si è autori di un capolavoro, non ci abbassa a tanto. Gli farete intendere, però, che fuori di casa vostra c’è la ressa, o quasi, di giornalisti e conduttori che non vogliono altro che intervistarvi. Il conoscente si proporrà come regista di un eventuale servizio dedicato alla vostra opera. Voi ringrazierete. Appena il conoscente pronuncerà la parola “preventivo”, gli getterete in faccia l’Averna.

3. Comincerete (non l’avete mai fatto prima) a frequentare le presentazioni di libri che si svolgono nella vostra città. Vi recherete sul posto per tempo, ascolterete attentamente (non è necessario prendere appunti), e alla fine dell’incontro provvederete a conferire all’autore di volta in volta ospite (il poeta dialettale, l’uomo con tre gambe che ha scritto un memoir strappalacrime, l’avvocatessa di diritto di famiglia che ha scritto un manuale per le edizioni Maggioli, il venerando professore autore del saggio Tradizione e rinnovamento nelle poetiche dell’età barocca, l’ingegnere autore del manuale Sondaggi e carotaggi semiprofondi nella prossimità di aree lacustri, il dottor Mozzi, l’imprenditore che ha scritto la storia della propria azienda, la giovane youtuber autrice del libro Come sono diventata una giovane youtuber, eccetera) una copia del vostro prezioso volume. Non dimenticherete di inserire dentro la medesima un biglietto da visita. Spiegherete il concetto della vostra opera (preziosa!) con poche e sentite parole. Concluderete con un’energica stretta di mano. Non appena il vostro interlocutore pronuncerà le parole “Ma, vede…” vi lancerete nell’elogio dell’altruismo letterario.

4. Alle cinque di mattina di un giorno qualunque vi presenterete sottocasa del vostro bersaglio (ovvero, un recensore dal quale intendete ottenere la recensione della vostra preziosa opera). Suonerete energicamente il campanello; se necessario, più volte (o: molto a lungo) (o: entrambe le cose, più volte e molto a lungo). Quando qualcuno vi risponderà, bercerete: “Polizia!”. Dal momento in cui vi sarà aperto, dovrete improvvisare.

5. Da settantadue indirizzi elettronici diversi, ciascuno creato appositamente per inviare quell’unica email, invierete a settantadue rinomati critici letterari una lettera contenente oscure minacce – comprensive di mutilazioni, abbruciamenti, spintonate, morsi di tenaglia, cartelle esattoriali – nel caso omettano di recensire l’opera ititolata così e così, dell’autore Tale (che siete poi voi). Misteriosamente, però, la polizia postale riuscirà a identificare il mittente.

6. Concorderete con l’editore una lista di possibili recensori, l’editore provvederà a spedire, e amen.

7. Attraverso amici e amici di amici (e amici degli amici di amici), riuscirete a incontrare il Celebre Recensore: quello che con una sola virgola è capace di smuovere – si dice – ottocentottantatré copie nella sola isola di Ponza. Avrete a disposizione, vi sarà fatto sapere, settantadue secondi. L’incontro avverrà presso l’abitazione del Celebre Recensore, alle sei di mattina (i Celebri Recensori, notoriamente, sono insonni). Il Celebre Recensore vi scruterà benignamente. Voi esprimerete come potrete la vostra gratitudine. Il G. R. dirà, verso il sessantaseiesimo secondo: “Ci metta anche la data”.

8. L’editore, l’Editrice Tipografica Terontolese, sarà molto carino: organizzerà per il lancio del vostro (prezioso) libro una festicciola per pochi intimi; pochi, ma ben scelti. Parteciperanno un collaboratore assai stimato della Gazzetta di Terontola, il redattore di cultura dell’Almanacco chianese, il redattore unico del Calendario di San Gusmè (pubblicazione annuale), il direttore di Pietraia Oggi, un giornalista dal ruolo non identificato del Sonaglio di Umbertide, il webmaster di Passignano on line. Il cibo sarà accettabile. Il servizio cordiale. Il momento dedicato alla vostra lettura, commovente. L’applauso, sincero e convinto. La ditta di catering lamenterà la sparizione di tre forchette e un cucchiaino da gelato.

9. A che cosa serve Facebook, se non a farsi conoscere? Approccerete dunque tutti i big del magico mondo della letteratura. Farete le cose con metodo e discrezione: non meno di due, non più di tre messaggi al giorno. Tutti personalizzati. Riceverete da Striscia la notizia il Tapiro d’oro come “utente di Facebook più bannato di sempre”.

10. Macché recensori! Macché giornali! Il mondo d’oggi è diverso! Organizzerete un concorso per utenti di Anobii e Goodreads: i primi 100 che richiederanno il libro lo riceveranno in omaggio (l’eredità dello zio Giacomo dovrà pur servire a qualcosa); l’autore della recensione più bella vincerà il diritto di trascorrere una giornata in compagnia dell’autore (comprensiva di gita in barca sul Lago di Como, pasti in locali scelti, viaggio e pernottamenti pagati). Le 100 copie andranno via in mezz’ora. Nessuna recensione sarà pubblicata, né in Anobii né in Goodreads.

11 Risposte to “Dieci sistemi fallimentari per autoprocurarsi una recensione”

  1. Monica Bauletti Says:

    Ma davvero c’è ancora qualcuno che legge le recensioni?

  2. Fabio Piero Fracasso Says:

    Ma davvero, Monica Bauletti, c’è bisogno di un surplus di snobismo oltre alla modica quantità che ne consumiamo tutti, tutti i giorni? D’accordo, le recensioni sono in via d’estinzione, anche per l’utilizzo di altri canali (tecnologici ma non soltanto ) ma, chiedo, c’è bisogno di maramaldeggiare sulla recensione?

  3. Giulio Mozzi Says:

    Fabio Piero: la recensione da quotidiano è “in via d’estinzione” nel senso che è molto meno influente di qualche anno fa. Per il resto, mi pare che il web sia pieno di recensioni (come, mi pare, fai intendere anche tu).

    Monica: sì.

  4. Patrizia Says:

    Mah…sono un’ingenua….ho perfino impiegato qualche secondo a capire la battuta finale del punto 7…ho sempre creduto che i Celebri Recensori ( e anche quelli meno celebri) leggessero i libri di loro spontanea volontà e per passione e poi decidessero di scrivere una recensione perché, nel bene o nel male, hanno qualcosa da dire sul libro appena letto e perché quello è il loro lavoro, sia che scrivano sul Gazzettino Padano, sulla Repubblica o sul web…invece vanno stimolati e lusingati e stanati?
    L’unico punto che potrei mai mettere in atto è il 6, anche se mi piacerebbe avere la fantasiosa ed egocentrica personalità necessaria per tentare il 4….

  5. Shanmei Says:

    72 rinomati critici🙂

  6. acabarra59 Says:

    “ Sabato 24 aprile 2004 – Come fanno i dinosauri? « Pum! Pum! », dice la mia nipotina più piccola. A quanto dicono non l’ha mai visto, ma come recensione di Jurassic Park mi sembra perfetta. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  7. Giulio Mozzi Says:

    Patrizia: l’articolo è giocoso.

  8. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 21 settembre 2005 – Poi la zia Eufòria mi ha mandato una mail che conteneva un allegato con una recensione al suo libro. Titolo dell’articolo: « Mon petit Montparnasse ». Ma il titolo, nell’evidenza elettronica, risultava un po’ accorciato. Si leggeva: « Mon petit mont ». Il ché, trattandosi della venerea zia Eufòria, mi è sembrato gloriosamente giusto. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  9. gianni Says:

    Ma che succede se a chiamare è una ex-aiuto regista di questa TV locale X, che interessata al vostro manoscritto vi fissa un appuntamento e vi propone di sottoporlo all’attenzione di medio regista? In quel caso, conoscendo il proprio valore, si tratta di approccio galante o vero interesse professionale?

  10. amleta Says:

    Credo che come consigli di promozione letteraria siano i più originali che io abbia letto finora, e forse funzionano anche meglio🙂

  11. livioromanono Says:

    Dio che risate! Mai cercata una recensione in vita mia. Ma medito di mettere in atto il punto 7, quando il Famoso Critico del Corriere calerà in terra d’origine e potrò imbucarmi in un aperitivo potentino seduto al tavolo con il recensore stesso e lo scrittore dai titoli wertmulleriani.

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