Mexican Avalanche (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

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07 mexucan avalanche

di Eusebio Gnirro

Sebbene non sia nostro costume esprimere una posizione ufficiale rispetto alle pratiche periamorose di cui andiamo riferendo, in quanto nostra unica mira e farci meri catalogatori delle passioni che attanagliano i nostri simili senza giudicarle, in questo specifico caso la nostra risaputa attitudine all’immedesimazione controllata e transitoria stenta a coglierne l’appeal. Mexican Avalanche è infatti la formula che viene comunemente adottata per indicare la prassi, assai diffusa in Messico, consistente nell’eiaculare sui capelli della donna e scaraventarla giù da una rampa di scale prima che il seme si rapprenda.

L’ipotesi più accreditata presso gli studiosi, ma non unanimemente accolta, sull’origine di tale fattispecie insiste nel ricondurla a epoche su cui s’è depositata la polvere del tempo ma non perciò hanno smesso di esercitare, se pur larvatamente, un implacabile influsso sul presente. A giudizio di costoro il Mexican Avalanche altro non sarebbe che la riproposizione in chiave meno efferata dei sacrifici umani che gli Aztechi praticavano a livelli più spinti dei nazisti, tanto da poter essere considerati i primi, e insuperati, industrializzatori dell’omicidio iperintenzionale. Squartare le persone per poterne offrire ai Superi il cuore palpitante era un rito propiziatorio che incontrava il favore generalizzato (eccezion fatta per la vittima designata), così come l’usanza di lanciare il corpo esanime giù dalla scalinata che conduceva in cima al tempio, affidando al becco degli avvoltoi e alle zanne dei giaguari l’onere di fare sparire le prove della mattanza. La pratica rappresenterebbe un modo per rimanere ancorati alle proprie radici, soprattutto in un’epoca come l’attuale in cui non esistono più certezze e siamo in balia di un relativismo che non offre appigli di sorta. L’attualizzazione di quel rito ancestrale, per quanto in forma bizzarra, andrebbe apprezzata nel suo sincero, e in qualche maniera commovente, tentativo di assolvere la funzione originaria di corroborare i legami tra i membri della società e consentire di traguardare al futuro con un po’ di ottimismo, senza scaricare sul sistema sanitario nazionale costi insostenibili.

E’ una prassi che riscuote consenso in tutti gli strati sociali, sebbene le differenze di classe riverberino nelle modalità della sua concreta messa in atto. Nelle sterminate bidonville sorte alla periferia di Città del Messico, dove una distesa di baracche a perdita d’occhio accoglie migliaia e migliaia di reietti a cui i canoni edificatori locali non mettono a disposizione monumentali scalinate, i gradini saranno surrogati dai risalti delle onduline arrugginite su cui le donne verranno fatte rotolare a calci subito dopo lo shampoo; in altro modo si provvederà nelle lussuose abitazioni dei più abbienti, presso le quali erte e bislunghe scale mobili consentiranno di far ruzzolare qualsiasi donna diuturnamente, a dispetto degli effetti sulla messa in piega, senza compiere il benché minimo sforzo.

L’elemento comune alle molteplici forme che questa pratica assume rimane sempre e soltanto questo: l’eiaculazione maschile sulla chioma femminile è seguita da una serie di colpi e contraccolpi inferti alla donna, in abbinamento ad accelerazioni e decelerazioni tanto più gradite quanto più brusche e irrimediabili. Discende da qui il pump-jump: il sesso orale consumato in auto avendo l’accortezza di tamponare chi ci precede al momento dell’orgasmo, così da provocare l’esplosione dell’airbag lato guidatore, che proietterà la testa della donna verso la cappotta su cui la faccia resterà impressa sotto forma di bassorilievo. Ai limiti del codice penale è la sodomia-da-ballatoio, che prevede, in rapida successione con l’ultima botta pelvica, di dare una spinta a due mani sulle natiche sufficiente a catapultare l’amante nella tromba delle scale, preferibilmente da altezze non fatali. Rientra invece a pieno titolo nelle casistiche perseguite ai sensi di legge il caso dell’appassionato di volo a vela che, dopo aver consumato un rapporto aereo con una giovane e temeraria prostituta, l’ha fatta schiantare al suolo da duemila metri d’altezza dopo averle fatto indossare un paracadute in cartongesso. L’episodio più estremo rimane tuttavia quello che ha visto coinvolti un colonnello dell’aviazione russa e una sua lontana cugina: il primo si è fatto portare a una certa altezza con una piattaforma di lavoro montata su una gru con braccio telescopico e ha poi persuaso la seconda ad accomodarsi sull’ogiva di un missile terra-aria S300-P, presentandoglielo come un vibratore d’ultima generazione; è finita che la malcapitata è partita a rotta di collo verso il confine della troposfera esibendo una chioma impomatata a meraviglia.

Diverse associazioni femminili si sono battute per anni per la messa la bando di tale pratica giudicata degradante e pericolosa, ma da qualche tempo la protesta s’è spenta completamente; pare che la ragione sia da rinvenire nella diffusione di uno studio scientifico che riconosce agli spermatozoi uno straordinario potere vivificante sulla capigliatura.

© Turi Totore

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3 Risposte to “Mexican Avalanche (dal Sommario semiesauriente delle maialate)”

  1. Giulio Mozzi Says:

    Non so voi. A me tutto questo ricorda irresistibilmente Wile Coyote.

  2. maria Says:

    Ah,che bell’antidoto Wile E.Coyote! Faccio tante belle scoperte su questo blog…(alcune anche scioccanti).

  3. Tre di tre (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse) | iCalamari Says:

    […] Mexican Avalanche […]

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