“365 vite”, di Ibis Redibis

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

ibisredibisConsentite per una volta, al vostro pur consumato – e quasi usurato, oramai – bibliofilo, di dirlo: di libri strani come questi, se n’è visti pochi. Non è raro trovare, non dico nelle belle librerie ma puranco nelle più stolide bancarelle “3 x 5 euro”, libri dedicati all'(oramai usurato, questo sì) tema della reincarnazione; non è raro che cotali pubblicazioni, di livello mediamente infimissimo e ciarlataneschissimo, rechino nomi autoriali di fantasia caratterizzati però dall’assai scarsa fantasia (come questo, che rimanda – peraltro con pertinenza di ben ardua giustificazione – all’arcinoto e ovvio Ibis redibis non morieris in bello); già più raro è trovarsi tra le mani un’opera pubblicata da una casa editrice che arditissimamente e incomprensibilissimamente s’appelli Satyagnamannapurnompfthalassa (che significa, più o meno, teste l’editore stesso telefonicamente appellato dal Vostro: “La valanga oppone resistenza passiva, e purtuttavia rotola ballonzolando dalla più alta montagna al mare”); ma rarissimo, davvero rarissimo (e qui, lo giuro, interrompo la superlativesca serie) è trovarsi a leggere un’opera che rinunci totalmente alla seduzione del lettore, che espella aure mistiche e angiolotti, che non pretenda d’insegnare nulla, che consista infine e finalmente nella pura e semplice elencazione delle vite vissute, nell’instancabile migrare da morte a reincarnazione e da reincarnazione e morte, da colui o colei che narra.

Colui o colei che, peraltro, vanta discendenza – se di discendenza si può parlare, in questa particolarissima concezione del mondo e della vita – nientedimeno che da Abele, figlio di Eva e di Adamo. Ecco l’incipit:

Eva, creata dal Signore, generò da Adamo Abele.
Abele, ucciso che fu da Caino, si reincarnò in una mosca.
La mosca, divorata che fu da un tordo, si reincarnò in una genzianella.
La genzianella, masticata che fu da una vacca, si reincarnò in Matusalemme.
Matusalemme, dopo che sazio di giorni morì, si reincarnò in un lama.
Il lama, divorato che fu dai cacciatori aztechi, si reincarnò in un nautilo.
Il nautilo, morto che fu di anzianità, si reincarnò in Pantera soldato romano.
Pantera, ucciso che fu in Alessandria da cristiani fanatici, si reincarnò in Giuseppe Flavio.
Giuseppe Flavio, morto che fu di vecchiaia, si reincarnò in una merda.
La merda, seccata che fu dal sole, si reincarnò in un crotalo.
Il crotalo, infilzato che fu da un indio farmacista e mago, si reincarnò in Ipazia.
Ipazia, smembrata che fu da cristiani fanatici, si reincarnò in Compiuta Donzella.
Compiuta Donzella, uccisa dalle febbri dopo aver procreato, si reincarnò in Giotto.
Giotto, morto di ghiottoneria in Firenze, si reincarnò in un bue.

Eccetera eccetera, dalla prima all’ultima delle pochissime pagine di questo smilzo libretto. L’ultima reincanazione, e gongolo a dirlo, prima di quella nella quale attualmente vive lo spirito che oggi si fa chiamare Ibis Redibis, fu in Leonida Bissolati, del quale umilmente ma non parentalmente sono omocognonimo, insigne figura del socialismo italiano, morto per infezione postoperatoria nel 1920, a Roma.

Che dire? Il senso della faccenda è piuttosto oscuro. Si ravvede qua e là, e pure insistente, come dall’excerptum testè offerto si può constatare, un certo qual spirito anticristiano (per chi non sapesse, avendo diritto di non sapere: taluni polemisti pagani, nei primi secoli, sostenevano che Gesù di Nazareth fosse figlio sì di Maria sposa di Giuseppe, ma non dello Spirito Santo: bensì di un soldato romano, di origini egiziane, per l’appunto chiamato Pantera; al quale ella si diede per meretricio, secondo alcuni, o dal quale subì violenza, secondo altri). Ma da qui a ricavare un senso al tutto, molto ci corre.

Eppure… Eppure il vostro bibliofilo, che sua sponte tende spontaneamente ad apprezzare le imprese impossibili, di questo libricino – che alla lettura prende poco tempo, e dal quale con poco ci si distriga – si sente di dire: che vale la pena di leggerlo.

Visto che poi, ormai, trovare un elenco del telefono è diventata cosa difficile.

Tag:

4 Risposte to ““365 vite”, di Ibis Redibis”

  1. RobySan Says:

    Bissolati, questa è una meraviglia di consequenzialità nell’incongruità, un capolavoro di volgarizzazione (intesa nel senso migliore) dell’esoterico, uno scintilare di mirabili associazioni teorematiche (nel senso che ci si deve meditar sopra). Non me ne spedirebbe pur anche una copia da scanner?

  2. donatella Says:

    Bissolati, il signor RobySan mi ha levato le parole di bocca. Se va avanti con queste recensioni, di Bissolati si conoscerà più l’Ennio che il Leonida (grand’uomo davvero)

  3. la Matta Says:

    Che il manualetto sia una vita precedente della Fiera dell’Est? In ogni caso, per me più gradevole delle maialate. Mi scandalizzo? No, tesoro ( in questo caso l’autore o l’autrice). Semplicemente preferisco il buongusto. matta

  4. Ezio Says:

    Oh Bissolati, quale chicca ci ha scovato oggi. Grazie.
    Se penso a tutti quei disperati che si affannano ancora oggi attorno a genetica, DNA, locazioni uterine e sciocchezze del genere… Non sarebbe il caso di inviare anche a loro (oltre che a me e RobySan), cotanta rivelazione?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...