Dieci libri che è indispensabile far leggere ai ragazzi che frequentano la scuola secondaria superiore

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classe_multietnica

di giuliomozzi

Osservate la fotografia qui sopra e provate a rispondere a questa domanda: quali sono i dieci libri (non necessariamente “letterari”) che è “indispensabile” che questi ragazzi – siamo nella secondaria superiore – leggano? Le risposte nei commenti. Naturalmente non è necessario che ciascuno indichi dieci titoli (che non sono pochi: sono tanti). Naturalmente proporre un titolo senza una motivazione è poco utile. Grazie.

75 Risposte to “Dieci libri che è indispensabile far leggere ai ragazzi che frequentano la scuola secondaria superiore”

  1. Oriana Says:

    Non saprei, perché l’ “obbligo” di leggere dei libri imposto dalle mie insegnanti (già dalle medie, ancora di più nel triennio delle superiori quando ogni estate ci venivano assegnati anche 20 titoli) mi ha portato a considerare la lettura un “compito”, un peso da evitare il più possibile!
    Per questo non saprei proprio… forse si potrebbe pensare di fare una specie di “gioco” in cui ogni studente consiglia ad un compagno di classe un libro da leggere, a catena…

  2. Nathan K. Raven Says:

    “Le mirabolanti avventure di Spazz-Never” vale a dire il libro non libro e ovviamente non letterario di tale “Nathan K. Raven”.

    Motivo? Un secondo che vinco la voglia di essere poco utile… ok! Beh, senza rifarmi a preziose considerazioni filosofiche dico per via dei soldi.
    Seguo una dieta prevalentemente basata su fagioli e cipolle crude, che si sa, costano!

    Ma forse intendevi una motivazione che possa spiegare una qualche utilità per i ragazzi, giusto?

  3. elenamarino Says:

    William Golding, Il signore delle mosche
    J.D. Salinger, Il giovane Holden
    Harper Lee, Il buio oltre la siepe
    George Orwell, La fattoria degli animali
    William Shakespeare, Amleto
    William Shakespeare, Romeo e Giulietta
    M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita
    Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore
    Virginia Woolf, La signora Dalloway
    Elsa Morante, La storia
    (e, in caso, anche:
    Anna Maria Ortense, L’iguana,
    L.-F. Céline, Viaggio al termine della notte
    J. Conrad, Cuore di tenebra)
    N.B.: diamo per scontato che abbiamo già letto Jack London

  4. Alessandro C. Says:

    Io proporrei “I viaggi di Gulliver” senza adattamenti o censure. Il quarto viaggio è una delle rappresentazioni più impietose della natura umana e penso possa risultare molto più educativo delle solite storielle da libro Cuore.

  5. Alessandro C. Says:

    Chiedo scusa, ho scritto il mio commento pensando che si trattasse di un consiglio per le elementari.
    Per le superiori proporrei “Il bell’Antonio” di Brancati, divertente e al tempo stesso caustico nei confronti dei miti fascisti.

  6. apevasaia Says:

    Almeno un libro di Michele Mari; io direi Cento poesie d’amore a Ladyhawke.
    Perchè costruisce un romanzo in versi, perché è agile, contemporaneo. Per l’uso delle parole, per la potenza evocativa.
    Perché parte dal vissuto a scuola e lo proietta nel futuro, per la potenza della sua finzione narrativa.

  7. elenamarino Says:

    Elaboro le motivazioni:

    Il signore delle mosche perché racconta la società. Il giovane Holden perché lascia la parola a una visione alternativa. Il buio oltre la siepe perché è un libro fondamentale nella cultura anglosassone e permette di riflettere su un mucchio di cose. La fattoria degli animali perché, oltre l’allegoria, è amaramente divertente. Shakespeare perché sono stufa di incontrare giovani che non l’hanno mai letto, ma poi vedono i film… Il Maestro e Margherita perché permette di parlare di letteratura russa, e poi magari fa venire voglia di leggere anche tutti gli altri grandi (un po’ più “impegnativi”). Gadda perché è troppo poco letto, ma il suo lavoro sul linguaggio e l’immaginario è straordinario. Woolf (qualunque) perché più accessibile di Joyce, donna, e… arrivata sugli schermi. Parliamo di flusso di coscienza e tecniche di scrittura senza arrivare subito all’Ulisse. Elsa Morante perché ingiustamente poco letta, permette di parlare d’Italia… Ortese (scusate, su c’è un errore!), poiché altra grande dimenticata, ma di respiro europeo se non internazionale per il suo immaginario e la sua lingua. Céline perché quel libro è bellissimo. Idem per Conrad… Diciamo che sono i libri che vorrei avessero fatto leggere a me. Ma tanto poi li ho trovati lo stesso…

  8. Giulio Mozzi Says:

    Siete sicure, sicuri di aver osservato la fotografia?

  9. apevasaia Says:

    In effetti, l’ho guardata, non osservata.

  10. Cesare Says:

    di March Bloch, “Apologia della storia”, io farei leggere le parti che si occupano del metodo critico e dell’uso razionale e prudente delle fonti storiche. E pure le sezioni che descrivono il fenomeno della diffusione delle false notizie. Testi stranamente attuali, nell’epoca di internet.

  11. deborahdonato Says:

    Storia dell’idea d’Europa di Chabod e la Conferenza di Vienna di Edmund Husserl. Entrambi per interrogarsi sulla specificità (se c’è) della cultura europea e sul suo rapporto con le altre. Lo spirito europeo è la democrazia, nata da “quei greci stravaganti” come sosteneva Husserl? Ciò è ancora valido?

  12. Antonio Lupo Says:

    La classe in foto sembra essere americana o, comunque anglosassone. Io invece propongo due libri per le nostre classi. Sono : I fuochi dei Kelt, di Giovanni D ‘Alessandro e Viteliu di Nicola Mastronardi. Non sono libri famosi.Anzi, sono stati piuttosto poco considerati dalla critica “di moda “. Non seguono la main stream, perché sono romanzi storici, per giunta si riferiscono alla nostra storia antica. Infine, sono due libri epici ed etici…..tutte qualità per non essere considerati in questi nostri tristi tempi.

  13. Alessandro C. Says:

    Osservando la foto, escluderei il libro di Salvini

  14. indicedilettura Says:

    Dall’elenco di libri dati a mio figlio (iv ginnasio) Il buio oltre la siepe, Il signore delle mosche, un Grossmann di cui non ricordo il titolo, Il Gattopardo, 12 capitoli dell’Iliade

  15. indicedilettura Says:

    Credo che Wolf e Gadda siano letture davvero ardue. Ma dipende da classe e contesto. Da insegnante di Storia, non so se vale, invito a leggere, Rigoni Stern, Il sergente nella neve, Emilio Lussu, Un anno sull’altopiano, Primo Levi, La tregua.

  16. Giulio Mozzi Says:

    La classe non è americana. Per ragioni mie (mi fa sempre un po’ specie usare immagini di minori, o possibili minori) ho preferito non usare la fotografia di una classe italiana. Questa è francese.

    (Se qualcuno pensa che nella secondaria superiore italiana gli studenti siano tutti yankee, s’inganna).

  17. Daniela Grandinetti Says:

    Dalla gran parte dei commenti di cui sopra deduco che nessuno o quasi ha a che fare con la scuola. Se non mi inganno la foto è tratta da un film francese, La classe, visto qualche anno fa, film dolente che racconta la complessità della scuola oggi. Pertanto per i dieci titoli mi riservo di pensarci, anche perché non so bene quale valore attribuire all’aggettivo “indispensabili”, che per me sarebbe “indispensabili” a invogliarli a leggere

  18. Marco Bertoli Says:

    Direi un libro che provi a far capire l’Italia di oggi attraverso quella di ieri, sperando che non debba spiegare anche quella di domani: «I promessi sposi», naturalmente.

  19. emanuele Says:

    Dovrebbe essere la foto della classe protagonista nel film Entre les murs. Per chi non l’ha fatto, prima di partire con le liste, consiglio di vedere il film…

  20. andrea Says:

    T. Wolfe: Moi, Charlotte Simmons
    D. F. Wallace: Infinite Jest
    F. Karinthy: Epépé
    F. Kafka: Amérique
    F. Kafka: Le procès
    A. Camus: L’Etranger
    J. Joyce, Ulysse
    G. Mozzi: Fiction (y a-t-il une traduction en Français)?
    J. L. Borges: Fictions
    T. Mann: Tristan

    (Sono un pessimo precario della scuola, quindi so che non vanno bene, ma nel mio mondo ideale è così).

  21. Giulio Mozzi Says:

    Credo basti osservare la foto, Emanuele.

    Andrea: il n’y a pas de traduction de ce livre.

  22. Carlo Cannella Says:

    Wonder – R.J. Palacio, una storia sul coraggio di essere diversi.

    Norwegian Wood – H. Murakami, un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto fra la necessita’ di integrarsi e il bisogno di essere se stessi.

    Consigli a un giovane ribelle – C. Hitchens, perche’ ho provato a parlare cosi’ ai miei figli e non ci sono riuscito.

    La congiura contro i giovani – S. Laffi, perche’ il problema non sono i giovani, ma gli adulti.

  23. donatella Says:

    Concordo con la precisazione di Daniela, “indispensabili per invogliarli a leggere”. Tra i tanti libri che ho assegnato in lettura ai ragazzi, due sono stati ritenuti (da loro) fondamentali: Se questo è un uomo e La coscienza di Zeno. Per Levi, mi hanno spesso detto di aver trovato dentro le pagine la crudeltà e la grandezza dell’animo umano, per Svevo, che li ha aiutati a capire qualcosa di più di se stessi. E parlo di alunni di licei, di tecnici e di professionali.

  24. dm Says:

    A me sarebbe stato utile, a quel tempo, leggere della poesia italiana del secondo novecento, per farmi un’idea della svolta che il fare poesia ha conquistato da un certo punto in poi. (I ragazzi che escono dai licei hanno di solito un’idea della poesia da svecchiare il prima possibile). E quindi, pescando nella neoavanguardia, direi Pagliarani. “La ragazza Carla”, ad esempio. Che è stato scritto – leggo – dal ’54 al ’57 ed è apparso in una prima versione nel ’59. Oggi credo sia reperibile solo negli Elefanti Garzanti.

  25. acabarra59 Says:

    “ Domenica 27 luglio 1997 – Ho sognato che tornavo al liceo. Sia nel senso che lo frequentavo di nuovo, a dispetto dei miei capelli ormai grigi, sia in quello che ci tornavo dentro, arrivando anche un poco in ritardo. Mentre sognavo che tornavo ho sognato che pensavo: « E dopo il liceo? Dopo il liceo non c’è niente », e ora che sapevo di saperlo, mi sembrava che questo spiegasse tutto. Particolare curioso: i tagliandi per i ritardi consistevano di foto con graziose ragazze piuttosto nude. Erano foto di trent’anni fa, con ragazze di trent’anni fa. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  26. C.P. Says:

    Mi vengono in mente i libri che ho amato io al liceo, quelli che hanno lasciato il segno: I fiori del Male, i racconti e le poesie di Poe, Le poesie di Lorca, un’antologia di poeti francesi dell’Ottocento curata da Ivos Margoni, Delitto e castigo, Il Maestro e Margherita, Le anime morte, Amleto, Cent’anni di solitudine, La peste, The rime of the ancient mariner, Catullo.

  27. Gabriella De Fina Says:

    Io gli farei leggere “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Cazzottella. E ai più giovani “Melody”, di Sharon M. Draper.

  28. Marco Bertoli Says:

    — Io gli farei leggere “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Cazzottella. —

    «Catozzella».

  29. Giulio Mozzi Says:

    Ma a questi ragazzi qui, questi che vedete nella fotografia – cosa può servire?

    Quello che abbiamo letto o non abbiamo letto noi ai nostri sedici anni – non c’entra.

  30. GiuseppeC Says:

    Di letterario a questi ragazzi farei leggere Derek Walcott per l’anelito local-mondialista e di storico il Mein Kampf di Hitler come monito contro i deliri politico-sociali del Novecento appena trascorso. Di economia, almeno un testo sull’autoimprenditoria globale, ad esempio Start Small, Stay Small di Rob Walling.

  31. gian marco griffi Says:

    Le avventure di Huckleberry Finn, Mark Twain. What else?

  32. Ezio Says:

    Lista semiseria.

    “Costituzione Italiana” e un buon manuale di Educazione Civica – se non sono già compresi nel piano di studi – per conoscere i propri diritti e non impazzire frustrati. Possibilmente illustrata.

    “Amori” di Attalì & Bonvicini, tanto per capire come andava, come andrebbe, come va adesso e probabilmente come andrà a finire.

    “De agri cultura” Marco Porcio Catone, con abbonamento a Edagricole – conoscere la natura e un poco di latino finalizzato al posto di lavoro mi sembra una saggia precauzione🙂

    Qualcosa di Zarri/De Botton/Rajneesh…? Anche la biografia di Sun Ra edita da Minimun Fax non sarebbe male, ma il jazz è alquanto demodée. Tanto per accennare semi-seriamente a tematiche “spirituali”.

    “Orlando Furioso” L. Ariosto (da Calvino) e i plot di qualche videogame da confrontare. Altra poesia, quella che si vuole, ma l’insegnante deve declamarla, non leggerla!

    E poi tanta attualità, partendo dalle proposte dei ragazzi aiutandoli a selezionare: che si arrangino un po’ anche loro, via!

    Vabbè, si è capito che non è il mio campo, vero? ma oggi è uscito il sole e non avevo voglia di studiare.

  33. Giovanni Says:

    mi viene in mente
    Denti bianchi, di Zadie Smith
    O anche A Calais, potrebbe coinvolgerli in un dibattito.
    L’immagine evoca il film La classe, e – anche se apparentemente non par centrare – leggerei qualche brano di Adolescenti. Una storia naturale. Quando lo faccio, spesso me ne chiedono i dati.
    Giovanni

  34. Andrea Says:

    Cristo si è fermato ad Eboli di Levi
    Il secolo breve di Hobsbawm
    Il Ciclo della fondazione di Asimov

    Credo che queste letture possano aiutarli a capire il nostro tempo che è, più o meno, quello di cui hanno maggiormente bisogno. Imo

  35. gian marco griffi Says:

    Davvero fareste leggere a quei ragazzi Hitler e Marco Porcio Catone?

  36. Ezio Says:

    Catone è uno scherzo, ma Hitler no – ci mancherebbe. Non l’ho mica indicato: ho scritto Attalì, Jacques Attalì. “Amori” è un libro illustrato (un saggio) molto carino sulla storia delle relazioni d’amore dai protozoi al web.

  37. dm Says:

    Allora non saprei. Io quei ragazzi lì non li conosco.

  38. Teresa sciacca Says:

    Credo che nessun adolescente europeo possa fare a meno di leggere “La metamorfosi” di Kafka. Svelato il fatto che sono ragazzi francesi consiglierei “L’effetto secondario dei sogni” di Delphin De Vigan, titolo ingannevole, credo studiato per essere appetibile al pubblico italiano, dato che il titolo originale francese è “No et moi”. E poi suggerirei “Una testa selvatica” di Marie Sabine Roger. A mio avviso bisogna tenerli con i piedi per terra e offrire argomenti vicini ai loro bisogni.
    Teresa Sciacca

  39. acabarra59 Says:

    “ Martedì 24 maggio 2016 – « Roma – Sette giorni di prognosi per beccate di corvo alla testa. È successo a una donna, M.L.D, di professione giornalista, mentre camminava in una strada dell’Eur, via Elio Vittorini. Improvvisamente il corvo è sceso in picchiata sulla sua testa beccandola ripetutamente. La donna si è toccata alla testa e ha visto sangue sulle sue dita. Il corvo le ha provocato diverse ferite e lei è dovuta correre all’ospedale di zona, il Sant’Eugenio, dove l’hanno medicata e sottoposta alla profilassi del caso, prescrivendole sette giorni di prognosi. » (Dai giornali) “ [*] [**]
    [*] Lsds / 73…
    [**] Anche leggere i giornali, ogni tanto, può servire.

  40. gian marco griffi Says:

    Daniele, per “quei ragazzi” intendo qualunque ragazzo sui 15-16 anni.

  41. dm Says:

    Sì, Gian Marco, dicevo a Giulio. Non so se Giulio con “quei ragazzi” intende “qualunque ragazzo sui 15-16 anni”. Se così fosse, avrebbe scritto forse “qualunque ragazzo sui 15-16 anni”.
    Io, appunto, quei ragazzi lì non li conosco. Cioè: la fotografia non mi dice niente.
    Come non mi dice niente l’indicazione “qualunque ragazzo sui 15-16 anni”. Ad esempio, credo che un qualunque figlio di immigrati non abbia esigenze culturali paragonabili a quelle di un qualunque ragazzo delle terze generazioni. (Mi viene in mente perché Giulio ha scelto, appunto, un certo tipo di classe).
    Insomma, rinuncio.

  42. gianlucatrotta Says:

    Jared Diamond, Armi acciaio e malattie (condensa in poche pagine, scritte in modo vivace, la storia degli ultimi 13.000 anni dell’umanità; e fa capire molte cose del nostro presente)

  43. gian marco griffi Says:

    Daniele, ti capisco.

  44. Maria Luisa Mozzi Says:

    I lettori forti di quell’età che conosco amano i romanzi fantasy oppure cose come After di Anna Todd. A volte sono appassionati di autobiografie di calciatori. A volte leggono libri che loro considerano comici, come Il diario di una schiappa. A volte, i più seri, leggono libri a tema, per es. sulla mafia, libri facili facili come quello su Giovanni Falcone di Luigi Garlando.
    Hanno scarsa dimestichezza con la letteratura non di genere.
    Trovo che sia possibile e utile suggerire loro romanzi brevi di formazione, da Il giovane Holden a Dedalus, da Ragazzo negro a Sulla strada, da L’isola di Arturo a Jack Frusciante è uscito dal gruppo. I romanzi di formazione stimolano l’identificazione e il confronto con il protagonista e avviano a quel minimo di dialogo con se stessi che può favorire la curiosità per la cultura umanistica e per la letteratura. In questo senso i romanzi di formazione possono essere considerati indispensabili per ragazzi di 14-15 anni.

  45. Lea Barletti Says:

    “Niente” di J. Teller: una fiaba crudele, un rito di passaggio senza lieto fine. Non di ipocrita consolazione si vive, non a quell’età.

  46. Valter Says:

    15-16 anni. chissà cosa hanno già letto? Partendo dal fatto che non credo sia facile stimolarli a quell`età punterei su qualche classico fuori dalle regole scolastiche di questi tempi (credo almeno) :
    Jack Kerouac – On the road
    Peter Hedges – What’s Eating Gilbert Grape
    poi un libro che consiglierei un pò a tutti ,a dire la verità non sò nemmeno se sia stato tradotto ,però se la classe ha tra le lingue anche il tedesco ;
    Helge Timmerberg – Das Haus der sprechenden Tire

    Se indispensabili non sò ma a mio parere hanno il potenziale di trasmettere qualcosa a chi li legga.

  47. Teresa sciacca Says:

    Non consiglierei “Niente” ad un adoscente, ma ad un adulto che lavora con gli adolescenti, sì. Non si sa mai con i ragazzi.

  48. numeroviola Says:

    Racconti o romanzi di formazione, dai più semplici ai più complessi, in crescendo, oppure fantascienza (Brown, King) o letteratura fantastica (Poe, E.T.A Hoffmann) come anche i racconti di Buzzati. Vista l’età li attrae molto anche il rapporto artista/droghe o in generale la ribellione nei confronti delle regole. Mi viene poi in mente tutt’altro genere, “Diario di scuola” di Pennac…

  49. marina viscardi Says:

    Io chiederei loro di chiedere ai loro genitori qual e’ stato il libro piu’ bello che hanno letto. Partirei da li’ . Poiche’ ragazzi di culture diverse possono proporre mondi diversi che e’ bene mettere in comune. E io come insegnante, avrei il dovere o la curiosita’ di conoscerli per capirli,prima di proporre.

  50. Letizia Says:

    Premessa: tutti i libri che elenco qui, a mio parere, sono assolutamente da leggere a prescindere dall’età; credo però che possano essere letti con maggiore interesse e soprattutto profitto durante la scuola superiore.
    – H. Lee, Il buio oltre la siepe: è forse più indicato per ragazzi un po’ più piccoli, ma noto che purtroppo rientra sempre meno spesso nelle liste dei libri da leggere alle scuole medie. Credo sia tuttora uno dei romanzi che raccontano il razzismo nel modo più completo, familiare, umano e appassionante.
    – W. Golding, Il signore delle mosche: per come l’ho letto io, Il signore delle mosche è anche una parabola sulla storia dell’umanità – alla rovescia: da una società civile basata sul dialogo si regredisce alla pura violenza, sull’onda di paure ancestrali che forse in un ragazzino – come lo sono i protagonisti del romanzo – sono ancora piuttosto nitide e ben definite come tali, mentre nel passaggio all’età adulta tutto sfuma nel compromesso. Per questo motivo credo che l’adolescenza sia il periodo più indicato per questa lettura.
    – D. Buzzati, Le notti difficili: la raccolta di racconti per me più bella, di Buzzati. La vasta gamma di situazioni affrontate, il linguaggio ricco, lo spirito ironico della narrazione – che altro aggiungere? Ottimo per far sorridere i ragazzi e nutrire il loro lessico (che, credetemi, attualmente è davvero povero). E poi, lo confesso: è stato il Babau a farmi innamorare di Dino.
    – L. de Bernières, Il mandolino del capitano Corelli: perfetto da leggere in quinta superiore, non solo per abbinarlo al programma di Storia ma anche perché racconta il passaggio da un amore adolescenziale all’amore maturo, consapevole. E poi, c’è la guerra e il cameratismo per i maschi e la storia d’amore per le ragazze: accontenta tutti.
    – W. Shakespeare, Amleto: così finalmente citeranno “Essere o non essere?” con cognizione di causa. Che non è poco.
    – H. Hesse, Il lupo della steppa: no, non Narciso e Boccadoro. Viene rifilato sempre, come romanzo di formazione, e a mio parere se ne abusa. Credo che un giovane alle soglie dell’età adulta, con tutte le sue ansie per il futuro e alla ricerca di se stesso, possa riconoscersi con facilità nel lupo della steppa.
    – B. Stoker, Dracula: in mezzo a tanti vampiri farlocchi…
    – O. Wilde, Il fantasma di Canterville: l’eleganza e l’ironia tipiche di Wilde, pervase dalla sensazione che sotto il fumo dei fuochi d’artificio ci sia qualcosa di serio, benché inafferrabile. Un equilibrio perfetto.
    – L. Tolstoj, Guerra e pace: è un azzardo ma, d’altra parte, bisogna anche saper osare. Guerra e pace, con il suo grande arazzo multicolore, è un grande insegnamento sulla Storia, su come leggerla e, soprattutto, su come viverla.
    – J. R. R. Tolkien, Sulle fiabe: un saggio per insegnare la bellezza di certi archetipi e spiegare perché l’uomo sente il bisogno di creare mondi con la parola.

  51. Giulio Mozzi Says:

    E insomma: a me pare che gran parte di queste proposte prescindano dalla classe della fotografia: un po’ afromediterranea, un po’ subsahariana, un po’ cinese, un po’ esteuropea, e nel complesso quasi per nulla ovesteuropea.

    Addirittura, le liste del tipo “I libri che avrei voluto/dovuto leggere io a quell’età” mi sembra che quella classe proprio la aboliscano.

  52. Maria Luisa Mozzi Says:

    Giulio, spesso i ragazzi colorati sono in Francia o in Italia da molte generazioni e hanno qualcosa in più nella loro sensibilità culturale.
    Qualcuno ha mantenuto la bellissima abitudine di leggere, di solito romanzi popolari di genere, anche nella propria lingua d’origine. Tutti hanno mitologie familiari particolari.
    Ma questi ragazzi non hanno niente in meno dei ragazzi europei autoctoni francesi o italiani o di altro Paese accogliente che siano.
    Secondo me alcune delle letture dei commenti sono improponibili perchè nel biennio i ragazzi non hanno ancora la capacità di capire contesti e storie troppo lontane da loro e dalla quotidianità. Hanno un lessico limitato (tutti, anche gli autoctoni), non conoscono abbastanza la storia civile e politica (tutti, anche gli autoctoni), non hanno la capacità di riversare la propria anima in una storia e in mondo troppo diversi dal loro, narrati in un modo (lessiale, sintattico…) troppo difficile (per tutti, anche per gli autoctoni). Guerra e pace non lo proporrei. Molto altro sì, per tutti, indipendentemente dalle storie di migrazione delle loro famiglie.

    Ho detto la mia, abbiamo detto la nostra, ma adesso, finalmente, di’ anche tu la tua. Cosa faresti leggere…?

  53. Giulio Mozzi Says:

    “Questi ragazzi non hanno niente in meno”: lo so, Maria Luisa (per dire: la difficoltà a gestire la lingua italiana s’intravede anche in questa discussione). Non credo proprio che si tratti di agire della condiscendenza.

    Non ho nessuna proposta. Ho la sensazione che il mercato faccia il suo mestiere (vedi After & C.), e mi pare ovvio che la scuola debba farne un altro.

    Scrivi che “qualcuno ha mantenuto la bellissima abitudine di leggere, di solito romanzi popolari di genere, anche nella propria lingua d’origine”, e mi domando cosa possa essere fatto perché questa ricchezza non vada dispersa.

  54. Gianni Dello Iacovo Says:

    Direi che George Orwell (1984 e/o La fattoria degli animali) può stare benissimo nella top ten, per come affronta le tematiche della democrazia e quelle della (dis)(in)formazione.

  55. acabarra59 Says:

    “ Domenica 14 luglio 1996 – Ieri sera, prima di andare a letto, ho fatto giusto in tempo a sentire un pazzo che da Mosca (o da Saxa Rubra) diceva giulivo: « Pace e guerra, di Tolstoj… ». Sarà per questo che poi ho passato una notte d’inferno. (Stamattina poi, però, mi viene il dubbio che il ro¬manzo nell’originale possa anche chiamarsi così, anzi mi sembra di ricor¬dare qualcosa in proposito, anche se quello da Mosca o da Saxa Rubra non poteva comunque saperlo perché quelli da Mosca o da Parigi o da Londra o da New York, cioè da Saxa Rubra, non sanno comunque mai niente, il fatto è che non posso passare la vita ad origliare i giornalisti, invece di leggere Guerra e pace, che, siamo sinceri, non ho mai letto) “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  56. dm Says:

    (Precisazione. Per Maria Luisa, anche. Ponendo la questione nei termini d’una differenza tra le seconde e le terze e successive generazioni, volevo esprimere una semplice constatazione. Chi ha genitori che parlano poco o male o niente l’italiano, è, almeno in partenza, in una posizione di debolezza o di svantaggio. Poi, come è giusto, la situazione può capovolgersi – ad esempio: nella biblioteca del paese affianco al mio, in una zona culturalmente problematica assenza di librerie di consumi culturali diversi dal campionato, chi legge o è anziano o ha la pelle più scura; con qualche eccezione ma proprio qualche. … Credo anche che in Francia e in Italia l’avanzamento delle generazioni dei nuovi cittadini rispecchi condizioni parecchio diverse. I numeri delle seconde e terze generazioni sono un po’ diversi, credo.)

    (Precisazione due. Non intendevo proporre a dei ragazzi di seconda superiore – o meglio: non intendevo infliggere – Pagliarani. Avevo capito la domanda in un senso più generico e non in relazione alla foto (che ancora mi risulta misteriosa).

    (Precisazione tre. I programmi scolastici non sono scritti per ragazzi qualunque di una determinata età. Sono pensati per ragazzi che si trovano in condizioni molto precise, culturalmente e socialmente; gli altri devono adattarsi, scusate l’ovvietà ma).

  57. Andrea Says:

    “a me pare che gran parte di queste proposte prescindano dalla classe della fotografia: un po’ afromediterranea, un po’ subsahariana, un po’ cinese, un po’ esteuropea, e nel complesso quasi per nulla ovesteuropea”

    Giulio scusa eh, ma a parte eschimesi, pellerossa e vegani hai citato tutti i frequentatori abituali del pianeta terra. Non credo esista una risposta a una domanda posta in questi termini. Forse ci sono troppi “un po’”.

  58. Giulio Mozzi Says:

    Però esistono migliaia di classi come quella, Andrea. Sono la norma.

    E’ che mi hanno stupito le risposte del tipo: la classe sembra americana, questi sono i libri che avrei voluto proponessero a me, i libri che ho amato io al liceo, eccetera. Cioè risposte che – così mi è parso – non badavano alla domanda.

    Poi, per carità, il difetto sarà nel manico; sarà malposta la domanda.

  59. massimo Says:

    Se io insegnassi in una secondaria superiore e dovessi scegliere dieci libri, cinque apparterebbero ad autori “commerciali”. Lo farei per fare capire ai ragazzi che leggere non è un’attività culturale o un obbligo, ma un piacere e un divertimento. Titoli (puro esempio, come i successivi). Il mastino dei Baskerville, Epitaffio per una spia, Jurassik Park, Misery, Bambino 44. I secondi cinque, invece, testi brevi che per contenuti e stile possano arricchirli, nel tentativo di dimostrare che anche un obbligo può arricchire culturalmente senza rinunciare al piacere. Titoli. Il vecchio e il mare, il visconte dimezzato, Cronaca di una morte annunciata, i racconti del terrore di Poe, Il giro di vite. Lo scopo della scuola, per me, non è quello di fornire una cultura, obiettivo che si può raggiungere non prima dei 438 anni di età, ma di fornire gli strumenti per provarci. Quindi inutile suggerire testi “fondamentali”, ma piuttosto instillare nei ragazzi il desiderio di andarseli a cercare.

  60. massimo Says:

    Per quanto riguarda la composizione etnica della classe, non ritengo sia una discriminante. I ragazzi, soprattutto nell’epoca che viviamo, vivono dinamiche di gruppo orizzontali molto più forti di quelle verticali caratterizzate dall’appartenenza ideologica o etnica. Perdonate lo stile, ma stasera ho bevuto un paio di bicchieri di troppo…

  61. Marco Says:

    1. La nausea-Sartre
    2. L’insostenibile leggerezza dell’essere-Kundera
    3. Kafka (intendo “tutto” Kafka).
    4. L’ombra del vento-Zafòn (lettura leggera, ci sta)
    5. Il regno della quantità e i segni dei tempi-Guénon
    6. Trattato teologico/politico-Spinoza
    7. Viaggio al termine della notte- Céline
    8. Delitto e castigo (manco a dire l’autore)
    9. L’inconveniente di essere nati- Cioran
    10. L’uomo senza qualità-Musil.

  62. acabarra59 Says:

    “ Sabato 4 ottobre 2014 – Poi sono andato dagli zingari e, mentre entravo, ho visto un ometto che usciva tenendo in mano un grosso libro con una bella sovracoperta colorata. Ho letto il titolo: L’uomo senza qualità – credo che fosse la poderosa edizione Einaudi che ho anche io, ma senza sovracoperta. Ho pensato: « Meglio così ». Meglio che l’abbia comprato lui, che così non l’abbia comprato io, ne sarei stato capace, lo so benissimo. L’avrei comprato, grande e grosso com’è, l’avrei, di nuovo, non letto, nel senso di non letto tutto, di non finito, come tanti anni fa, non mi ricordo quasi niente, credo che non fosse « il mio tipo ». Poi sono entrato ma non ho comprato niente. Invece ho fatto una foto: a un rotocalco buttato per terra. Si vedeva lo scrittore Andrea De Carlo, più nero e riccioluto che mai, e il titolo diceva: « Il segreto? Essere passionali ». Io ho pensato: « Il segreto? Essere riccioluti ». Ma era solo una cattiveria. Ho pensato anche che più « senza qualità » di una foto non c’è niente, almeno in un certo senso. E certe volte è meglio così. “ [*][**]
    [*] Lsds / 73…
    [**] Poi sono uscito e ho incontrato Pippo Baudo. Quando gli sono passato accanto ho visto che è molto più alto di me, che pure sono alto. Comunque ho pensato che l’altezza è una qualità di cui molti fanno benissimo a meno, cioè stanno magnificamente senza etc.

  63. Andrea Says:

    “Cioè risposte che – così mi è parso – non badavano alla domanda.”

    Di questo anch’io sono convinto.

    Però non è facile rispondere ad una domanda di quel tipo.
    Secondo me da sola non funziona, è una domanda chiusa che forza risposte insoddisfacenti. Una volta dicesti “Occorrono più domande per aiutarci a trovare le risposte*” Ecco, credo che questo sia vero anche in questo caso

    * Su Giuliomozzi.com, tanto tempo fa.

  64. donatella Says:

    Si parla, nella domanda, di scuola secondaria superiore. In genere, i ragazzi stranieri che arrivano alla secondaria hanno già frequentato qualche anno nelle scuole italiane, ma ve ne sono alcuni, il cui numero sta lentamente crescendo, che arrivano direttamente dal loro luogo d’origine, con un italiano appreso in qualche mese e spesso prevalentemente dai programmi televisivi. I libri qui proposti sono tutti molto interessanti, ma qual è l’immaginario di questi ragazzi? Cosa sono in grado di cogliere? I programmi delle scuole superiori, sin dal biennio, sono densi e incalzanti e, come dice Giulio, la ricchezza della loro cultura d’origine, che sarebbe uno straordinario arricchimento per tutta la classe, purtroppo viene spesso accantonata da questi allievi. E’ un problema che diventa ormai necessario affrontare, anche per permettere alla scuola di cogliere queste opportunità.

  65. Teresa sciacca Says:

    A mio parere i ragazzi fanno gruppo a prescindere dalla nazionalità di provenienza. Il legame di appartenenza si crea tramite l’abbigliamento, le scelte musicali, i tatuaggi e, a volte, per una disciplina sportiva. La domanda del post mi sembra interessante e necessaria per chi come Giulio Mozzi fa scouting. Ho amato moltissimo alcuni classici e, pur avendo letto molto di letteratura per ragazzi, ancora non ho trovato un personaggio moderno che possa sostituire Huriah Heep di David Copperfield e pur sapendo quanto sia improponibile suggerire la lettura di questo testo a un adolescente, come bibliotecaria, sto molto attenta a non tradire la loro fiducia. I ragazzi leggono fantasy: sarà perché si spinge troppo dalla prima infanzia verso la ricerca quasi spasmodica di sviluppare la fantasia? I ragazzi leggono poco: sarà perché non si fidano degli adulti e come diceva Roberto Denti ” lasciamoli scegliere cosa leggere”. Sarà perché i loro bisogni sono diversi? Eppure di personaggi perfidi come Huriah Heep ne esistono nella vita reale, ormai, una vasta gamma. Mi piacerebbe che leggessero i classici, ma mi sembra quasi improponibile. Con la consolazione che chi scrive bene, e riesca a farsi pubblicare, i classici li abbia letti e sia in grado di rendersi affascinante per un adolescente

  66. Gianpietro Miolato Says:

    Farei leggere “Panino al prosciutto” di Bukowski. E mi basterebbe.
    Motivi: 1) immediatezza e chiarezza del linguaggio (frasi semplici; lessico comune e vicino alla lingua parlata anche nelle parti descrittive); 2) struttura a capitoli brevi ed a se stanti; 3) assenza di distinzioni manichee tra mondo degli adulti e mondo degli adolescenti.
    Inoltre, e non meno importante, credo sia un’opera in grado d’intercettare la sensibilità di quegli studenti che provano sensi di marginalità, incomprensione ed esclusione. Non dico che dopo aver intercettato le sensibilità dia delle risposte alle problematiche affrontate, ma almeno le definisce con una certa chiarezza.

  67. donatella gasperi Says:

    Non importa cosa purché sia un libro dato che: ” In Italia il 48% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro, se non quelli scolastici, nell’anno 2015, il 69% non ha visitato un sito archeologico e il 55% un museo, il 46% non ha svolto alcuna attività sportiva” dice uno studio di Save the Children Italia.
    Si chiama “povertà educativa”.

  68. mimmodv Says:

    “La cucina della buona terra” di Dan Barber (ed. it. Bollati e Boringhieri, per cominciare a prendere le giuste misure con l’alimentazione (e la produzione alimentare) prima che le mode e il festival dei luoghi comuni, deformi la conoscenza del problema.
    “Il cammino dell’anima” di Franco Bottalo, (Xenia Edizioni) che rileggeranno con piacere altre volte nel corso della loro vita, man mano che acquisteranno la consapevolezza dell’essere.
    “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo, per farsi un’idea dei veri problemi che sottendo la famiglia e la convivenza.

    Poi ci aggiungerei:
    “L’amore ai tempi del colera” di G.G. Marquez (Mondadori) per porsi il problema di cosa può significate in amore, l’espressione “per tutta la vita”.
    “Le dee dentro la donna” di Jean S. Bolen (ed. It. Astrolabio) per confrontarsi con uno schema interpretativo diverso degli archetipi femminili. Valido sia per le donne che per i maschietti (figli inconsapevoli di altrettante madri).

  69. mariagiannalia Says:

    Dando per scontato che la classe in questione non abbia problemi a comprendere la lingua italiana ( mi riferisco ad una classe come quella della foto), io proporrei nel biennio:
    1.J. Conrad -Tifone- per l’uso drammatico della scrittura e per le forti sensazioni che le parole creano;
    2. W. Tevis- L’uomo che cadde sulla terra – per come viene descritta dal punto di vista del protagonista la diversità e l’impatto con una società sorda e cieca nel non sapere entrare in empatia col diverso;
    3- G. Orwell -La fattoria degli animali-perchè è divertente ma prospetta con ironia una rivoluzione che ripropone gli schemi che si sono appena combattuti e naturalmente permette una riflessione sulla storia;
    4- I.Calvino-Le avventure di Marcovaldo- perchè attraverso il paradosso propone delle ottime riflessioni sulla società dei consumi e del capitale;
    5- D. Pennac- Diario di scuola-per la profondità con cui si affronta il rapporto con la scuola , con i suoi attori;
    nel triennio:
    6-Voltaire- Candido- per la sottile ironia e l’eleganza della scrittura nel proporre lo scardinamento rivoluzionario del mondo bigotto e codino del diciassettesimo secolo e poi farei leggere di L. Sciascia -Candido- ovvero un sogno fatto in Sicilia, per le connessioni e le analogie con la visione illuministica del C. di Voltaire e contemporaneamente per la critica feroce alla società contemporanea e il problema della mafia in Sicilia (tralascio di citare le motivazioni sulla forma della scritture, sarebbe troppo lungo il post);
    7- J. Keruac- Sulla strada- per la scrittura innovativa della beat generation e il riverbero sulle forme della scrittura contemporanea;
    8- L. Sterne- Vita e opinioni di Tristam Shandy, gentiluomo-, per la leggerezza della scrittura e l’innovazione formale come apporto alla letteratura europea fin dalla fine del settecento;
    9- D. Maraini-La lunga vita di Marianna Ucrìa, per come viene affrontato il problema della condizione femminile in Sicilia a partire dal settecento. Potrebbe innescare motivazioni per ricerche e discussioni sull’argomento di genere;
    E, in ultimo, un libro che mi è piaciuto moltissimo, ma che proporrei solo in segmenti di testo, anche lunghi, D. Grossman- Ad un cerbiatto somiglia il mio amore- per l’analisi accuratissima dei sentimenti e il problema della guerra arabo-israeliana visto da un’ottica interna e inusuale. E poi cento, mille altri libri. Io cambierei anno per anno libri diversi e più svariati, per fortuna abbiamo una ricchissima possibilità di scelta. Ci sono tante vie per educare alla letteratura e alla bellezza. ( tutti questi libri io li ho realmente proposti e fatti leggere. Non tutti sono stati apprezzati da tutti, ma da una parte significativa, sì.)

  70. Giulio Mozzi Says:

    La fonte prima dei dati che Donatella Gasperi cità è l’indagine Istat “Aspetti della vita quotidiana” del 2104 – come indicato nel documento di Save the Children a p. 8.

    Chi volessere leggere il documento “Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?”, può trovarlo qui.

  71. R. Coracaglina Says:

    Mi sembra una domanda fatta apposta per poter rispondere col sopracciglio alzato: «voi non avete capito niente».

    Ma non si capisce proprio il domandante che cos’abbia in mente, invece… Fosse qualcun altro, penserei che voglia dire che far leggere qualunque cosa a costoro è inutile, ma sono certo che non sia così.

    Forse intende dire che i libri per loro ancora non sono stati scritti?

    Boh!

  72. livioromanono Says:

    Lasciamo perdere. Son così arrabbiato con le professoresse delle mie figlie che consigliano TRE libri, fra cui Bianca come il latte o come si chiama, altra robetta americana tradotta e, come buttato là a mo’ di provocazione, L’isola di Arturo. Io gli insegnanti li conosco bene (la mia è una stirpe di maestri e professori e presidi). Le professoresse di italiano, semplicemente, non leggono a loro volta (state bone eh! molte di loro, non tutte!). Ché se leggessero saprebbero ben appassionare i ragazzi a un romanzo -romanzo vero, dico, di letteratura, non solo “accettabile”.

  73. Giulio Mozzi Says:

    No, Coracaglina.

    Semplicemente mi domando quali possano essere le letture proponibili alle attuali classi della secondaria superiore, in particolare considerando la provenienza piuttosto svariata dei ragazzi.

    Dopodiché, mi sono stupito per le risposte (alcune, sprattutto all’inizio) che hanno tranquillamente eluso tale considerazione (si può anche dire che è una cosa che non conta; ma bisogna dirlo) o che hanno svariato sul tema “cosa mi sarebbe piaciuto leggere a quell’età” (che è tutt’altra questione).

  74. Maria Luisa Mozzi Says:

    Mi sarebbe utile che qualcuno mettesse a fuoco (l’ennesimo decalogo?) le caratteristiche che dovrebbe avere un libro (qualsiasi, ma da leggere, non da consultare) per essere adatto nel 2016 a dei ragazzi di 14-16 anni, anche di altri continenti, ma inseriti nelle scuole di uno stato dell’Europa occidentale neolatina. Ogni caratteristica dovrebbe avere un perchè esplicito e un esempio.

    Non sto facendo ironia, mi sarebbe veramente utile nel mio lavoro di insegnante. E’ una richiesta posta con umiltà.

    Non è uguale a quella di Giulio, è capovolta. Chiede di individuare il bisogno e dopo, solo dopo, la lettura suggerita.

    Grazie.

  75. Giulio Mozzi Says:

    La proposta mi pare sensata. La discussione continua qui.

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