Dieci modi per reagire efficacemente al cosiddetto “blocco dello scrittore”

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Lo scrittore è nella Panda blu.

Lo scrittore è nella Panda blu.

di giuliomozzi

1. Te l’ha ordinato il dottore, di scrivere? No. Dunque: se anche non scrivi, non è un problema.

2. Fa’ un salto in libreria. Guarda quanti libri ci sono. Davvero vuoi aggiungerne un altro?

3. Se non ti viene niente da scrivere, vuol dire che non hai niente da scrivere: amen. E’ da un pezzo che devi riordinare la cantina.

4. Consulta il Libro delle risposte. Ti concentri, formuli la domanda: “E’ il caso che io insista a voler scrivere?”. Clicchi dove devi cliccare, e la risposta è: “Forse”. Formuli un’altra domanda: “Mi stai prendendo in giro?”. La risposta è: “E’ più che sicuro”.

5. Prova a fare qualcosa di utile, piuttosto.

6. Se sei in Facebook, compila una noterella che dica più o meno: sono uno scrittore, mi è venuto il blocco, cosa posso fare? Mentre le risposte fioccano, telefona a un editore qualsiasi e proponigli un libro intitolato: Come superare il blocco dello scrittore. Fa’ notare che la faccenda è già un successo in Facebook. Per compilare il libro, copia le risposte (magari voltandole in buon italiano, non si sa mai).

7. Se non sei in Facebook, iscriviti a Facebook; poi vedi il punto 6.

8. Non ti è venuto il blocco dello scrittore: ti sei preso una pausa di riflessione, ecco. (Ripetere 99 volte al giorno davanti allo specchio del bagno).

9. Rileggi tutti gli inizi di romanzi che hai mollati lì dopo la ventesima pagina. Dopodiché, un po’ di onestà con te stesso: sono tutti delle gran cagate, vero? E se il tuo talento non va più in là di quello, perché incaponirti?

10. All’improvviso pensi: “Finalmente!”. E ti iscrivi a un corso di sudoku.

14 Risposte to “Dieci modi per reagire efficacemente al cosiddetto “blocco dello scrittore””

  1. Fabio Piero Fracasso Says:

    Il blocco dello scrittore… assomiglia la braccio del tennista.Quanto ai venti incipit, una domanda in confidenza: autobiografia o biografia degli esaminandi scrittori?

  2. Giulio Mozzi Says:

    “Tutto è autobiografia” (S. Beckett).

  3. Alessandro C. Says:

    Ho sempre temuto il “blocco dello scrittore”. Non vorrei risvegliarmi in una casa circondata da migliaia di lettori in astinenza, col telefono che squilla di continuo, email di gente disperata, accorati appelli su Facebook volti a spronarmi.

    Ho letto che diversi artisti della penna hanno fatto uso di droghe per stimolare la propria creatività, ma io reggo malissimo perfino l’alcool (più che altro ritengo certe sostanze più utili in caso di “blocco del lettore”: ho abbandonato molti romanzi dopo le prime pagine perché proprio non riuscivo a sorbirmeli).

  4. Patrizia Says:

    E se i tuoi incipit sono tutti magnifici, ma il problema è che più in là non riesci ad andare? Il punto nove è un’ulteriore fonte di frustrazione….

  5. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 20 settembre 2004 – « Non so che mi ha preso ». (Incipit di un romanzo sugli anni Sessanta) “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  6. Patrizia Says:

    @acabarra: combinazione, era uno dei miei incipit meravigliosi….

  7. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 19 agosto 2005 – La zia Eudossia – che ha scritto un libro e ne sta cominciando un altro – parla degli « incipit ». Dice che l’« incipit », cioè il modo in cui si comincia un discorso, un racconto, è molto importante. Io sono d’accordo, ma non mi metto a spiegarle che sugli « incipit » i nostri valenti studiosi hanno già scritto una biblioteca, del resto la zia Eudossia non si interessa di teorie della letteratura, di critica letteraria etc. Lei racconta che, quando i suoi figli erano piccoli, gli spiegava come fare i temi di scuola: c’è, diceva, un inizio, uno svolgimento, una chiusa… Racconta che uno dei bambini qualche volta si lamentava. Diceva: « Non mi viene l’incomincio… ». Il fatterello è gustoso, gustosa la storpiatura puerile, potrebbe persino essere l’inizio di un racconto. Detto questo, io continuo a non dire niente. Per esempio non dico che io, che un tempo sono stato bravissimo a cominciare, che ero una specie di mago dell’« incipit », da qualche tempo ho capito che, se cominciare è importante, più importante ancora è riuscire a continuare, a proseguire: è il « proseguio », diciamo così, che è difficile. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  8. RobySan Says:

    Era una notte buia e sentenziosa…

  9. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 6 gennaio 2011 – Ho pensato che potrei cominciare a scrivere un Incipitario, nel senso di trascrivere tutti gli incipit del mio diario illustrandoli opportunamente. Oppure, addirittura, trascrivere tutto – o quasi – il mio diario riscrivendolo tutto come una serie di incipit etc. Naturalmente, l’epigrafe non può che essere questa: « 6 gennaio 1989 – “ Perché una cosa sola (fra le molte) mi pare insopportabile all’artista: non sentirsi più all’inizio. “ (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950) ». Noto anche la curiosa coincidenza della data: « 6 gennaio ». “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  10. Pietro Piupparco Says:

    Mi chiedo quanti saranno gli scrittori che hanno avuto un buon esordio e poi non sono riuscita a pubblicare più nulla. Accade spesso?

  11. Maurizio Pansini Says:

    Il terrore della pagina bianca

    Arrivò il giorno del terrore della pagina bianca.

    Il giorno in cui alla pagina bianca venne il terrore, di me.

    Mi vide arrivare alla scrivania e già tremava al pensiero del mio sguardo
    fisso su di lei, muto, immobile.

    Solo quello sguardo vuoto, che la oltrepassava, che le creava un disagio profondo,
    scuotendola nella più piccola fibra, rendendola insicura della sua purezza,
    facendola sentire sgualcita.

    Finché, quando la tensione era giunta al massimo, una mano impugnava finalmente la penna,
    nuova, piena zeppa di inchiostro.
    Nera, col suo bel cappuccio lì in alto.
    Brandita con sicurezza si precipita verso la candida superficie, ma all’ultimo istante:
    stop!
    A mezz’aria congelato il movimento a pochi millimetri dal fatidico contatto.

    Quasi un urlo esce dalla trama di un biancore assordante.
    “PRENDIMI” Urla la sfacciata, mentre il mio sguardo l’abbandona per seguire sognante un piccolo refolo di un’idea lontana, irraggiungibile.
    La pagina, ancora bianca, disperata, detestando la sua verginità, vola via complice il vento,
    giù dalla finestra.

    MP

  12. maddalena Says:

    Partirei da libro lettera a una professoressa della scuola di barbiana un libro di base che spazza via falsita’ e pregiufizi per sgombrare la mente di allievi oggi piuttosto pigri non sempre disposti a riflettere e a fare scelte personali. Attraverso stimoli e suggerimenti tocchera’ ai ragazzi scegliere guidati ma non costretti a leggere. Perche’ la lettura deve essere la risposta libera capace di colmare il vuoto dell’animo. E ricordiamo di mettere i classici in prima fila. Poi non rimane che sperare!

  13. antoniolamalfa Says:

    11 Se hai il blocco dello scrittore e non puoi più reggere un simile peso, prendine uno con meno pagine, o scrivi sulle scatole dei fiammiferi come faceva Ungaretti, oppure puoi passare all’Ipad mini che pesa 341g

  14. sergiogarufi Says:

    il blocco dello scrittore si chiama risma

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