Dieci esempi per far intuire che con i nomi dei personaggi bisogna stare attenti

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di giuliomozzi

1. (Eliminatorie). Per una frazione di secondo Quinto arrivò terzo ai quarti.

2. (Lo stilista industriale va in televisione). “Ed ecco a voi Andrea Del Sarto, il re del prêt-à-porter!”.

3. (Il commerciale prende un appuntamento). “Verrebbe a trovarmi in studio?”. “Ma certo, Cesarini. In che zona rimane?”.

4. (Con un filo d’ansia). “Mi raccomando, Ernesto, è importante”.

5. (Il bambino arrampicatore). “Forza, Mosè, scendi”.

6. (Una lieve irritazione). “Lo Bello, ha capito il concetto?”.

7. (Il calciatore intervistato). “Domani giochiamo in casa della Juve. C’è poco da stare allegri”.

8. (Invidie di paese). “Sai che Ferrari si è comprato la Porsche?”.

9. (Difficilino). “Dov’è Carmela?”. “Nel frutteto”.

10. (Lo scrittore dal meccanico). “Vede? Si è rotto il mozzo, Mozzi”.

10 Risposte to “Dieci esempi per far intuire che con i nomi dei personaggi bisogna stare attenti”

  1. RobySan Says:

    “Ecco il tuo pacchetto di Alfa, Romeo”

  2. Monica Bauletti Says:

    (L’insegna di un negozio di assistenza informatica in via Euganea a Padova) FRISO COMPUTER s.r.l. soluzioni informatiche.

  3. acabarra59 Says:

    “ 25 aprile 1995 – La primavera era in corso d’opera e Alberto Magneti Marelli sudava. Ancora una volta ripensò a quella donna. Si accorse che, a forza di ricordarla, non ricordava quasi niente di lei. « Somigliava a Doris Day », fu solo capace di dirsi, mentre apriva il portone, con un certo sforzo, perché aveva le mani ingombre dei pacchi della spesa. Dentro il portone c’era fresco e una piacevole oscurità. « E forse era un nome d’arte », concluse, mentre, annunciato da nere bisunte corde, sopraggiungeva, soccorrevole, l’ascensore. “ [*]
    [*] Lsds >/ 73…

  4. Cristian Says:

    Oh, Tito Lucrezio, caro mio, che razza di poema che hai messo in piedi!

  5. antoniolamalfa Says:

    Sei un grande! Sei andato al massimo, Ranieri!

  6. Giulio Mozzi Says:

    Ma Ranieri si chiama Claudio…

  7. antoniolamalfa Says:

    Sì, mi riferivo ad un possibile titolo da gazzetta dello sport di oggi.

  8. acabarra59 Says:

    Poi ci sarebbe anche Antonio Ranieri: “ Domenica 6 febbraio – Qualche giorno fa ho sentito quel collega che si occupa – pregevolmente – di letteratura e che io mi ostino – malignamente – a chiamare in queste note « il collotorto » – che diceva a una collega: « Poi bisognerà vedere questo Sette anni di sodalizio… ». Così, io che non leggo i libri, ma ricordo benissimo i titoli, ho capito che stavano parlando di Giacomo Leopardi, anzi di Antonio Ranieri, il letterato napoletano con cui il poeta visse gli ultimi anni prima della morte e che, appunto, li ricordò poi in un libro dal titolo Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi. Per quello che ricordo io – che mi sono sempre occupato di letteratura in maniera piuttosto spregevole, nel senso di priva di valore – questo Antonio Ranieri è figura piuttosto discussa, credo che ci sia anche chi l’ha giudicato senz’altro spregevole – nel senso di disgustoso -, credo che poi sia stato almeno in parte riabilitato. Credo ci fosse di mezzo una donna, anzi una sorella. Credo ci sia anche una storia di gelati, o comunque di dolciumi, non so. Credo che siano tutti pettegolezzi, ma la letteratura, come sapeva benissimo un altro poeta sfigatissimo – il Pavese Cesare di Santo Stefano Belbo – è piena di pettegolezzi, o almeno, quando c’era, lo era. Per quanto mi riguarda, io non sono mai stato tipo da pettegolezzi, specie se c’era di mezzo la letteratura. Ancora pochi anni fa, potevo scrivere testi come il seguente: « 21 luglio 1995 – La mamma si vantava di non sapere niente di nessuno. Non sapeva così niente che le capitava anche di incontrare della gente che non conosceva e che invece sapeva tutto di lei. Senza dubbio la mamma esagerava, ma quello che conta, e che lei voleva fare sapere, è che non partecipava minimamente di quella cultura, così diffusa in provincia, dello stare con gli occhi addosso alle vite degli altri, alimentando il software della maldicenza o semplicemente del pettegolezzo. Io sono esattamente come lei, e, se c’è ancora da chiedersi come abbia potuto, sia pure per una brevissima stagione, fare il giornalista, nondimeno prometto solennemente di farmi d’ora in avanti soltanto i cazzi miei. Anche in questo diario. » Poi ci ho un po’ ripensato. Non tanto perché i giornalisti hanno dimostrato che con i pettegolezzi si fanno i soldi, ma perché, essendo la letteratura divenuta più morta che mai, essendo sostanzialmente scomparsa dall’orizzonte dell’umanità, essendosene persa ormai pressoché la memoria, parlarne in qualche modo, sia pure in forma di aneddoto, diceria, persino pettegolezzo, ha cominciato a non sembrarmi più così assolutamente spregevole. D’altronde non tutti possiamo essere dei Giacomino Leopardi, non tutti possiamo essere così assolutamente poeti oppure morti – cioè morti? – come lui. Noi si vivacchia, ragionevolmente male, e si scrivicchia, anche peggio. Si sbarca il lunario, si tira a campare. (Si leggiucchia, anche, anche se poi ci si scorda di avere letto. Per esempio questo Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi, che ora vedo sta tranquillo al suo posto nella mia libreria, e lo prendo, e lo apro, e vedo che è l’edizione Garzanti 1979, « con un’introduzione di Giulio Cattaneo e una nota di Alberto Arbasino », e vedo anche che è tutto pieno di macchie, e allora ricordo di averlo comprato, vent’anni fa, quando abitavo in quella casa tutta piena di macchie – di umidità -, e leggiucchiavo, e scrivicchiavo, e vivacchiavo come ora, anche peggio di ora. Se l’abbia letto o no, non ricordo. L’avrò sfogliato, come faccio ora, come faccio sempre. Come sodalizio non è un granché, lo capisco, ma è sempre meglio di niente) [*]
    [*] Lsds / 73..

  9. Ezio Says:

    (Sentenze italiane e cittadini stranieri) “… questo tribunale condanna l’imputato Iostoanu Nunescu alla pena dell’ergastolo”.

    [o, se preferite] “…questo tribunale condanna l’imputato Chen Cin Huan Han alla pena dell’ergastolo”.

  10. Cristian Says:

    Scusi Letta, ma lei l’ha letta la relazione di Draghi?

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