Dieci casi nei quali forse sarebbe meglio non rispondere a una domanda

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di giuliomozzi

1. Tizio ti chiede un’informazione via posta elettonica. E’ il suo giorno fortunato, e tu rispondi subito. Sei giorni dopo lo stesso Tizio ti chiede esattamente la stessa informazione, ed esattamente con le stesse parole, nella messaggeria di Facebook.

2. Tizio ti chiede che cosa pensi del fatto che la narrativa italiana d’oggi è così scarsa. Tu rispondi che non ti pare che la narrativa italiana d’oggi sia così scarsa. Tizio ti accusa di difendere per partito preso la categoria dei narratori italiani.

3. Tizio ti chiede che cosa pensi del suo romanzo. Tu rispondi che hai letto fino a pagina 106, e poi non ne hai potuto davvero più. Tizio ti confida che il bello comincia da pagina 107 in poi.

4. Tizio ti chiede se puoi fornirgli l’indirizzo dello scrittore Tale. Tu rispondi che lo scrittore Tale ti risulta assai geloso della sua privacy; se Tizio volesse spiegarti perché lo cerchi, tu puoi trasmettere la richiesta allo scrittore Tale. Tizio ti dice che anche lui è assai geloso della sua privacy, e pertanto mai e poi mai direbbe a te ciò che vuole dire allo scrittore Tale.

5. Tizio ti chiede se lavori ancora per Mondadori. Tu rispondi che non hai mai lavorato per Mondadori. Tizio, un po’ scocciato, sbuffa: “E allora, perché scrive nel suo curriculum che lavora per Mondadori?”. Tu rispondi che non hai mai scritto in nessun curriculum che lavori per Mondadori. Tizio, per provare la sua affermazione, ti manda il curriculum di uno che non sei tu (il nome non somiglia neanche).

6. Tizio, che anni fa ti querelò per truffa (procedimento archiviato), ti chiede se vuoi lavorare con lui a un certo progetto editoriale. Tu rispondi: “No”. Tizio ti domanda: “E perché, scusa?”.

7. Tizio ti chiede di leggere il suo romanzo fantasy. Tu rispondi che, purtroppo, non hai nessuna competenza in materia di fantasy; al punto che uno potrebbe anche sottoporti un romanzo completamente copiato, e tu neanche te ne accorgeresti. Tizio risponde: “NON SONO IO QUELLO CHE COPIA!!! CONTI GLI SCHELETRI NEI SUOI ARMADI PEZZO DI MERDA!!!”.

8. Tizio ti chiede di leggere venti pagine del suo romanzo; dopodiché, se sarai interessato, sarà felice di incontrarti personalmente per consegnarti una copia cartacea del romanzo stesso in cambio di una cauzione di duemila euro. Tu rispondi che, benché ti possano bastare venti pagine per capire che un certo romanzo non può interessarti, non puoi capire se un romanzo può interessarti se non lo leggi per intero. Tizio ti scrive: non importa, tanto l’editore ce l’ho già.

Corso fondamentale di narrazione 2016, Corsi di scrittura creativa a Milano, Scrittura creativa

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9. Tizio, che sta a Pescara, ti chiede un appuntamento: “La prima volta che avrà occasione di passare per Pescara, volentieri farei quattro chiacchiere con lei per presentarle il mio romanzo appena ultimato. La invito anche a cena”. Tu rispondi che dubiti di avere occasioni di “passare per Pescara” nei prossimi mesi, e comunque prima di un appuntamento vorresti leggere il romanzo. Tizio risponde: “Non si preoccupi, ci vediamo alla prima occasione che ho di passare per Padova: ci vengo sempre”. Questo avveniva tre anni fa: Tizio non s’è più sentito.

10. Tizio ti scrive: “Mozzi, ma lei che cazzo fa dalla mattina alla sera?”. Tu rispondi: “Quello che fanno tutti: tiro a campare”. E Tizio: “Lo sapevo, che lei è un buonannulla”.

Poi ci sono i tanti casi in cui uno non riesce a rispondere a una domanda. Ma quella è tutta un’altra storia: e il sottoscritto può solo chiedere scusa.

9 Risposte to “Dieci casi nei quali forse sarebbe meglio non rispondere a una domanda”

  1. Ma.Ma. Says:

    *O* …che elenco imbarazzante.

  2. massimo Says:

    Devo dire che c’è l’imbarazzo della scelta. Se dovessi indicare la più spiazzante non saprei scegliere fra la sei e la sette. Con questo decalogo abbiamo individuato tre caratteristiche necessarie al suo lavoro, caro Mozzi. Le prime due erano la competenza e il masochismo (per sopportare il ciarpame che le giunge, come immagino e come lei sostiene spesso). Oggi scopriamo la pazienza. Attendiamo un decalogo! Questo è davvero spassoso!

  3. maria Says:

    Mi permette di elogiare,di fronte a cotesto sfascio,i miei tempi passati(sarà stato anche formalismo…ma quanto apprezzabile!).

  4. marina viscardi Says:

    Chissà perché ho la sensazione che ciò di cui lei parla sia frutto di esperienza diretta

  5. helgaldo Says:

    Gagliardo ‘sto Tizio!

  6. RobySan Says:

    Lapsus keyboardii al punto 8: “suo” romanzo, direi.

  7. Giulio Mozzi Says:

    Grazie. Ho corretto.

  8. Ego Says:

    È proprio il caso di ricordare che i Tizi felici sono tutti uguali, mentre ogni Tizio infelice è infelice a modo suo.

  9. Noi puffi siam così | da dove sto scrivendo Says:

    […] Anfuso puffa di grammatica, Pennablù stila un identikit del puffatore di libri ideale; su Vibrisse ci puffo poco ormai, tanto Mozzi puffa il suo solito decalogo in dieci puffi, di cui almeno la […]

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