“Clonati senza peccato”, di Maria Immacolata Innocenti Degli

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

innocentiLa giovane teologa toscana Maria Immacolata Innocenti Degli (il cui curioso cognome – rilevabile principalmente nella zona di Figline Valdarno – è frutto di un’errata trascrizione all’ufficio dell’anagrafe avvenuta qualche generazione fa; esistendo in Firenze l’Istituto degli Innocenti, vocato alla cura dei trovatelli e degli abbandonati, il cognome Degli Innocenti equivale agli altrove diffusi Esposito, Trovato, Diodati, eccetera) non ha trovato nessun editore di orientamento cattolico (e, in generale, nessun editore) disposto a pubblicare questo smilzo ma, a dir suo, rivoluzionario libretto (non più d’una sessantina di pagine): e così, avendolo autopubblicato senza alcun riscontro, si è rivolta al vostro affezionato bibliofilo pietendo una recensione. Che le si concede volentieri, premettendo cautelativamente l’assoluta ignoranza dello scrivente tanto in materia teologica quando in materia scientifica – ovvero, in entrambe le materie tra i cui confini l’opericciola ambisce collocarsi.

Nella tradizione cristiana la trasmissione del cosiddetto “peccato originale” (dai progenitori all’umanità intera, con le uniche ben note eccezioni – una delle quali assai contestata anche all’interno del cristianesimo) è stata immaginata in due modi ben distinti, anche se talvolta sovrapposti. Secondo alcuni autori (mi perdonino i competenti, se la mia esposizione sarà semplicistica e manchevole) il vettore della tramissione è la concupiscenza. La passione desiderante, l’affollarsi di pensieri nella mente, l’agitarsi scomposto del corpo, eccetera, costituiscono una perdita del controllo di sé (e del proprio libero arbitrio): e questo è male (è, anzi, uno dei castighi inflitti ai progenitori dal creatore dopo il peccato originario: è quindi doppiamente male, essendo sia una pena sia un male in sé): e dall’essere concepiti nel male non può che discendere (logiche d’altri tempi) il nascere nel male. Un’altra scuola, alla quale appartengono gli autori più antichi, racconta che dopo il peccato originario il corpo di Adamo si guastò: e poiché nel corpo di Adamo dovevano essere contenuti tutti i suoi discendenti (ciascuno di noi sarebbe, insomma, un’espansione di un minuscolo frammento del corpo di Adamo, continuamente trasmesso nella generazione), inevitabilmente tale guasto a tutti i discendenti si trasmise e si trasmette: attraverso il seme maschile (interessante notare che gli antichi, convinti che nella generazione la donna fosse solo un attore passivo, arrivarono a immaginare che se solo Eva avesse peccato, e non Adamo, nessun peccato sarebbe stato trasmesso). Ovviamente vi fu chi sincreticamente immaginò che entrambe le cose, l’essere concepiti nella concupiscenza e il portare in sé un frammento di un Adamo guastato, concorressero la trasmissione del peccato.

Punto a capo, e scusate la dissertazione. La Innocenti Degli appartiene alla scuola sincretica, poiché entrambe le immaginazioni le fanno gioco, anche se non nasconde (o almeno prudenzialmente esibisce) una certa qual preferenza per quella che abbiamo offerta per seconda: ed è la più antica, e ha il suo inventore e tenacissimo sostenitore in Agostino d’Ippona. Veniamo dunque alla rivoluzionaria proposta. Se il peccato originale si trasmette attraverso il seme e nell’atto della concupiscenza, spiega papale papale la nostra teologa, per liberare definitivamente (anzi: de-fi-ni-ti-va-men-te) l’umanità da quel male apparentemente incurabile che è il peccato originale è necessario e sufficiente non usare il seme per la riproduzione e concepire senza concupire. Ovvero: clonazione con Dna estratto da qualunque parte del corpo maschile purché non dal seme, e fecondazione artificiale. Una creatura così generata sarebbe liberata dalla catena trasmissiva del male attraverso lo sperma, e concepita “per puro atto di volontà” (come dicevano gli antichi) senza desideri o atti scomposti (senza l’orgasmo, insomma).

Che dire? Le religioni, si sa, sono humus dal quale nascono i fiori più strani. Tutto sommato, agli occhi del vostro laico bibliofilo, non c’è più stranezza in questa immaginazione che in altre (a parte una certa inquietudine per quel tocco di raelismo che, alla fin fine, compare nel testo). L’argomentazione è stringente e ben tenuta, a patto di tenere per vere le premesse (ossia i testi degli antichi scrittori cristiani). Certo che il sogno di donare a tutti un’immacolata concezione ha il suo fascino.

(Peraltro, se i purissimi Adamo ed Eva peccarono, non si vede perché i loro altrettando puri discendenti-cloni non potrebbero peccare ugualmente. Ma qui si va al problema dell’origine del male, anzi del Male: e la Innocenti Degli, assai candidamente, si astiene dal toccarlo).

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11 Risposte to ““Clonati senza peccato”, di Maria Immacolata Innocenti Degli”

  1. antoniolamalfa Says:

    Signora Maria Immacolata Innocenti Degli, le riporto una citazione di G.Bernard Shaw, con cui concordo:
    Le cose buone della vita sono immorali o fanno ingrassare.

  2. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 30 agosto 2000 – « We don’t know », risponde lo scienziato alla domanda se si possano o no clonare anche gli uomini. In tal modo fa contenti tutti: i sostenitori della clonazione, gli scettici scienziati, e, soprattutto, quei telespettatori che avendo capito la risposta pensano di sapere l’inglese. “ [*] [**]
    [*] Lsds / 728 (Non sono riuscito a smettere)
    [**] Mica male “ papale papale “. Stupendo “ pietendo “. Entusiasmante “ candidamente “.

  3. Ma.Ma. Says:

    Oh,… : “La passione desiderante, l’affollarsi di pensieri nella mente, l’agitarsi scomposto del corpo, eccetera, costituiscono una perdita del controllo di sé (e del proprio libero arbitrio): e questo è male (è, anzi, uno dei castighi inflitti ai progenitori dal creatore dopo il peccato originario: è quindi doppiamente male, essendo sia una pena sia un male in sé)”. Fa (quasi) paura…

  4. Alexander C. Says:

    “Ben so che son alito fuggitivo, ormai io so d’essere polvere, come te, se moro… e che son vetro (vitro) se vivo”. Nulla è più interessante nella letteratura (quella vera) di un concreto mistero dicotomico.

  5. RobySan Says:

    …acci, e io che avevo letto “Clònati senza peccato”. Devo cambiare occhiali.

  6. la matta del cortile Says:

    Gentile Bissolati, ho l’impressione che questa ultima vaghezza da cui sembra punto sia solo una cartina di tornasole. O meglio, me lo auguro. Saluti con sventolio di fazzoletti bianchi . Auguri di bucati migliori per il suo stendino. matta

  7. Ennio Bissolati Says:

    Cara signora Matta, mi duole dirlo, se dicessi di aver capito mentirei. Cos’è quella che lei chiama “questa ultima vaghezza”? La ringrazio, e mi saluti il cortile.

  8. la matta del cortile Says:

    In verità, ottimo Bissolati, ho semplicemente fatto riferimento a quello che lei ha talvolta definito “uzzolino”. Le sue ” recensioni” mi sembrano quello che nella tecnica della pesca, da queste parti, si chiama “conzu”. Trattasi di una lunga lenza armata di numerosi ami che consentono, comunque, di agganciare almeno un pesce. Lei è uno splendido pescatore, Bissolati : davvero. In merito alla problematica della clonazione senza…ecc. proporrei un metodo scientifico per stimolare la partenogenesi umana. Hai visto mai… Distinti saluti( il bello della lettera) .Il cortile gradisce il saluto e le ricorda che non c’è cortile senza stendino. E viceversa.la matta

  9. Enzo Gentile Says:

    Vorrei fornire una ulteriore chiave interpretativa per il testo. Ritengo che la sua tesi contenga, in nuce, un necessario corollario. Maria Immacolata Degli Innocenti non lo ha approfondito in maniera esplicita, perché altrimenti Ennio Bissolati non avrebbe mancato di farvi cenno.
    In breve, se è ipotizzabile, e anzi auspicabile, concepire senza concupire potrebbe valere, in base ad una sorta di principio transitivo, anche l’inverso, ovvero concupire senza concepire. E se la prima proposizione dovrebbe valere a liberare l’umanità dal peccato originale, anche quello che nel testo viene definito il desiderio o l’atto scomposto (cioè l’orgasmo), una volta che non fosse più vettore di trasmissione dl peccato dell’originaria ribellione dell’uomo a Dio, potrebbe recuperare una sua autonoma valenza.
    La perdita del proprio libero arbitrio, connaturata alla concupiscenza, da male in sé, ma necessario alla perpetuazione della specie – crescete e moltiplicatevi consiglia infatti Cristo -, diventa male senza giustificazioni.
    Non solo: una volta che il peccato originale sia stato rimosso perché non più diffuso attraverso la concupiscenza – e nemmeno, aggiungerei, attraverso la trasmissione, mediante il seme maschile del corpo guasto di Adamo – quale senso avrebbe la pena ?
    Ci si potrebbe domandare, quindi, se può esistere, nell’ordinato disegno del cosmo stabilito dalla divinità, un male – e di converso un bene – senza cause e senza effetti. E, parimenti, una pena non più collegata ad alcuna colpa
    Forse no, e allora, quell’astensione dall’analisi del problema dell’origine del male, che Ennio Bissolati attribuisce al candore della teologa potrebbe assumere un diverso e più profondo significato.
    Vale a dire: se la concupiscenza non è male in sé, visto che non ha più giustificazioni e non è più pena perché non c’è più colpa, quali conclusioni dobbiamo trarne ? Che gli uomini non saranno, in assoluto, più influenzati dalla concupiscenza, o che invece sarà la concupiscenza stessa a non essere più un male ?
    Oso immaginare, avendo di recente conosciuto in maniera profonda e coinvolgente la giovane teologa toscana, il suo sorriso di intimo compiacimento nel dirsi favorevole, senza ombra di dubbio, alla seconda tesi.

  10. Ennio Bissolati Says:

    Innocenti Degli, gentile signor Gentile. Innocenti Degli, non Degli Innocenti. Mi raccomando.

  11. Riflessione gigantesca su un testo futile (ovvero: le “regole interne” del testo e la “volontà di dire” dell’autore) | vibrisse, bollettino Says:

    […] ciò che l’autore ha dento, riporto un brano dalla recensione di Ennio Bissolati al libro Clonati senza peccato di Maria Immacolata Innocenti Degli (che Ennio Bissolati ed io si sia una cosa sola, e che i suoi […]

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