“Elementi di rinomanzia sismologica”, di Berto Naso

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

bertonaso Berto Naso (il cui vero nome è Berto Guidi; ma, come si capirà al volo, mai come in questo caso un nomignolo ha avuto il diritto di diventare nome d’arte, e professionale) è un rinomante, come si evince dai documenti (encomi, gratulatorie, titoli di merito ecc.) inseriti nell’ “Appendice probativa” in fondo al volume (documenti della cui autenticità il vostro bibliofilo si è convinto dopo un’oretta di lavoro con Google), molto rinomato. Egli, esperto (come tutti i rinomanti) in ritrovamenti d’ogni genere (vene d’acqua, giacimenti gassosi e petrolieri, e così via, senza disdegnare – in interventi domestici – occhiali ed apparecchi acustici), negli ultimi vent’anni si è particolarmente dedicato alla rinomanzia sismologica, ossia alla previsione di eventi sismici con prospezioni rinomantiche.

Metto le mani avanti: la previsione dei terremoti è campo d’esercitazione prediletto di qualsivoglia spirito millantatorio. Dopo ogni terremoto, piccolo o grande che sia, salta sempre fuori un esercito di sconosciuti, che mai s’erano sentiti fiatare, tutti impegnati a gridare: “L’avevo detto, io!”. In realtà, previsioni del tipo “Entro cinquecento anni qui ci sarà un terremoto” sono a davvero scarso rischio d’errore; e chi prevede un terremoto al giorno (come quell’orologio che, essendo rotto e fermo, ogni dodici ore segnava inesorabilmente l’ora esatta) rischia prima o poi di prenderci. Ma il signor Berto Naso (che, sia detto tra parentesi, ha avuto il buon gusto autoironico di mettere in copertina ai suoi Elementi una splendida illustrazione di Maja Celija, originariamente concepita per il racconto Il naso di Nikolaj Gogol) è tutt’altro che un millantatore; non presenta la rinomanzia né come una scienza esatta (ci mancherebbe altro) né come una pratica magica (ci mancherebbe anche questo). Molto più umilmente, descrive il proprio talento e spiega come può essere addestrato; racconta nel dettaglio alcune esperienze di previsione (anche, evviva l’onestà!, fallite); smonta con bonomia illusioni e pregiudizi.

Nel primo capitolo, “Il rinomante non è un cane da tartufi”, dichiara (e argomenta) che la rinomanzia non si basa sulla percezione di odori ma è un “sesto senso” (espressione che il Naso prudentemente adopera, in ogni ricorrenza, con tanto di virgolette) che si concretizza con una sensazione vibratile alle pinne del naso (più o meno come la previsione del pasto ci fa venire l’acquolina in bocca). Nel secondo capitolo, “La verità sul naso, per favore”, raccoglie e smentisce una quantità di pseudoconoscenze circa le capacità percettive nasali, olfattive e “sestosensoriali” in genere. Nel terzo capitolo, “Un buon naso non va a naso”, critica severamente la “scuola istintivista” della rinomanzia europea, e spiega come il talento naturale (che c’è o non c’è, e su questo non ci piove) possa essere allenato e raffinato per mezzo di specifici esercizi di rinoginnastica, nonché conservato prevenendo – più che curando: perché quando la malattia viene, il danno ormai è fatto – le più comuni rinopatie. Nel quarto capitolo, “Un naso in ascolto”, illustra – senza pretendere che sia universalmene valido – il proprio particolarissimo metodo di allenamento, basato sull’ascolto nasale della musica novecentesca (Luciano Berio in particolare). Nel quinto capitolo, “Un naso all’opera”, racconta con meticoloso dettaglio alcune esperienze di rinospezione. E qui, ovviamente, viene il bello.

Perché Berto Naso non pretende che il rinomante sappia “prevedere i terremoti”: dove, egli sostiene, già la vaghezza dell’espressione ne denuncia l’inconsistenza semantica. Berto Naso spiega come, in un’area sismicamente acclarata, il rinomante possa essere impiegato per ricercare i punti sensibili, individuare le linee di faglia e rottura, i piani di smottamento, le aree più a rischio. Gli eventi sismici, come tutti sanno, fanno notizia quando arrivano al loro culmine ma in realtà hanno durate spesso molto estese, e si concretizzano in una quantità di microfenomeni e microepisodi. Nel “gioco a rimpiattino” (così Naso) col sisma si mette all’opera e si valorizza il talento del rinomante. “Io non so dirvi se e quando in una certa area ci sarà un sisma”, scrive Naso, “ma se mi fate visitare un’area nella quale un sisma è già in atto, o si annuncia con piccole scosse e brevi fremiti, il buon rinomante può dire se un certo edificio è a rischio, può individuare il percorso lungo il quale si aprirà una faglia, può segnalare il punto dell’argine presso il quale è bene tenersi pronti a intervenire. Tutto qui. Chi promettesse di più, promette il nulla. Il rinomante può evitare qualche danno, può salvare qualche vita. Ma non è certo un profeta”.

Nel sesto capitolo, “L’esercito dei nasi”, il nostro autore riassume la storia (invero assai antica) della rinomanzia europea: dai primi, quasi clandestini scritti del sivigliano Nariz de la Tremura (1325-1398) all’originale trattato (ovviamente tedesco) di Nas Von Nasenloch (1701-1758), fino al primo tentativo di sistemazione scientifica della materia compiuta in terra d’Albione e all’inizio del Novecento, in una nutrita serie d’articoli purtroppo mai raccolti in volume, da Better Flair e Robert Scent (peraltro, secondo il Naso, entrambi ancora troppo legati all’antica concezione olfattiva del talento). Il riferimento scientifico attuale è peraltro il trattato Rinomantics dell’iraniano Shentih Qodur, scritto in lingua inglese e pubblicato nel 1984 – per ragioni squisitamente politiche – a Parigi presso L’Harmattan.

Conclude il volume la già citata “Appendice probativa”. L’opera, purtroppo, essendo per la tardigrada università italiana la rinomanzia una disciplina abietta, ha trovato casa presso un editore minuscolo e pressoché irreperibile. Il Naso, che il vostro bibliofilo si è peritato di raggiungere (i recapiti sono nell’ultima pagina) ha indicato come principale punto di distribuzione la Bancarella dei libri di Pozzoveggiani, frazione di Bovolenta (Pd), solitamente collocata giusto di fronte all’Oratorio campestre di San Michele (delizioso e raro esempio di architettura carolingia: da solo, sia detto, vale il viaggio).

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9 Risposte to ““Elementi di rinomanzia sismologica”, di Berto Naso”

  1. Yuri Zalaffi Says:

    Gentile Dottor Mozzi,

    le chiedo se è possibile non ricevere più gli articoli di Vibrisse sulla mia casella postale. La seguo sempre sul suo blog e intendo continuare a farlo, ma in questo particolare momento professionale preferirei evitare qualunque mail che non riguardi la mia attività. Spero di non recarle offesa in alcun modo con questa richiesta.

    La ringrazio e le auguro un buon fine settimana

    Yuri Zalaffi

  2. Ma.Ma. Says:

    Ce l’ho! Ce l’ho! Finalmente, signor Bissolati, parla di un libro che ho letto pure io. È davvero interessante, come dice, soprattutto la parte pratica, quella della rinoginnastica per sviluppare i “talenti innasi“. Cosa che, modestamente, io sono: già in tenera età il mio talento era ben visibile a tutti, soprattutto di profilo. Ma adoperare i propri talenti non è però mica facile… nemmeno con la guida del signor Berto Guidi detto Naso, per essere sinceri. Come ho fatto a entrare in possesso di questo libro? Presto detto. Deve sapere signor Bissolati che esiste un censimento dei tallenti innasi, cioè di coloro che nascono già ben dotati. Il libro è arrivato a casa di tutti noi quale omaggio inviatoci proprio dal piccolo editore (con il quale personalmente condivido l’aspetto, o meglio l’entità aquilina del nostro talento: sì, pure lui…).

  3. Giulio Mozzi Says:

    Yuri, non posso farlo io: devi farlo tu. Cerca, nella colonna di destra del blog, questo punto:

    cambia

    Clicca su “cambia” e segui le istruzioni.

  4. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 12 maggio 2004 – Ripenso alla letteratura. Penso che il mio rapporto con la letteratura è strano. A volerlo dire in maniera sintetica, si potrebbe affermare che tutto quello che io so fare con la letteratura è fuggirla. Come si fugge un appestato. Naturalmente, fuggendo sempre, non si combina niente, non si scrive, non si legge, non si vive nemmeno, alla fine. La letteratura, che è molto più seria di me, continua imperturbabilmente, indistruttibilmente, immancabilmente, nella sua antica, gloriosa, rinomata stranezza. (Io ho sempre avuto troppa paura di essere strano) “ [*] [**]
    [*] Lsds / 727
    [**] Caro Giulio, porgi al valentissimo Bissolati i miei auguri di buona domenica. Da parte mia prometto che la smetto: con i diari etc.

  5. antoniolamalfa Says:

    Signor Bissolati, dica al signor Naso che ho una crepa in cantina: Non so se sia causata da un fisiologico assestamento, o se mi debba preoccupare per l’imminenza di un terremoto. Dica al signor Naso che posso pagare profumatamente.

  6. RobySan Says:

    C’è un equivoco di fondo, mi pare. “Rinomanzia” significa “lettura del naso” non “lettura col naso”. Forse il tutto deve essere visto sotto una luce diversa: il rinomante va in giro, osserva i nasi e, sulla base dei nasi visti, fa previsioni. Nasi piccoli, nasi medi, nasi grossi e monumentali; tutti hanno qualcosa da svelare all’accorto rinomante. Il legame naso-sisma (o naso-calamità) può poi essere una specifica abilità di Berto Naso (che ha senz’altro visitato il promontorio dei nasi). Proverò a procurarmi il libro, a naso, sulle solite bancarelle (ci trovo di tutto, di tutto, Bissolati).

  7. RobySan Says:

    È senz’altro notevole questa testimonianza dal TRATTATO VNIVERSALE DI TVTTI LI TERREMOTI OCCORSI, E NOTI NEL MONDO, CON LI CASI INFAUSTI, ED INFELICI PRESAGITI DA TALI TERREMOTI.

    Del XVIII terremoto.

    Il predetto Terremoto fù nell’Oriente, dal quale venero ruinate, e disfatte molte Città, e da Aleffandro Imperatore, fi diede ordine fuffero rifatte; per quello, che riferifce Lampridio; tant’occorfe nelli anni del Mondo 5423. di Chrifto 224. d’Vrbano I. an. 8. d’Aleffandro Imper. 2. & 3. In queft’ere, quello che occorfe, è notato la maggior parte, nel Terremoto decimo quinto & 6. Eliogabalo cominciò per la fua gran libertà a viuere luffuriofamente con la propria Madre, commife incefto cò le Vergini Veftali; tenne in cafa donne cattiue, e le dignità, e li honori fi dauano alli più fcelerati, che regnauano, e ftauano nella fua Corte. E fu il faggio perfiano Nufja Bin Ël Canuf, enterologo di Aleffandro Imperatore e ifpiratore di Ibd Sina, ad auertire per primo che ui foffe tale fentore nell’aere e ad auifarne lo Imperatore fteffo fi che ei predeffe mifure a difefa de le Città. Suenturatamente non uenne afcoltato e trifte cofa fù codefta diftratione de l’Imperatore.

  8. Ennio Bissolati Says:

    Suvvia, gentile Roby, non sia schizzinoso. Ogni lingua ha le sue bizzarrie. In Italia abbiamo pure avuto la “crisi petrolifera”, no? Che faceva tutto fuorché portar petrolio.

  9. カゼムグダルジマニ Says:

    Ma che Berto Guidi ci stia prendendo per il naso?

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