Se volete leggere questo libro, dovete aiutare gli autori a scriverlo

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Stefano Trucco è uno scrittore appassionato di storia degli Stati uniti d’America (si laureò, a suo tempo, con una tesi sulle elezioni presidenziali del 1948). Cristiano Bosco è un giornalista che si definisce “filoamericano”. Vogliono scrivere, in occasione delle elezioni presidenziali di quest’anno, un libro che s’intitola La politica americana spiegata semplice. Anzi, lo stanno già scrivendo. Ma per pubblicarlo hanno bisogno di un piccolo aiuto economico. Hanno lanciato una sottoscrizione. Se la cosa vi incuriosisce, potete contribuire attraverso il sito Bookabook. Cliccando qui troverete una breve scheda del libro in corso d’opera, una ventina di pagine in anteprima, e altre informazioni. E potrete contribuire all’impresa. Io ho contribuito, perché ho molta stima di Stefano Trucco (e abbiamo in comune molti gusti e nessuna idea).

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10 Risposte to “Se volete leggere questo libro, dovete aiutare gli autori a scriverlo”

  1. Maria rosa Says:

    Scusa, Giulio, ma gli autori, se non trovano nessun editore per il libro che stanno scrivendo, non potrebbero pubblicarlo in proprio on-line? Se il libro è valido, sono sicura che riusciranno a venderlo anche così. Apprezzo anch’io Stefano Trucco dall’epoca della sua partecipazione a masterpiece. Mi piace la sua scrittura. io lo comprerei.

  2. Daniele Gabrieli Says:

    Il link è sbagliato: non rimanda alla pagina della campagna di crowdfunding ma alle bio dei due autori

  3. Stefano Trucco Says:

    Grazie, Giulio. I ‘molti gusti e nessuna idea’ è fantastico.

    Maria Rosa, vista la situazione dell’editoria (mia e generale), io e Cristiano abbiamo deciso di provare questa forma relativamente nuova di pubblicazione, dopo aver visto che vi ricorrevano autori che considero degni di rispetto, quali Gianni Miraglia e Claudio Giunta ( quest’ultimo proprio con Bookabook).

  4. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, Daniele. Ho corretto il link.

  5. Giulio Mozzi Says:

    Maria Rosa: puoi già comperare il libro, contribuendo alla sottoscrizione.

  6. sandra Says:

    Bookabook è una realtà interessante, hanno selezionato pure me!

  7. Stefano Trucco Says:

    Salve a tutti. Uscito dall’ospedale e di nuovo in possesso di una vera tastiera, vorrei spendere due parole di più sul progetto.
    In parte si tratta semplicemente di quel che dice di essere: una guida divulgativa alla politica americana. Io e Cristiano Bosco abbiamo notato che in buona sostanza manca un libro simile in Italia, che spieghi non solo la parte ‘divertente’ – le elezioni presidenziali – ma anche il resto: come funzionano la Presidenza, il Congresso, la Corte Suprema, il governo federale etc. Spesso molti fra quanti ammirano o detestano gli Stati Uniti sono in realtà pochissimo informati su come effettivamente funzionano.
    Poi, e qui parlo per me, il libro sarebbe la prima parte di un progetto un po’ più ambizioso che ha a che fare con il rapporto fra la cultura americana e quella italiana (ed europea in generale) e su cosa voglia dire tentare di essere, oggi, uno scrittore italiano sotto l’ombrello nucleare della letteratura americana, ormai diventata (con qualche apporto inglese) l’unica che conta davvero, l’unica che bisogna conoscere.
    Uno ha il diritto di non amare David Foster Wallace, per dire, ma non di non conoscerlo o di considerarlo irrilevante. E questo vale per tutti gli scrittori e scrittrici americani in corso. In compenso nessuno si scandalizza se non si sa nulla della letteratura francese o tedesca o brasiliana o, soprattutto, italiana. Di recente uno scrittore italiano simpatico ha detto che non prova alcun interesse per il Nobel per la Letteratura e che per lui i veri Nobel erano il Pulitzer e il National Book Award, cioè premi in cui non c’era pericolo vincesse qualcuno che non aveva mai sentito nominare. Però anche premi che lui non avrebbe per principio mai potuto vincere, a differenza del Nobel. In pratica si autoproclamava uno scrittore di seconda classe (aggiungo che lui non approva questa mia chiosa).
    Che questa non sia una mia personale ossessione cita il recente libro di Tim Parks ‘Di che cosa parliamo quando parliamo di libri’ che dedica un po’ di spazio proprio a questo argomento, cioè al fatto che gli americani (e gli inglesi subito dietro) ritengano quella americana l’unica letteratura degna di nota e del perché gli europei si accodino a questa idea senza particolare resistenza. Uno può certo dire che un qualche romanzo americano gli pare ‘brutto’ ma solo rispetto a un altro romanzo americano ‘bello’. Se sostiene che un romanzo italiano qualsiasi sia meglio di un romanzo americano qualsiasi deve rassegnarsi a non essere preso sul serio dalle persone intelligenti e perbene.
    (e figuriamoci se parliamo di cinema o musica…)
    Insomma, è di questo che vorrei occuparmi nel prossimo libro (di questo e di Lyndon B. Johnson, chiaro), se sarete così gentili da appoggiarmi in questa iniziativa.
    Grazie ancora a Giulio e a tutti quanti parteciperanno a ‘La politica americana spiegata semplice’

  8. Pensieri Oziosi Says:

    Ho letto le pagine disponibili in anteprima. Una osservazione su quanto scritto a pagina 5 del PDF:

    L’attuale costituzione federale svizzera è del 1999, e da allora è stata già più volte emendata. Si tratta della terza costituzione federale, dopo quelle del 1848 e 1874. D’interesse per il libro è che la struttura del parlamento federale ricalca quella del Congresso, con un Consiglio Nazionale i cui membri sono allocati ai cantoni in proporzione alla loro popolazione ed un Consiglio degli Stati che attribuisce due membri per cantone [1].

    Come Vermont (1 rappresentante) e Texas (36 rappresentanti) sono entrambi rappresentati due senatori, così Uri (1 consigliere nazionale) e Zurigo (35 consiglieri nazionali) sono entrambi rappresentati da due consiglieri agli Stati.

    Per quanto riguarda il Patto del 1291, esso è sì il primo documento di carattere costituzionale della Svizzera, ma la sua validità è stata soppiantata dai patti e costituzioni successivi.

    [1] Eccezion fatta per quei cantoni che storicamente vengono considerati semi-cantoni, cioè come due metà di un unico territorio: Basilea Campagna e Basilea Città, Appenzello Interno ed Appenzello Esterno, Obvaldo e Nidvaldo. A questi vanno un unico membro al Consiglio degli Stati, cosicché i territori storici di Basilea, Appenzello e Untervaldo sono rappresentati ciascuno da due membri.

  9. Stefano Trucco Says:

    Prendo atto. Ma è sbagliato dire che l’attuale strumento di governo svizzero è successivo alla Costituzione americana, che era tutto il punto della menzione?

  10. Pensieri Oziosi Says:

    Ah bon, io la mia osservazione l’ho fatta. Sta poi a voi decidere se e come recepirla.

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