“Prontuario di teologia dei nani da giardino (con esorcismi), di Babà Balthasar

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati – qui interpretato da Eve Dietmann – è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

balthazarLa sperimentazione letteraria che da sempre caratterizza la produzione del Balthasar si ritrova puntuale anche in questo libercolo a metà strada tra un romanzo breve, un racconto lungo, un prontuario vero e proprio e un numero della Settimana enigmistica. Quest’opera s’inserisce infatti nella scia delle precedenti fatiche dell’autore, tra le quali ci piace ricordare Guida alla logica della coltivazione dei cavoletti di Bruxelles, uscito nel 2010 sempre per i tipi di Sàmpolo e diventato in poche settimane il volume più venduto di sempre nella storia della casa editrice di Castelvecchio di Rocca Barbena, avendo cioè venduto 30 copie (il nostro giura e spergiura da sempre di non avere alcuna relazione di parentela con alcuno dei 30 acquirenti del libro succitato).

In Babà Balthasar molti hanno voluto vedere uno pseudonimo, un nom de plume ispirato al protagonista del romanzo La storia infinita di Michael Ende, Bastiano Baldassarre Bucci. Approfondite ricerche condotte dal celeberrimo critico letterario Giò Zumi-Zoli hanno invece portato alla luce la verità: Babà Balthasar è il nome reale del creatore del Prontuario di teologia dei nani da giardino e delle opere precedenti. Si tratta di un vecchio professore d’ingegneria di origini siriane (ormai in pensione) il quale, con perfetta padronanza della lingua italiana (ma si mormora vi sia dietro il supporto linguistico dell’edicolante sotto casa, laureato in letteratura italiana presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna) si diletta a sfornare volumi e libelli di dubbio gusto e incerto valore letterario, riuscendo puntualmente, in maniera infallibile e misteriosa, a trovare un editore non a pagamento che accetti di dare alle stampe i suoi scritti.

Il Prontuario, dicevamo, è un testo sperimentale di difficile classificazione. Essendo composto di 45 pagine (44 essendo la soglia ufficiale decretata dalla SICLLLLV, Società Italiana di Classificazione di Libri, Libelli, Libricini e Libercoli Vari, per distinguere un racconto da un romanzo), di cui l’ultima costituita soltanto di note a piè di pagina, diventa arduo, se non impossibile distinguere l’esatto genere di appartenenza dell’opera. È verissimo che esiste un tentativo di abbozzo di trama, che vengono presentati al lettore alcuni personaggi dotati di una personalità in evoluzione e di un passato ben presente, che farebbero pensare quindi a uno scritto di tipo narrativo, però l’autore non si limita a questo. I vari capitoli sono infatti intervallati da pagine concentrate esclusivamente sul dare a chi legge i primi rudimenti di quella teologia dei nani da giardino di cui si parla nel titolo. Uno studio del divino per sua natura destinato a rimanere di nicchia, di scarso interesse per il pubblico, nonostante il tentativo di dargli una parvenza di dignità tramite la presentazione di alcuni “esercismi”, esercizi di esorcismi, inseriti dall’autore qua e là tra le pagine e, a suo dire, di pronta utilità per chiunque, anche chi dovesse possedere solo un grigio balcone senza nani.

Alcune delle basi della teologia presentata nel volume lasciano, francamente, perplessi. Penso al primo paragrafo di pagina 15, chiaramente ispirato all’enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II, che qui cito:

Si pensi, ad esempio, alla conoscenza naturale di Dio, alla possibilità di discernere la rivelazione divina da altri fenomeni o al riconoscimento della sua credibilità, all’attitudine del linguaggio umano a parlare in modo significativo e vero anche di ciò che eccede ogni esperienza umana.

L’autore del Prontuario, quasi plagiando l’originale, scrive:

Si pensi, ad esempio, alla conoscenza naturale di Biancaneve, alla possibilità di discernere la rivelazione ortofrutticola legata alla mela avvelenata da altri fenomeni o al riconoscimento della credibilità della strega/vecchina bisognosa, all’attitudine del linguaggio nanesco a mutarsi spontaneamente in un canto gioioso e sereno sulla via del lavoro, che rimane inscindibile dall’idea stessa della fede e che certamente eccede ogni esperienza umana.

Ma torniamo alle ardite sperimentazioni del Balthasar. Quasi ogni volta che compaiono una parola o un’espressione chiave, egli la rende di difficile accesso al lettore, sostituendola, onestamente non si capisce bene perché, con un rebus, un anagramma o addirittura uno schema di parole incrociate “per solutori abilissimi”. Ciò costringe il malcapitato che volesse comprendere il senso dello scritto a fermarsi, tirare fuori gomma e matita e mettersi all’opera, perdendo così irrimediabilmente il filo del discorso e dovendo successivamente riprendere daccapo la lettura del testo.

Possiamo quindi pronunciare, insieme alla giornalista de Il Fatto Quotidiano (sezione letteratura), Dr.ssa Grazia Grazielli, la sentenza definitiva: “Il Prontuario è un pastrocchio letterario senza precedenti, un minestrone dal sapore imprecisabile che non vorrei mai a tavola”.

Il volume, che tuttavia vi diffidiamo dall’acquistare, è reperibile, oltre che nell’unica libreria di Castelvecchio di Rocca Barbena, sul sito www.operepocorintracciabili.com. Le spese di spedizione sono a carico dell’indomito aspirante lettore.

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4 Risposte to ““Prontuario di teologia dei nani da giardino (con esorcismi), di Babà Balthasar”

  1. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 10 aprile 2009 – Chi ci fanno quei nani sul muro di quella villa? Alludono – è la villa Nani-Mocenigo… (A Monselice (PD)) “ [*]
    [*] Lsds / 709

  2. Maria rosa Says:

    Davvero, molto interessante :-))

  3. gianlucatrotta Says:

    Non ho potuto acquistare il libro, ma forse ho trovato finalmente l’anima gemella.

  4. RobySan Says:

    Sostiene lo Holzernkopf: “La crittografia, il gioco di tipo enigmistico, che il Balthasar introduce in questo testo è un mezzo per riproporre una Teologia della liberazione (del nano da giardino) in modo tale da non poter essere messo all’indice. Nessuno se lo sarebbe aspettato dal Balthasar, nevvero?”

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