Che cosa è un tema etico?

by

di giuliomozzi

Leggo il comunicato, apparso nel blog di Beppe Grillo, con il quale si lascia (uso deliberatamente la forma impersonale, poiché il comunicato non ha firma) ai parlamentari del M5S “libertà di coscienza” nel voto sulla proposta di legge Cirinnà. La decisione è motivata da due ragioni: primo,

nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni [le stepchild adoption, o “adozione del figliastro” nelle coppie omosessuali] e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico,

e, secondo,

Questo è il punto in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce MoVimento 5 Stelle sono varie per questioni di coscienza. […] Non si fa ricorso a un’ulteriore votazione online perché su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni.

La prima ragione è chiarissima (essendo, in sostanza, procedurale); la seconda mi è un po’ oscura. Al di là del fatto che qualunque parlamentare ha tutto il diritto di votare come ritiene giusto o almeno opportuno, indipendentemente dai “mandati” ricevuti dagli elettori, dai programmi elettorali o dalle decisioni della segreteria del suo partito; ciò che mi fa pensare è che la decisione circa la possibilità da parte di un figlio o di una figlia di diventare erede del compagno del padre o della compagna della madre (analogamente a come già oggi un figlio o una figlia può diventare erede della compagna del padre o del compagno della madre) sia considerata “tema etico”.

(E mi colpisce anche il sottinteso, ossia che su un “tema etico” non sia possibile raggiungere posizioni comuni, fare mediazioni, insomma mettersi d’accordo. Come se le scelte “etiche” avessero una radicalità maggiore di altre – mentre a me pare che l’etica sia cosa piuttosto volatile. E mi domando se, per dire, la ricorrente discussione sulla presenza del crocifisso negli uffici pubblici possa essere definita “tema metafisico”).

19 Risposte to “Che cosa è un tema etico?”

  1. rmammaro Says:

    Penso sia solo un problema di lessico politico. “tema etico” = “rischio spaccatura”.
    Come un pò più di qualche anno fa “questione morale” era a dire “ce ne sono troppi dei vostri”.

  2. enrico ernst Says:

    … a me pare interessante la dicitura “questione di coscienza” e anche qui andrei di logica binaria (a volte può essere utile): esistono in politica delle questioni che NON sono “di coscienza”? e se non sono “di coscienza” di cosa sono? quale “organo” interpellano? si accettano esempi… Mi sentirei di consigliare al Movimento Cinque Stelle di aprire al proprio interno discussioni, confronti, per arrivare a definire un’identità e delle posizioni sulla questione – che mi pare cruciale, oggi – dei diritti, in senso lato, in senso profondo. Pena (credo) una indeterminatezza perniciosa, una immobilità sospetta, un – persistente – voler tenere il piede in troppe scarpe, dunque in una tipica nevrosi da consenso…

  3. dm Says:

    Se ci fosse di mezzo davvero un qualche cavillo procedurale, non si capirebbe perché mai se ne siano accorti solo all’ultimo momento.
    Sono dei cattivi legulei, evidentemente.

    (O: della difficoltà ad agire se hai concepito un partito come collage ideologico senza cultura politica).

  4. Monica Bauletti Says:

    “i portavoce…possono … votare in maniera difforme dal gruppo”. Mi suona un po’ come antinomia. Concesso che la libertà di coscienza è sacra, il portavoce in quanto facente parte di una categoria, gruppo, ente ecc. non dovrebbe porsi il problema etico. Messa così mi sa più di libero arbitrio.

  5. dm Says:

    Sono d’accordo, Monica. Un portavoce porta l’altrui voce, non parla con la propria. Quindi, o i portavoce portano la voce degli iscritti votanti o, se gli iscritti votanti non hanno potuto esprimersi (per causa di forza maggiore) e non è questo il caso, devono portar la voce del partito, di chi comanda all’interno del partito (“Ma no, si dice movimento!”; “Ma quale movimento, qua è tutto fermo!”).
    Fra l’altro, hanno sempre fatto così. …La “coscienza” l’hanno portata alla luce solo adesso.

  6. Andrea Says:

    “La prima è chiarissima” però forse non è del tutto vera. http://malvinodue.blogspot.it/2016/02/date-tempo-al-tempo.html
    Sulla seconda condivido pienamente.

  7. Giulio Mozzi Says:

    Monica, Daniele: tenete conto che le regole interne del M5S prevedono il c.d. “vincolo di mandato”. Quindi chiamano “portavoce” i parlamentari, che dovrebbero essere meri esecutori della volontà espressa dal Movimento.

    Questo fa a pugni con la Costituzione, art. 67: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

    Andrea: d’accordo, ma questa mia noterella non concerne la veridicità delle affermazioni (né, alla fin fine, il M5S), ma solo l’uso di un’espressione come “tema etico” (che qui ha usato il M5S, ma mi pare che nella discussione seguita nessuno abbia messo in dubbio che l’adozione del figliastro in una coppia omosessuale sia un “tema etico”).

  8. Maria Luisa Mozzi Says:

    A me pare che quello che il M5S e altri hanno chiamato tema etico sia un tema giuridico, visto che riguarda la legittimazione di diritti. Le chiacchiere di questi giorni in piccola parte mi sembrano dettate da pregiudizi radicati, in grande parte da opportunità politiche (cioè che riguardano il potere, perchè ormai quasta nobilissima parola ha solo questo significato).

  9. Monica Bauletti Says:

    La domanda nel titolo era fuorviante. L’adozione del figlio non è tema etico, è certamente molte cose ma non è questione di etica.

  10. Giulio Mozzi Says:

    Monica: la domanda del titolo mi pare pertinente, l’uso delle parole “tema etico” nell’attuale discussione mi è parsa così bizzarra da giustificare la domanda.

  11. acabarra59 Says:

    “ Martedì 9 febbraio 2016 – Quando leggo che Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, è stato ospite del Processo del Lunedì, penso che ormai è venuto il tempo di porre una “ questione etilica “. Parola di – quasi – astemio. “ [*]
    [*] Lsds / 704

  12. giros Says:

    Sul comunicato del M5S anch’io sono abbastanza scettico. Infatti è previsto dalla nostra costituzione che il mandato non sia imperativo proprio perchè “non c’è vincolo di mandato”. Il parlamentare in sostanza, su determinati argomenti o temi, può avere la sua libertà separata dal vincolo di partito. Resto anche scettico sulle consultazioni on-line del M5S perchè non hanno trasparenza alcuna. Chi controlla i log delle votazioni se non la Casaleggio Associati che ha prodotto il software del blog di Grillo ? Mi sembra che ci sia un notevole conflitto di interessi su questo. Per quanto riguarda invece la tematica “etica” concordo pienamente con quanto esposto nel post. Cosa è realmente etico e da chi vanno decisi i temi etici è una bella domanda, alla quale forse è più difficile di quanto non si creda trovare una risposta convincente.

  13. dm Says:

    Sì, Giulio, il Movimento cinque stelle ha sempre sostenuto l’opportunità di un vincolo di mandato”; di più: il Movimento cinque stelle ha tra i suoi tratti distintivi politici il “vincolo di mandato” dei suoi parlamentari; ed è stato votato in massa anche per quest’idea bislacca dei “portavoce” degli elettori eccetera. Ora abbiamo scoperto che esiste una parola d’ordine, “tema etico”, con cui il capo del partito può disinnescare il meccanismo a suo piacimento. Interessante.

  14. RobySan Says:

    Be’, dm, è sufficiente che lo faccia con un certo riguardo all’etica.

  15. Patrizia Says:

    Caro Giulio, l’art. 67 che tu citi aveva valore quando i membri del Parlamento venivano eletti dagli elettori. In un Parlamento composto da “personaggetti” eletti da nessuno essi rappresentano solo se stessi e/o il loro partito. Da qui nasce la libertà di coscienza del singolo: se la questione interessa il partito allora si fa come dice il leader, se no ognuno fa come gli pare, tra i 5 stelle quanto tra tutti gli altri. E tra l’altro i 5 stelle vengono criticati quando pretendono che i rappresentanti si attengano alle direttive del partito e quando non lo fanno…..sparare sul movimento di Grillo è solo un modo come un altro per lasciare al governo gli altri. E non ridurrei la questione adozioni a una ridicola questione economica ( se vuoi lasciare l’eredità a qualcuno fai testamento) sappiamo tutti che dietro c’è la questione di figli nati solo per soddisfare i diritti dei gay e non quelli dei figli di avere un padre e una madre. Va be’ il progresso, ma ci sono cose che vanno lasciate come la natura le ha create…..

  16. dm Says:

    (Il problema secondo me, Patrizia, è l’incoerenza di metodo: se si afferma la necessità di un “vincolo di mandato”, è assurdo che questo “vincolo di mandato” cada quando il capo del partito dà il liberi tutti dichiarando che la questione è “tema etico”. Che non vuol dire nulla; tanto più in un partito che si è dato fin dall’inizio un respiro etico persino nelle faccende più insignificanti, o più irrilevanti.)

    (Un’altra questione. Non è vero che i bambini abbiano diritto ad avere un padre e una madre. Non è vero tecnicamente (non è un diritto). E nemmeno nella pratica).

  17. Attanasio Grunto Says:

    Gentile Patrizia, avrei molto da dire, ma mi limito a una piccola precisazione sulla “ridicola questione economica”.
    Lei afferma: “se vuoi lasciare l’eredità a qualcuno fai testamento”.
    Poniamo che io, gay, disponga di un discreto patrimonio costituito con i risparmi di una vita: una cifra inferiore al milione di euro… poniamo si tratti di 500.000,00 euro (o di più, o di meno…faccia lei). Poniamo che il mio compagno muoia lasciando un figlio che anch’io (come è ovvio dopo molti anni di vita familiare) ritengo mio figlio, al punto da volergli lasciare le mie sostanze.
    Ebbene, questo figlio – amato ma non riconosciuto – pagherà 40.000,00 euro di tasse (ovvero l’8% senza franchigia). Se avessi potuto adottarlo, avrebbe potuto godere del diritto che ogni figlio ha, e cioè di non pagare nulla per un’eredità fino a un milione di euro, e solo il 4% per la parte eccedente.
    Così, tanto per dire.

    Mi scuso con Giulio Mozzi per questa precisazione off-topic. Mi è sfuggita dalle dita.

  18. Giulio Mozzi Says:

    Patrizia, mi pare che tu te la stia prendendo con opinioni che qui nessuno ha espresso.

    Caro Giulio, l’art. 67 che tu citi aveva valore quando i membri del Parlamento venivano eletti dagli elettori. In un Parlamento composto da “personaggetti” eletti da nessuno essi rappresentano solo se stessi e/o il loro partito.

    L’art. 67 della Costituzione non è stato abolito o cambiato. Quindi ogni parlamentare – con qualunque legge elettorale sia stato eletto – rappresenta “la Nazione”.
    E questa non è un’opinione. E’ un dato di fatto. Posso pensare che l’art. 67 vada cambiato o abolito, ma al momento c’è.

    Da qui nasce la libertà di coscienza del singolo: se la questione interessa il partito allora si fa come dice il leader, se no ognuno fa come gli pare, tra i 5 stelle quanto tra tutti gli altri.

    Ciò non toglie che ciascun parlamentare abbia semprissimamente sempre il diritto di voltare come gli pare opportuno o giusto. Il suo partito potrà buttarlo fuori per indisciplina, ma nessuno può farlo decadere da parlamentare per questo.
    Ripeto: questa non è un’opinione. E’ un dato di fatto. Posso pensare che un parlamentare eletto in una certa lista e collocato in un certo gruppo parlamentare dovrebbe restare lì o dimettersi, ma al momento la legge non lo prevede.

    E tra l’altro i 5 stelle vengono criticati quando pretendono che i rappresentanti si attengano alle direttive del partito e quando non lo fanno…..sparare sul movimento di Grillo è solo un modo come un altro per lasciare al governo gli altri.

    La mia noterella non “spara” sul M5S. Si interroga su un uso linguistico (che non è solo del M5S).

    E non ridurrei la questione adozioni a una ridicola questione economica ( se vuoi lasciare l’eredità a qualcuno fai testamento)

    Che la questione sia “ridicola” o no, dipende se non altro dalla consistenza dei patrimoni in ballo.
    Con un testamento puoi disporre solo di una parte della tua eredità. Se vuoi sapere quali sono le quote disponibili e quelle riservate agli eredi legittimari, guarda per esempio qui.

    sappiamo tutti che dietro c’è la questione di figli nati solo per soddisfare i diritti dei gay e non quelli dei figli di avere un padre e una madre. Va be’ il progresso, ma ci sono cose che vanno lasciate come la natura le ha create…..

    Si può agevolmente sostenere che una persona cresciuta ed educata da una coppia omosessuale, e figlia naturale di una sola o uno solo delle o dei componenti della coppia, dovrebbe avere il diritto di ereditare da entrambe/i le o i componenti della coppia – così come nelle famiglie “fatte al solito modo” i figli ereditano da entrambi i genitori (anche se divorziati). E qui sto parlando di un diritto dei figli.
    (Peraltro, se A fa un figlio con B e poi si scopre omosessuale e si mette con C, persona del suo stesso sesso, il buonsenso suggerisce di valutare se convenga – proprio dal punto di vista ereditario – lasciare che tale figlio rimanga figlio di A e B o diventi, con l’adozione, figlio di A e C).

    Quanto alla definizione di che cosa è “natura” e che cosa non lo è, la pletora di discussioni passate e in corso (anche in vibrisse, vedi qui) dimostra che la questione è controversa.

  19. enrico ernst Says:

    Patrizia, scusa. Ma basta con il vittimismo cinque stelle. Basta. E tutti gli vogliono male e tutti gli sparano contro. Pori cocchi. Ma basta! (il vittimismo consente di non entrare nel merito delle questioni: come per esempio del tema DEMOCRATICO, come si vede dalla discussione qui)

    (dovranno, i 5 stelle, prima o poi considerarsi anche loro pienamente DENTRO il “sistema” politico culturale italiano o no? continueranno a essere i “rivoluzionari dall’interno”, i puri contro tutti gli altri? Fino a quando?)

    E basta con sta “natura” invocata per sostenere la famiglia “naturale”: ma per favore. La famiglia è sempre un dato di cultura, un dato giuridico, di scelte politiche, un fatto di destino e di vita anche, di scelte (famiglie con un solo genitore non sarebbero famiglie? faccio per dire). Un contratto. L’espressione di volontà giuridico-politiche, di volontà personali, di amore, di una società che si interroga sui diritti delle persone ecc. Io spero che uno sguardo più ampio e più comprensivo abbracci le vite reali delle persone, le loro esigenze, oltre le false ideologie della Tradizione, della Religione, della Natura. (Perdonate lo sfogo)

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