Dieci considerazioni di una certa importanza attorno all’ego degli scrittori maschi

by

large41

di giuliomozzi

[Circa l’ego delle scrittrici donne, mi dichiaro incompetente].

1. Non sei il migliore. Se questo per te è un problema, non hai nessuna possibilità di diventare il migliore.

2. Sei il migliore. E’ un’opinione condivisa solo da te, ma è la tua opinione. Bene. Ma a chi vuoi che interessi la tua opinione?

3. Indubbiamente la tua opera può essere un interessante oggetto di conversazione. Non in tua presenza, però.

4. Grazie per l’affettuosa dedica, scritta di tuo pugno sull’esemplare della tua opera che l’editore ha provveduto a spedirmi. Però, magari, se quando ci incontriamo tu rispondessi al saluto…

5. Ebbene sì: il tuo romanzo nuovo non mi è sembrato bello. E te l’ho pure detto. Dobbiamo per questo smettere di essere amici? Se sì, sbagliavamo a considerarci amici prima.

6. Ho notato che in prossimità dell’uscita del tuo romanzo nuovo sei diventato tutt’a un tratto più presente, più carino, addirittura più affettuoso. Ti ho fatto notare che non scrivo recensioni. Sei sparito.

7. Hai composto delle opere notevoli. Ciò non fa di te un uomo migliore. Resti sempre il solito porco maschilista, e per di più tirchio.

8. Ti lamenti sempre del tuo editore. Non ti promuove, non ti sostiene, non ti fa questo e non ti fa quello. Invece, per gli altri… Ecco, ecco. Eh, gli altri. Sono sempre un problema, gli altri, vero?

9. E’ sempre divertente sentirti lodare le mie opere in mia presenza. E’ sempre divertente stare sentire questi qui che vengono a raccontarmi (pensando, chi lo sa?, di farmi piacere) che in mia assenza le descrivi come del tutto trascurabili, quando non ne dici peste e corna.

10. Non credere che il mio ego sia migliore del tuo. Ha solo un pochino d’astuzia.

18 Risposte to “Dieci considerazioni di una certa importanza attorno all’ego degli scrittori maschi”

  1. claudia grendene Says:

    Mamma mia. Santi numi. Giulio? Aiuto. Che decaloghino..

  2. Ma.Ma. Says:

    Secondo me è un decalogo che può benissimo adattarsi anche al femminile. Anzi considerando la portata di malizia, invidia e tentativi di furbizia che si confanno (per esperienza, lo dico, non per pregiudizio) di più alle donne forse potrebbe essere pure peggio.

  3. verabas Says:

    vale anche al femminile ovvio. ma sei generoso!, parti dal presupposto che qualcuno, talvolta, legga qualcosa degli altri: ma ne sei proprio sicuro?🙂

  4. Monica Bauletti Says:

    Be’, detta così sembra che per essere scrittori bisogna essere necessariamente narcisisti, e maschilisti, e porci, e tirchi, e falsi, opportunisti, ecc. ecc., e maschi.

  5. marcocandida Says:

    Ma tanto quello che conta, Giulio, non è dire peste e corna o dire bene di un autore o della sua opera. E’ dire qualcosa di illuminante sull’opera. Indicare che cosa l’opera illumina. Oppure mostrare i limiti. Dire bene o dire male se non è gesto comunque e sempre in malafede, è un errore e basta. Se si capisce questo, non c’è cialtrone o doppiogiochista che possa spaventare.

  6. mami Says:

    Bellissimo, arguto come al solito. Ti avrei mandato il libro con una dedica, ma è un ebook. Ultimamente ci siamo sentiti poco, ma cercherò di rimediare e di essere più presente. Se qualcuno ti ha detto che ho parlato male del tuo ultimo lavoro non credergli: lo trovo stupendo.

  7. Dieci considerazioni di una certa importanza attorno all’ego degli scrittori maschi | vibrisse, bollettino | alessandrapeluso Says:

    […] Sorgente: Dieci considerazioni di una certa importanza attorno all’ego degli scrittori maschi | vibrisse, bo… […]

  8. Fabio Piero Fracasso Says:

    Una domanda: ma questo decalogo, così tranchant, scaturisce da un’osservazione estemporanea o si tratta di un’intolleranza acuitasi improvvisamente per il tasso di narcisisti molesti nei quali si è imbattuto Giulio Mozzi nell’ultimo periodo?

  9. Fabio Piero Fracasso Says:

    Il decalogo nasce da un’improvvisa recrudescenza del tasso di narcisisti molesti, Giulio Mozzi? O sono considerazioni di carattere generale?

  10. Giulio Mozzi Says:

    Monica: hai perfettamente riassunto ciò che il senso comune dice (e che, ovviamente, non è vero).

    Fabio Piero: è tutta vita vissuta.

  11. GiuseppeC Says:

    Meno vendono e più se la credono e’ stato detto???

  12. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 5 febbraio 2016 – Quando vedo Giovanni Floris che presenta il suo « nuovo romanzo » capisco che è finita. « Per il romanzo? » No, per me. “ [*]
    [*] Lsds / 702

  13. Monica Bauletti Says:

    Già, anche secondo me non è vero. E non condivido il “senso comune”: spicciolo, superficile e sbrigativo. Parliamo di sensibilità e di empatia. Un autore quando scrive e realizza un opera non compie un atto di generosità? Non impiega energia, tempo e intelletto per trasmettere ad altri un pensiero, un sentimento e un’emozione? Non è un atto di condivisione lo scrivere? Io non credo che questo sia un concetto solo ideale.

  14. Luan Says:

    Ogni volta che sento nominare Michele Mari, commento: “semplicemente IL MIGLIORE”. E se il migliore è già lui, che cazzo vogliono tutti gli altri?

  15. Giulio Mozzi Says:

    Niente di ciò che t’immagini, Lucio.

  16. diana corsini Says:

    La Commissione per le Pari Opportunità di Genere richiede immediato post sull’ego delle scrittrici femmine, se trovi uno spazio sufficientemente grande per contenerlo.

  17. paola Says:

    L’eterno dilemma è sempre quello: essere narcisisti o non esserlo…
    In un’intervista Valentino Rossi disse “mi dicevano sempre di essere umile, di non sgomitare…per cui cadevo sempre; ho iniziato a sgomitare e non sono caduto più: sono arrivato prima di tutti gli altri”
    Chissà, forse la verità e nel giusto mezzo: umili ma non troppo, narcisisti e irriverenti ma non troppo. Comunque basta essere se stessi, secondo me.

  18. Ego Says:

    “10. Non credere che il mio ego sia migliore del tuo. Ha solo un pochino d’astuzia.”

    L’astuzia serve a cavarsela meglio nei nove punti precedenti? O ha qualche altra utile funzione?

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