“La passione è solitaria”, di Roberta Ritorta

by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

ritortaRoberta Ritorta si autopubblica, e forse con un eccesso di esplicitazione s’inventa l’editore Torquato Accetto. In effetti questo romanzo – breve, brachilogico e raggelante – s’iscrive nell’illustre tradizione (barocca: ma non viviamo forse in tempi novellamente barocchi?) delle scritture dedicate alla negazione di sé, o meglio: alla preservazione de sé (contro gli intrighi delle corti e le paranoie degli inquisitori) mediante processi di (non sapremmo come altrimenti definirli) crisalidizzazione.

Torquato Accetto (personaggio così oscuro che l’incertezza grava sia sulla data di nascita, vagamente e variamente collocata dagli studiosi nell’ultimo decennio del Cinquecento, sia sulla data di morte, ipotizzata attorno al 1640) scrisse un’ottantina scarsa di pagine intitolate Della dissimulazione onesta, e (forse per prudenza) non le pubblicò; furono date alle stampe, postume per dichiarazione dell’editore Egidio Longo, nel 1641 (da qui l’ipotesi circa la data di morte). Il libro non ebbe nessun successo e fu dimenticato (oppure, come possiamo romanzescamente immaginare, in tanti lo lessero ma non lo fecero sapere ad alcuno, e magari l’ighiottirono – foglio per foglio, con l’aiuto di un po’ d’insalata – man mano che procedevano nella lettura. Lo ritrovò e lo pubblicò nuovamente 1928 (in un’edizione peraltro scorrettissima) Benedetto Croce; ma solo dagli anni Ottanta del secolo scorso ne circolano edizioni non di studio.

Roberta Ritorta, dunque. Se è uno pseudonimo, complimenti; se è un nome autentico (ma abbiamo ragioni per non pensarla così), dovremmo dire: nomen omen. Roberta Ritorta non ha composto un trattatello, ma ha scritto un romanzo. La cui storia si può riassumere – o, come s’usa dire oggi, distillare – così: lei s’innamora di lui; non glielo dice mai; lui non se ne avvede; lei si gode da sé il suo squisitissimo e privato amore; progressivamente si raffina nella privazione, rinunciando prima a parlare con lui (sono colleghi di lavoro), poi anche a vederlo (si fa trasferire), poi ad avere di lui notizie, infine addirittura a ospitarlo nei suoi pensieri. Se qualcuno pensava che l’amore degli stilnovisti fosse una pratica ascetica, non potrà negare che in confronto a questo quella è roba da ridere.

Vagò nel parco. L’autunno era mite. Si sedette s’una panchina vicino al ruscello artificiale. Ammirò l’aereo errare delle foglie. Un uomo si sedette accanto a lei. Non lo riconobbe.
L’amore, l’amore, l’amore esplose in lei.

Queste (mi si perdonerà per l’anticipazione: ma il libro è di tanto difficile reperibilità, da farmi dubitare che possa incontrare, dopo di me, un secondo lettore; e quindi vale tutto) sono le ultime righe del romanzo. Dove non è detto, per carità (ma Roberta Ritorta non è un redivivo Alphonse Allais) che quell’uomo fosse quell’uomo: ma tutti noi lettori, presi nella fabula, lo pensiamo. E tutti noi lettori percepiamo l’accenno petrarchesco:

Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra ‘l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch’oro forbito et perle
eran quel dì, a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual, con un vago errore
girando, parea dir: Qui regna Amore.

E’ Chiare, fresche e dolci acque, naturalmente: già un testo mortuario di suo, qui ulteriormente macabrizzato: non un fiume ma un “ruscello artificiale”, non un errare di fiori ma di foglie secche.

Che dire? Il vostro bibliofilo ha letto tutto d’un fiato questo romanzetto (e il diminutivo è solo dimensionale) in cui non c’è una frase che sia più lunga di una riga (cosa che, per solito, rende ostica la lettura: e invece) e nel quale, tutto sommato, si può tranquillamente dire che non succeda niente. E si è trovato, alla fin fine, scosso ed emozionato come poche volte in vita gli era accaduto. Effettivamente la Ritorta riesce a drammatizzare la rinuncia fino a una potenza estrema. Certo: di tanto in tanto, lo confessiamo, durante la lettura, ci parve di stringere tra le mani non un libro, ma un cadaverino.

Una prece.

Tag: ,

13 Risposte to ““La passione è solitaria”, di Roberta Ritorta”

  1. dm Says:

    Fra le migliori recensioni di Bissolati. (Chi sa come se la cava il Bissolati fra le opere dei poeti emergenti? Mi vien da pensare. Chi sa quale neo-neo-neo-neo-avanguardie potrebbe tirarci fuori… D’altronde i poeti oggidì sono moltissimi e ci sarà di sicuro qualche genio sfuggito al vaglio della critica.)

  2. acabarra59 Says:

    “ 20 luglio 1995 – Ogni tanto ho dei dubbi su questo diario: serve a qualcosa, mi chiedo, oppure è un’impresa irragionevole, una pratica troppo solitaria, un’abitudine pericolosa che sarebbe meglio interrompere, piuttosto prima che poi? Ma mi basta accendere la tv per cambiare idea. Terrorizzato ritorno precipitosamente a scrivere (i dubbi restano) “ [*]
    [*] Lsds / 683

  3. miscarparo70 Says:

    Lettera di una sconosciuta – Stefan Zweig

  4. Ma.Ma. Says:

    Tutta la mia comprensione e solidarietà alla protagonista del libro. (Sì, confondo spesso la finzione con la realtà. Che ci volete fare, sotto sotto sono un’eterna romantica.)

  5. Valentina Durante Says:

    Signor Ennio, concordo con il signor dm: probabilmente una delle sue migliori recensioni. Il romanzetto, peraltro, incuriosisce molto, e ravviso un gusto un po’ sadico nel suo sventolare sotto il naso di noi lettori cooperativamente interpretanti opere che poi non vi è modo di procurarsi. Leggendo quelle poche righe, poi, vien spontaneo domandarsi: ma la signorina (o signora) Ritorta avrà forse sentito l’influsso anche di certi poeti e narratori giapponesi? Cito, a caso, questo passo tratto dalla Dimora delle bambole di Mishima Yukio: «Si liberarono alcuni posti. Ci sedemmo. Non avevamo più argomenti su cui conversare. Tacemmo, altrimenti avremmo finito con il parlare di fatti privati o con l’interrogarci su noi stessi.» La vicenda è completamente diversa (e non la prenderei in considerazione), eppure: ci sono sempre un lui e una lei; c’è un sedersi da qualche parte; c’è un tacere come forma di protezione; c’è un periodare brachilogico. Questo riferimento alla poesia e alla narrativa giapponese metterebbe in luce diversa l’immagine del ruscello artificiale: il giardino giapponese, specie del tipo Kaiyū-shiki-teien, è il trionfo dell’artificio, dell’astrazione e della stilizzazione. Eppure non vi è alcun riferimento mortuario o mortifero. Ma forse, signor Ennio, ho divagato.

  6. Donatella Says:

    Caro Bissolati, concordo anch’io con il signor dm e la signora Valentina. Lei sta creando un nuovo genere letterario: le recensioni impossibili. Godibilissimo e assai acuto. Oserei quasi dire neo-barocco.

  7. acabarra59 Says:

    “ 4 gennaio 1975 – rossore / sangue alla faccia / sospetta / il dolo / il duolo / sale alla faccia / ridendo / amore. “ [*]
    [*] Lsds / 685

  8. GiuseppeC Says:

    Bissolati commissiona libri ad autori in cerca di una trama per un’unica collana presso un unico editore un po’ blase’.

  9. CarmenLiquida Says:

    Signor Bissolati e’ sempre un piacere leggere le sue recensioni. Lei è davvero una persona interessante.

  10. Cristian Says:

    Troppo mozziano!

  11. ester Says:

    Caro signor Bissolati, mi tolga una piccola curiosità: ma lei dove conserva questi libri che recensisce con tanta cura, ha una libreria apposita?

  12. Alexali Says:

    Lei sta creando un nuovo genere letterario: le recensioni impossibili.

    Non è nuovo per niente, ma Bissolati è degnissimo epigono di chi l’ha preceduto in questa pratica!

  13. “Gli impotenti della letteratura”, di Autori Varii | vibrisse, bollettino Says:

    […] sono i più sudici di Giammanco Pessògno, Lo spettro della porta accanto di Edgardo Allampo, La passione è solitaria di Roberta Ritorta, e via via di male in peggio. Invero i nostri cinque autori sembrano aver […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...