Esperimento di poesia col dentro e il fuori (altro post partecipativo)

by
Eugenio Montale in green

Eugenio Montale in green

di giuliomozzi

Visto che il post precedente (Esperimento di poesia lavando i piatti) riscuote un certo interesse, propongo un gioco più rischioso. Quella che segue è una breve poesia di Eugenio Montale. L’ho ricopiata togliendo gli a capo. Provate a métterceli, e a dire perché li mettete lì o là. La poesia si trova ovunque in rete, ma è chiaro che il gioco ha senso se vi trattenete dal cercare.

Dagli albori del secolo si discute se la poesia sia dentro o fuori. Dapprima vinse il dentro, poi contrattaccò duramente il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait che non potrà durare perché il fuori è armato fino ai denti.

24.12.2015 h 06.46: ho inserito nei commenti la versione di Eugenio Montale.

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34 Risposte to “Esperimento di poesia col dentro e il fuori (altro post partecipativo)”

  1. MarcoRenzi Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni si addivenne a un a forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato fino ai denti.

    Non conoscevo la poesia di Montale e non l’ho messa sul motore di ricerca. Ho provato a riscriverla senza fare copia-incolla dal tuo post, mettendo gli a capo un po’ come mi sentivo, come mi suonavano meglio. Non so se ho effettivamente partecipato al gioco: ad ogni modo è stato divertente.
    Grazie,
    un tuo lettore

  2. marcocandida Says:

    io l’avevo già fatto con dante:
    http://marcocandida.altervista.org/blog/xxi/

  3. demetrio Says:

    dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato fino ai denti

  4. demetrio Says:

    l’idea che mi ha mosso nella divisione è quella di una sorta di identità tra la sintassi e il verso. Il verso va a capo quando inizia un’altra frase.

  5. amandamelling Says:

    Dagli albori
    del secolo
    si discute se la poesia
    sia dentro o fuori.
    Dapprima
    vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori
    e dopo anni
    si addivenne a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato
    fino ai denti.

    Solo per gusto personale, la dividerei così, immaginando le pause nella mente. Partecipo perché lo trovo un gioco molto piacevole, ma sul tema sono ignorante. Perdonate se non ha senso..non ho resistito.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Ma Dante, Marco, si sa che son terzine incatenate di endecasillabi.

  7. marcocandida Says:

    “Si sa”, mah… Quello che non “si sa” è che la Divina Commedia è un’ottima narrazione perfettamente concatenata.

  8. Giacomo Vit Says:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori. Dapprima
    vinse il dentro, poi contrattaccò duramente
    il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché il fuori
    è armato fino ai denti.

    Sono andato a capo creando una tensione con l’inarcatura in ogni verso, così da dare più espressività a un testo altrimenti piatto.

  9. Ma.Ma. Says:

    Siccome sono una masochista e di certo non ho né idea di come scrivesse poesie Montale, né mi permetterei di andare a guardare in internet, mi butto alla cieca: tanto ho una bella corazza se poi mi vorrai/vorrete “legnare“. Ma che non mi si chieda di sillabe e numeri… Gioco per sperimentare.

    Dagli albori (Il principio)
    del secolo si discute (si discute del secolo, quindi dopo il principio, Il tempo. In pratica da sempre)
    se la poesia sia dentro
    o fuori. Dapprima (di nuovo Il principio, ma pare vincere il fuori, mentre poi si legge che vinse il dentro)
    vinse il dentro, (Dapprima l’uno, poi il due e infine l’Universo. Ma qui è quasi come se la vittoria non fosse ben definita in verità)
    poi contrattaccò (e allora arrivano i rinforzi)
    duramente il fuori e
    dopo anni si addivenne
    a un forfait (si torna al pareggio: l’Io e l’Universo)
    che non potrà durare perché (e di nuovo si rimette in gioco tutto)
    il fuori è armato fino ai denti.

    Ma davvero è una poesia? Con tutta ’sta punteggiatura precisa, sembra proprio prosa. Mi sa che non ci capirò mai niente. Ma insisto!

  10. Ma.Ma. Says:

    PS: l’ultima poesia che mi hanno fatto “studiare” era la cavallina storna in terza elementare.

  11. Ma.Ma. Says:

    La cavalla storna di Pascoli. Sorry

  12. Bandini Says:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia
    dentro o fuori.
    Dapprima vinse
    il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori
    e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché
    il fuori
    è armato fino ai denti.

    (ecco fatto, senza cercare su internet né leggere le altre soluzioni proposte).

  13. agnese Says:

    Dagli albori
    del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori. Dapprima vinse il dentro,
    poi
    contrattaccò duramente il fuori e dopo
    anni
    si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché
    il fuori
    è
    armato

    fino ai denti.

    non ho cercato di azzeccare gli a capo di Montale. Ho cercato di farne una poesia mia. per questo, mi piaceva un primo a capo che separasse albori e secolo, dicendo in fondo una cosa molto diversa (anche) e comunque possibile: da sempre discutiamo del tempo e della storia. E in questo discutere la poesia dove sta? Dentro o fuori.
    Gli a capo che seguono cercando di restituire un ritmo di lettura affannata, quasi una corsa. non sono naturali. Gli ultimi versi mi sembrava necessario venissero scanditi quasi meccanico, come una mitraglietta.

  14. RobySan Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute se la poesia
    sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni
    si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché
    il fuori è armato fino ai denti.

    I primi tre versi sono staccati ritmicamente: ciò è fatto per dare un senso di incertezza o meglio di “indecisione” sull’opinione da privilegiare. Seguono due versi assertivi, che non lasciano spazio a dubbi; forniscono una certificazione storiografica della cosa. Il breve verso che segue introduce nuovamente l’incertezza e un tentativo di offuscare la realtà per mezzo del giochetto a rima baciata (forfait/perché). Ma la realtà prende il suo spaventoso sopravvento con il verso finale, constatazione di una incombente minaccia.

  15. Maurizio Tomasi Says:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia
    dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni si addivenne
    a un forfait che
    non potrà durare
    perché il fuori
    è armato
    fino ai
    denti.

    Ho messo il fuori, dapprima fuori, poi quando è armato va dentro sono quattro terzine una diversa dall’altra

  16. Valentina Durante Says:

    Allora.
    Son partita facendo come Demetrio (identità tra sintassi e verso). Poi ho cercato di vedere se qualche parola, soffocata all’interno del verso, fosse degna di un’attenzione in più. Ed è venuto fuori questo:

    Dagli albori
    del secolo si discute se
    la poesia sia dentro
    o fuori.
    Dapprima vinse il dentro, poi
    contrattaccò duramente il fuori e
    dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato
    fino ai denti.

    Lo spiego:
    Dagli albori (mi piace il suono della parola, che ha quasi una qualità arborea)
    del secolo si discute se (volevo enfatizzare la dubitativa)
    la poesia sia dentro (enfatizzo il primo termine della contrapposizione: dentro)
    o fuori. (enfatizzo il secondo: fuori)
    Dapprima vinse il dentro, poi (mi piace l’idea di racchiudere il dentro tra un prima e un poi)
    contrattaccò duramente il fuori e (quel contrattaccò è quasi una mitragliatrice; distendo il verso alla fine, lasciando la congiunzione, come un’apertura)
    dopo anni si addivenne a un forfait (anni e addivenne è un andamento un po’ rimbalzante; lo faccio planare su forfait)
    che non potrà durare (questo lo vedo come un verso di connessione, una specie di ponte)
    perché il fuori è armato (armato mi sembra la parola da sottolineare)
    fino ai denti. (e ribadire qui, con una connotazione più fisica)

    Mi rendo conto che, rispetto a prima, ho “lavorato” più sul suono e sul ritmo (ma qualcuno si rivolterà nella tomba).

  17. dm Says:

    I.
    Dagli albori del se
    col…
    o si discute?
    se la poesia sia

    II.
    Dentro! (o fuori
    dapprima…)

    III.
    Vinse. Il dentro poi
    contrattaccò du-
    ramente, il fuori – e dopo anni, sì!
    addivenne a un forfait…

    IV.
    – Che?… Non potrà durare.
    – Perché… il…?

    V.
    – Fuori!
    – È armato fino ai denti.

    (Scusate).

  18. danieladelcore Says:

    Io l’avrei scritta come Demetrio, tale e quale. Chiaramente non ho resistito e ho controllato. Taccio.

  19. francafi Says:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro
    o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori e dopo anni si addivenne
    a un a forfait che non potrà durare
    perché il fuori
    è armato fino ai denti.

    così… tanto per.

  20. Cristian Says:

    dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato fino ai denti.

    Il tono è discorsivo e quindi la versificazione deve corrispondervi; quindi per così dire elementare: l’ a capo scandisce le frasi, i diversi concetti che esse esprimono

  21. Luciana Battan Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute
    se la poesia sia dentro o fuori. Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò
    duramente
    il fuori
    e dopo anni si addivenne
    a un forfait che non potrà durare perché il fuori è armato
    fino ai denti.

    (Trovo che questa frammentazione con l’uso di molti a capo, dia più incisività al testo)

  22. gian marco griffi Says:

    Dagli albori del secolo si discute se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro, poi contrattaccò duramente il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait che non potrà durare perché il fuori
    è armato fino ai denti.

    So bene che non è così, cioè so che Montale non l’ha scritta così. Nondimeno se dovessi versificare questa cosa la versificherei così, perché vorrei dare l’idea della prosa che si prende il verso e lo appiattisce lo , lo demetricizza (se riesco a capire cosa significhi questa parola).

  23. Maria rosa Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute
    se la poesia
    sia
    dentro o fuori.

    Dapprima vinse il dentro,
    poi
    contrattaccò duramente il fuori

    e
    dopo anni
    si addivenne
    a un forfait che
    non potrà durare

    perché il fuori è armato
    fino ai denti.

    La scriverei così. Nella prima parte inserisco i versi relativi al “tema”. Poi uno stacco netto con uno spazio per introdurre la”battaglia” dentro/fuori e infine, isolata, la congiunzione “e” che introduce il tentativo di mediazione. Infine, isolata da uno spazio, la chiusa, che smentisce ogni possibilità di mediazione e afferma, viceversa, la causa di quell’impossibilità. La differente lunghezza dei versi determina un ritmo sincopato e irregolare nella prima parte. Nella seconda parte, invece, i versi disposti in un climax ritmico ascendente, svelano l’ineluttabilità.

  24. GiuseppeC Says:

    Davvero questo testo canonico, riformulabile in tutte le gradazioni prosa-prosa, prosa poetica, poesia, fino alla cascata versicolare, dimostra l’insussistenza teorica di quel che si chiama Repubblica delle Lettere, prima gatekeeper fra accademia e popolo e ora ostacolo fra capitale e merce.

  25. Bruno Chiaranti Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute se
    la poesia
    sia dentro o fuori.
    Dapprima
    vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori
    e dopo anni si addivenne
    a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori è armato fino ai denti.

    Ho cercato i tempi di recitazione con enfasi su parole chiave e una corsa conclusiva finale

  26. acabarra59 Says:

    “ 5 novembre 1995 – Il problema dei tarli che danneggiano i mobili antichi. I metodi tradizionali prevedevano la sostanziale indifferenza verso gli animaletti. Rodessero rodessero cazzi dei mobili. Invece poi. È diventato un problema sociale. Dal punto di vista dei mobili. E i mobili antichi contano si sa. Tarli contro mobili come finirà. Le bestiole puntano sul numero. I mobili sono immobili. Devono farsi rodere. È una curiosa situazione. Tanto più che i tarli sono invisibili. Stanno dentro. Li ha mai visti nessuno? Si vedono solo i mobili belli panciuti antichi decoratissimi e immobili. I tarli lavorano di denti ammesso che siano denti. Anche i tarli sono strani chi glielo farà fare. Ci danno dentro. E così tocca di assistere a questa storia mobili rosi causa tarli. Ormai è un problema. “ [*]
    [*] Lsds / 627

  27. Cesare Says:

    Dagli albori del secolo
    si discute
    se la poesia sia dentro
    o fuori.
    Dapprima vinse
    il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori
    e dopo anni
    si addivenne a un forfait
    che non potrà durare
    perché il fuori
    è armato fino ai denti.

    ho posto gli a capo semplicemente dove mi sembra che le pause sottolineino gli snodi del discorso.

  28. GiuseppeC Says:

    eh adriano sono botte da orbi ma a natale si fa una pausa eheh

  29. Giulio Mozzi Says:

    Ecco la versione di Eugenio Montale:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro, poi contrattaccò duramente
    il fuori e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché il fuori
    è armato fino ai denti.

  30. maria Says:

    Buon Natale da chi ha goduto l’esibizione di tutti,bravissimi senza eccezione.

  31. RobySan Says:

    Il fuori è armato di tarli. O i tarli sono armati di denti. Insomma, non si può che soccombere. Immobili.

  32. DaniMat Says:

    Dagli albori del secolo si
    discute se la poesia sia dentro
    o fuori. Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente
    il fuori e dopo anni si addivenne
    a un forfait che non potrà durare
    perché il fuori è armato fino ai denti.

    Non lo so, corro a controllare.
    DaniMat

  33. Giulio Mozzi Says:

    Danimat, la soluzione è qualche centimetro qui sopra.

  34. Morena Silingardi Says:

    Dagli albori del secolo si discute
    se la poesia sia dentro o fuori.
    Dapprima vinse il dentro,
    poi contrattaccò duramente il fuori
    e dopo anni si addivenne a un forfait
    che non potrà durare perché
    il fuori è armato fino ai denti.

    Questa era la mia versione, poi ho controllato e mi sono accorta che non mi era andata così male. In ogni caso, ho verificato un’altra volta che la mia poesia è troppo simile alla prosa, come dice Giulio.
    Nello specifico, il contenuto di questa poesia di Montale mi piace molto: io credo che andrà proprio così!

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