Oi, signor papa, ma a scomunicare questi qui, lei ce lo farebbe mica un pensierino?

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5bb58230aa24c5ba18c84b320847e335di giuliomozzi

Perché scomunicarli? Eh: perché uno dei fondamenti del cristianesimo (ed è un fondamento ontologico, mica etico) è che tutti i bipedi implumi dotati di 32 denti sono persone umane. Vedi la cosiddetta “parabola del buon samaritano”. Dove quel samaritano è “buono” non perché soccorra un poveretto lasciato per terra sanguinante dai briganti, ma perché tratta come se fosse umano uno che, secondo le idee degli israeliti dell’epoca, considerava “non umani” i samaritani stessi.
E quindi i signori che s’inventano queste cose qui (e che io non riesco a considerare né ignoranti né stupidi) non fanno altro che fare propaganda anticristiana fingendo di fare propaganda cristiana. Il fatto che pochi – pochi tra i cristiani – se ne rendano conto; e che anzi molti ci caschino, in questa schietta perversione del cristianesimo; è un segnale di quanto sia efficace l’insegnamento della chiesa.

22 Risposte to “Oi, signor papa, ma a scomunicare questi qui, lei ce lo farebbe mica un pensierino?”

  1. enrico ernst Says:

    … la logica delle maiuscole. Forma, semiosi e aggettivazione dello sciovinismo razzista, oggi, in Italia… (detto tra noi anch’io non ce la posso fare a considerarli ignoranti e stupidi. Ed è drammatico). Occorrerebbe forse dopo la considerazione dell’aggettivo “Cristiano” fare un passetto anche verso l’aggettivo (maiuscolato, muscoloso) “occidentale”… che cavolo è un “paese a cultura Occidentale”? Si accettano decaloghi…

  2. acabarra59 Says:

    “ 21 agosto 1987 – « Comune denuclearizzato ». Lo so che non significa niente, ma fa lo stesso una certa impressione. Suona come « deratizzato », « disinfestato »… Come se si fossero comunque tolti dai coglioni qualcosa che c’era ma dava fastidio a tutti. “ [*]
    [*] Lsds / 605

  3. enrico ernst Says:

    altra parentesi: chissà se il comune di Pontoglio offre, magari alla base del cartello, o presso un’atp, un manuale (voglio dire anche sintetico) con le “tradizioni locali”… perché uno se non le conosce come fa a “rispettarle”, è voglio dire sempre un rischio…

  4. g1orgian Says:

    Toccava scomunicare per primo Biffi, ma mi sa che è fuori tempo limite.

  5. Alessandro Madeddu Says:

    Se passassi di lì dovrei portarmi l’aureola da casa o me ne darebbero una loro per l’occasione?

  6. Giulio Mozzi Says:

    Enrico, scrivi:

    …chissà se il comune di Pontoglio offre, magari alla base del cartello, o presso un’atp, un manuale (voglio dire anche sintetico) con le “tradizioni locali”…

    Ottima idea. Bisogna fare una startup per lanciare un’app: tutto quello che devi sapere per essere un vero occidentale di profonda tradizione cristiana.

  7. Carlo Cannella Says:

    Cosa si dovrebbe intendere per profonda tradizione Cristiana? Io penso ad esempio che l’azione del Cristo sia stata piu’ volte contraria alla morale. Trasformare l’acqua in vino, permettendo a una teppaglia di ubriaconi che ha gia’ svuotato la cantina, di continuare a vomitare e probabilmente bastonare mogli e figli, non mi sembra un gran bell’esempio. Resusitare Lazzaro perche’ amico suo e dimenticarsi dello sfigato qualunque non raccomandato da alcuno, e’ un atto di puro clientelismo che non gli fa onore. Affanculare la madre neppure, al di la’ delle motivazioni che possono averlo animato. La meschinita’ di certi camuni non e’ dunque dissimile da quella cristiana; direi insomma che a Pontoglio hanno le idee piu’ chiare di quanto non sembri.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Contraria a quale morale, Carlo?

  9. Carlo Cannella Says:

    Contraria alla morale cosiddetta cristiana (la morale cristiana e le sue norme e’ un documento espresso dalla Commissione Teologica Internazionale). Ovvero io ravviso una difformita’ fra cio’ che e’ normato come morale cristiana e l’azione e l’insegnamento del Cristo.

  10. Giulio Mozzi Says:

    Ovviamente l’idea stessa di “norma” è totalmente estranea alla morale cristiana.

    La Commissione teologica internazionale, per quello che ne so, si occupa di questioni di dottrina, non di morale (vedi), e produce documenti che vengono adoperati dalla Congregazione per la dottrina della fede. Va da sé che l’idea stessa di “dottrina” è totalmente estranea alla… dottrina cristiana. Peraltro la tendenza di chi si occupa di dottrina (e la dottrina è tendenzialmente assoluta ed eterna) a occuparsi di etica (e l’etica è la parte più transeunte e storicamente determinata di tutto il cristianesimo) è imbarazzante. (E’ una questione di potere, com’è ovvio).

    I contorcimenti ai quali obbliga l’idea stessa di dottrina risultano particolarmente evidenti, a es., nella questione del cosiddetto “limbo“.

    Le massime morali cristiane sono tali che non ne discende necessariamente nessuna prassi. A es.:

    Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Ama il tuo prossimo come te stesso.

    Dilige et quod vis fac (questa non è evangelica: è di Agostino d’Ippona.

    Ec.

  11. Giulio Mozzi Says:

    Ovviamente non è Carlo Cannella a sbagliare quando parla di “norme” della “morale cristiana”. E’ la chiesa (intesa sia come istituzione, sia come popolo, sia come singoli individui) a sbagliare quando concepisce una “morale cristiana”, per di più costituita da “norme”.

  12. luca massaro Says:

    Se una notte d’inverno, a Pontoglio
    capitasse per caso il signor Papa
    in incognito
    cercherebbe il sindaco
    e gli direbbe: «Ciao, testa di rapa
    E lui: «Via di qui signor Bergoglio,
    ritorni al Mar del Plata».

  13. Federico Platania Says:

    Ma è stato proprio il papa a indire l’anno straordinario della misericordia. Una scomunica nell’anno della misericordia? I “signori” di Pontoglio non meritano misericordia al pari di tutti gli altri?

  14. Giulio Mozzi Says:

    Ma la scomunica non è mica un atto di crudeltà. E’ una constatazione. Si tratta di far sapere a costoro che (checché ne pensino loro stessi) sono fuori dal cristianesimo. (Almeno a me pare).

    Comunque spero che il titolo della noterella, sgrammaticato e iperbolico com’è, consenta di non classificarmi di brutto tra i savonaroliani.

  15. Giuseppe Cofano Says:

    Se la scomunica è diretta a coloro che sono reputati fuori del Cristianesimo, perché non ne rispettano le norme morali, e se il Cristianesimo non ha né dottrina né norme morali, come si può scomunicare qualcuno?🙂

  16. Giulio Mozzi Says:

    Ma non esiste, che si scomunichi qualcuno perché non “rispetta” le “norme morali” del cristianesimo!

    La scomunica (qui evocata, lo ricordo, in un titolo sgrammaticato e iperbolico) ha semmai tutt’altre ragioni.

    Che tutti i bipedi implumi dotati di 32 (circa) denti siano persone umane, non è una faccenda etica. Non è richiesto il “rispetto” di nessuna fantomatica “norma morale”, per essere bipedi implumi dotati di 32 (circa) denti e quindi persone umane. Quindi riconoscere o non riconoscere l’umanità dei bipedi implumi dotati di 32 (circa) denti non dipende da un giudizio morale. Così come non è una faccenda morale decidere che la terra gira attorno al sole o viceversa.

  17. marino magliani Says:

    Giulio, ma cosa intendi per questi qui? Cioè chi sarebbe a rischio scomunica, una comunità? Allora la domanda è: oltreché a un essere bipede ecc. la scomunica può essere interessare un Comune, una comunità che comprende una popolazione bipede, con ditte dipendenti che fissano cartelli?

  18. Giuseppe Cofano Says:

    Non sono convinto. “Che tutti i bipedi implumi dotati di 32 (circa) denti siano persone umane” è una verità ontologica, va bene. Per questo motivo vanno trattati “con umanità”, ma questa conseguenza mi sembra meno ovvia. Cosa significhi trattare qualcuno con umanità è invece questione che rientra nel campo della morale.

    Se poi era una provocazione, come avevo inteso prima di leggere i commenti, puoi far finta che non ho scritto nulla.🙂

  19. Giulio Mozzi Says:

    “Questi qui”, Marino: quelli che hanno deciso di mettere quel cartello.

    Giuseppe: sì, ma la logica razzistica non dice che ci sono persone umane che non vanno trattate con umanità; dice che ci sono bipedi implumi dotati di 32 (circa) denti che non sono persone umane. Da cui consegue, eccetera.

  20. marino magliani Says:

    la scomunica, per quanto ne sappia io, riguarda una sola persona, e in quel caso il bipede ecc che ha deciso, e poiché si tratta di un cartello messo lì con l’approvazione di un Comune non si può scomunicare un consiglio comunale. Per il resto, chi non è a rischio scomunica scagli la prima pietra, si diceva qui sopra? Basterebbe aver diffuso (in un blog?) idee comuniste altrui.
    Tu Giulio dicevi Ottima idea. Bisogna fare una startup per lanciare un’app: tutto quello che devi sapere per essere un vero occidentale di profonda tradizione cristiana. Aggiungerei, anzi, direi io che devi sapere per non essere a rischio scomunica.

  21. Giulio Mozzi Says:

    Non un intero consiglio comunale, ma la sola maggioranza (se la cosa è passata in consiglio comunale).

    A me, Marino, puoi immaginare quanto m’importi far scomunicare la gente: zero. L’articoletto è iperbolico fin dal titolo.

    La cosa che non mi va giù è che esiste (mi pare) una sorta di tolleranza (all’interno della chiesa, dico) per cose come queste. Forse in virtù del fatto che (e pensa quanto orribile è la cosa) “in fondo sono dei nostri”. Il guaio è che questi “non sono dei nostri”.

    Credo che la chiesa dovrebbe, come si dice oggi, difendere il suo brand.

    Che poi significa, tra le altre cose: riconoscere di essere minoranza. Di essere il sale della terra e non l’intera terra. Di avere una vocazione cattolica, cioè universale, e non una realtà cattolica.

    E se si riconosce di essere minoranza, finisce tutta ‘sta storia delle tradizioni (profonde, se del caso), delle radici, dell’occidente assimilato al cristianesimo (che peraltro è mediorientale di nascita), e compagnia cantante.

  22. marino magliani Says:

    Naturalmente era iperbolico anche il mio commento, Giulio. E tolto l’inghippo della pena medicinale della scomunica non posso che essere d’accordo con te, anche se sta proprio lí, forse, in quella parola che non descrive più nulla, sorpossata dalla storia e dalla realtà, la fragilità íngessata delle istituzioni eclesiastiche. E cioè nel non essere capaci a rinnovarsi, a tracciare un solco. La Chiesa non riuscirà mai a sanare i suoi conflitti, almeno una parte di essa, già che sono sicuro che una parte è d’accordo con te. È la storia che si ripete? Non abbiamo imparato nulla? Non direi, solo durante la guerra civile spagnola, scrittori cattolici (come te) come Bernanos e Mauriac hanno dovuto combattere il Vaticano per ben altre cose. E così come tra gli intellettuali c’erano i Claudel e i Mauriac`, tra i preti c’erano i franchisti e padre Antonio di Sostiene Pereira.

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