E adesso che la scuola è cominciata, che cosa (e come) volete far scrivere ai vostri studenti?

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di giuliomozzi

La scuola è definitivamente cominciata (da un pezzo, direte; e vabbè, anch’io ci ho i miei tempi di reazione), e quindi la domanda per gli insegnanti è: che progetti di scrittura avete, quest’anno, per le vostre ragazze e i vostri ragazzi? Se avete voglia di descriverli, o anche solo di accennarli, qui nei commenti: grazie. Se poi qualcuno volesse dilungarsi un po’ di più, e mandarmi dei veri propri articoli, ricordo che l’indirizzo è giuliomozzi@gmail.com, e che la faccenda m’interessa assai.

Nel frattempo, ricordo due progetti di scrittura inventati da Amedeo Savoia e da me, e sperimentati con un gran bel gruppo d’insegnanti, ai tempi della nostra collaborazione con l’Iprase di Trento. Li trovate raccontati per filo e per segno qui: Il diario di tutti e Il reportage fotografico a parole.

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7 Risposte to “E adesso che la scuola è cominciata, che cosa (e come) volete far scrivere ai vostri studenti?”

  1. Elianda Says:

    Nell’auditorium del centro San Gaetano, lo scrittore Magris ha incontrato gli studenti del liceo artistico “A. Modigliani” di Padova. Momenti di intensa emozione. Il Danubio, saggio del 1986, si è trasformato nella creatività degli studenti in 170 bottiglie che attraversano i confini tra generazioni. E tutto diventa vivo, unico e sovrapersonale grazie alla poesia e alla capacità di trasformare in oggetti i capitoli di un libro per molti di loro incomprensibile.

  2. acabarra59 Says:

    “ Martedì 3 agosto 2004 – Quando dalla signora appena conosciuta – una conoscenza « di scoglio » – vengo a sapere che quella certa mia collega di lavoro è « una Leopardi », io naturalmente penso al grande sfortunato poeta di Recanati. Ma poi mi accorgo che la signora di cui sopra, dicendo « è una Leopardi », pensava soprattutto alla famiglia, infatti poi ha parlato dei palazzi che questi Leopardi hanno di qua e di là – d’altra parte anche lei, mi spiegano, è di una grossa famiglia di queste parti, che, in quanto a palazzi, terreni, etc., non scherza. Il fatto mi sembra, tutto sommato, piuttosto proustiano. Proustianamente evito di stupirmi, pensando che, dopotutto, anche il povero Giacomo, sapeva perfettamente che, forse, non sarebbe mai stato Leopardi se non fosse stato, comunque, « un Leopardi ». (C’è anche da dire che la signora si occupa di restauro dei monumenti, ha fatto il liceo artistico etc. etc.) (C’è anche da dire che ha l’aria allegra, segno che il ciel l’aiuta) “ [*]
    [*] Lsds / 569

  3. deborahdonato Says:

    Proprio ieri, ho presentato un progetto intitolato “La bottega delle fiabe” per gli alunni della prima media. Si rifletterà sulla struttura delle fiabe, sul loro linguaggio e poi di inizierà a lavorare sulla descrizione dei personaggi fantastici, sulla creazione degli antagonisti, sul valore della ripetizione di forme ed espressioni nel lessico della fiaba. La mia idea è creare insieme agli alunni un e-book e un audio-libro, che tenga conto anche di alcuni ragazzi dislessici, che potrebbero in tal modo “scrivere” attraverso la voce o le raffigurazioni.

  4. Maria Luisa Mozzi Says:

    Ho bisogno di aiuto: non riesco a mettere a lavorare bene una terza media sul testo argomentativo (troppo difficili per la classe possibili teorie, troppo scarsi intuito e capacità imitativa dei ragazzi).
    Attendo fiduciosa.

  5. marisasalabelle Says:

    Maria Luisa, quando insegnavo nel biennio, che è poco più di una terza media, facevo lavorare i miei alunni sul testo argomentativo proponendo semplici esercizi tipo: quali argomenti useresti per convincere i tuoi genitori a comprarti il motorino – a mandarti a cena in pizzeria coi tuoi amici – a farti tornare da scuola a piedi anziché venirti a prendere – e piccole cose del genere. Di solito gli argomenti saltano fuori, le prime volte si possono raccogliere le idee di tutti usando il brainstorming, in modo che chi ha più idee stimoli chi ne ha meno… Un altro esercizio interessante è trovare un argomento, ugualmente semplice e attinente alla vita quotidiana dei ragazzi, su cui devono trovare argomenti “pro” e “contro”. Alle tematiche più impegnative e astratte ci si arriverà in seguito.

  6. Maria Luisa Mozzi Says:

    Grazie. Quello che mi riesce difficile insegnare è la stesura del testo (e quindi l’organizzazione, la strutturazione, gli elementi di connessione) dopo avere trovato ed evetualmente elencato le argomentazioni a favore e contro l’opinione che si intende sostenere. Dalla elencazione alla costruzione del testo il passo sembra troppo difficile (lo è, difficile) per i miei ragazzi.

  7. marisasalabelle Says:

    Sì, l’articolazione degli argomenti in un testo coerente è difficile. Conviene lavorare sui connettivi, fare molti esempi, far riflettere su testi argomentativi già svolti per mettere in evidenza il modo in cui sono stati legati insieme i vari punti… Poi, c’è da dire che alcuni imparano, altri no.O perché hanno mezzi intellettuali modesti, o perché le loro basi linguistiche sono fragili, o perché non sono realmente interessati a imparare. Molti ragazzi non ci mettono passione, e nessuna cosa si impara senza un po’ di passione.

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