“Quello che verrà”, di Michela Fregona, 4

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Leggi il quarto capitolo di Quello che verrà di Michela Fregona

Leggi il quarto capitolo di Quello che verrà di Michela Fregona

[Continua la pubblicazione del romanzo di Michela Fregona Quello che verrà. Ogni lunedì un capitolo. Immagini a cura di Albergo Bogo]. [Vai al capitolo precedente].

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo…

Mi guarda. Si ferma. Ha uno dei suoi attacchi di mal di testa, ma è voluta venire lo stesso al Ctp. Spinge il libro dall’altra parte del tavolo, verso di me (un libro che non è suo, ma in prestito da una amica, sul quale non ci si può scrivere neanche un appunto).
«Non so da che parte prendere».
Stende la pagina con la mano, tutto il palmo aperto, a distanza; la guarda senza vederla. È il suo gesto di resa. Poi riprova a leggere:

…la qual null’altro allegra arbor né fiore…

Quando ha il mal di testa, la pelle le diventa trasparente, e gli occhi si infossano.
«No. Questa non ce la faccio proprio a capirla».
Non è stata una grande mattinata, a scuola.
Aicha spinge indietro la lacrima grassa e bollente che si affaccia dall’occhio destro. Vince l’orgoglio. Almeno per il momento.
Già si era alzata che stava male (le capita sempre più spesso, ultimamente). Il viaggio in corriera e il pezzo a piedi un supplizio. L’ingresso in classe nell’indifferenza consueta. Poi la prof con i compiti.
Cinque secco nel tema di italiano. E pazienza per il voto. Il peggio, come al solito, è stata la cerimonia di consegna.

Continua a leggere il quarto capitolo del romanzo di Michela Fregona Quello che verrà.

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4 Risposte to ““Quello che verrà”, di Michela Fregona, 4”

  1. maria rosa Says:

    Ogni capitolo che leggo è una vera rivelazione. Non per quello che racconti, ma per come lo racconti. I personaggi sono vividi e palpitanti e sembra di poterli vedere e toccare. E anche parlarci. La tua scrittura è così attuale ma equilibrata, voglio dire senza quelle espressioni fuori dalle righe che vanno tanto di moda nelle scritture giovaniti. E’ fresca e classica nello stesso tempo. Non saprei definirla meglio. Brava, Michela. Il tuo è un bellissimo libro. Ma perchè mai non ha trovato un editore?

  2. Michela Fregona Says:

    Maria Rosa, grazie! Quando ho cominciato a scrivere del Ctp, ormai parecchi anni fa, l’ho fatto pensando che c’era troppa vita, troppo futuro, troppa epica in quelle aule per tacerne: mezzo milione di persone, a occhio (un buon occhio) torna a scuola “da grande” in Italia. E si imbarca in una avventura, e in uno sforzo davvero grandi. Eppure, di tutto questo mondo – che assomiglia tantissimo a quello che potrebbe essere la nostra società di domani, perché ne è il laboratorio – non c’è praticamente traccia. Storie di gente normale che decide: uno scarto, una seconda chance, una sfida. Gente che cambia, o che perde (che si perde). Non so se troverà, tutto questo, un editore (epica, nei tempi che stiamo correndo, non è forse una parola a cui un editore possa credere facilmente). So, però, che, grazie al supporto di Giulio e di Vibrisse, sta trovando dei lettori: e, dunque, esiste. Di questo ne sono, davvero, felice!

  3. donatella Says:

    Ecco Michela, la bellezza delle tue pagine sta proprio nella tua capacità di aver donato, con una raffinata lingua letteraria, a queste persone normali, troppo spesso invisibili,la dignità e l’umanità che rende epiche le loro storie. Credo sia questo il dovere della letteratura. Sarò tra le prime ad acquistare in libreria il tuo libro! Le cose belle, prima o poi, vengono sempre valorizzate.

  4. Mery Carol Says:

    Anch’io sono convinta che un editore illuminato c’è e presto pubblicherà questo straordinario racconto di vite ordinarie e nobili.
    Brava Michela!

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