Cronaca

by

di giuliomozzi

poi disse, abbiamo un nato
che è nato morto, che non può morire
che è nato e morirà, da subito
che è nato disse, e poi diceva: è morto

che fu per pochi istanti ancora vivo
e poi morì, come si muore è morto
e disse, che era vivo che era morto
in un momento, lo teneva in braccio

portata via, gridava è vivo è vivo
gridava, è da sedare, la sedate
nessuno si poteva, questo disse, immaginare

che alle altre, ancora disse,
non devono sentire, la portate
via, quella donna, poveretta

Tutte le cronache.

3 Risposte to “Cronaca”

  1. maria rosa Says:

    Le anafore accentuano la drammaticità dell’evento. E’ come un altorilevo con lo sfondo oscurato dove le immagini dinamiche evocano senza descrivere.
    Mi sembra una tecnica efficace.

  2. Giulio Mozzi Says:

    E’ una tecnica?

  3. maria rosa Says:

    Perchè no? Forse potrebbe essere una scelta per creare immagini ed effetti evocativi forti. Anche la scelta dei tempi verbali mi sembra concorrere alla creazione di queste immagini: “fu per pochi istanti …e poi morì”; “che era vivo …lo teneva in braccio…gridava è vivo è vivo gridava”.., passato remoto vs imperfetto ( perfettivo/imperfettivo) per creare la dicotomia tra morte/vita dove il perfettivo indica l’ineluttabilità e quindi la constatazione effettiva della morte, l’imperfettivo l’ostinazione della madre che vuole pensare il figlioletto ancora vivo. Ovviamente questa èla mia letturapersonale del sonetto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...