Semplici strumenti

by

di giuliomozzi

Corsi di scrittura creativa

Il bando 2015-2016

Scrissi il mio primo racconto con una Lettera 32 Olivetti. Lo scrissi tutto filato, senza tanti problemi, perché in realtà era una lettera; lo scrissi, lo imbustai e lo spedii (tenendomi la copia carbone: facevo sempre la copia carbone delle lettere, a quei tempi).

Scrissi il mio secondo racconto, molto più lungo del primo, con la stessa macchina. La scrittura fu una faccenda laboriosa, continuavo a smontare e rimontare il testo, a correggerlo e ricorreggerlo. Usavo forbici e colla, ritagliavo pezzi di testo e li incollavo altrove. Il racconto diventò una lunga striscia di carta. Alla fine, per farlo vedere all’editore (perché avevo scritto solo due racconti, ma avevo già un editore), non ebbi la forza morale di ricopiarlo in bella: lo tagliai in porzioni lunghe ciascuna circa 29 centimetri, e andai a fotocopiarlo. A quell’epoca le fotocopie si facevano su una carta speciale, grigina, puzzolente, sgradevolissima da toccare.

Mi comperai un personal computer Olidata, credo un Olidata 486. Aveva due feritoie per i dischi: una per i floppy e una per i minidisc. Sullo schermo i caratteri apparivano in color senape. Il tavolo sul quale scrivevo era appoggiato al muro. Dentro al muro correvano i tubi dell’acqua. Se qualcuno, al piano di sopra, apriva il rubinetto, il mio schermo tremolava. Magia dei campi elettrostatici.

Ricopiai i primi due racconti e cominciai a scrivere il terzo. Usavo WordStar. Scrivere era diventato incredibilmente più facile. Alcune cose, però, continuavo a scriverle con la Lettera 32.
Quando l’Olidata 486 morì (fu una cosa improvvisa) mi adattai a un Amstrad 2000. Ma non mi piaceva. Era comodo, funzionava benissimo, niente da dire, ma non mi piaceva. Fu il mio primo pc con un modem.

Comperai un pc portatile. Era grigio metalizzato e lo amai così poco che non me ne ricordo la marca e il nome. Poi comperai da Fabio, di seconda mano, un Hp meravigliso: con una tastiera comodissima e spaziosa (grazie all’assenza del tastierino numerico, per me inutile) e uno schermo che da qualunque angolatura tu lo guardassi restituiva i colori e la luminosità giusti. Anni dopo, in aeroporto, mentre partivo per la Cina, mi cadde a terra. La cassa s’incrinò. Continuò a funzionare perfettamente. Lo abbandonai solo quando la sua potenza diventò insufficiente. Funziona ancora, lo uso come archivio.

Infine, il Samsung R530 sul quale sto scrivendo in questo momento. Tra tante macchine che mi sembravano tutte uguali, lo scelsi perché era rosso. Gli sono molto affezionato e spero che lavoreremo ancora a lungo insieme.

Ma ci sono ancora alcune cose che scrivo con la Lettera 32.

4 Risposte to “Semplici strumenti”

  1. Firstime In Boston Says:

    io ho avuto un 286, ma le prime volte che scrissi fu con un 486 che ho ancora.. mai avuto samsung, ora ho un imac e un hp (portatile) però se mi chiedessero “quale stato il tuo pc preferito?” direi un fujitsu-siemens che ha davvero fatto il suo lavoro, sia per lavoro sia per studio sia per intrattenimento..

    non sono mai riuscito a scrivere con la macchina da scrivere, ma mi affascina l’idea, non so, voi che riuscite (nel senso che lo fate ancora con cognizione di causa) conservata un aurea quasi mistica..

  2. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 21 maggio 1999 – E, a proposito di Valentina, a proposito di macchine da scrivere, mi ritorna in mente quella che aveva comprato il babbo, trent’anni fa: una Olivetti Valentina rossa. « Ma perché, il tuo babbo scriveva? » No, ma gli piaceva « La macchina da scrivere? » No, il rosso. “ [*]
    [*] Lsds / 542

  3. dm Says:

    (Ci ho scritto un romanzo di cinquecento pagine con una Olivetti – la Lettera 35 – ed è stato come l’anno che ho trascorso qui in montagna, il primo anno, appena arrivato, che ho trascorso senza un’automobile, che mi facevo dieci chilometri per far la spesa, anche con la neve, ed era bello, un po’ perché mi ero appena trasferito, un po’ perché ogni misura minima spaziale era guadagnata con grande fatica e c’è del bello anche in questo…
    Mi sembra che anche lo strumento contribuisca a fare la voce, e mi sembra che a cambiare strumento cambi anche un poco la voce. Come c’è differenza tra cantare sotto la doccia, nella camera da letto, dentro una cattedrale o all’aria aperta (per non parlare della voce al microfono) e anche questi sono strumenti).

  4. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 7 marzo 2007 – « La situazione è esotica, ma non è seria », pensò Alberto Magneti Marelli quando venne a sapere del rapimento in Afghanistan dell’inviato di Repubblica. Si rendeva benissimo conto di essere uno che, al massimo, era andato a Tangeri: trent’anni fa, con il treno, con una Olivetti Lettera 32 e i libri di Gadda nella borsa. I doganieri non ci volevano credere: che fosse un laureando – in ritardo – e non un agente segreto, una spia. E tuttavia, pensava, viaggiare è anche bello. Finché riesce, perché può anche non riuscire più. Forse per viaggiare bisogna che qualcuno ti dica di farlo, bisogna farsi mandare, bisogna essere « inviati ». Come una cartolina, come una lettera. Come un messaggio – persino come un messaggino. Bisogna credere nello spazio: che ci sia qualcosa – una donna, un caro amico, una città -, che è « lontano », che va avvicinato, raggiunto, afferrato: con tutti i sensi. Bisogna credere nel movimento, nel moto: a luogo, da luogo. Bisogna volere « andare via », distaccarsi, separarsi: da qualcosa, da qualcuno, da se stessi. Bisogna, soprattutto, volere tornare. Si va via, a pensarci bene, solo per quello: per fare ciao con la manina, per salutare, per telefonare, per scrivere cartoline: a chi è restato – perché c’è chi è restato. Ma se non c’è? se non c’è più?, si domandava il povero Alberto, sprofondando nella tristezza. (Comunque, anche trent’anni fa, i ragazzini che gli correvano dietro gridando « Riva! Rivera! Domengini [sic]! Corso! » erano la perfetta dimostrazione che la cosa che si esporta meglio non è la democrazia ma il calcio) “ [*]
    [*] Lsds / 543

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...