Ultimi libri letti

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di giuliomozzi

Lionel Trilling, La letteratura e le idee, Einaudi 1962, pp. 288. Noiosetto al punto giusto, datato, molto interessante e istruttivo.

Ludovico Leporeo, Leporeambi, a cura di Valter Boggione, R.E.S. 1993. Un delirio (ma non è che non lo sapessi prima).

Salvador Elizondo, Farabeuf o La cronaca di un istante, tr. di Enrico Cicogna, Feltrinelli 1965, pp. 180. Interessante senz’altro (ah: è un romanzo). Non ho ancora deciso se mi pare bello o no. Probabilmente sì.

Stefano Ercolino, Il romanzo massimalista, Bompiani 2015, pp. 290. Istruttivo.

Horst Bredekamp, Immagini che ci guardano. Teoria dell’atto iconico, a c. di Federico Vercellone, Raffaello Cortina 2015, pp. 382 (di cui 110 sono di note e bibliografia; illustrazioni praticamente a ogni pagina). Sì, ho imparato tante cose, ma… Probabilmente non ho capito bene.

Anthony Bourdain, Kitchen Confidential. Avventure gastronomiche a New York, tr. di Carla Lavelli, Fausto Vitaliano, Cecilia Veronese, Feltrinelli 2005, pp. 296 (tascabile). Se fossi un appassionato (come l’amico che me l’ha regalato) credo che lo troverei splendido e interessantissimo. Poiché non sono tanto appassionato, l’ho trovato solo splendido.

Carlo Calcaterra, Il parnaso in rivolta. Barocco e antibarocco nella poesia italiana, prefazione di Ezio Raimondi, il Mulino 1961. Sempre interessante, ma – temo – aveva ragione Benedetto Croce.

29 Risposte to “Ultimi libri letti”

  1. Roberto Galofaro Says:

    Kitchen Confidential memorabile, letto quasi dieci anni fa. Ancora ogni tanto mi torna in mente e penso che mi piacerebbe fare il ghost writer per l’autobiografia di uno chef. Anzi, mi candido se qualcuno è interessato.

  2. acabarra59 Says:

    ” Martedì 30 giugno 1998 – Il saggio di Lorenza Maranini su Flaubert (Il ‘48 nella struttura della Éducation sentimentale, 1963) c’è o no il diritto di leggerlo? Per essere, ci sarebbe, ma non c’è il tempo. (Tanto meno ce n’è per leggere lo scritto di Sainte Beuve su Madame Bovary, o il fondamentale libro di Thibaudet (1935). C’è il diritto ma non c’è il tempo. È come per i soldi. Si fa quel che si può. Si legge come si può) ” [*]
    [*] Lsds / 522

  3. Cristian Says:

    ultimo libro letto Virgina Woolf Gita al faro: formidabile il II cap, Il trascorrere del tempo, scompaiono le persone, solo il tempo, il luogo, quando mai c’è una storia senza i personaggi? L’informale della letteratura?

  4. acabarra59 Says:

    “ 25 ottobre 1987 – Questo diario: una specie di action writing? “ [*]
    [*] Lsds / 523

  5. ire Says:

    L’amore ai tempi del colera di Marquez.

  6. enrico ernst Says:

    Giulio, volevo ringraziarti per avermi fatto conoscere, con un post di “letture” passato, Annie Ernaux: molto importante! E infatti sto leggendo “L’onta”. Dopo aver letto “Il posto”. Poi “Aves and C.” (Sellerio) del portoghese Eca de Queiròs. Mi pare notevole…

  7. dm Says:

    Non è un libro sommerso, e l’autore è abbastanza noto. Però mi sento di consigliare la lettura de L’amore degli adulti, di Claudio Piersanti, nell’edizione ampliata del ’98 (Feltrinelli) o successive se ce ne sono. L’ho letto qualche settimana fa e mi ha fatto veramente bene.

  8. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 9 settembre 2015 – L’altro giorno, mentre, guidando la mia potente Suzuki Alto – è l’auto dal prezzo più basso che ho potuto permettermi -, guidavo su una di quelle stradicciuole che costellano la zona squisitamente agreste in cui trascorro le mie vacanze, ho sentito alla radio un tizio che leggeva qualcosa. Mi ci è voluto poco a capire che si trattava di Cristo si è fermato a Eboli. Il recitattore ce la metteva tutta, anche troppa, direi, a dare « colore » al testo di Carlo Levi. Ne risultava un’« espressività » ridondante, soprattutto in certi passi che, immaginavo, l’autore aveva voluto avessero la piana evidenza del resoconto, delle « cose viste », come del resto si addice al libro – quasi un diario – di uno che è stato costretto a fare esperienza di qualcosa che prima non conosceva etc. Comunque, a me quella « lettura » non piaceva per niente. Come del resto non mi piacciono quasi mai quelle degli attori. Il bello di un libro, pensavo, è che sta zitto. Il ché non vuol dire che non abbia una voce, ma questa voce è una voce in un senso un po’ diverso da quello che si intende comunemente. Non è nemmeno la nostra voce, la voce di noi che, silenziosamente, leggiamo. È una voce mentale, una voce « ideale »: la voce con cui, indoviniamo, quello che ha scritto vorrebbe che fossero dette le sue parole. Una voce che non è nemmeno la sua, lui magari ha una brutta voce, magari, se ce l’aveva bella, faceva l’attore etc. Magari non scriveva nemmeno, ma andava alla radio, o sulla pubblica piazza, o telefonava etc. La voce di un libro, pensavo, è una voce così strana che quasi non si sente. Che per sentirla ci vuole, come si dice, orecchio. Come se fosse una musica etc. Comunque quando poi ha letto quel passo dove si parla del capitano dei carabinieri che se la faceva con la levatrice del paese, io ho pensato subito a Pane, amore e fantasia. Del resto, si sa, se c’è una cosa che il cinema sa fare è buttarla sul ridere etc. “ [*]
    [*] Lsds / 524

  9. maria Says:

    @acabarra

    Come è vero quello che ha scritto.L’interferenza del recitattore la paragonerei a quella della guida quando contempli un quadro in una mostra d’arte.

  10. Pensieri Oziosi Says:

    Acabarra, mi sembra di ricordare che Giulio ti abbia già fatto notare che “il ché” va senza accento…

  11. acabarra59 Says:

    “ 12 luglio 1994 – « Venerdì, li 18 aprile – Balzai dal letto con idea di por mano a certe ottave da gran tempo ruminate, feci quattro versi cattivi, e con sommo stento. Non posso ancora all’atto pratico porre in esecuzione ciò ch’io ben so; ch’è cosa impossibile di comandare ai versi. M’addormentai sul quinto verso dell’ottava; e buon per me, ché se faceva pur questo verso, avrebbe addormentato il lettore. Il dopo pranzo parlai di belle lettere coll’abate Masino: la voglia mia d’imparare è somma; la ragione di questa voglia è la smisurata mia ambizione, che non vedendo altro campo da correre, tutta s’è gettata alle lettere: ed infatti non v’è il più onorifico. » (Vittorio Alfieri, Giornale, 1775) “ [*]
    [*] Lsds / 526

  12. giros Says:

    Ultimamente mi diverte più leggere libri brutti che quelli belli. C’è molta più scelta infatti. E’ un po’ difficile trovarli, perchè come è noto nessuna recensione dice mai che un libro è brutto. E ci mancherebbe. Chi recensisce di solito è ammanigliato con editori e affini: se dicesse la verità sai poi come lo massacrano ? Però c’è il passaparola per cui quando un libro è brutto lo si viene a sapere lo stesso. E poi a volte se il libro è proprio brutto, ma davvero brutto, non serve nemmeno comprarlo. Prima o poi qualcuno te lo regala.

  13. Andy Says:

    Kitchen Confidential rules!

    La descrizione della prima volta che assaggia l’ostrica e’ uno dei piu’ toccanti atti d’amore verso il cibo che abbia mai visto, letto o sentito.

  14. marisasalabelle Says:

    Come mai, Giulio, ogni volta che stili un elenco degli ultimi libri che hai letto, non ce n’è uno, dico uno, che abbia letto anch’io?😉

  15. Carla Says:

    Acabarra, quand’è che ti decidi ad aggiornare e/o rimuovere le tagliole dal tuo sito? ; )

  16. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 10 settembre 2015 – Ieri sera, andando a letto, accingendomi a leggere un Simenon trovato per caso – un Simenon « funziona » sempre, prima di prendere sonno -, ho pensato che leggere richiede una certa dose di stupidità. « Fesso chi legge »: sì, per leggere bisogna essere un po’ fessi. Per affidarsi alle parole, come se dalle parole potesse venire qualcosa di importante, di decisivo, di miracoloso. Come se nelle parole ci fosse una specie di grazia, una strada per la salvezza. Come se leggerle fosse un modo di vincere il male, un modo di guarire da quello che ci tormenta. Come se le parole fossero un farmaco, una pozione magica. Crederlo è poco meno che un vizio. Come giocare al grattaevinci, sperando di vincere, almeno una volta. Perché, forse, una volta si è vinto, ma è stato tanto tempo fa, ce ne ricordiamo appena. (Poi vado su Repubblica.it e leggo che il papa ha citato Mina: « Parole parole parole / soltanto parole ». Mah. Boh. Chissà) “ [*] [**]
    [*] Lsds / 527
    [**] Cara Carla, se mi spieghi che cosa sono le “ tagliole “, io le aggiorno e/o rimuovo all’istante.

  17. Carla Says:

    Acabarra, riformulo:
    … ad aggiornare il sito (per leggerti) e/o rimuovere le tagliole (nel senso che quando clicco sul tuo link il sito si apre a stento, il browser “non risponde”, lo script si impalla, quasi una trappola insomma, ugh).

  18. dm Says:

    (È inutile, Carla. Ci ho provato anch’io a convincere acabarra a rendere il blog perlomeno funzionante. Gli ho anche offerto il mio aiuto. Ma a lui piace fare l’autore difficile.)

  19. acabarra59 Says:

    “ 21 luglio 1990 – « Che fosse proprio questa l’intenzione dell’autore? Allora la letteratura va scritta per essere letta oppure no? » (Dai giornali) “ [*] [**]
    [*] Lsds / 528
    [**] Cari Carla, Daniele etc., è tutto molto più semplice di quello che appare: io non sono “ difficile “, io, veramente, non ci capisco niente: di tagliole, di blog, di script, di browser etc. Io sono un vecchietto, e anche piuttosto pigro. Comunque, se qualcuno vuole spiegarmi quello che devo fare, io, giuro, lo farò. Grazie.

  20. dm Says:

    (Acabarra, nel tuo blog il testo è tutto archiviato dentro un unico articolo. E ci sono anche tonnellate di immagini, sempre nell’unico articolo e, per forza di cose, in un’unica pagina. Questa struttura ingorga il programma di navigazione e c’è poco da fare. Dunque. Dovresti suddividere il diario in più articoli, non per forza uno per ogni data in cui hai scritto, ma almeno in una trentina di articoli. In questo modo il testo verrà suddiviso anche in più pagine (perché in una pagina ci stanno, per come i blog di wordpress sono impostati da principio, 10 articoli. Si tratta di aprire la schermata in cui scrivi di solito per aggiornare il diario, prendere del testo e metterlo in un nuovo articolo e pubblicarlo subito, ancora e ancora seguendo l’ordine cronologico e via così, per una trentina di volte. Di norma gli articoli appaiono nei blog in ordine anticronologico, ma è possibile anche invertire l’ordine (nel caso tu volessi conservare l’ordinamento diaristico dei contenuti).
    Se le indicazioni non sono chiare puoi scrivermi. Vedo adesso che hai tolto il mio contatto dal tuo Facebook (devi essere proprio un tipo impossibile). Nel mio blog, cliccando sulle iniziali dm qui sopra, nella pagina dei contatti trovi il mio indirizzo di posta elettronica.)

  21. acabarra59 Says:

    Grazie, Daniele. Ci provo, ma non so se ci riesco.

  22. dm Says:

    Te l’ho detto, se vuoi ti aiuto.

  23. acabarra59 Says:

    “ 6 aprile 1994 – Non so perché quando ho letto sul muro del corridoio la modesta scritta: « Paolina è la più bella della biblioteca » mi sono sentito in dovere di scrivere anch’io: « E tu sei il più fesso ». Cattiveria gratuita che mi ha fruttato l’immediata replica: « E tu sei una testa di cazzo ». Al che potrei anche rispondere qualcosa di forte se volessi alimentare questa guerra nel puzzolente Parnaso di cui sopra. Invece ho pensato che fra scrittori è meglio volersi bene. “ [*]
    [*] Lsds / 529

  24. giros Says:

    A me il blog di acabarra59 piace così com’è, tutto condensato appunto. Secondo me basta che toglie le foto, sono quelle che pesano. Per il resto wordpress è furbo, ti carica anche una pagina che supera i mille kb. Sono poi i browser che non sanno fare il loro lavoro. Io consiglio Chrome e di seppellire Explorer.

  25. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 11 settembre 2015 – È buffo, proprio ieri c’era uno che ricordava Selezione dal Reader’s Digest e i “ libri condensati “. Succede anche questo, a parlare di libri. “ [*] [**]
    [*] Lsds / 530
    [*] Mah. Boh. Ci capisco pochissimo. Io uso già Chrome. Stamani comunque ho cominciato un nuovo “ articolo “ – Diario romano / 2 – a partire dalla data di oggi. Vediamo un po’ che succede…

  26. dm Says:

    (Giros, il suggerimento per acabarra non c’entra con l’estetica del blog. E della furbizia di WordPress forse non ci importa molto, se poi i visitatori hanno problemi collegandosi al blog. Dipende dai browser ma anche dalla potenza del computer e dall’incasinamento del sistema operativo.

    Acabarra, secondo me in questo modo la fruizione può solamente peggiorare. Il problema è il peso dell’articolo enorme. Se ce ne aggiungi un altro, senza modificare niente, la navigazione risulterà più complicata, nient’altro. (Finché non avrai raggiunto il limite degli articoli che stanno in una pagina – 10 nelle impostazioni predefinite – e allora l’articolone andrà in seconda pagina e chi si collegherà al blog visualizzerà i dieci articoli leggeri, e la slavina gli toccherà alla pagina successiva)).

  27. giros Says:

    Dm, e chi parlava di estetica ? Parlavo proprio di articoli condensati, come il latte, il latte condensato. Ottimo. Della furbizia di wordpress non “ci” importa … c’è qualcuno che scrive con te ? Ci è riferito a più di una persona se non erro … Stupendo il Reader’s DIgest, quasi un nome da digestivo ma era stupendo.

  28. dm Says:

    Giros, di solito se qualcuno usa il plurale in una conversazione con un’altra persona, la sta includendo nel discorso.
    Non vedo relazione tra il latte condensato e il blog di acabarra, ma credo non sia un problema.

  29. giros Says:

    Infatti non c’è relazione è giusto per dire. Quasi come il Reader’s Digest che anche quello mi sa che c’azzecca poco. Comunque mi sembra che acabarra ha anche detto che ha iniziato a scrivere un nuovo articolo per cui il problema credo sia risolto.
    Io cmq lo vedo abbastanza velocemente il suo blog, a volte dipende più dalla velocità di connessione che dal casino che c’è sul pc. Ma il browser fa il suo, anzi è il responsabile principale dei blog che non vengono letti.

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