“Scrittura creativa” in Wikipedia

by

di giuliomozzi

Con tutta la stima che ho (e ne ho parecchia) per Wikipedia, trovo che la voce dedicata alla scrittura creativa sia veramente di scarsa qualità. Allinea una quantità di luoghi comuni, alcuni ai limiti della scemenza (“La scrittura creativa nasce dall’applicazione della potenzialità creativa, presente in forme diverse in tutte le persone e che consente di elaborare soluzioni nuove, inedite ed originali nei vari contesti della vita, alla scrittura. Tale applicazione produce degli elaborati in cui sono presenti gli elementi tipici della creatività stessa intesi come: fantasia, invenzione, immaginazione, originalità. […] Nella scrittura creativa le emozioni e i sensi si combinano producendo storie che riescono a conquistare per la loro particolarità l’attenzione del lettore; la scrittura creativa collega il pensiero, le emozioni e le sensazioni (reali o immaginate) di chi scrive con quelli di chi legge attraverso un ponte empatico che ha come punto di partenza la fantasia, la capacità e l’ispirazione dello scrittore e come punto di arrivo l’immaginazione, l’interpretazione e la rielaborazione del lettore”), fornisce un elenco di scuole di scrittura italiane decisamente poco aggiornato (e qua e là un pochino pubblicitario), e alla fine mette giù una bibliografia che mi par delirante. Curioso poi come (ma questo avviene anche in pagine Wikipedia in altre lingue) la “scrittura creativa” venga identificata con l’ “insegnamento della scrittura creativa”.
Ovviamente mi viene voglia di metterci le mani; ma, in quanto parte in causa, penso che non sia il caso. Però, se qualcuno avesse suggerimenti
– su come articolare la voce,
– su cosa scrivere dentro ciascuna sezione,
– su come definire l’oggetto, ossia ‘sta benedetta scrittura creativa.
Il modello da seguire potrebbe essere quello della voce, che invece mi pare sostanzialmente accettabile, dedicata alla retorica (il mio personale approccio, detto al volo, sarebbe: che insegnare a comporre testi espositivi, argomentativi, narrativi, drammatici e poetici è esattamente ciò che la retorica è giunta a insegnare – non da subito, ma diciamo dal Cinquecento in poi – e che la moderna narratologia l’ha tratta in salvo dalla damnatio primonovecentesca).
Grazie.

19 Risposte to ““Scrittura creativa” in Wikipedia”

  1. helgaldo Says:

    Per completezza enciclopedica bisognerebbe creare anche la voce “scrittura non creativa”

  2. enrico ernst Says:

    Appunti e linee di approfondimento.
    Mi pare corretto identificare le lontane origini della c.d. scrittura creativa (proprio però nel segno della “pedagogia dell’argomentazione e del discorso”) nel rivoluzionario insegnamento dei sofisti – anche se la tematica della retorica, storicamente, mi pare legata maggiormente alla espressività orale legata alla giustizia, al potere, alla discrimazione concettuale (tribunale, agorà, Foro, simposio, Corte), piuttosto che scrittoria, connessa alla composizione artistica (interessantissimo al riguardo la posizione di Socrate/Platone contro la scrittura, come reificazione e alienazione del discorso, e per la epurazione dell’arte e della mitologia…).

    Venendo alla modernità (dal Cinquecento) forse i primi “manuali” di scrittura creativa sono piuttosto i manuali di composizione poetica (questo è solo un appunto, ma potrei sbagliare). Forse bisognerebbe parlare anche delle Accademie che nascono in tutta Italia.

    Non mi pare dubitabile però che la dicitura “scrittura creativa” venga mutuata dall’espressione anglosassone “creative writing”. Non ho ancora trovato una esauriente analisi storiografica sulla presenza della “scrittura creativa” in America, e (forse) nel mondo universitario (o più in genere scolastico) anglosassone.
    Nel “Giovane Holden”, Holden Caulfield (vado a memoria) viene invitato a raccontare oralmente di una gita (ecco l’interessante aggancio alla retorica)… il narratore compie una interessantissima riflessione sul valore della digressione… direi che siamo nel pieno di una moderna analisi, e dibattito, intorno alla scrittura creativa…
    In effetti, non si può parlare di scrittura creativa senza parlare:

    1) delle riflessioni e delle esperienze delle avanguardie storiche (surrealismo, per esempio, o dadaismo, che ipotizza una composizione letteraria esposta e “guidata” dal Caso, per esempio, o si pensi anche ai “cadaveri squisiti”). In questa categoria metterei forse anche alcune proposte “beatnik” (Kerouac, Burroughs)
    2) delle correnti direi in genere “strutturaliste”. E si pensi solamente alla morfologia della fiaba di Propp, e alla semiologia e narratologia di marca francese.
    3) ad alcune proposte più “recenti” che prendendo ora dalle avanguardie storiche ora dallo strutturalismo, indicano vie originali: farei i nomi di Gianni Rodari (strutturalismo), da una parte, e di Nathalie Goldberg dall’altra (surrealismo, beatnik).

    Mi pare che, in America, un impulso alla riflessione sulla struttura della narrazione l’abbia data la “industria del cinema”, affamata di “standardizzare” un fenotipo di trama.

    Ovviamente, occorrerebbe capire quale insieme tenga insieme scritture “d’arte” così diverse, come: drammaturgia, poesia, narrativa (novella, romanzo), sceneggiatura. E in quale senso tale insieme si differenzi (e ovviamente anche s’intersechi) con altri insiemi della scrittura (giornalismo, saggistica in genere, pamphlettistica). Qui non riesco a far altro che riferirmi a riflessioni del periodo romantico, e dire che in sostanza la c.d. scrittura creativa entra in una relazione fruttuosa e positiva con l’immaginazione (o la fantasia), eleggendola a criterio e maestra. Si può dire anche così: le verità che dice (che esprime) la c.d. scrittura creativa non sono – necessariamente e nella maggioranza dei casi – importanti per la loro dimensione referenziale (forse fanno eccezione delle oprere come “Gomorra”). Si poteva telefonare a Salinger, ma non a Holden…

  3. enrico ernst Says:

    Piccola aggiunta: la scrittura memorialistica (il cosiddetto “memoir”) e autobiografica ha una sua posizione, mi pare, originale e interessante, nel contesto più generale della scrittura creativa.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Helgaldo: e non ci hai mica torto.

    Enrico: mi pare più pratico non fare le distinzioni che fai nell’ultimo capoverso. Se non altro per non cacciare Machiavelli, Guicciardini, Galileo, Spallanzani, Croce eccetera dalle antologie di “letteratura”. E non tirerei in ballo la “verità”: non mi par cosa da Wikipedia.

  5. enrico ernst Says:

    Giulio: non toglierei no Machiavelli, Galilei ecc. dalle storie della letteratura, ma quando insegno scrittura creativa il più delle volte non chiedo di scrivere un pezzo di giornale, o un saggio.
    Diciamo che se lo faccio (in effetti può succedere) questo mi serve “ad altro” che non propriamente a formare un giornalista o un filosofo o un politologo (in effetti – stavo pensando – considerare Galilei nel contesto della filosofia e della storia della scienza, è diverso che considerarlo come un “artista della scrittura”, non è vero? qual è lo specifico, dunque, dei diversi “livelli” ammesso che ci sia? Mi viene in mente una meravigliosa analisi di Calvino di un testo di Leonardo sulla balena, nelle “Lezioni americane”).
    Quindi la distinzione (pur “becera”) tra scritture di immaginazione e “referenziali” mi sembra vada mantenuta, con opportuni distinguo. Perché ancora, da docente, farò scrivere poesie e racconti “d’immaginazione” piuttosto che resoconti giornalistici o saggi di divulgazione scientifica…
    Penso che questo aspetto conti.
    Sulla/e verità, accolgo l’obiezione. Ce lo diciamo solo tra di noi.

  6. acabarra59 Says:

    “ 25 agosto 1988 – Tutto il frantismo teorico approdato nella retorica protestataria dei media. Avec les mauvaises sentiments: si fanno i soldi. Il belpaese brutto ma ricco. Sfascismo. Giornalismo. “ [*]
    [*] Lsds / 505

  7. Monica Bauletti Says:

    Wikipedia scrive di se: “Wikipedia è un’enciclopedia online, collaborativa e gratuita. Disponibile in oltre 280 lingue, affronta sia gli argomenti tipici delle enciclopedie tradizionali sia quelli presenti in almanacchi, dizionari geografici e pubblicazioni specialistiche.

    Wikipedia è liberamente modificabile: chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove. Ogni contenuto è pubblicato sotto licenza Creative Commons CC BY-SA e può pertanto essere copiato e riutilizzato adottando la medesima licenza.” Credo sia auspicabile per chi la consulta sperare che siano proprio persone esperte e “parti in causa” a “metterci le mani” così da poter avere sempre dati aggioranti e notizie il più competenti possibili. Pertanto io invito il sig. Mozzi a metterci ben bene le mani senza remore e discrezioni.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Monica: sono parte in causa. Ho aperto però una discussione in Wikipedia.

    Enrico: la retorica nasce come teoria e tecnica del discorso argomentativo e persuasivo. Se tu vuoi ridurre l’insegnamento della “scrittura creativa” ai meri testi di finzione, espelli un bel po’ di tradizione.

    E poi io non capisco perché i romanzi dovrebbero essere composti e scritti bene, mentre a es. i manuali di diritto potrebbero tranquillamente essere composti e scritti male.

    Il casino è questo. Finché non si distingue tra la pretesa d’arte e la tecnica, si fa solo casino.

  9. enrico ernst Says:

    Velocemente e per capire Giulio. Dalla tua “bottega” (che considero un momento importante dell’insegnamento della scrittura creativa, in Italia, oggi, e penso che Wiki possa giovarsi dell’informazione) escono romanzi e saggi/manuali SENZA DIFFERENZA?
    Se è così, non ho capito nulla.
    Che poi un professionista della scrittura (creativa/letteraria) come te possa avere da dire delle cose importanti anche a saggisti (o giornalisti) sullo scrivere bene, sull’articolazione del discorso ecc. non ho dubbi. Ma il punto è il “contratto formativo”. No?
    Cioè va a fare un laboratorio di creative writing uno che vuole scrivere un romanzo (o poesie, o novella, o drammaturgia) o uno che vuole scrivere un manuale, o indifferentemente e l’uno e l’altro?

  10. acabarra59 Says:

    “ 11 gennaio 1989 – Le forme del diario, in «Quaderni di retorica e poetica», 2, 1985. “ [*]
    [*] Lsds / 506

  11. Nicola Talanta Says:

    Io sono d’accordo con Monica; soprattutto non capisco il discorso del “sono parte in causa”. La forza di wikipedia non è che le parti in causa non possono dire la loro, ma che possono farlo tutti. Un macellaio può tranquillamente correggere la voce “salsiccia” e ci mancherebbe altro, anzi: chi meglio di lui. Se poi si fa prendere la mano fino a scrivere che le sue sono più buone, ci pensiamo noi, a rettificare: stia tranquillo. E’ per esempio nota la presa di posizione di Eco (famoso fan di wikipedia) che ha personalmente rettificato alcuni passaggi della voce che lo riguardava. E ha fatto benissimo, perché non avrebbe dovuto? Prima la sua voce conteneva inesattezze e falsità, e dopo no. Non vedo perché, Giulio, non dovresti cedere all’impulso di aggiustare quella voce. Le voci di wikipedia devono essere essenzialmente enciclopediche, ovvero: sintetiche (che non vuol dire brevi) e pertinenti (prive di divagazioni). Il resto verrà eventualmente e serenamente segnalato come inopportuno. Che problema c’è?

  12. Giulio Mozzi Says:

    Enrico: nella Bottega di narrazione ho quasi solo persone che vogliono scrivere un’ “opera letteraria” (a volte con forte componente memorialistica). D’altra parte, il bando e tutto il resto sono rivolti a quello. Nella Bottega in corso ci sono: una persona che sta scrivendo un manuale, almeno tre persone che stanno lavorando su storie non di finzione.

    Ma ti assicuro che quando ho insegnato a futuri architetti e urbanisti o a venditrici telefoniche; a giovani economisti interessati allo storytelling (che brutta parola, ahimè!) o a futuri addetti stampa; a dipendenti delle aziende di promozione turistica del Trentino o a psicoanalisti junghiani – non ho fatto cose molto diverse.

    Peraltro: un conto è la specializzazione di un insegnante; un conto è che cosa sia la disciplina.

  13. Gianni Says:

    Sicuri che quello di cui state parlando non sia proprio la retorica? Forse usiamo impropriamente una definizione americana (scrittura creativa) per definire la retorica (e quindi forse ha ragione Wikipedia a definire in quel modo la scrittura creativa). La butto lì da profano di questa problematica.
    Un altro spunto (sempre da profano): l’aggettivo ‘creativa’ non dovrebbe limitare il campo alla scrittura di immaginazione?

  14. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 23 aprile 1998 – « Dall’ampia fenomenologia testuale offerta dai diari sei e settecenteschi. a cominciare dai modelli inglesi di Pepys e Boswell, risulta spesso esserci, nei diari, una nascosta tendenza a farsi narrazione: c’è il diarista che sceglie, al di fuori di sé, negli avvenimenti, una linea di svolgimento oggettiva, e funge da testimone di una vicenda storica significativa, nelle cose e negli uomini; c’è il diarista che sceglie dentro di sé, nella propria vita, spesso intuitivamente e felicemente, l’attuarsi di una trama segreta, di un destino; c’è il diarista che, sentendosi in possesso di una chiave interpretativa del mondo, seleziona, commenta, usa il filtro della memoria, riapplica giorno dopo giorno lo stesso schema narrativo, giunge ad adattare alle esigenze narrative del diario le su stesse azioni nella vita. » (Remo Ceserani, I diari nel racconto fantastico e realistico dell’Ottocento, in Le forme del diario, «Quaderni di retorica e poetica», 2, 1985) “ [*]
    [*] Lsds / 507

  15. acabarra59 Says:

    Sì, c’ho provato

  16. Giulio Mozzi Says:

    Dovevi solo mettere i segni “minore di” e “maggiore di” al posto delle quadre. Ho provveduto io.

  17. Giulio Mozzi Says:

    Gianni: sì, secondo me si tratta proprio di retorica (allargata; sì, parecchio, se si vuole). La voce di Wikipedia ignora la tradizione della retorica.

  18. enrico ernst Says:

    … grazie Giulio, molto interessante questa “apertura” ad allievi che “eccedono” il finzionale e/o il memorialistico. Mi pare una novità tutta da esplorare… osservo con attenzione…

  19. enrico ernst Says:

    @ Gianni. Per me è esattamente così. Il termine “creativo” rimanda alla dimensione dell’immaginazione (che ovviamente non può che nutrirsi di esperienza e “realtà”), della scrittura d’arte… rimanda a una tradizione di scrittura letteraria strictu senso, da Omero a Mozzi… la retorica per me, è uno degli elementi legati alla pedagogia della “cosa”, un po’ meno alla “cosa”. Velocemente: mi interessa più la Poetica di Aristotele che non la sua Retorica. E mi interessa più la Medea di Euripide che non la Poetica di Aristotele, per i miei fini. Ma secondo me la pluralità dei tragitti dice della ricchezza del percorso…

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