“Tutto ciò che io devo fare, è stare lì. Esserci. Io sono quello che ci crede, che pensa che tutto questo abbia senso”

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8 Risposte to ““Tutto ciò che io devo fare, è stare lì. Esserci. Io sono quello che ci crede, che pensa che tutto questo abbia senso””

  1. turi totore Says:

    bello. molto.
    che è forse il motivo per cui nessuno lo ha ammazzato veramente.

  2. maria Says:

    La precedente è la miglior risposta che possa esserci,

  3. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 19 agosto 2015 – E se il padrone fosse uno che non parla? O parla troppo. O parla male? Don Milani addio? “ [*]
    [*] Lsds / 495

  4. paolaboggi Says:

    Lacrime buone.

  5. enrico ernst Says:

    hai dato voce a sentimenti che condivido, che vedo in me, e l’hai fatto con una tale limpidezza (non senza una punta di malinconia, di lago) da lasciarmi anche profondamente sorpreso… in particolare i passaggi sul “dono” risuonano a lungo, distinti… il tema di “amici e amiche con il dono”, torna come un refrain variato nella tua ultima “invenzione” sul Mozzi/Buddha (ucciso o da uccidere) e dà una screziatura di completezza a quel progetto, o quantomeno lo inquadra da un altro punto di vista, e in effetti risulta persino – giù da qualche parte – un discorso privato e pubblico sulla “amicizia” (nei suoi rapporti con altri tipi di relazione, come quella tra maestro e allievo) – oltre che sulla “morte” (dunque qual è il filo che tiene avvinti amicizia e morte? C’è qualcosa che tocca – senza nominarlo – il tema del “sacrificio”, o forse meglio della “dedizione”?)… la trama si fa via via più articolata, romanzesca per così dire…

  6. giros Says:

    Bello. Mi lascia perplesso solo il fatto che ognuno ha una, due al massimo tre storie da raccontare. Io penso siano molte di più. Mi piace credere che ogni attimo, ogni istante, sia una storia che vive di vita propria. Le storie vanno in giro da sole, incredibilmente vero. Ma sono tante, molte più di quanto a volte non riusciamo a immaginare. Sono la nostra anima in fin dei conti che è fatta, per l’appunto, di storie.

  7. acabarra59 Says:

    ” Giovedì 19 agosto 2015 – C’è stato un tempo in cui mi piacevano le lingue straniere. Ma da tanto tempo non mi interessano più. Da quando ho capito che l’importante è sapere le lingue nostrane. Cfr. quel diario che dice: « 26 luglio 1994 – Anche se non lo scrive, ognuno di noi ha un diario, da qualche parte. Se quel giorno di marzo avevo le guance troppo rosse, e non era per il freddo, qualcuno l’avrà notato. Se lei stamani si è alzata i capelli sulla nuca, sorridendo beata, l’ho notato io (nello specchietto retrovisore). O quella volta per esempio che sul cartello che indicava la casa di campagna dove ero andato a stare scrissi “ fellow me “, invece di “ follow “, e mi fu fatto notare, ma non è che non sapessi l’inglese, è che andavo pazzo per l’amicizia. Niente va veramente perduto, neanche quello che si vorrebbe, ammesso che lo si voglia. In un certo senso il mondo è un grande diario, dove tutti scrivono qualcosa, giorno dopo giorno, anno dopo anno, per sempre. Si può stare tranquilli. ». (A proposito di “ amicizia “) ” [*] [**]
    [*] Lsds / 496
    [**] E ora mi faccio una bella cileccata, come quella che ha appena fatto la tu’ sorella, caro Giulio.

  8. acabarra59 Says:

    Cilecca

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