Ultime letture

by

di giuliomozzi

Annie Ernaux, Gli anni, tr. Lorenzo Flabbi, L’orma 2015. Molto bello. Nient’altro da dire se non: leggételo, vi prego.

Annie Vivanti, I Divoratori, Società anonima editoriale dott. R. Quintieri, Milano 1920, settima edizione, pp. 404. Romanzo appassionante. (Ce n’è una recente edizione Sellerio, ma mi pare esaurita; il testo completo, non so quanto accurato, è qui).

Sandro Veronesi, Non dirlo. Il Vangelo di Marco, Bompiani 2015, pp. 242. Piacevole da leggere, tutto sommato; ma non ho capito bene a che cosa serva.

Lawrence Durrell, Clea, tr. Fausta Cialente, Einaudi 1983. Con questo romanzo si conclude il Quartetto di Alessandria. Molto bello, molto elegante, molto istruttivo, e un po’ noiosetto. Un’opera di quelle indispensabili, come la Ricerca del tempo perduto o Giuseppe e i suoi fratelli? Non so. Però da leggere.

Claudio Damiani, Ode al Monte Soratte, con nove disegni di Giuseppe Salvatori, fuorilinea 2015, pp. 65. “Cara poesia, se tu vuoi venire vieni, / se non vuoi venire non vieni, / fa’ come se fossi a casa tua, / con me devi fare così”: ecco, la sensazione che ho leggendo Claudio Damiani (al quale rubai . col suo permesso – un emistichio, nel lontano 1992, per farne il titolo del mio primo libro di racconti apparso l’anno dopo) è proprio questa, ovvero che la poesia dalle sue parti stia di casa, stia come a cas sua. Per il resto, c’è una bella recensione di Chiara De Luca, che ha il solo difetto di essere forse più lunga del piccolo libro recensito.

Luigi Matt, Forme della narrativa italiana di oggi, Aracne 2014, pp. 272. “Una panoramica della narrativa italiana recentissima, sulla base di una lettura formale di centouno opere uscite tra il 2012 e il 2013. […] Ne emerge un panorama molto differenziato, che smentisce i giudizi sommari pronunciati da troppi critici” (dalla quarta di copertina, per una volta perfettamente descrittiva dell’opera). Un buon libro, assai utile (almeno a me). Copertina tremenda.

Marina Spunta, Voicing the Word. Writing Orality in Contemporary Italian Fiction, Oxford/Bern, Peter Lang 2004, pp. 358. Accademico al punto giusto. Capitoli dedicati a Gianni Celati, Francesca Duranti, Antonio Tabucchi, Erri De Luca, Alessandro Baricco, Rossana Campo, Silvia Ballestra, Aldo Nove e altri. Molto interessante (almeno per me).

Alessandra Bava (a c. di), Nuova antologia di poesia americana, Ensemble 2015, pp. 187. Comperato sulla spinta di una recensione vagamente positiva; non mi ha interessato gran che. Pessima la veste editoriale.

Frank Herbert, Gli occhi di Heisenberg, tr. Roberta Rambelli, Mondadori, Urania, 2015. Bruttissimo (siamo lontani, è il caso di dirlo, anni luce da Dune – opera che molto amo e che è stata importante nella mia formazione).

Tag: , , , , , , , , , , ,

26 Risposte to “Ultime letture”

  1. manu Says:

    Giulio,
    anch’io sto terminando la lettura di Sandro Veronesi, Non dirlo. Il Vangelo di Marco. Posso chiedere in che senso ti chiedi ‘a che cosa serva’?

  2. acabarra59 Says:

    “ Sabato 8 agosto 2015 – Partendo per la Grecia, il mio quasi-nipotino mi ha lasciato, su mia espressa richiesta, un libro da leggere. Il libro è Le avventure di Huckleberry Finn, e, avendolo io già letto un mezzo secolo fa, si tratterà per me di una rilettura. Il ché va benissimo: a me piace molto ri-leggere, rinnovare i piaceri già provati leggendo un libro, provarne, come succede, di nuovi. Perché un libro non lo si è mai veramente finito di leggere etc. Così comincio, ma quello che mi colpisce non è il testo di Mark Twain, ma ciò che leggo nella nota bio-bibliografica, ed esattamente i titoli di alcune opere dello scrittore statunitense. I titoli sono: Il principe e il povero, Un americano alla corte di re Artù, Gli innocenti all’estero. Il punto è che almeno i primi due io sono certissimo di averli letti, dico mezzo secolo fa, nel tempo della mia infanzia beatamente letterata. Il punto, anzi la spina, è che non mi ricordo niente. Il fatto è che, questo lo ricordo benissimo, a un certo punto, tutto è stato spazzato via, tutta la mia infanzia, tutti i miei libri. Come se non avessi letto niente, come se non fossi stato io a leggerli etc. Come se io non fossi mai stato. È finito tutto, ed è cominciato qualcosa di assolutamente altro. Ho, in un momento, dimenticato tutto. Poi, ricordarsi è divenuto difficile, quasi impossibile. E lo è ancora. Né credo che bastino un paio di titoli, né una lettura ripetuta a distanza di tanti anni – mentre lo leggo, mi accorgo che Huckleberry Finn non mi piace nemmeno tanto – a ritrovare la memoria perduta. Deve trattarsi di qualcos’altro. Ma cosa? “ [*]
    [*] Lsds / 480

  3. Simona Scravaglieri Says:

    Sempre interessante sbirciare fra le tue letture e scoprire qualche libro che conosco o che voglio leggere. In questo caso Dune e Gli anni, sono due titoli che ho e che leggerò…😉 buon 16 e buona giornata!

  4. Giulio Mozzi Says:

    Mah, manu: lo scopo del libretto (anzi: dell’orazione, della quale il libretto è la versione scritta) sembra essere: mostrare che il Vangelo di Marco è un’opera narrativamente interessante e pregevole; e suggerire quindi che leggerlo come un’opera narrativamente interessante e pregevole può far accadere nella lettura qualcosa di nuovo. Che cosa, non l’ho capito. Che il Vangelo di Marco sia un’opera narrativamente interessante e pregevole, dirò, lo sapevo già; e lo sapeva già l’intera tradizione occidentale – credo. I tentativi di “modernizzazione” (a es. l’insistito – almeno tre volte, a memoria – paragone con Quentin Tarantino) mi sembrano inerti. E allora, mi domando, a che cosa serve questa cosa? Se servirà a far leggere il Vangelo di Marco come opera narrativamente interessante e pregevole, ben venga. Ma – così a naso – ne dubito. A me sembra sostanzialmente una parafrasi con qualche raro guizzo, destinata a sostituire la lettura dell’originale (così come – e il paragone non è sulla qualità, perché il lavoro di Veronesi mi pare dignitoso – i bignami sostituiscono la lettura delle opere complete).L’impostazione generale – leggere il Vangelo di Marco come opera destinata ai romani, ovvero a un pubblico di non israeliti e non credenti, diversamente dagli altri tre Vangeli – è ovvia e già ampiamente praticata. Uno sforzo si poteva fare forse (ma magari è proprio questo che Veronesi fa in teatro, dove immagino che all’orazione segua una conversazione) nell’identificare i “romani” con i lettori d’oggi, più scristianizzati che – come usa dire – postcristiani.

    Detto questo, ben vengano i lavori divulgativi. E ben vengano i tentativi di prendere in mano i testi biblici o neotestamentari e proporli con cordialità al lettore attuale.

    Sono riuscito a spiegarmi?

  5. Giulio Mozzi Says:

    Acabarra! “Il che”, senz’accento (sta per “la qual cosa”, non per “perché”). (E il Che non centra niente, eh!).

  6. maria Says:

    Mi ha fatto piacere sentir fare il nome di Claudio Damiani.Ho un suo libro intitolato “Eroi”. Perfetta la valutazione.E’ un poco triste.Nel periodo in cui lo lessi(2003)le sue parole mi accarezzavano l’anima sofferente.Sono pronta per la nuova lettura proposta.

  7. acabarra59 Says:

    “ Domenica 16 agosto 2015 – Posso aver fallato. “ [*]
    [*] Lsds / 481

  8. Maria Luisa Mozzi Says:

    Ho riletto Gente di Dublino, perchè qualcuno qui in Vibrisse (non ricordo chi e sono troppo pigra per cercare) nei commenti lo aveva definito opera giovanile, non matura, o qualcosa del genere. A me non pareva, non pare.

  9. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 18 maggio 1998 – « È ineffabile gioia per noi, schiavi di doveri a ore fisse […], il poterci dire: “ Adesso, a un’ora qualunque, andremo a un cinematografo qualunque e vedremo uno spettacolo qualunque… “ Che riposo per i nostri nervi, questa blanda indeterminatezza […], questo equanime affidamento al caso! Qualcuno ci dice, per esempio, che al Modern si dà una grandiosa cinematografia dell’Amleto. E ci avviamo al Modern. Arrivando si trova che lo spettacolo è cambiato e che si dà Charlot pasticciere. Si entra lo stesso. (Forse si affretta anche un pochino il passo!). Una volta seduti, col volto atteggiato alle risa, si assiste all’annegamento di una bambina, all’improvvisa alienazione mentale di una donna, e a un duplice funerale. Si chiede al vicino: “ Scusi, questo… sarebbe Charlot pasticciere? “ “ No, no. Charlot pasticciere si darà domani “ “ Ah, allora è l’Amleto? “ “ No, l’Amleto si è dato ieri. Questo è Madre snaturata “ “ Ah!… grazie tante “. E si sta a vedere Madre snaturata. Seduti nella sala del cinematografo, troviamo il riposo intellettuale completo… » (Annie Vivanti, Laude del cinematografo, 1929, in Zingaresca, 1940, in Guido Fink, La letteratura in 101 anni di cinema, in «Antologia Viesseux», 8/9, 1997) “ [*]
    [*] Lsds / 482

  10. manu Says:

    si ti sei spiegato giulio, grazie

  11. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 7 giugno 1999 – « “ Tu lo tieni un diario? “, mi chiede. Io, sprezzante: “ No “. » (Lawrence Durrell, Il libro nero, 1938) “ [*]
    [*] Lsds / 485

  12. RobySan Says:

    Dopo tanti anni senza Busi ho letto “E baci” e “Vacche amiche (autobiografia non autorizzata)”. Che posso dirne? Che preferisco ricordarlo da vivo. Busi, dico.

    Letto “Nessuno accendeva le lampade”, raccolta di racconti brevi di Felisberto Hernandez pubblicato da laNuovafrontiera. Leggetelo, leggetelo, leggetelo. E poi cercate “Le ortensie”. Così, per continuare il piacere.

    Riletto “La vita è sogno” di Calderón (edizione Garzanti, i grandi libri). Qualche fatica nell’andar dietro alla traduzione (quasi quasi si fatica meno a leggere il testo spagnolo a fronte), ma il gioco vale la candela.

    Riletto “Il fido maestro sostituto”, di Adorno ed. Einaudi PBE, dopo tanti anni. Non sono più così d’accordo con quell’uomo e le sue idee sulla musica. Anzi, alle volte mi fa proprio venire i nervi. Sarà la traduzione?

    Adesso vado in cerca delle edizioni rivedute del Partigiano Johnny (intendo “Il libro di Johnny”,a cura di Gabriele Pedullà, Einaudi) and then I’ll tell you qualche cosa.

  13. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 23 dicembre 1998 – Stamani, dopo il solito risveglio precoce – un po’ meno precoce del solito, va detto -, ho avuto la grazia di prendere sonno di nuovo e, come spesso mi capita in questi casi, ho fatto un sogno. Come spesso mi capita – prima mi capitava più spesso – il sogno era un sogno d’amore, un sogno erotico, molto erotico, perfettamente, realisticamente indecente. Dunque io stavo sul letto con una giovane donna con la quale era piuttosto impossibile, cioè sconsigliato, o addirittura vietato che capitasse qualcosa di troppo intimo – una specie di figlia, una specie di incesto -, e lo sapevamo benissimo tutti e due, e ciononostante eravamo molto affettuosi l’uno con l’altra, ci scambiavamo delicate carezze, ci offrivamo le labbra per qualche prudente bacio, stavamo bene, non avevamo fretta, restavamo lì distesi, nonostante che intorno capitassero molte cose – gente che andava e veniva, gatti, un’altra donna, anche certi operai, alla fine -, come lasciando che le cose prendessero la piega che volevano prendere, ma questo neanche lo pensavamo, era solo che stare lì abbracciati, toccandoci, carezzandoci, baciandoci era così piacevole che nessuno dei due faceva niente per farlo finire. Così le cose sono andate avanti, per quella piega che è facile immaginare, ma come descrivendo una morbida, ampia curva emotiva, senza frenate, senza sbandate, un largo, dolce movimento non rettilineo, ma felicemente rotondo – la felicità del circolo, mi viene di dire. Ricordo perfettamente i particolari, tutti felicemente realistici: come ci succhiavamo la lingua, morbida e dura e insospettatamente lunga, come le sfioravo i capezzoli che davano segno di esserne assai soddisfatti, come lei mi ha messo una mano fra le gambe, profondamente, fino ad afferrarmi le natiche… Tutto avveniva pian piano, una cosa per volta, di perfetto, comune accordo, in un crescendo lentissimo, che, lo sapevamo anche senza dircelo, nessuno dei due avrebbe mai interrotto. Non si sarebbe dovuto fare, ma noi lo facevamo: in perfetta innocenza, nell’incolpevolezza del piacere assoluto, dell’armonia – sì, era una specie di musica quella che stavamo eseguendo – che giustifica tutto. Poi, senza arrivare a una conclusione, la cosa è finita, cioè mi sono svegliato. Mi sono svegliato bene come mi sveglio sempre quando – purtroppo ormai di rado – sogno. Perché sognare, almeno a me fa bene. Va detto che io sono un gran sognatore. Sogno benissimo, in splendidi colori, con tutti gli effetti possibili e immaginabili, speciali e non. Sogno sapori, calori, odori meravigliosi – sogno in tutti i sensi – anche prima di averli provati. È sempre stato così. Ricordo di aver sognato nell’infanzia la dolcezza della bocca di una donna, molto prima di averne baciata qualcuna, e quando poi l’ho baciata era proprio così come l’avevo sognata. Sogno così bene che vorrei che chi non ci crede potesse sognare con me almeno una volta, così si convincerebbe. Sogno così bene che qualche volta mi chiedo se non possa bastare, dico sognare: a provare piacere, a essere felici, ad amare le donne, a fare quello che non si può ma è così bello che è inevitabile farlo. (« La vita è sogno », diceva sempre il babbo, che forse aveva letto Calderón de la Barca. « Il sogno è vita », vorrei dirgli io, che so che non è possibile, ma che qualche volta ancora lo sogno) “ [*]
    [*] Lsds / 486

  14. Giulio Mozzi Says:

    Italo Calvino (apocrifo): “La vita è segno”.

  15. monicawinters Says:

    se facessi una tag (non so come si chiama in italiano) potrebbe, chi vuole, come me, più facilmente (si può anche senza), trovare tutti gli elenchi delle ultime letture…

  16. Giulio Mozzi Says:

    Clicca qui, Monica. (La parola più usata in italiano è: etichetta).

  17. GiuseppeC Says:

    Le mie da amazon, il primo caetaceo gli altri per kindle:

    Poems of the Decade: An Anthology of the Forward Books of Poetry

    The Best American Poetry 2014 (English Edition)

    Walking Home (English Edition) di Simon Armitage

    Future Cities: 42 Insights and Interviews with Influencers, Startups, Investors (English Edition) di Stefano L Tresca

  18. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 17 agosto 2015 – « Il primo caetaceo ». Moby Dick, I suppose. “ [*]
    [*] Lsds / 487

  19. Stefano Says:

    Giuseppe Cornacchia hai appena vinto una fila di drink a Londra. Onorato della citazione.

    “Future Cities” mi sta dando belle soddisfazioni.

    Cheers
    Stefano Tresca

  20. RobySan Says:

    “Ognuno sogna i sogni che si merita.”[*]
    “I sogni: lavoro nero, ma non pagato, della ragione.”

    [Gesualdo Bufalino]

    [*]: povero me.

  21. Cristian Says:

    Ecco tre ultime letture che non sono costate neanche lo sforzo di arrivare a una pubblica biblioteca: libri trovati in uno scaffale bookcrossing in un centro commerciale, tutti interessanti:

    Ida Magli, Gesù di Nazaret, Bur,1982 (Gesù fa piazza pulita del sacro sempre commisto al potere)

    Martin Buber, Le parole di un incontro, Città Nuova, 2000: cento brevi/issimi pensieri : Ogni vita reale è un incontro; divento io nel tu; diventando io dico tu … Un pensiero che condivido totalmente: credo proprio che non possa esistere io senza tu che non c’è soggetto se non c’è relazione

    Cassola, La visita, Rizzoli, 1989. I più antichi racconti di Cassola con una dichiarazione di poetica premessa ( la bellezza di un quadro è l’immobilità del personaggio … partendo da visioni ferme io volli raccontare la vita di quei personaggi … animare una stampa …) Il racconto più bello Il Cacciatore (stesso titolo del romanzo) meglio i racconti campagnoli e non autobiografici- Qualcuno tanto breve e minimalista da risultare enigmatico.

  22. acabarra59 Says:

    “ 19 giugno 1994 – « Il parmigiano Johnny ». Giuro che ho letto così. (In libreria, stamani) “ [*]
    [*] Lsds / 488

  23. monicawinters Says:

    Annie, con la i, Ernaux

  24. Giulio Mozzi Says:

    Grazie. Correggo.

  25. Marco B Says:

    Mi ha incuriosito Annie Vivanti, I Divoratori, e sono corso a leggerlo. Decisamente una bella lettura, seppur con tutti i suoi fronzoli datati. Non conoscevo l’esistenza della Vivanti e anche dare una sbirciata alla sua vita è stato interessante.
    Grazie Giulio.

  26. dm Says:

    Io pure scopro “I divoratori”, se non altro perché si può prelevare a gratis. L’inizio mi pare bello, e dunque formatto il testo decentemente (quegli a capo gratuiti… ma come mai gli ebook gratuiti li farciscono con gli a capo invece dei rientri…mah, capirò mai) e me lo stampo.
    (Grazie).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...