A Matteo Renzi / Proposta in dieci punti per riformare lo stato della letteratura in Italia #labuonaletteratura

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Matteo Renzi

Matteo Renzi

di giuliomozzi

[In Italia “si pubblicano troppi libri”, si dice. Non è questo il problema, secondo me. Il problema è che in Italia ci sono troppe pretese scrittrici, troppi pretesi scrittori. Un’adeguata regolamentazione della categoria potrebbe restituire al settore quel dinamismo che già conobbe nel sedicesimo secolo. Le mie, ovviamente, sono solo delle proposte di massima. gm]

1. Il titolo di “scrittrice” o “scrittore” può essere legalmente attribuito esclusivamente a chi, prima dell’emanazione del presente editto, abbia pubblicato opere letterarie presso un editore appartenente a un gruppo editoriale di rilevanza nazionale.

2. I gruppi editoriali di rilevanza nazionale sono:
– Mondazzoli,
– B&D Holding di Marco Drago & C.,
– Eataly,
– Albatros/Il filo.

3. Chiunque, prima dell’emanazione del presente editto, abbia pubblicato una qualunque opera presso un qualunque editore, può accedere alla sanatoria letteraria. Per accedere alla sanatoria letteraria è necessario versare alla Siae un obolo di 201,36 euro per ciascun titolo pubblicato. Dopo il versamento la Siae rilascerà un certificato attestante l’avvenuto pagamento e l’acquisito diritto a ricevere l’appellativo di “scrittrice” o “scrittore”

5. Chiunque, prima dell’emanazione del presente editto, abbia pubblicato una qualunque opera, anche di ridotte dimensioni (singole poesie, singoli racconti) presso blog, e-zine, eccetera, anche autoprodotte, può accedere alla sanatoria letteraria con la formula d’emergenza. Per accedere alla sanatoria letteraria con la formula d’emergenza è necessario versare alla Siae un obolo di 328,54 euro. Dopo il versamento la Siae rilascerà un certificato attestante l’avvenuto pagamento e l’acquisito diritto a ricevere l’appellativo di “scrittrice emergente” o “scrittore emergente“.

6. La Siae provvederà ad accantonare i versamenti, detratte le mere spese di gestione amministrativa (fissate al 97%), in un apposito Fondo per la promozione della letteratura.

7. Potranno accedere al finanziamento di progetti da parte del Fondo per la promozione della letteratura:
– il Salone del libro di Torino,
– la Scuola Holden di Torino,
– chiunque altro, se avanzerà qualcosa, purché di Torino.

8. Le scrittrici e gli scrittori emergenti certificati potranno, esibendo il loro certificato, ottenere:
– uno sconto di 10 euro presso Eataly (utilizzabile una sola volta),
– uno sconto di 5 euro presso il Salone del libro di Torino (utilizzabile una sola volta all’anno, non nei fine settimana),
– nessuno sconto presso Albatros/Il filo.

9. Potranno beneficiare di sconti per l’acquisto di libri (purché di scrittrici o scrittori certificati):
– gli insegnanti delle scuole private parificate (sconto al 15%),
– i dipendenti di Eataly con contratto a tempo indeterminato (sconto al 20%),
– gli Assessori alla cultura di centri abitati con almeno 499 residenti (sconto al 5%).
Lo sconto avviene con la formula del rimborso contro lettura: all’acquisto il libro si paga a prezzo intero; dopo la lettura, in un’apposita sezione del sito della Siae, si dovrà rispondere a un semplice questionario sul libro, in modo da attestare l’effettiva lettura; entro il 31 dicembre dell’anno solare seguente a quello in cui il questionario è stato compilato la Siae provvederà, fino all’esaurimento delle risorse disponibili, a inviare via Pec dei buoni d’acquisto di importo corrispondente allo sconto dovuto. I buoni saranno spendibili entro 180 giorni presso:
– Trenitalia,
– Museo degli Uffizi,
– Eataly.

10. I premi letterari italiani vengono unificati in un unico premio, denominato Reader’s Premium, con sede a Firenze. Il Reader’s Premium prevederà le seguenti categorie di concorso:
– opera pubblicata,
– opera non pubblicata,
– opera rifiutata da più di 23 editori,
– opera autopubblicata,
– opera pubblicata da Albatros/Il filo,
– opera.
Per ciascuna categoria potranno votare tutti i cittadini italiani. La gestione delle votazioni online è affidata alla Casaleggio & Associati.

Vedi anche: Luca Zaia, per una letteratura a chilometri zero.

14 Risposte to “A Matteo Renzi / Proposta in dieci punti per riformare lo stato della letteratura in Italia #labuonaletteratura”

  1. Elianto Says:

    Già ridevo, ma il punto 7 mi ha fatto venire il convulso. 😂

  2. acabarra59 Says:

    “ 4 settembre 1984 – C’era una volta la letteratura e la storia della letteratura e la morte della letteratura e la resurrezione della letteratura e la buona letteratura e la cattiva letteratura. C’era. “. [*]
    [*] Lsds / 458

  3. Giulio Mozzi Says:

    Acabarra: una volta c’era. Poi Cera Grey. Oggi Grey.

  4. Massimiliano Boni Says:

    Finalmente un pò di chiarezza! Contro tutti i gufi che predicono la crisi della letteratura. C’è solo un rischio. Che il destinatario, leggendolo, creda sia stato scritto sul serio

  5. marisasalabelle Says:

    Mi sembra ottimo! Sottoscrivo ogni punto. Matteo è grande.

  6. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 6 ottobre 1998 – Apro «Nuovi Argomenti» (1/2, 1998). È la nuova serie edita da Mondadori. Apro e leggo: « Non provarci con una lacca qualsiasi » – è la pubblicità del Pantène. « Ceralacca? » Soprattutto cera « Cera nel senso di c’era? » Sì, una volta. Once upon a time… “ [*]
    [*] Lsds / 459

  7. Ma.Ma. Says:

    Divertente, è divertente (e a tratti pure un po’ triste). Ma quello che mi ha davvero meravigliata è la mia ignoranza: dei quattro “gruppi editoriali” citati, conoscevo l’esistenza solo di due (ca.). Non sapevo della holding di Baricco con Feltrinelli e nemmeno del gruppo che controlla la DeAgostini… E pensare che credevo di essere più o meno aggiornata sulla situazione.

  8. Terry Passanisi Says:

    “È un bel presidente del Consiglio!” (Semicit.)

  9. Suni Says:

    Torino caput mundi!

  10. giros Says:

    No, la gestione delle votazioni on-line alla Casaleggio&Associati assolutamente no … Si rischia di votare per una cosa e poi i conteggi li fanno per un’altra

  11. giorgio linguaglossa Says:

    propongo DI ABOLIRE QUALSIASI FINANZIAMENTO PUBBLICO, DIRETTO O INDIRETTO ALLE CASE EDITRICI ITALIANE

  12. Salvatore Says:

    Io sono di Torino e la tua mi sembra una proposta sensata, soprattutto il punto 7. Aggiungerei una postilla però: obbligare chiunque voglia aprire, fondare o istituire un qualsiasi corso di scrittura (narrazione, bottega, et similia) a scegliere come sede Torino, sotto il patronato della Holden ovviamente. Chiunque abbia fondato un corso (bottega, ecc.) prima dell’emanazione del presente editto può mantenerlo aperto, purché sposti la sede a Torino. Inoltre obbligherei le case editrici a spostare le loro sedi a Torino, e gli scrittori a nascere sì, ma solo a Torino. Potresti, gentilmente, integrare queste idee nel tuo testo?

  13. Cristina Venneri Says:

    Io, la prendo sul serio.

  14. Luca Paoli Says:

    A mio avviso non ci trovo niente di sarcastico o di grottesco: la ritengo un’ottima proposta, capace di selezionare i soggetti e le opere meritevoli, oltre a consentire di sfoltire quella marmaglia scribacchina che ingolfa la vita culturale del Paese. Al limite, se proprio si vuole migliorarla, la proposta dovrebbe contenere pure le pene detentive per i recidivi o i riottosi. A questo punto basta che qualcuno insegni a leggere a Renzi e che qualcun altro gli spieghi cos’è un libro. Superato questo scoglio, penso che la strada sia in discesa…

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