Ho letto e ho pianto

by

di giuliomozzi

romolo_bugaro_effetto_dominoEffetto domino di Romolo Bugaro racconta una storia molto semplice. Un piccolo imprenditore immobiliare tenta l’affare della vita: la costruzione, in zona pedemontana, di una cittadella residenziale di lusso. A un certo punto la banca, per una valutazione puramente formale (e forse per beghe interne), gli blocca il credito. Lui va a rotoli. I suoi fornitori vanno a rotoli. I fornitori dei fornitori vanno a rotoli. Uno di loro si impicca. L’imprenditore si rivolge a un possibile partner: che gli dice di no. Ma un collaboratore dell’imprenditore lavora nell’ombra. Quando l’ultima possibilità è vendere tutto, è proprio il partner già indisponibile, pilotato proprio dal collaboratore ormai ex, a comperare al minor prezzo possibile. Alla fine la cittadella si costruisce, e rende ai compratori un sacco di soldi. La moglie dell’imprenditore – amata di un amore non romantico e solido – è portata via, in fretta, da un cancro: come se il destino volesse fare pulizia di tutto, proprio di tutto, senza lasciare niente. Il nostro uomo si trova spogliato e solo.

Io sono uno che legge col corpo e vi dico: ho letto, senza fermarmi mai; e ho pianto; e ho provato compassione per tutti. Questo romanzo di Bugaro è ancora più asciutto e concentrato dei precedenti. A tratti sfiora la nuda cronaca. Appaiono qua e là delle immagini – dei paesaggi, soprattutto – e la scrittura si eleva a un’intensità emotiva altissima.

Non so che altro dire. Magari qualche frase scontata, tipo: “Questo è un grande romanzo”. Sì, è un grande romanzo.

Romolo Bugaro, Effetto domino, Einaudi 2015, pp. 228, 19,50 euro.

Tag:

9 Risposte to “Ho letto e ho pianto”

  1. paolaboggi Says:

    E ora come si fa a non leggerlo!
    Grazie, perché quando un romanzo arriva così a toccare l’anima del lettore vi resta per sempre dentro, aggiungendo qualcosa, magari di indefinibile ed incerto, ma è per sempre!

  2. GiuseppeC Says:

    Sarebbe interessante chiedere a Bugaro quando è stato concepito (2009-11?), poi scritto e finito, quindi proposto ed inviato, accettato ed infine pubblicato (28 Apr 2015). Il tempo di filiera, cioè, l’elaborazione che lo ha sollevato dalla nuda cronaca degli instant book facendone un romanzo, per giunta notevole. Avendo scritto il mio modesto inedito in un solco affine, ho potuto farlo meno crudo perché il paesaggio di inizio 2015 appare meno compromesso e qualche luce c’è. Sarà interessante vedere quanto eventualmente impiegherà ad uscire e cosa troverà li’ fuori, visto che questi temibili assestamenti finanziari che ci portiamo dietro dal 2006-7 occorrono ormai a cadenza quasi annuale e ribaltano le prospettive di continuo, anche nel nostro piccolo / locale. Esce la Grecia? Esce il Regno Unito? Putin fa guerra vera in Ucraina? L’ISIS sfonda in Libia e ci sommerge di migranti? La letteratura ha tempi altri, ok. A me pare che questo romanzo funzioni anche perché e’ propriamente veneto, l’ultimo capitolo di una epopea popolare.

  3. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 8 aprile 2011 – « In Veneto non si sentono italiani », dice l’oboista di Rovigo che, come me, è nella sala d’attesa della Polizia Ferroviaria della Stazione Termini perché le hanno rubato non so che cosa. « A Roma si perde tempo », dice. E aggiunge: « Dicono che Roma ti dà tanto… ma io ho fatto bancarotta… ». Io annuisco e, alla domanda da dove vengo, rispondo: « Da Siena », al ché, naturalmente, lei si profonde in sperticate lodi della mia piccola famosa città. Dopodiché dovrei spiegarle che si perde tempo anche a Siena, che anche a Siena, nella città-banca, si può fare bancarotta, che io la feci etc. “ [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 372

  4. mabertoli Says:

    Mi hai convinto! Con tutto che l’unico romanzo che abbia letto di Romolo Bugaro, «La buona e brava gente della nazione», uscito ormai parecchi anni fa, non mi aveva persuaso.

  5. Francesco Borghesan Says:

    Sì un gran bel romanzo che mette in luce il vuoto esistenziale di un ambiente, quello economico, dove si cerca il successo, il denaro, l’avere contro l’essere, simulacri di una felicità che in realtà si trova altrove. Gli imprenditori , nascondendosi dietro alla giustificazione del “mi sono fatto da solo” appaiono capaci di qualsiasi nefandezza: cinici, spregiudicati, criminali disposti anche ad usare,rovinandoli, i propri figli. Anche il suicidio non provoca compassione ma solo umana pietas. Le banche totalmente auto riferite, i professionisti bambini mai cresciuti. Questo il quadro narrato da Bugaro con una prosa asciutta ma carica di appeal. Impareggiabile lo scrittore quando descrive i fighetti modaioli che fluttuano nel vuoto pneumatico passando da un locale ad un altro.

  6. enrico ernst Says:

    Ho letto “Bea vita” di Bugaro, Laterza, e subito ho avvertito che Romolo più di altri (per me, ad esempio, più di Siti) poteva raccontare il tempo “economico” che stiamo vivendo, senza “filosofizzarlo”, se posso esprimermi così… e se è arrivato a una maturità e profondità come ce la racconta Giulio, ne sono contentissimo, e leggerò il romanzo…

  7. Ludovico Says:

    la penso come Mabertoli, anchio trovai deludente(se non peggio) il libro di Bugaro di anni fa citato sopra “la buona e brava gente della nazione”

    Di questo ultimo,diciamo,la sinossi in alto non appare una novità ma qualche indizio di interesse lo lascia trasparire

    “Questo romanzo di Bugaro è ancora più asciutto e concentrato dei precedenti. A tratti sfiora la nuda cronaca. Appaiono qua e là delle immagini – dei paesaggi, soprattutto – e la scrittura si eleva a un’intensità emotiva altissima.”

    buna la 2a,la frase sul linguaggio,perchè invece di cose che ” A tratti sfiora la nuda cronaca” (vedi i tanti takk show sull argomento)ce ne sono anche troppe,ma la curiosità mi rimane

  8. Effetto domino, di Romolo Bugaro | Blog senza qualità Says:

    […] una voce isolata. Il libro ha avuto infatti una buona accoglienza critica, come si può leggere qui https://vibrisse.wordpress.com/2015/06/06/ho-letto-e-ho-pianto/, qui: http://www.lavoroculturale.org/effetto-domino-romolo-bugaro/ e qui: […]

  9. Dieci principii utili a scrivere una recensione che il lettore apprezzerà | vibrisse, bollettino Says:

    […] vede). L’opera in questione è il romanzo di Romolo Bugaro Effetto domino, e la recensione è qui. (Poi uno dice: “Vabbè, ma c’è il titolo…”; sì, ma i titoli – si […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...