Un minuto nella vita di Giulio Mozzi

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16 Risposte to “Un minuto nella vita di Giulio Mozzi”

  1. Ludovico Says:

    beh diciamo una versione nordestina dell on the road,ma su ferro, come piaceva a kerouac (cfr rotaie,essendo, sopra,un treno)

  2. Maria Teresa Blotti Says:

    Giulio, il tempo, per quanto relativo possa essere, è sempre una questione di velocità.

  3. RobySan Says:

    Un minuto così ne vale tre. Questo è un vivere con intensità! [*]

    “Nordestina” mi piace. E’ bello assai. L’adotto. Eppoi è aggettivo prolifico: nordestina, nordovestina, sudestina, sudovestina e inoltre: centrestina, centrovestina (questo, poi, è pure molteplice).

    [*]: non invidio a Giulio il suo quasi forzato pendolarismo.

  4. maria Says:

    Affascinata,soo andata col pensiero al panteismo,all’animismo(preciso la mia vaga conoscenza di queste filosofie).

  5. acabarra59 Says:

    “ 8 novembre 1990 – « S’il avait fait le voyage en Golf il ne pas eu grand chose à raconter ». Dietro il lunotto posteriore si vede un libro: Jack Kerouac, Sur la route. (Pubblicità Volkswagen su Lire) “ [*] [**]
    [*] Errata corrige
    [**] La s-formazione dello scrittore / 320

  6. dm Says:

    Nel minuto ho notato due, tre millisecondi di inquadratura piena dell’azzurro, senza intralci davanti.

  7. marcella Says:

    che minuto lungo.

  8. Stefano Trucco Says:

    Anni fa c’era un programma della tivù tedesca che davano alle 3-4 di mattina. Qualcosa come ‘Die Schonsten Bahnstrecken der Welt’ – i più bei tratti ferroviari del mondo.
    Mettevano la macchina di presa in testa al treno – in Germania, Norvegia, Cina, Sudafrica, ovunque – e andavano da una stazione all’altra. Niente commento, musica minimalistissima, solo le immagini che scorrevano, di lande desolate oppure popolose. Stacchi di montaggio nelle gallerie più lunghe (segnalati). Ipnotico e meraviglioso.

  9. acabarra59 Says:

    “ Senza data [1974] – « Il treno già rallentava sobbalzando sul groviglio dei binari, nell’imminenza della stazione, qualcuno si alzava già a radunare i pacchi, fuori brillavano le luci del traffico intenso del sabato. L’uomo di fronte (s’erano scambiati qualche parola e un fiammifero), girato di spalle, frugava tranquillo nella sua borsa; d’un tratto si volse e sorridendo gli chiese: “ Ma lei, che fa? “. Si sentì gelare. « Lavoratore-studente », rispose, in un singhiozzo. Poi chinò gli occhi e riprese a scrivere. » (Autoritratto / Infanzia di un produttore, cit.) “ [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 321

  10. frperinelli Says:

    Un’opera di Dalcielo?

  11. gian marco griffi Says:

    Non ho capito il finale.

  12. acabarra59 Says:

    “ 29 aprile 1985 – In treno si sta bene. C’è un certo silenzio. La gente prende sul serio il viaggio. Il treno ha un senso. Di marcia. “ [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 322

  13. RobySan Says:

    Urgh!

    O Trucco: mo’ mi (ci) spieghi com’è la “musica minimalistissima”.

    Gian Marco: riguardalo! (bisogna sempre ripeterti le cose tre-quattro volte).

  14. gian marco griffi Says:

    Roby: è troppo lungo, non ho tempo.

  15. Stefano Trucco Says:

    @RobySan:
    Hai presente la musica minimalista? Ecco, di più.

  16. RobySan Says:

    Trucco: un trillo, in pratica.
    Gian Marco: ti capisco, il mutuo, le rate della macchina… devi lavorà!

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