Botta e risposta / Pietro a Nice, Nice a Pietro (da Metastasio)

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Pronti a partire. Dimenticato qualcosa?

Pronti a partire. Dimenticato qualcosa?

[Le regole del gioco sono qui].

Metastasio parla a nome di Pietro; Attanasio Grunto risponde, per le rime, a nome di Nice.

I due testi raffrontati, in pdf.

La Partenza
di Metastasio

Ecco quel fiero istante;
Nice, mia Nice, addio.
Come vivrò, ben mio,
così lontan da te?
Io vivrò sempre in pene,
io non avrò più bene;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Soffri che in traccia almeno
di mia perduta pace
venga il pensier seguace
su l’orme del tuo piè.
Sempre nel tuo cammino,
sempre m’avrai vicino;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Io fra remote sponde
mesto volgendo i passi,
andrò chiedendo ai sassi,
la ninfa mia dov’è?
Dall’una all’altra aurora
te andrò chiamando ognora,
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Io rivedrò sovente
le amene piagge, o Nice,
dove vivea felice,
dove vivea con te.
A me saran tormento
cento memorie e cento;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Ecco, dirò, quel fonte,
dove avvampò di sdegno,
ma poi di pace in pegno
la bella man mi diè.
Qui si vivea di speme;
là si languiva insieme;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Quanti vedrai giungendo
al nuovo tuo soggiorno,
quanti venirti intorno
a offrirti amore e fé!
Oh Dio! chi sa fra tanti
teneri omaggi e pianti,
oh Dio! chi sa se mai
ti sovverrai di me!

Pensa qual dolce strale,
cara, mi lasci in seno:
pensa che amò Fileno
senza sperar mercé:
pensa, mia vita, a questo
barbaro addio funesto;
pensa… Ah chi sa se mai
ti sovverrai di me!

* * *

Da Nice a Pietro
di Attanasio Grunto

Ascoltami un istante,
o Pietro, amico mio,
ch’è poco il tempo ch’io
potrò donare a te.
Mi dici di tue pene,
me le racconti bene…
ma non capisco, sai,
quello che vuoi da me!

Capisco ancora meno
e meno ancor mi piace
ch’hai messo un tuo seguace
su l’orme del mio piè.
Ieri, lungo il cammino,
ebbi colui vicino:
– dimmi – gli domandai
– quello che vuoi da me!

– O Nice – mi risponde
– fàmose quattro passi…
m’ha detto er sor Trapassi
di dare il resto a me -.
Tal fu lo sdegno allora
ch’io non fui più signora:
– chiedi a tua madre – urlai
– quello che vuoi da me!

Darmi dell’insolvente:
peggio che meretrice!
Ma il resto di cui dice
dovrei chiederlo a te,
ché del mio emolumento
m’hai dato solo cento!
Tu devi a me, semmai,
quello che vuoi da me!

Le notule le ho pronte:
ché nel primiero impegno
non s’era fatto segno
di tutta la corvée
di fonti e piagge estreme!
– Un dubbio il cor mi preme –
ti chiesi – …prenderai
quello che vuoi da me?

Ché il tempo sta finendo,
e ormai da tutto il giorno
vaghiamo torno torno…
mi fanno male i pie’! –
Fàttoti a me davanti
tu ti sciogliesti in pianti:
– Perfida, non avrai
quello che vuoi da me!

Pietro, hai capito male:
sospira un po’ di meno!
Se Iddio m’ha dato un seno,
una ragione c’è!
Se non comprendi questo,
non essermi molesto:
torna quando saprai
quello che vuoi da me!

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3 Risposte to “Botta e risposta / Pietro a Nice, Nice a Pietro (da Metastasio)”

  1. Bartolomeo Di Monaco (@bdimonaco) Says:

    Notevole.

  2. カゼムグダルジマニ Says:

    Bellissima! “fàmose quattro passi” , sto ancora morendo dal ridere.

  3. Attanasio Grunto Says:

    Grazie.

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