Cose trovate e ritrovate (Le cose che ci sono in casa, 151)

by

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Sei Suites di Quartine

I. PARVA

IL SEGNALIBRO
Senza un volume sei solo una striscia
di carta variamente decorata.
Ma tra le pagine il tuo corpo striscia
scandendo la lettura dell’Idiota.

PARVA
La manopola del termosifone
la scanalatura del pavimento
buco di presa, leva di sciacquone –
piccole cose: nel dirvi vi canto.

LA MONETA
Ti sento. Tintinni dentro il cassetto.
Sarai sotto la calza o nella tasca?
Tra le mutande. Non l’avrei mai detto,
magra mancia della consueta tresca.

GRANELLO D’INCENSO
Cadendo nella brace trovi un senso
al tuo coagularti come smalto,
resina pianta, tu, goccia d’incenso
sacrifichi il tuo peso e sali in alto.

LA BUSTINA DI THE
Appesa al cordoncino, ballerina,
piroettando allarghi la tua macchia
e tingi tutta l’acqua come china
in un disegno d’ambra che ci specchia.

LE MOSCHE (da William Cliff)
Come le mosche hanno fame di carne
fame di sporco di merda d’immondo,
così io assaggio i corpi fino a goderne
e inutile ronzo: ho fame del mondo.

II. LE TRACCE DI UN GATTO

I CROCCANTINI
Come maracas scuote il tuo appetito
la scatola dei croccantini chiusa.
Miagoli, soffi, ma non hai capito:
per convincermi servono le fusa.

IL TOPO DI PEZZA
Per un topo di tappo pezza e spago
ti lanci in capriole e avvitamenti.
Te lo faccio sparire e come un mago
ricompare di botto. E tu ti avventi.

LA CIOTOLA DELL’ACQUA
Non bevi che due o tre gocce al giorno:
per questo la tua ciotola s’avaria,
bordata dalle muffe tutto intorno.
Secondo me tu vivi solo d’aria.

LA LETTIERA
La concrezione rivela un bisogno
esaudito: del tuo grumo ghiaioso
a forma di pesce di serpe o ragno
trovo i resti del tuo pasto concluso.

LA SCATOLETTA
Per questa robetta vomitevole
dai fusa e codate appena la stappo:
tuffi le vibrisse nelle ciotole
ma se mi avvicini il muso io scappo.

LA PALLA DI PELO
Un fiore di pelo, un piccolo nido
lasciato sul divano o dove siedo.
Se uno lo schifa, subito lo sfido:
tra corpo e assenza è lui l’unico nodo.

III. KINDERSZESEN

IL LECCALECCA
Talmente duro da spaccare i denti
e modellare in ciuccio il tuo sorriso:
lo tieni in bocca finché non senti
il bastoncino che ti punge il viso.

LA BAMBOLINA CALVA
L’avete scalpata con folle ebbrezza
quando la noia la rese vostra preda
nel deformare in lei ogni bellezza
perché chi crea vede ogni cosa nuda.

IL DISEGNO
Poco più di un cerchio con quattro aste.
Era questo il mio ritratto perfetto:
pieno di spazio dentro e senza testa
non ancora persona, quasi oggetto.

IL CIUCCIO
Titta tutto il giorno e tutta notte:
solo in quel ruminare lei si placa.
Stringe le labbra sempre strette strette
tutte bagnate come una lumaca.

LA MACCHIA SUL MURO
Non c’è al mondo tintura lavabile
che a te resti delebile. Risalta
la macchia sul muro: era una gracile
larva, ora una farfalla già adulta.

LA COPERTINA
L’ ha scordata anche stavolta. La senti
come piange se s’accorge che manca.
È un feticcio, nodo di attaccamenti,
la zattera e la sua bandiera bianca.

IV. OBJETS TROUVÉS

LA CAMICIA DI FORZA
Sulla manica destra c’è del sangue
rimasto da chi sa quale paziente
l’ hanno lavata eppure non s’estingue
quel grumo rosso che non serve a niente.

LA SALMA
La salma mi è rimasta nel salotto
fa un po’ d’odore, di anima e umido,
ma all’inquilino del piano di sotto
sembra il fresco profumo dell’amido.

LE PIANTINE DI MARJUANA
Mi avevano avvertito di contare
per ogni foglia quanti lobi avesse
ma sai le verze quanto sono care?
così le ho fatte tutte lesse.

IL TAVOLO OPERATORIO
Apparecchiato con solo i coltelli
sembra una tavola pronta per cena
dove non c’è vino che ci affratelli
ma il sangue, la sutura e la safena.

LA SEDIA ELETTRICA
La uso solo in casi disperati
quando in cucina il giudice aspetta
che metta ordine tra i condannati.
Ma poi si fa salata la bolletta.

L’OBICE
Con quello che si sente in giro…tengo
l’obice sempre pronto, la gittata
già impostata: con un colpo raggiungo
la casa della mia vicina odiata.

V. EROTICA

L’AMANTE
Con l’amante sono abitudinario:
io lo nascondo sempre nell’armadio.
Poi lo ripesco fuori se m’annoio:
usato e fresco, finché torna il tedio.

PRESERVATIVO
Certo non è l’anello che credevi
quello di chi ti spinge sull’altare,
ma infilalo con gesti netti e brevi
e celebriamo il rito che ci pare.

LA RIVISTA
Ne tengo sempre almeno una di scorta
intonsa e senza nemmeno una grinza
perché c’è sempre la serata morta
dove alla fantasia serve una spinta.

LA PANNA
Da quella volta che eri tutto sporco
della tua coppa di fragole con panna
ne tengo sempre un po’ di scorta al fresco.
Sulla tua pelle mi diventa manna.

LUBRIFICANTE
Il calibro non sempre è quello giusto
lo so, è grosso, ma te lo prometto:
non farà male nel tuo buco angusto.
Con questo gel ora ti umetto.

LINGERIE
C’è un coniglio che esce dal cappello
miniato al centro delle mie mutande.
Abracadabra: proprio sul più bello
tiro fuori il prodigio del mio glande.

VI. OBJETS RETROUVÉS

VECCHI LIBRI DI SCUOLA
E la nozione si fece memoria…
Chi avrebbe detto che l’apprendimento
mi avrebbe consolato e che la storia
sarebbe stata il mio latte e l’unguento?

PRESEPE
Polvere cacciata una volta l’anno
sughero gesso colla neve e muschio.
Non è la festa che tutti già sanno:
ogni volta che si nasce è un rischio.

DIARI
Avere data a volte è avere morte
e nel numero si esaurisce il fato.
Poi li rileggi: come un’acquaforte
l’anima incide lastre di passato.

PUPAZZI
Un animale inscatola l’affetto
di giorni infantili o da innamorati:
ora infeltriti muso zampe e petto
falsi compagni, amici surrogati.

MANOSCRITTI
Non era un’invenzione – ascoltavi
le vite dentro e il fiato di un racconto.
Erano loro ad avere le chiavi,
loro che vivono mentre io sento.

FOTO DI CLASSE
Si annida tra le file dei compagni
una gamma infinita di varianti.
Se le riapro oggi, i nostri sogni
si sono fatti opachi e quasi spenti.

Tag:

Una Risposta to “Cose trovate e ritrovate (Le cose che ci sono in casa, 151)”

  1. RobySan Says:

    Insisto nel dire che questo baldo giovane ha abbastanza stoffa da rifar l’abito a tutti gli altri partecipanti al gioco!

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